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Nove Passi alla Libertà

Nove Passi alla Libertà
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Consegna prevista Febbraio 2022

La libertà di un individuo è determinata dalle scelte che si decidono di prendere nel corso della propria esistenza. Selene, Alanna e Gabriele, fanno di tutto per liberarsi dalle loro colpe passate, dai sentimenti iracondi che li perseguitano; in definitiva, liberarsi della propria condizione di vinti e prendersi la loro rivincita nella vita. Sono persone completamente diverse tra loro, ma accomunate da un simile destino. Nelle loro vene scorre il sangue degli Anapa, un’organizzazione segreta nata in Egitto centinaia di anni fa, con lo scopo di eliminare per sempre gli Xannaga da questo mondo. Creature di origini sconosciute, servendosi dell’aiuto dei loro fautori, ricorrono a qualsiasi mezzo per ottenere ciò che desiderano. Due scuole di pensiero, due moralità giuste e sbagliate a modo loro, si scontreranno per lo stesso ideale: avere la libertà di scegliere la forma della propria entità.

Perché ho scritto questo libro?

Ho sentito il bisogno di mettere per iscritto tutto ciò che non riuscivo a esprimere a voce. Ho dato vita ai miei pensieri attraverso le parole enunciate dai personaggi stessi. Invero, ognuno di loro mi rappresenta e fa parte di me. Spero che la mia persona, sempre così restia ad esporsi agli occhi della gente, venga vista in un modo nuovo. Mi auguro, dunque, che il lettore possa apprezzare questa storia che ho usato come strumento di espressione esteriore, specchio della mia realtà interiore.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prefazione

Da piccola mio padre cercò di insegnarmi a modo suo – come tutti i genitori insegnano ai propri figli – la differenza tra il bene e il male, ma la verità è che solo crescendo ognuno di noi impara a capire che entrambi i concetti possono avere innumerevoli sfaccettature più o meno accettabili dall’interlocutore. Di fatti, ciò che per me è bene per esempio, potrebbe recar danno ad un’altra persona e viceversa: noi tutti facciamo parte degli “altri” per cui ogni singolo recepisce un’azione in modo diverso dall’altro, attribuendo ad essa, l’azione, un significato che può essere ritenuto dai soggetti sia giusto che sbagliato. Allora, qual è la differenza tra il bene e il male? Un po’ come descrivere la concezione di amore e odio, spesso considerate due facce della stessa medaglia. Se riuscissimo però ad andare al di là del significato di “bene” e di “male” fino a raggiungere uno stato di neutralità e di accettazione universale non solo del pensiero altrui, ma soprattutto del nostro, forse potremmo raggiungere la libertà a cui tanto si aspira nella vita.

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“L’uomo è nato libero e dappertutto è in catene” (J- J. Rousseau, Il contratto sociale, I, 1), ma forse quelle catene appartengono solo al mondo esterno, terreno, quel mondo che l’uomo ha plasmato. Perciò la libertà in effetti può essere raggiunta, ma solo se si è in grado di scavare nel profondo di se stessi e riuscire ad andare oltre ciò che di materiale ci circonda; nondimeno negarlo in alcun modo, perché solo unendo il corpo con la mente, allora si può arrivare alla percezione dell’anima. Il cammino per giungere a tale destinazione è difficile ma non impossibile. Molti sono legati al mondo materiale da catene fatte di pregiudizi e discriminazioni, tuttavia per accettare l”Io” degli altri, bisogna accettare prima il proprio “Io” ed è proprio questa la vera sfida. Al contrario, la maggior parte degli uomini non riesce ad oltrepassare nemmeno questo primo stadio, motivo per il quale il soggetto che si va ad analizzare, ovunque si sentirà in catene, catene che si è costruito da solo tra l’altro, incoraggiato inconsciamente da pensieri che l’esterno gli ha inculcato, dimenticando che anche egli può essere capace di pensiero proprio, un pensiero che può essere addirittura più elevato, se solo esso si fosse mai dato una possibilità.

