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Onda Ribelle

Onda Ribelle

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Gennaio 2022
Bozze disponibili

Una nazione governata da un regime spietato, dove anche una leggerezza può significare morte: questa è la Mendelia, il cui popolo non ha più diritto di parola, né di speranza.
Ma, in clandestinità, qualcosa si sta muovendo: è l’Odel, un’organizzazione nata per arginare le azioni disumane del governo, in attesa di tempi migliori.
Questa è la storia della squadra 7, che opera nella capitale mendeliana ed è formata da giovani che hanno alle spalle storie ed esperienze molto diverse, ma sono legati da un comune obiettivo: lottare per contrastare la dittatura, pur avendo dalla loro solo audacia e ingegno.

Perché ho scritto questo libro?

La prima stesura di questa storia risale a molti anni fa. L’idea di un gruppo di giovani pronti a contrastare un regime totalitario, senza lasciarsi scoraggiare dall’enormità del compito, ha sempre avuto per me un grande fascino. Spesso avevo letto romanzi velati di rassegnazione e pessimismo, e volevo un’alternativa. Da questo desiderio è nato Onda Ribelle.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Skip, con Beryl a fianco, stava percorrendo la stradina che collegava la zona popolare all’unico prato decente che ancora sopravviveva nell’area ovest di Feliar, di rientro da una delle passeggiate mattutine.

Beryl aveva da sempre una passione per piante e fiori, tanto che ne coltivava alcune nella propria stanza, unica nota di colore in un ambiente altrimenti grigio. Skip era la sua ombra ogni volta che usciva di casa; ufficialmente su ordine della madre – che temeva potesse correre qualche pericolo – ma in realtà perché la sorella, per lui, era come i fiori per quella camera grigia.
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Se la camminata era un rito quotidiano, quel giorno ogni passo aveva per Skip un sapore diverso, un retrogusto d’inquietudine che non era solito provare, nonostante le preoccupazioni che affliggevano sempre quelli come loro.

Ogni dettaglio di quanto accaduto la sera precedente era scolpito nella sua mente: il suono concitato di nocche sulla porta, il rapido scambio di sguardi tra il padre e la madre e la curiosità provata nell’aprire. E poi quegli occhi neri che, ne era certo, non avrebbe mai dimenticato: occhi di un animale braccato e disperato.

La donna era ferita e stremata; il marito era stato arrestato perché in ritardo con il pagamento dell’imposta mensile sulla tecnologia e lei era fuggita, liberandosi della cavigliera strada facendo.

L’avevano accolta. Il padre era troppo giusto e la madre troppo generosa per abbandonare una persona in difficoltà, anche di fronte alle conseguenze che un gesto di tale gravità avrebbe potuto innescare.

Skip approvava senza riserve la decisione dei genitori – al diavolo il GST e le sue stupide leggi oppressive! – ma tremava al pensiero di cosa sarebbe accaduto alla sorella se i loro nomi fossero stati inseriti nelle liste di proscrizione.

La casa era ancora lontana quando si accorse che l’uscio era sprangato e le sue peggiori paure avevano preso vita.

Skip non accettò l’aiuto di nessuno: proteggere in qualunque modo dei proscritti era illegale e non voleva mettere a rischio la sicurezza di amici e vicini di casa. Sapeva che, se non avesse attirato troppo l’attenzione, il GST non avrebbe dato loro la caccia: le persone che venivano arrestate ogni giorno erano troppe perché l’Esercito potesse occuparsi anche di ogni membro delle loro famiglie, quindi la politica degli arresti era gestita in modo sommario, anche se spietato.

La sua abilità di programmatore gli permise di procurarsi qualche lavoretto con il quale mantenersi e per un paio di mesi i due fratelli vissero in clandestinità, nascosti in qualche edificio abbandonato e sfuggito al controllo del GST.

Poi, un pomeriggio, qualcuno bussò alla porta della stanza in cui vivevano da qualche giorno.

Skip lanciò un’occhiata alla sorella, per invitarla a prepararsi a una possibile fuga. Beryl gli rispose con uno sguardo determinato, che quasi riusciva a celare la paura.

Aprì uno spiraglio con cautela e guardò fuori.

