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Olio di Argan

Olio di Argan
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Consegna prevista Agosto 2022
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Eva è una giovane italiana che dopo la laurea decide di lasciare il suo Paese per seguire un corso di inglese a Miami e nel frattempo trova anche un impiego presso un’agenzia immobiliare. E’ qui che Eva incontra Naveen, maledettamente bello e ricco. Anche l’uomo, nota subito la ragazza e ben presto i due danno inizio ad una relazione sensuale ed eccitante. Eva comprende subito che Naveen si occupa di affari poco chiari, ma decide di vivere a pieno il momento magico che il destino le sta riservando, e di lasciar dormire per un po’ la sua coscienza.
Ragazza di provincia lei, seppur estremamente sveglia e sexy; miliardario bello e dannato lui, con un passato ed un presente in parte da nascondere. Durante un viaggio a Cuba, Eva convince Naveen a farla collaborare con lui per uno dei suoi affari riguardanti l’arrivo dalla Colombia di alcuni container dal contenuto sospetto. Da adesso in poi i due si danno l’uno all’altra senza riserva. Ma arrivato il giorno dell’affare qualcosa va storto.

Perché ho scritto questo libro?

Olio di Argan è il risultato dell’amore per la scrittura e per la lettura, è la necessità di trasferire su carta un fiume di emozioni con la speranza di riuscire a suscitarle anche in chi legge. Leggere un libro per me significa immedesimarsi nella storia, nei personaggi, significa diventarne parte. Olio di Argan l’ho scritto per vivere un’altra storia, un’altra vita e per sentirmi immersa in quell’energia che si trova solo nei sogni.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Ricordo quel pomeriggio di Luglio come se fosse ieri. Certo non avrei mai immaginato che la mia vita avrebbe però preso una piega così diversa da quella che aveva avuto fino a quel giorno, da quella che era l’educazione che avevo ricevuto e da quella che credevo fosse la mia capacità di distinguere ciò che è bene da ciò che è male. Sono arrivata a Miami da due anni, a ventotto anni avevo deciso che il posto migliore per perfezionare il mio inglese erano gli Stati Uniti ed una volta ottenuta la mia laurea in commercio estero, ho organizzato il mio trasferimento in Florida. Gli anni dell’università non sono stati proprio semplici e spensierati come avrei creduto.

Milano è una città che offre tantissimo, ma per poterci vivere devi darti un gran da fare ed io non volevo assolutamente pesare sulla mia famiglia che viveva in un piccolo paese della provincia. All’università condividevo un appartamento con altri due inquilini, Sara una ragazza spagnola di Barcellona giunta in Italia per un Erasmus e Kurt, interessante studente belga iscritto a un costosissimo master in comunicazione delle imprese internazionali. La sera lavoravo in un locale molto vicino all’università come cameriera ai tavoli e di giorno, compatibilmente con le lezioni, lavoravo come hostess di fiera e talvolta anche come modella. L’agenzia per la quale lavoravo diceva che non era sempre necessario essere una modella professionista per avere alcuni lavori e devo dire che nel corso di questi anni sono riuscita a guadagnare delle somme discrete. Così il mio personale regalo di laurea era un soggiorno di sei mesi a Miami, quattro mesi di corso intensivo di inglese ed il resto vacanza.

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La Florida mi ha sempre attirato e incuriosito, in realtà ho sempre amato viaggiare, vedere posti nuovi, conoscere gente diversa e parlare altre lingue. Forse avrei dovuto fare la viaggiatrice di mestiere, credo mi sarebbe venuto bene. Ancora non avevo deciso che cosa fare del mio futuro, in fondo una pausa di sei mesi dopo sei anni di fatica credevo di meritarmela. Sara era già stata a Miami diverse volte, così mi mise in contatto con il proprietario dell’appartamento dove alloggiava lei e per la modica cifra di 400 $ il mese avevo una camera, una cucina e un bagno con una graziosa terrazza proprio sulla Collins Avenue. La mattina mi alzavo e vedevo il mare facendo colazione seduta al bancone della cucina. Credo che Sara avesse un qualche legame speciale con il proprietario dell’appartamento, perché davvero il prezzo pagato lo valeva solo la vista mozzafiato. Volevo comunque trovarmi un lavoretto part time, le lezioni duravano dalle nove alle tredici da lunedì a venerdì e avevo i pomeriggi e i fine settimana liberi.

