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Non parlarmi del tuo amore

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Maria sa di avere tutto ciò che ha sempre desiderato: vive nella casa della sua infanzia, ha sposato Diego e ha una figlia amorevole. La felicità, però, non è una corazza infallibile e Maria è costretta a fare i conti con il proprio abisso. Anche la vitalità di Diego si è spenta e, vinto dall’incapacità di aiutare la moglie, tenta di rubare lembi di serenità dalla vita di Anna. Con lei gli sembra di essere tornato in cima, di avere di nuovo le carte vincenti. Ma è una sensazione incostante, come quelle in cui si sente intrappolata sua moglie Maria, e i due oscillano tra buio e luce, gioia e dolore.

Il viaggio di Diego, Anna e Maria è il viaggio degli eroi normali, alla ricerca della gioia imperfetta e imprevedibile.

Tutto è cominciato solo qualche anno fa.

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È lei. Ne sento parlare da sempre. Fino ad oggi, però, non l’avevo mai incontrata di persona e ora, inaspettatamente, è davanti a me. Mi chiamo Giada e, a pensarci, mi sembra che non ci sia mai stato un momento della mia vita in cui lei non venisse nominata e maledetta. Sono cresciuta con la sua ombra dietro le spalle e la depressione di mia madre Maria davanti agli occhi.
Lei, a differenza di tutti noi, non ha mai avuto un nome, o per lo meno non è mai stato usato a casa mia. È sempre stata “quella”: unico appellativo con cui mia madre era solita rivolgersi a lei e che utilizzava per parlare di lei con mio padre. Quando ero piccola non riuscivo a capire chi fosse questa strana donna che, a detta di mia madre, le portava via il marito senza vergogna. Non capivo visto che, in effetti, mio padre era sempre lì con noi. Non riuscivo a decifrare le parole a volte disperate e a volte rabbiose di mia madre, e neppure mi capacitavo di come fosse possibile portarsi via qualcuno pur lasciandolo al proprio posto. Chiesi spiegazioni a mio padre, lui mi strinse a sé e, accarezzandomi, mi disse che a volte è complicato comprendere le scelte degli adulti e solo crescendo, forse, avrei trovato le risposte alle mie domande. Solo se avessi amato disperatamente, solo se avessi provato un sentimento capace di camminare in bilico lungo i fragili fili invisibili di cui sono fatti i legami, avrei avuto la capacità di comprendere. Cresciuta all’ombra di questo mistero ci sono voluti anni per capire cosa intendesse dire mio padre. A causa di questa donna fantasma, la mia infanzia è volata via all’insegna dei continui litigi dei miei genitori, delle ricadute di mia madre negli abissi della depressione, dei silenzi rassegnati di mio padre. Di lui è ancora vivo dentro di me il ricordo delle giornate in poltrona, in silenzio, con un libro tra le mani e il telefono accanto: il volto spento che si illuminavaa ogni squillo, la sua voce incolore che acquistava un improvviso guizzo e che si arricchiva di inattese sfumature, per ripiombare nel silenzio appena la telefonata terminava. Avvertivo qualcosa di strano, di pericoloso, di sospeso, ma la mia essenza di bambina mi aiutava a non pensarci, presa com’ero dai miei giochi e dalle mie fantasie. Ricordo bene, però, quando tutto è iniziato. Ricordo che ero tutta presa a preparare polverose tortine di terra riarsa, sotto l’ombra appena accennata di un piccolo ciliegio assai provato dalla calura di quel lontano mese di agosto. Intorno a me solo il silenzio delle prime ore del pomeriggio, quando l’afa costringe tutti a cercare un po’ di sollievo nella propria stanza, accostando le persiane e lasciando penetrare solo flebili raggi di sole, tra i quali danzano scie festose e instancabili di minuscole particelle di polvere.

2020-11-21

Aggiornamento

Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che mi hanno sostenuto fin qui, credendo in me e dimostrandomi stima e fiducia. Questa esperienza bellissima mi è servita anche per capire quanti amici io abbia intorno a me e questo mi ha riempito l'anima di gioia sincera. Per chi volesse, ho ancora bisogno di voi per raggiungere altri obiettivi che mi permetterebbero un lancio migliore del libro, attraverso il raggiungimento di altre due obiettivi di 50 copie prima e 100 poi che metterebbero in moto Bookabook per un ulteriore supporto nei prossimi passaggi. Posso contarci? Grazie davvero per aver permesso l'avverarsi di un sogno.
2020-11-03