Sulla soglia c’era una giovane dal sorriso candido sulla pelle scura. «Ciao, io sono Zahara. Ho una proposta per voi»

***

La folla tutto attorno fremeva. La protesta era composta, ma Tyron lo sentiva quel brivido che percorreva l’aria, ed era certo che anche gli altri se ne fossero accorti.

Aveva sempre saputo che l’amore per la storia, prima o poi, gli avrebbe causato una galassia di guai; era una passione proibita la sua, ne era consapevole.

Erano molte le materie cancellate ormai da anni dai percorsi di formazione, ma la storia era in cima alla lista di quelle che il GST odiava e temeva.

Tyron aveva capito quanto la memoria individuale fosse fallace e manipolabile, e il governo aveva costruito buona parte della propria fortuna su quella fragilità. La storia era invece edificata sui fatti, e quelli erano reali e concreti, oggettivi.

Come avrebbe potuto la gente temere le bellicose nazioni vicine sapendo che tutte avevano firmato un trattato di pace solido che aveva posto fine a ogni ostilità ormai da anni?

Come credere all’opportunità di destinare così ampie spese per il mantenimento dell’Esercito sapendo che quasi ogni altro Paese era concentrato sulla ripresa economica e che era proprio la Mendelia a tardare a mettersi in moto?

Come tollerare misure pesanti come la cavigliera di monitoraggio, il coprifuoco o la costante presenza degli Assistenti alla Sicurezza sopra la testa sapendo che la criminalità era al minimo storico?

Come accettare le liste di proscrizione, gli arresti sommari e le brutture della prigione di Tungwo sapendo che in passato altri governi avevano preso decisioni analoghe con esiti nefasti per il popolo?

I fatti erano un nemico, per il regime. E la storia, di conseguenza, pericolosa.

Quando avevano richiesto l’autorizzazione a formare un gruppo di studio della storia nessuno di loro aveva davvero creduto di poterla ottenere; ma, quando era stata negata, un paio di idealisti aveva comunque organizzato quella manifestazione di protesta e lui non aveva saputo dire di no, pur sapendo che era rischioso quanto catapultarsi a testa bassa contro una parete di ledox.

Il rumoreggiare del gruppo di manifestanti salì di tono.

La gente che camminava lungo la via, tenendosi a debita distanza, li guardava come se fossero pazzi, e avevano ragione. Tutti loro lo sapevano, ma secondo gli organizzatori ogni protesta era un grido di libertà e speravano – contro ogni evidenza – di smuovere qualcosa in quanti vi assistevano.

Per il momento avevano ottenuto solo qualche insulto da parte dei più coraggiosi, che gridavano loro di tornare a casa.

L’urlo successivo giunse da una voce giovane e maschile, perentoria. Annunciava l’imminente arrivo dell’Esercito, ma più che le parole fu il tono a colpirlo: sembrava adirato, come diviso tra il desiderio di avvertire i manifestanti e quello di assistere al loro arresto.

Si guardò attorno in cerca del proprietario della voce, ma tutto ciò che vide fu il movimento concitato dei dimostranti più vicini.

Giusto, dovevano andarsene, era previsto fin dall’inizio: in caso di intervento dell’Esercito Mendeliano dovevano disperdersi più in fretta possibile.

Si mosse assieme agli altri e presto si ritrovò invischiato in una fiumana di persone che, premendo da ogni lato, gli impediva di muoversi come avrebbe voluto. Non si era reso conto di quanti manifestanti fossero presenti, pur sapendo che gli organizzatori avevano coinvolto altri gruppi ai quali il regime aveva negato l’autorizzazione a esistere.

L’idea di fuggire non l’aveva preoccupato, era consapevole di avere le risorse necessarie ad allontanarsi in pochi attimi. Ma non aveva previsto quell’eventualità e ora temeva di non riuscire a liberarsi della folla in tempo.

Il suono delle squadriglie dell’EM era sempre più vicino e ancora non vedeva vie d’uscita, con gente che lo urtava facendolo barcollare senza controllo.

Per un istante pensò di liberarsene assestando qualche deciso spintone, ma l’idea di mettere nei guai altri disperati lo trattenne.