Il solito Mr. Sean, il proprietario di casa, aveva contatti con un’agenzia immobiliare che avrebbe volentieri assunto una ragazza tutto fare per sistemare i documenti, accompagnare i clienti a vedere le case e svolgere lavori di segretaria. Lo stipendio non era di gran lusso, ma io potevo mantenermi senza infierire troppo sui miei risparmi e perfezionare l’uso della lingua in un ambito diverso da quello scolastico. Le mie giornate trascorrevano tranquille e sentivo che stavo facendo esattamente tutto quello che volevo: studiavo l’inglese e parlavo tantissimo lo spagnolo, a Miami vivono tantissimi cubani ed è facile fare amicizia con loro, vivevo in una casa sulla spiaggia e il lavoro tutto sommato non mi dispiaceva. Accidenti vedevo delle case pazzesche, enormi ville con giardini e piscine, attici superlusso e negozi per attività commerciali che potevano sembrare residenze di vip.

Sì stavo bene, mia madre lo diceva sempre quando mi sentiva al telefono “hai una voce così serena e tranquilla” e lo ero … fino a quel pomeriggio, quel dannato afoso pomeriggio di Luglio. Il mio io interiore me lo diceva “rimani a casa oggi e vai in giro per South Beach a fare shopping”, ma no, perché non passare quattro ore in un ufficio con l’aria condizionata rotta, il tasso di umidità al 90% e un mucchio di fascicoli di vendite concluse da registrare e archiviare? Per partire con il piede giusto, m’infilo un abitino davvero grazioso, una fantasia floreale sui toni dell’azzurro, la mia vicina di casa Emy dice che i miei occhi turchesi si specchiano in quei colori, semplice ma dalle linee aderenti e una leggera scollatura. Amo gli abiti aderenti che disegnano le linee del corpo, non eccedo nelle scollature perché ho una taglia di seno piuttosto generosa che a volte m’imbarazza, ma credo di saper essere abbastanza femminile e attraente se m’impegno.

Gli anni da modella mi hanno insegnato qualcosa. Abbino un bel sandalo bianco tacco otto, le scarpe alte sono un altro accessorio a cui non posso rinunciare, un trucco leggero e con i capelli sciolti me ne vado in ufficio. Il mio mezzo di trasporto è una Smart blu gentilmente offerta dall’agenzia immobiliare a titolo di macchina da lavoro, del resto se devo accompagnare i clienti avrò pur bisogno di un mezzo. Dopo soli dieci minuti in ufficio mi accorgo che i capelli non possono più rimanere sciolti, il caldo è soffocante. Raccolgo i capelli in qualche maniera, ci infilo una matita per tenerli fermi e accendo il computer. Oggi sono sola, Miss Lima ha una serie di appuntamenti che la terranno occupata tutto il giorno e dovrò anche ricordarmi di chiudere l’ufficio. Il cielo è coperto e la temperatura sembra ancora più insopportabile. Sto per aprire il primo fascicolo quando davanti all’agenzia si ferma una Mercedes nera con i vetri completamente oscurati. Con la sedia scivolo lungo la fine della mia scrivania per vedere meglio e noto due uomini con un completo nero e occhiali scuri che scendono rispettivamente dal posto guidatore e passeggero guardandosi attorno come per controllare che non ci sia nessuno nei paraggi. Abbozzo un sorriso e scuoto la testa, come è possibile vestirsi in quella maniera in una giornata così? Poi mi ravvedo, è molto probabile che loro abbiano l’aria condizionata funzionante. L’uomo al posto passeggero apre la portiera dietro e ne scende un terzo uomo, questo però è diverso, piacevolmente diverso.

E’ scuro di pelle, sembra mulatto, potrebbe essere ispanico, alto e con un fisico prestante, indossa un completo di lino chiaro e una maglia nera, ha i capelli lunghi, ricci, gli arrivano alle spalle e non so perché ma danno l’idea di essere così morbidi .. anche lui porta gli occhiali da sole neri ed ha un pizzetto sul mento. Si avvicinano verso l’ufficio, è si Eva vengono proprio qui mi dico, datti una svegliata e preparati ad accogliergli. Non riesco a distogliere lo sguardo dal terzo uomo, cammina in maniera così elegante, la giacca è sbottonata e avvicinandosi noto che deve avere un fisico scolpito perché la maglia è molto aderente e sembra disegnare i contorni dei suoi addominali. Deglutisco e cerco di riprendere possesso del mio corpo e delle mie sensazioni che sembrano inevitabilmente attirate come da una calamita verso questo sconosciuto. Entrano e la prima frase che mi esce è “Buenos Dias”. Immediatamente mi rendo conto della sciocchezza che ho appena detto, il fatto che lo veda scuro di pelle non significa che sia cubano o di lingua spagnola, bastava un semplice “Buon Giorno”. I tre uomini si guardano tra loro, quello che ho definito ispanico si toglie gli occhiali e mi rendo immediatamente conto che non è spagnolo o cubano. I suoi tratti sono medio-orientali, gli occhi scuri, forse neri e si presente a me come Mr. Hassan. Certamente non è un cognome spagnolo. La stretta di mano forte, sicura e il suo sguardo fisso, penetrante nei miei occhi mi gela il sangue, ma non è un gelo di paura sembra più una scarica di adrenalina, di piacere.. Mi accorgo di non aver ancora detto una parola e di essere rimasta lì in piedi come un’idiota con la mano ancora nella sua. “Sono Eva” gli dico “in cosa posso esservi utile?”

