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One Piece - Epopea mitologica moderna

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Chi l’avrebbe mai detto che un manga sui pirati potesse venire accostato ai classici dell’epica come l’Iliade e l’Odissea o al Signore degli anelli? Blasfemia letteraria? No, e se avrete l’ardire di entrare a far parte della ciurma del ragazzo col cappello di paglia, vi spiegheremo perché.

Dagli esordi del creatore di One Piece, Eiichirō Oda, al rapporto conflittuale con i suoi editor, passando per i processi creativi di storytelling e character design, affrontando i bucanieri che hanno ispirato il manga dei record, fino alla diatriba sulle traduzioni e all’avvento hollywoodiano dei cinemanga. Un appassionante viaggio e un saggio puntuale alla scoperta del manga dei record, siete pronti a imbarcarvi?

INTRODUZIONE

Che cos’è per te One Piece? Una domanda lineare e banale, ma che cela una risposta estremamente complessa e articolata. Per me è davvero arduo inquadrare l’opera secondo le categorizzazioni classiche.

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È uno shōnen d’avventura, è un battle, un percorso di formazione, una storia corale, un’epopea mitologica moderna. Termini che vogliono dire tutto e niente. Stando alle classificazioni editoriali giapponesi, quest’opera si incasella nel target shōnen, quella particolare categoria indirizzata principalmente a un pubblico maschile con un’età che va da quella scolare fino alla maggiore. Ed effettivamente One Piecesi fonda su tutti gli archetipi narrativi tipici di questo target, dall’obiettivo che il protagonista vuole raggiungere, e che raggiungerà solo a fine opera, ai vari snodi di trama, attraverso una serie di prove che dovrà affrontare. EiichirōOda, autore di One Piece, ha volutamente creato un universo narrativo peculiare, che sfocia in una vera e propria mitologia moderna, pregna di elementi magici e di tecnologie fantascientifiche. Credo si possa affermare che tutti conoscono One Piece, anche se magari non tutti lo seguono. Il fattore durata qui è fondamentale in modo bivalente, perché i millennials, come il sottoscritto, magari lo seguono dall’esordio, cartaceo o televisivo, ma anche i ragazzi della Generazione Z si sono approcciati all’opera in seguito, recuperando episodi o capitoli precedenti. E questo è un dato di fatto. L’approccio tematico all’opera, però, si è evoluto, è cresciuto assieme ai fan. La vita editoriale del prodotto, con lettori che lo seguono da oltre vent’anni, ha portato l’autore a mutare la tipologia di narrazione intavolata, così come lo stile grafico, anch’esso mutato nel corso del tempo. Il calo di nascite nella terra del Sol Levante e un conseguente mutamento della direzione editoriale giapponese, per adattarsi all’innalzamento dell’età media dei fruitori delle riviste settimanali di manga, ha determinato una virata nel tipo di contenuto che si prefigge di presentare al pubblico. Parlare di One Piece, come avrete capito, non è quindi affatto facile. Come dovrei approcciarmi a questa trattazione? Quale punto di vista posso portare all’attenzione di chi segue l’opera da oltre vent’anni? E, invece, cosa devo comunicare a chi la conosce solo di nome? Quello che mi prefiggo in questo saggio è proprio di riuscire a stupire chi segue già l’opera, ma anche di invogliare a recuperarla chi ancora non la conosce. Citando Machiavelli: “Nessuna grande conquista è stata mai ottenuta senza affrontare dei rischi”. E mai frase per me fu più vera, perché decidere di percorrere questa via e di trattare questo tema sarà una gran bella sfida. Come insegna il Capitano, bisogna sempre prendere il coraggio a due mani e intraprendere la via che porta alla propria realizzazione.

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Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Inizio facendo tre premesse: sono in pari con manga, prima di questo non avevo mai letto un saggio, ho convertito il file in .PDF.
    Inizio dicendo che secondo me sarebbe stato meglio inserire l’indice all’inizio del libro e ho trovato un po’ fastidioso che l’autore di alcune citazioni fosse scritto nella pagina successiva alla citazione stessa. Se uno dei due, o entrambi i “problemi” fossero dovuti alla conversione del file mea culpa.
    Per quanto riguarda il contenuto del saggio, l’unica cosa che mi ha dato qualche grattacapo è stato il capitolo sugli editor. A causa della mia difficoltà nel ricordare i nomi, soprattutto se orientali, avrei gradito la presenza di una lista degli editor, sia manga, che media, in ordine cronologico, con accanto gli anni nei quali hanno lavorato come tali.
    Da questo momento in avanti cercherò di parlare capitolo per capitolo.
    Seguendo alcuni membri della community italiana il ruolo degli editor mi era chiaro, non sapevo molto su quelli di One Piece e francamente nemmeno molto sul background professionale di Oda, quindi già arrivato a questo punto nella lettura l’obiettivo di Ronin era già stato raggiunto.
    L’aver fatto dei “pipponi” per spiegare perché One Piece possa essere considerata un’epopea mitologica moderna mi è sembrata una scelta azzeccata, oltre che necessaria, ed ho gradito che siano stati spiegati i termini tecnici che sono stati usati.
    Sulla canonicità ero abbastanza informato ed ho trovato utile la spiegazione sui film.
    Conoscendo abbastanza bene il problema della traduzione, quel capitolo non mi ha dato molto, ma può essere molto utile per chi non fosse informato o fosse informato male.
    Arriviamo all’ultimo capitolo, quello che ho preferito maggiormente. Mi è molto piaciuto che Ronin abbia parlato delle preferenze dei lettori americani, dei cinecomix e delle buone possibilità di riuscita che dovrebbe avere il live action di One Piece.
    In conclusione credo che sia un ottimo libro per chi conosce già l’opera perché può dare informazioni in più, ma credo che sia particolarmente consigliato per chi vuole capire qualcosa in più sul fenomeno One Piece prima di leggerlo. Penso, inoltre, che possa essere anche un buon regalo da fare per convincere un conoscente a leggere il manga.

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Denis Amadio
Fin da bambino vedeva film e leggeva libri interessandosi agli sviluppi delle loro storie e interrogandosi su quelle che, al tempo, gli parevano stranezze (perché un peluche come Winnie the Pooh necessitava di mangiare? Perché?!).

Appassionato di sceneggiatura da sempre quindi, ha deciso di coltivare la passione per la nona arte specializzandosi in sceneggiatura manga. È approdato poi sul web per parlare delle varie sfaccettature del fumetto e della animazione, una riscoperta recente.

Dato che crede nelle potenzialità espressive di questi due media, nel suo progetto divulgativo si prefigge lo scopo di rendere più fruibile per tutti questo mondo, analizzando nel dettaglio opere, approfondendo gli autori e sviscerando le storiografie dei vari generi.
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