Io una possibilità me la sono data, nonostante il timore di sbagliare o di non essere mai abbastanza. Ho realizzato che non era possibile che la mente umana dotata di così tanto ingegno, fosse destinata a diventare polvere e a sparire così nel nulla. Il nostro intelletto è in perenne espansione, così come l’universo, per cui un giorno, la nostra essenza, la cosiddetta anima, una volta elevata, arriverà ad unirsi al “Tutto”, un Tutto così grande da contenere all’interno tutti gli universi stessi.

Tutto cominciò quando smisi di guardarmi intorno e iniziai invece a guardarmi dentro, e il pensiero da me scaturito probabilmente per gli altri era errato, ma ciò che contava per me, era essere appunto fedele a me stessa e a nessun altro, perché io sola sono padrona della mia libertà.

-Selene

I

Una questione personale

Il giudice Riccardo Ronzitti aveva in programma una grande sorpresa per la sua sposa, in vista del loro anniversario di matrimonio, una ricorrenza che lui e Monica non dimenticavano mai di festeggiare. Egli era un uomo felice della propria vita, innamorato della sua donna fin dal primo giorno che l’ebbe conosciuta, perciò un po’ si vergognava del fatto che quell’anno, essendo stato così indaffarato con il lavoro, non era riuscito ad organizzare niente di spettacolare. Per questo, e per altri motivi, accettò forzatamente il consiglio che gli venne dato, ovvero di portare Monica in un ristorante vista mare. Nonostante quell’idea non gli sembrasse così grandiosa, quel giorno la coppia gioconda si mise comunque in viaggio a quella precisa ora del giorno diretti verso quel preciso ristorante poco distante dal molo, seguendo dunque passo dopo passo, le istruzioni che quella persona gli aveva precedentemente dettato. Non poteva essere assolutamente un ristorante prima, nè uno qualche chilometro più lontano, ella gli disse che solo lì doveva andare e lui lì sarebbe andato.

Riccardo si sforzava di ricordare le parole esatte pronunciate dalla sconosciuta in questione, ma questa continua insistenza a rammentare quell’episodio lo lasciava solo con la mente ancora più annebbiata di prima e con un atroce mal di testa.

Pochi giorni addietro infatti, una bellissima donna alta e snella, dai capelli biondi e ricci, apparentemente giovane, si era presentata nel suo ufficio con una richiesta ben precisa. L’orologio a pendolo fissato alla parete spoglia segnava le undici esatte quella mattina di lavoro, la quale il signor Ronzitti trascorreva come tutte le altre. Egli era un uomo di bell’aspetto, sebbene avesse i capelli ormai ingrigiti dall’età e avesse messo qualche chilo di troppo sull’addome, tuttavia era così alto che quei chili non guastavano, anzi rendevano la sua figura ancora più imponente. Il viso era sempre segnato da una ruga di espressione sulla fronte, ma dagli occhi traspariva un carattere buono e giudizioso. D’altronde era conosciuto nel settore per la sua buona condotta, essendo lui una persona tremendamente diligente e dedita al proprio lavoro in maniera a volte quasi morbosa. Se ne stava curvo seduto a scrivere nel suo ufficio impolverato, impegnato com’era tra le montagne di documenti sparpagliati ovunque sulla sua scrivania, quando alla porta bussò la donna accennata poc’anzi, di aspetto molto affascinante, vestita con un abito di raso color vinaccia a mezze maniche, lungo fino al polpaccio e con una scollatura a “V”, legato in vita da un nastro dello stesso colore. Lui incuriosito, la fissò dapprima con i suoi occhi scuri da sopra gli occhiali arricciando il naso, poi sorpreso e con una punta di spavento, cercò subito di distogliere lo sguardo quando per un solo istante i suoi occhi ebbero incrociato quelli di lei. Lui in realtà sapeva benissimo chi (o meglio cosa) ella fosse, e sebbene fosse stato preparato ad affrontarla già da giovane età, gli occhi blu di quella donna costrinsero la sua mente ad agire contro la sua volontà, rendendo difficile tenere i pensieri sotto controllo durante quel breve interrogatorio che ne seguì.