” Vorrei comprare quella casa”  mi dice lui indicando una locandina pubblicitaria appesa in vetrina. Mi avvicino per leggere la locandina e mi rendo conto che sta parlando di una sontuosa villa da circa quattro milioni di dollari a meno di 5 km dal porto. La casa è molto bella, ma mi sono sempre chiesta chi vorrà comprare una casa di questo valore in una posizione così brutta? Beh oggi ho avuto risposta alla mia domanda, la vuole lui.  Preoccupata per il dover intraprendere una trattativa di quell’entità, inizio a chiedergli delle informazioni in merito a quello che cerca esattamente, al perché la vuole in quella posizione e ai modi con i quali potrebbe pagare quella cifra. Lui ascolta tutte le mie domande, mi fissa esattamente a ridosso della mia discreta scollatura e scosta lo sguardo solo quando si accorge che sto arrossendo. Si limita a rispondere “Ho già fatto tutte le mie valutazioni, voglio quella casa e la pagherò in contanti a contratto concluso”.

Accidenti, adesso che faccio? Mi sembra opportuno dire “ ok, allora mi lasci il suo numero di telefono e non appena la mia responsabile rientra la farò contattare per fissare un appuntamento e vedere la casa”. Senza togliermi gli occhi di dosso risponde “La casa voglio vederla adesso, altrimenti non se ne fa niente”. E’ quasi arrogante nel suo modo di rivolgersi a me ma Dio solo sa perché lo trovo così sexy.. Non mi rimane altro da fare che chiamare Miss Lima e sperare nella sua benevolenza visto che odia essere disturbata mentre è fuori con clienti. Compongo il numero e non appena mi risponde capisco dal tono di voce che è seccata “ Cosa c’è Eva?” Non ti avevo detto che ero occupata tutto il giorno? “  “Mi scusi Miss Lima” inizio io in tono preoccupato “ma qui in ufficio c’è un certo Mr..” lo guardo nella speranza che mi ripeta il suo nome perché purtroppo sono riuscita solo a memorizzare il suo viso, ed anche qualche altro particolare, e lui capisce al volo “Mr. Naveen Hassan” mi dice abbozzando un lieve sorriso “ Naveen Hassan” ripeto io al ricevitore “interessato a villa Grace e avrebbe la necessità di vederla oggi. Gli ho spiegato che dovrebbe fissare un appuntamento con lei, ma sembra proprio impossibile aspettare. Cosa vuole che faccia?” non riesco nemmeno a finire la domanda che quella impreca dall’altra parte “Ma sei impazzita? Hai idea di chi sia la persona che è entrata in agenzia? E’ uno degli imprenditori più ricchi di Miami, proprietario di almeno due delle maggiori compagnie marittime adibite al trasporto merci e titolare di diverse catene di ristoranti e locali a Miami Beach. Apri la cassaforte, prendi le chiavi di Villa Grace e asseconda ogni sua richiesta .. eh mi raccomando, cerca di finire la trattativa o quantomeno di lasciare una porta aperta, sono stata chiara?” Diavolo chiarissima, se urla ancora un po’ la sentono persino loro .. Ok Eva, facciamoci forza e vediamo di accompagnare queste persone a vedere la casa.

Li informo della notizia ma non sembrano assolutamente sorpresi. Prendo le chiavi, spengo il ventilatore e dico “Andiamo?” “Dopo di lei” risponde Mr. Hassan ed ho la sensazione che fosse un modo gentile per scrutarmi da cima a fondo e soffermare il suo sguardo sul mio sedere senza che io possa notarlo. Non credo di sbagliarmi ma la cosa non mi dispiace. Mi avvicino alla macchina e gli indico di seguirmi ma lui non sembra essere d’accordo “Salga con noi” mi dice “conosco perfettamente la strada e nel frattempo potremmo approfondire i dettagli della vendita”. Ops, mia madre mi ha sempre insegnato a non avvicinarmi troppo agli sconosciuti, ma quest’uomo ha davvero una calamita che mi attira a lui solo con lo sguardo e poi è un noto imprenditore, cosa può succedermi di così terribile?

