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Non chiedo altro Paradiso

Non chiedo altro Paradiso

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Marzo 2022

Può l’amore riscoprirsi immutato dopo anni? Si può essere destinati l’uno all’altra?
Di questo è convinto Claudio, studioso di Letteratura Francese e in cerca della propria strada, incatenato alla memoria di un amore lontano e perduto. Più disillusa è Elisabetta, italo-francese, donna in carriera dalla personalità complicata, segnata da un passato doloroso che ne ha ostacolato con l’età le dinamiche relazionali e affettive.
I due, legati da un sentimento nato anni prima, affrontano diversamente l’approccio ad uno strano appuntamento nel futuro. Il ricordo di una promessa mai dimenticata per Claudio è stato motore di desiderio verso quell’anima da cui crede essere stato ingiustamente separato. Per Elisabetta, invece, rappresenta solo un richiamo dei fallimenti amorosi già assaporati e un proposito dal quale rifuggire. Quella data è adesso sopraggiunta!
Ambientato tra Roma e Parigi, il romanzo è narrato dal punto di vista dei protagonisti attraverso un evocativo fil rouge letterario.

Perché ho scritto questo libro?

Credo che si scriva un romanzo per la voglia di raccontare una storia non solo frutto della composita ed eclettica immaginazione di un Autore, ma qualcosa capace di tracciare una piccola impronta di speranza in ogni lettore.
L’identificazione che “Non chiedo altro Paradiso” vuole creare, infatti, è delicata e universale: tutti siamo preda di ragionamenti amorosi, di ricordi e di attese, di illusioni e di frustrazioni. È inevitabile tifare per Claudio ed Elisabetta perché loro sono ognuno di noi

ANTEPRIMA NON EDITATA

1.

…Poiché l’alba si accende, ed ecco l’aurora, poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente a ritornare a me che la chiamo e l’imploro, poiché questa felicità consente ad esser mia…

Verlaine. Una voce distinta nel frastuono di pensieri sfocati. Gli occhi chiusi. Una luce, un’immagine trapelata nel buio di quelle mura. È un sogno. Forse è già mattino. Gli occhi ancora chiusi. Poi di nuovo il silenzio.

Il suono squillante della sveglia echeggiò improvviso. Un rumore, un fastidio sottile che penetrò nel sonno di quell’uomo.

Le lenzuola tremarono scomposte. La sagoma fece per muoversi. Dapprima in maniera brusca, repentina, quasi stanato in un magico idillio da non voler abbandonare; poi in maniera più dolce, rassegnata a quello strepito, imprevisto sì, ma ricco di attesa.

Ricordò le parole di quella notte. Era tanto che non le ascoltava, che non le sognava.

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Uno sbadiglio riportò viva la sua stanchezza. Non aveva dormito granché negli ultimi giorni, faticando a prendere sonno ed a districare i pensieri.

Si era comunque deciso ad alzarsi dal letto di quell’albergo e così fece. Rimase per alcuni secondi in posizione seduta ad osservare quelle lenzuola di cotone, bianche, anonime come il silenzio che lo circondava. Avvicinò le mani a coprire prima gli occhi, poi la testa, a voler cercare, con quel gesto, la lucidità necessaria a stemperare quella piccola pulsazione che avvertiva crescere dentro secondo dopo secondo.

Era nervoso. Quel giorno non era come gli altri, pensò. Lo aspettava da tanto. Ne era attratto ed allo stesso tempo intimorito. Come uno studente universitario che attende, impaziente, il giorno di un esame pur sentendone aumentare, con il tempo, l’intensità della pressione. Ripensò alle mattine dei suoi, di esami, così lontani nel tempo. Rubò un leggero sorriso, riportando alla mente una sensazione positiva. Come in quelle occasioni, adesso, aveva bisogno di carica emotiva.

Dismise i panni notturni e si buttò sotto la doccia. Sentendo l’acqua scendere con dolcezza assaporò di nuovo una sensazione di benessere. Quella salubre carezza sulla pelle affievolì in parte la stretta allo stomaco.

Ripensò a quell’ultimo periodo, agli ultimi giorni prima della partenza: la fine della relazione con Vittoria era stata abbastanza pesante ed aveva lasciato nel suo animo un senso di rivalsa, un forte desiderio di girare pagina, di guardare avanti, di poter vivere quel giorno senza affrontare anche il peso di doverle mentire.

Squillò il piccolo telefono della camera.

– Si, pronto? –

– Dottor Urbani, mi aveva detto di svegliarla! Sono le otto in punto. – Era il portiere della pensione. Una voce vivacemente scandita. Da quanto tempo doveva essere già in piedi, pensò.

– L’avevo dimenticato. Avevo comunque messo la sveglia anch’io. Grazie – Mise giù il piccolo apparecchio telefonico. Dove ho la testa?

Perse una mezz’ora a prepararsi. Indossò il vestito già preparato la sera prima. Lasciò la cravatta allentata intorno alla camicia. Chiuse il borsone e si diresse fuori da quella stanza. Scese nella reception e, dopo un fugace caffè, uscì dall’albergo. L’agitazione si era leggermente sopita col tempo e decise così di farsi conquistare da quell’inconfondibile atmosfera di inizio estate.

Roma è sempre un incanto in questo periodo.

Il bagliore affascinante del sole già caldo di giugno, il profumo familiare dei pini secolari. L’aria tiepida portava con sé la fragranza delle rose appena sbocciate e diffondeva una luce vitale sulle antiche rovine di quel fascino eterno. Anche i clacson del centro sembravano risuonare lontani e quieti. Era tutto stranamente perfetto.

Percorse a piedi il tragitto che da Viale XXI Aprile scende verso Piazza Bologna ed oltre su Piazzale delle Provincie, verso la cittadella universitaria.

2021-11-01

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Mario Scarpa
Mario Scarpa nasce ad Aversa, piccola cittadina in Provincia di Caserta. Si trasferisce a Roma all’età di 18 anni per proseguire gli studi e per conseguire nel tempo prima la laurea in Giurisprudenza, poi il Dottorato di Ricerca e poi l’abilitazione come Avvocato. Nel 2016, dopo il superamento del Concorso al Ministero dell’Interno come Segretario Comunale, si trasferisce a Lecco dove attualmente risiede e dove svolge la propria attività professionale in più Comuni della provincia lariana. Si occupa anche di formazione in ambito di educazione civica, cittadinanza attiva e di organizzazione della pubblica amministrazione. Da sempre appassionato di lettura, è alla prima opera narrativa.
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