Aggiornamento

Oplà, i personaggi. Tra le pagine di questo libro incontrerete personaggi che sembrano non assomigliare affatto ad eroi, anzi, sembrano rappresentarne l’esatto contrario. Persone che vivono sulla propria pelle esperienze e sentimenti in cui ognuno di noi può ritrovarsi almeno in parte. Sono persone assolutamente normali con i loro problemi, i loro difetti, le loro illusioni, le loro speranze. Persone che vivono ed affrontano la vita di tutti i giorni barcamenandosi tra le sue contraddizioni, cercando di non farsi troppo male e, se possibile, cercando la propria ragione di vita. Ma allora mi chiedo che cosa e chi è un eroe se non un essere umano che tra mille difficoltà, tra dolori, illusioni e rinunce riesce comunque a trovare il modo di rispettare se stesso e chi gli è attorno, prendendo o anche rinunciando nel nome di un amore, di un’amicizia, di una rinascita? Così, incontrerete Giada, la figlia, e la vedrete crescere forse troppo in fretta. Bambina silenziosa e solitaria tenterà di dare una spiegazione a quanto accade intorno a lei, ai comportamenti dei genitori, agli sbalzi di umore, cercando soluzioni e perché che solo un bambino può cercare ma che, come le dice il padre, troverà le giuste risposte quando anche lei sarà in grado di camminare “sulle strade polverose della vita” riallacciando “i fragilissimi fili invisibili” che ne costituiscono l’essenza. Incontrerete Anna, l’altra. Anna, che come milioni di donne riveste il ruolo del terzo incomodo, di quella di troppo, di quella senza scrupoli. Ma è poi sempre così? Davvero non esistono sentimenti, dolori, paure, pentimenti, rimorsi, desideri, in coloro che accidentalmente si imbattono nell’amore di un altro? E Maria? Chi è Maria? È davvero solo e soltanto la moglie tradita, la donna che ha perso la voglia di vivere, che si è ingrigita, che si lascia sopraffare dagli eventi? E infine Diego, il povero stanco Diego che trova nuovi slanci, nuove occasioni grazie ad Anna. Diego, invecchiato e piegato da un’esistenza incolore. Davvero non ha colpe? Davvero non ha scelte? È proprio a tutte queste domande che troverete una risposta seguendo Giada, Anna, Maria e Diego nel loro vivere quotidiano e forse, guardando alle cose attraverso i loro occhi, troverete una parte di voi.
2020-09-27

Aggiornamento

Vivere non è sempre così semplice, anzi. Spesso le nostre vite prendono pieghe che non ci saremmo mai aspettati e che non sappiamo come affrontare. È in questi momenti che ci si rivolge a coloro che crediamo ci sappiano ascoltare e capire senza giudicare, a coloro che sanno starci accanto e tiraci su senza pretendere di farci prediche o darci la soluzione ma che semplicemente ci sono. Ecco, io ci sono, sempre. Forse perché anche io nel corso della mia vita ho avuto bisogno di spalle su cui poggiare che non sempre ci sono state. Forse è per questo che ho imparato ad ascoltare. Forse è proprio per dare aiuto sostegno a chi troverà una parte di sé nell'esistenza e nella vita dei protagonisti di questo mio romanzo breve che ho raccontato questa storia. Una storia per le tutte le Maria, Anna e Diego che incrociamo indifferenti nella vita di tutti i giorni.
2020-09-21

Aggiornamento

Salve! Volevo ringraziare tutti voi che mi state sostenendo e che vi siete impegnati a darmi una mano e ringraziare di cuore chi mi invia parole bellissime in privato. Sapere che sono riuscita a toccare la vostra anima mi fa enorme piacere e le vostre considerazioni anche sullo stile di scrittura mi inorgogliscono. Se si raggiungerà l'obiettivo sarà per il sostegno di tutti voi a riprova del fatto, se ce ne fosse ancora bisogno, che davvero l'unione genera forza. Grazie infinite e continuate a sostenermi!!

Commenti

  1. Mentre si dipana la narrazione, l’autrice ci conduce per mano negli ambienti “fotografati” dalla sua penna e ci fa conoscere i protagonisti tanto intimamente che poi non vorremmo più lasciarli, proprio come accade con i luoghi a noi più cari e con gli amici più sinceri. Pagina dopo l’autrice permette al lettore di riconoscersi nella vita di Maria, può confrontarsi con le esperienze di Diego, sentirsi vicino ad Anna e volerli stringere in un abbraccio per sentirsi meno solo di fronte alle vicende della propria vita. Una lettura che cattura fino all’ultima pagina. La nostra libreria non può esserne sprovvista!

  2. (proprietario verificato)

    Ciò che in prima battuta cattura il lettore è lo stile narrativo scelto dall’autrice, la quale fa narrare la storia in prima persona ai protagonisti, muovendosi su piani paralleli. Diego, Anna, Maria e Giada forniscono la descrizione della medesima storia ma da punti di vista differenti, inducendo il lettore ad immedesimarsi ora nell’uno ora nell’altro in un continuo intreccio di sensazioni e sentimenti che lo conducono al finale. E’ una storia in cui l’amore è declinato in tutte le sue sfaccettature, ma mai in modo banale, piuttosto offrendo numerosi spunti di riflessione. Lettura consigliata!

  3. (proprietario verificato)

    Storia scritta con molta intensità ma anche con uno stile scorrevole, fluido che non appesantisce ma anzi ti cattura. L’autrice sa narrare benissimo per immagini che poi è il principio delle principali scuole di scrittura creativa, show don’t tell. Mi sembrava proprio di essere lì, nei vari ambienti descritti alla perfezione . I dialoghi sono molto diretti e concisi così il lettore non perde l’attenzione. Lettura davvero molto piacevole!

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Alessandra Tetè
nata a L’Aquila nel 1963, è docente di scuola primaria. Dopo una serie di esperienze accanto a bambini e adulti provenienti da altri luoghi e culture, ha deciso di prendere sul serio il problema dell’accoglienza e della lotta al razzismo, impegnandosi di persona attraverso il lavoro in associazioni e nella scuola. Ha pubblicato, lavorando con diverse case editrici, testi e contributi sul tema, per lo più a uso scolastico. Organizza spesso per i suoi alunni laboratori di scrittura creativa e sessioni di lettura ad alta voce. Non parlarmi del tuo amore è il suo primo romanzo rivolto agli adulti.
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