«Posso accomodarmi?» gli chiese la donna, la quale senza nemmeno aspettare una risposta, passò direttamente oltre la scrivania per sedersi sul bordo di essa, accanto al posto dove si trovava il giudice. Riccardo non si aspettava quella visita e restò in silenzio per qualche istante, mettendo alla prova il suo intelletto nel cercare di non cadere nella sua trappola.

«Un uccellino mi ha detto» continuò ella «che la sua famiglia è in possesso di un cimelio che mi appartiene. Vede, mi è stato rubato continuamente per molto tempo e le mie ricerche mi hanno portato qui. Lei sicuramente mi restituirà ciò che mi appartiene di diritto, non è vero?»

Si era chinata sopra di lui, alzandogli la testa con il dito indice sotto il mento, affinché potesse guardarlo faccia a faccia negli occhi. Con una forza di cui mai pensava si sarebbe dovuto servire, Riccardo riuscì fortunatamente a tener testa al suo sguardo, ma solo per un istante, quello che bastò tuttavia a non peggiorare la situazione e a cambiare le sorti di tante vite avvenire. Egli infatti, le rispose biascicando di non sapere dove si trovasse quest’oggetto a lei così caro, e questo

sorprendentemente le bastò per acquietare il suo animo, convinta che nessun essere vivente potesse avere la possanza di resisterle.

«Bene,» pronunciò la donna risolutamente, «vedo che è molto impegnato perciò toglierò subito il disturbo. Tuttavia ho un’ultima richiesta da farle, se mi è concesso.»

La donna si era già alzata e posizionata proprio davanti alla scrivania, perciò poggiate entrambe le mani su questa, si piegò in avanti e spalancò gli occhi, penetrando quelli di lui.

«Vorrei evitare che sua moglie venisse a sapere in qualche modo di quest’incontro. Potrebbe farsi un’idea sbagliata su di noi.» disse ammiccando, ma a quel punto gli occhi di lei si colorarono di un blu ancora più intenso, e senza distogliere mai lo sguardo, diede istruzioni ben precise a Riccardo, istruzioni che come sappiamo, egli non ricordava bene, ma che inconsciamente eseguì alla lettera senza trascurare alcun dettaglio.

Dunque quel preciso giorno, lui e la moglie si diressero verso il mare, e arrivati a destinazione, il signor Ronzitti premette con forza il piede sull’acceleratore dritto verso le acque del mare aperto oltre il molo, incurante delle urla della moglie che lo strattonava e cercava in tutti i modi di farlo ritornare alla ragione.

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2021-08-30

Aggiornamento

Ciao a tutti, grazie per essermi stati accanto in questi ultimi mesi. Sono lieta di annunciarvi che i nostri sforzi sono stati ripagati: abbiamo raggiunto il primo goal delle 200 copie! Raggiungere gli altri goal mi aiuterebbe ad avere una maggiore esposizione mediatica, ma già questo è un grande traguardo, e lo devo a voi! Il vostro supporto verrà presto ripagato, non temete. Proprio oggi ho inviato la bozza definitiva, ormai non c'è più tempo per i ripensamenti! Dunque, per i prossimi mesi saremo impegnati con i lavori di editing, impaginazione, copertina ecc. Aspettatemi ancora un po' per favore, ce la stiamo mettendo tutta per far arrivare un buon prodotto nelle vostre mani.

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Maria Delizia Griffo
Sono una di quelle persone introverse che quando si tratta di parlare di sè, si limita a rispondere con versi strani e parole lasciate a metà. Dunque, preferisco ascoltare piuttosto che parlare a vuoto. Sono laureata in Scienze del Turismo e sto ancora studiando per conseguire la laurea in Relazioni Internazionali. Amo tutte le forme di arte, in quanto con esse si può comunicare senza aver paura di eventuali barriere linguistiche o culturali, perché alla fine anche se siamo diversi, i nostri cuori sono tutti uguali. Cambio sogno ogni giorno: a volte mi sveglio con il desiderio di diventare Alto Commissario delle Nazioni Unite, altre volte invece vorrei starmene da sola in un cottage in Scozia e passare le giornate a scrivere. Ho ancora molta strada da fare per raggiungere i miei obiettivi, ma se non ci fossero sfide nella vita, allora non ci sarebbe mai nessun cambiamento.
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