Accetto, uno degli uomini con lui mi apre la portiera e mi siedo. All’interno l’auto profuma di nuovo, sedili di pelle, braccioli e poggiatesta regolabili, un video telefono in bella vista e un pc con navigatore satellitare incorporato. Decisamente è molto ricco. “Lei è italiana, vero?” oddio dopo due mesi di corso intensivo il mio inglese è ancora così scarso “Sì, speravo di aver migliorato il mio accento ma evidentemente non è così..” lui sorride, sembra molto meno arrogante quando sorride, e mi risponde “non mi riferivo al suo accento, il suo inglese è molto buono, mi riferivo al suo aspetto mediterraneo e al suo nome”. Mi chiedo come possa aver associato il mio nome e il mio aspetto all’Italia, ma in realtà mi viene subito in mente che sulla mia scrivania ho dei biglietti da visita con indicato Eva Turati che è decisamente un nome italiano.

Avrei voluto approfondire il discorso dell’aspetto mediterraneo ma credo sarei stata inopportuna. Ad ogni modo mi sento libera di soddisfare la mia curiosità e a mia volta gli chiedo “e il suo nome che origini ha?” lui si volta, quasi indispettito dalla domanda, mi scruta dal basso verso l’alto e risponde “Mia madre era indiana e il mio nome in hindi significa nuovo, mentre mio padre è iraniano”. Wow un bel cocktail, mi verrebbe da dire, ma riesco a trattenermi e questa esclamazione rimane solo nei miei pensieri. Ecco spiegati i tratti medio orientali, il colore della carnagione e il nome particolare. 

Meglio riportare la conversazione su argomenti più professionali “Mi scusi, posso chiederle perché proprio quella casa? Abbiamo diverse ville altrettanto grandi e lussuose in posizioni migliori e non così a ridosso del porto ma mi è sembrato che fosse interessato solo a Villa Grace” “E’ così” risponde lui “è proprio la sua posizione che mi interessa, ho bisogno di un punto strategico dove vivere per seguire meglio i miei affari e quella casa è perfetta”. Magari avessi avuto la capacità di capire in anticipo di quali affari si trattava, mi sarei risparmiata un bel po’ di seccature, ma evidentemente questo era il mio destino. Arriviamo a Villa Grace in meno di dieci minuti, scendiamo e apro il cancello con il telecomando.

La casa è un po’ in collina ma la vista sulla baia di Biscayne non è il massimo: il porto commerciale e turistico di Miami, enormi navi da crociera ma anche mercantili e carroponti per lo scarico dei container, grandi edifici adibiti al ruolo di magazzini, e un via vai di mezzi visibile anche dall’alto della collina. Un bel viale alberato conduce all’ingresso della casa. E’ una residenza da circa 800 metri quadrati con almeno due mila metri di parco all’interno del quale c’è una bella piscina e a distanza di qualche centinaio di metri almeno cinque rimesse per auto che sembrano mini appartamenti. Lo dicevo che la casa era bella, ma la posizione e la vista sono terribili. Apro la porta d’ingresso ed entriamo in un enorme atrio.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Francesca Bolandrini
Francesca Bolandrini. Sono Francesca, ho 39 anni e sono nata e cresciuta in un piccolo paese in provincia di Bergamo, dove vivo tutt’ora con il mio piccolo Marco di 20 mesi, il mio compagno Attilio, i nostri tre gatti Keyla, Leon e Juve e la nostra cagnolina Perla: una casa un po’ affollata ma di certo mai monotona. Mi sono laureata in Commercio Estero nel 2012 mentre già lavoravo a tempo piano come impiegata commerciale, la mia attuale professione. Adoro leggere, pratico yoga, spesso in compagnia di Marco e sotto l’attenta supervisione del mio gatto Leon e studio naturopatia. Amo la natura e mi piace camminare in mezzo ai prati ogni volta che posso, specialmente in autunno. A mio figlio cerco di insegnare l’amore per la terra e per gli animali. Credo che la vera felicità arrivi quando ritroviamo il contatto di diretto con la natura.
Francesca Bolandrini on Instagram
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