All’improvviso un forte dolore a una caviglia gli spezzò il fiato. Impossibile capire cosa fosse successo, forse un pestone, ma nessuno si fermò e in molti lo travolsero, spingendolo in avanti.

Appoggiare il piede a terra era un inferno, ma il timore di finire sul selciato ed essere calpestato gli diede la forza di spostarsi verso destra, fendendo come poteva la folla accalcata.

Dopo un tempo che gli parve infinito, con l’EM ormai vicinissimo, qualcuno lo urtò con violenza facendolo cadere a terra, sulle ginocchia. Per fortuna aveva quasi raggiunto il tabellone pubblicitario che sorgeva al lato della strada, al quale sperava di ancorarsi per capire come agire; avanzò gattoni per un paio di metri, rischiando di essere calpestato.

Pochi attimi dopo, mentre allungava un braccio verso il tronco del tabellone, due figure emersero da dietro. Erano pressappoco suoi coetanei e non indossavano alcuna uniforme: non potevano essere soldati.

Il primo, un ragazzo dai capelli di un castano chiarissimo e severi occhi verdi, gli afferrò un braccio e lo costrinse ad alzarsi senza troppe cerimonie, trascinandolo dietro il cartello.

Trattenne a stento un grido quando il peso del corpo gravò sul piede dolorante, ma il secondo ragazzo gli mise a disposizione un braccio perché si appoggiasse.

Si allontanarono lungo una viuzza seminascosta, che si apriva come una piccola galleria nell’edificio che sorgeva, imponente, su un lato della strada.

In pochi minuti furono abbastanza lontani da potersi considerare al sicuro e i due lo lasciarono andare.

«Grazie» riuscì a mormorare.

Il ragazzo dagli occhi verdi non rispose, limitandosi a fissarlo con durezza e – così gli parve – un’ombra di avversione.

L’altro, che aveva un’espressione di gran lunga più amichevole, gli sorrise e gli strinse la mano. «Io sono Axel» si presentò. «E lui è Skip»

2021-07-18

Aggiornamento

Obiettivo raggiunto! L’emozione è forte, ancora fatico a credere che sia realtà, ma “Onda Ribelle” sarà pubblicato. E devo ringraziare voi, che avete creduto nel progetto, sostenendolo così numerosi. Nei prossimi mesi ci sarà la fase di editing, impaginazione, revisione e infine di scelta della copertina. Nel frattempo, però, la campagna pre-ordini resta attiva per chiunque desideri unirsi alla lista dei sostenitori. Grazie di cuore! ❤️
2021-07-09

Evento

Diretta Instagram Ciao a tutti! Venerdì, alle ore 18.30, sulla mia pagina Instagram https://www.instagram.com/_eva.skyler_/?hl=it ci sarà una diretta in cui leggerò alcuni brani di "Onda Ribelle" e risponderò a qualche curiosità sul romanzo, sui protagonisti e sulla scrittura. Vi aspetto!
2021-06-29

Aggiornamento

Siamo all’80% e mancano solo 40 pre-ordini alla pubblicazione. Ringrazio di cuore tutti i sostenitori: siete la linfa vitale di questo progetto! Adesso l’obiettivo è più vicino, ma abbiamo solo un mese di tempo per conquistarlo. Il passaparola diventa ancor più fondamentale, per far arrivare la voce a chi ancora non conosce "Onda Ribelle". Aiutiamo la squadra 7 a giungere in libreria! 📚
2021-05-15

“Il Gazzettino”

Oggi "Onda Ribelle" è su "Il Gazzettino"! Grazie alla gentilissima Mirella Piccin per l'articolo, e grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato e mi aiuteranno con il passaparola: ogni condivisione è preziosissima! Coraggio, facciamo salire quella percentuale! 😄 Un abbraccio a tutti.
2021-05-10

Aggiornamento

Siamo al giro di boa: la metà del percorso è stata superata! Ringrazio di cuore chi ha deciso di sostenere “Onda Ribelle”; senza il vostro aiuto non avrebbe la possibilità di venire alla luce, siete una parte fondamentale di questo percorso. 📚 Diventano ogni giorno più importanti la condivisione e il passaparola, perché sempre più persone conoscano il progetto, e magari decidano di salire a bordo. Grazie ancora a tutti voi che avete deciso di fare il biglietto per la Mendelia. La squadra 7 è pronta ad affrontare questa nuova avventura. Skip già scalpita: l’attesa non è proprio il suo forte! Beryl e Axel però contano di riuscire a trattenerlo ancora un po’. ✈️ Se volete restare aggiornati e conoscere qualche curiosità su “Onda Ribelle” seguitemi su Instagram o Facebook (trovate i link qui sotto, nel riquadro che contiene la mia biografia). A presto!
2021-04-26

Aggiornamento

Abbiamo raggiunto il 30% dell’obiettivo! Ringrazio tutti quelli che hanno dato fiducia a “Onda Ribelle”; è bellissimo sapere che avrà la possibilità di essere letto da molte persone e non so dirvi quanto apprezzi il sostegno che mi state dando. La strada per la pubblicazione è ancora lunga. Per favore, aiutatemi a spargere la voce con il passaparola, in modo che la notizia giunga a più persone possibili; chissà che tra loro non ci sia qualche lettore incuriosito e interessato a sostenere "Onda Ribelle"! Vi lascio il link del booktrailer. Nello stesso canale ne trovate anche altri due brevissimi, se volete "assaggiare" l'atmosfera del romanzo: https://www.youtube.com/watch?v=EDSQSrt60X0 Inoltre esiste una pagina Facebook dedicata al romanzo, per conoscere meglio vicenda, personaggi e anche l'autrice che, per amore della storia, sta affrontando la propria timidezza 😄: https://www.facebook.com/OndaRibelle.romanzo Potete seguirmi anche su Instagram, dove troverete notizie sul romanzo sia tra i post che nei circoletti delle storie in evidenza: https://www.instagram.com/_eva.skyler_/?hl=it Grazie a tutti!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Un romanzo dalla lettura molto scorrevole, le scene di azione e quelle più descrittive si alternano senza mai risultare pesanti o lunghe. I capitoli più movimentati poi, sono davvero scenografici e si leggono d’un fiato.
    I personaggi sono ben caratterizzati, molto differenti tra loro e, durante la lettura, è facile scoprire di “fare il tifo” per uno piuttosto che per un altro.
    Un particolare aspetto che mi è piaciuto e che mi sento di mettere in risalto sono i colpi di scena: mai banali o scontati.
    Consigliato a ogni fascia di età.

  2. (proprietario verificato)

    “Onda ribelle” è un romanzo curato nei minimi dettagli. La caratterizzazione dei personaggi (io personalmente ho adorato Skip) dà l’impressione che siano tutti veri, in carne e ossa accanto a te. Le descrizioni della società e della struttura politica sono curatissime e non era banale farle riuscire così bene, considerato che le vicende sono ambientate in un mondo inventato! La suspence é compagna costante del lettore, così come la crescita continua dell’affetto per ogni personaggio della squadra 7. Tratta temi importanti, sia legati all’individuo in quanto singolo sia in quanto parte di una comunità.
    Ho adorato questo romanzo e non vedo l’ora di vederlo anche in libreria!

  3. (proprietario verificato)

    È un libro che ho “bevuto al salto”!!
    Lettura super scorrevole, ricca di descrizioni, colpi di scena e quel qualcosa in più che ti fa sentire parte della storia… Ho già la nostalgia da fine libro! Voglio vederlo pubblicato al più presto e perché no… anche su grande schermo! 😍

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Eva Battiston
Eva Battiston è nata nel 1982 e vive a Taiedo, un paesino della campagna friulana. È laureata in Scienze dell’Educazione e divora libri fin da quando ha imparato a leggere.
Ha capito di amare la scrittura a nove anni, quando ha tentato – con risultati bizzarri – di creare un incrocio tra “Le avventure di Huckleberry Finn” e “I ragazzi della via Pál”, che per fortuna nessun insegnante di geografia ha mai letto.
Negli ultimi anni ha inventato una Terra alternativa in cui ambientare le sue storie, autoconclusive e indipendenti. “Onda Ribelle” è la prima di queste.
Eva Battiston on FacebookEva Battiston on Instagram
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