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Operazioni baciate

Operazioni baciate
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Consegna prevista Giugno 2022

La trentasettenne Clara dirige una storica industria molitoria a Vicenza. La sua posizione tuttavia vacilla da quando ha messo fine al lungo legame con Thomas, azionista di riferimento, che non tarderà a licenziarla.
Clara fa ritorno nella monotona campagna fuori Lione, da cui proviene. Ad attenderla, una famiglia disfunzionale e una nuova relazione.
Ma un evento drammatico sposta la scena in Italia. Il tracollo della maggiore banca del Nordest sta per causare il grave pregiudizio economico di centinaia di migliaia di risparmiatori e di una lunga lista di nomi dell’industria e della finanza; fra questi, la famiglia di Thomas – i Gallo – su cui si profila la rovina.
Lo scandalo è nazionale e l’inchiesta è affidata al procuratore Gabriele Moro. Per Clara inizia la corsa verso il riscatto personale e professionale, messa a repentaglio dalla passione intensa quanto dolorosa che vive con Moro.
La storia di una rivalsa che attinge liberamente dai disastri bancari della cronaca recente.

Perché ho scritto questo libro?

Mi premeva dare voce a una figura femminile che, pur con tutti i suoi limiti ed errori, non si guarda indietro e non costruisce alibi per non agire. Procede senza paura di desiderare, di ottenere — di andare a prendersi la vita e la carriera che sente di meritare. Il contesto inoltre si prestava a narrare un immaginario «dietro le quinte» di un certo establishment del Nordest.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Uscì dal bagno. Il litro di acqua che aveva trangugiato nell’ultima mezzora la stava tirando fuori dalla sbronza, ma le gambe erano come marshmallow.

Fuori, tagliavano la torta.

Gabriele Moro parlava con una ragazza fasciata in un micro-abito nero sopra gambe lucide e muscolose. Dai sandali spuntavano dita simili a maccheroncini, unghiette laccate di un blu elettrico. Si toccava i capelli di continuo. Clara l’aveva già vista, e Giovanna la conosceva di persona: si era trasferita lì da Milano per lavorare alla Diesel con qualche incarico che sicuramente non era la fatturazione. Si salutarono. Due baci sulle guance, lei gli posò una mano equivoca sul fianco, poi si diresse in strada.

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Clara si mescolò nella fila scomposta del buffet. Non aveva mangiato ancora niente. Si ritrovò giusto dietro Gabriele: gli arrivava poco oltre la spalla. La sua nuca rasata a zero aveva la pelle sottile, dall’aspetto liscio. La capigliatura era corta e folta, castana con dei riflessi accesi tendenti al rosso, qualche filo bianco sulle basette.

Si voltò e le porse un piatto con una grossa fetta di crostata di frutta.

— Vuoi?

Lei iniziò a salivare. Lui si fece servire di nuovo e le indicò un tavolino alto con due sgabelli. La torta era fresca, ricca. Mangiavano con foga.

Gabriele si pulì la bocca col tovagliolo. Guardò a terra e iniziò a sorridere senza motivo apparente.

Quando sollevò la testa, disse: — La conversazione più divertente che ho sentito stasera è stata quella tra te e il mio amico Alberti.

Clara si portò una mano alla fronte.

— Avevamo davvero bevuto…

— Non sto affatto scherzando, — disse lui.

La voce si era fatta grave, roca. Andò a insinuarsi nella pancia di Clara come una forza estranea, agitandola.

(Un oratore, ecco cos’era).

Lei appoggiò i gomiti sul piano, piegò la testa di lato.

— Sei qui da molti anni, immagino, — disse lui.

— Da undici. Ma avevo vissuto in Italia anche prima, durante il secondo anno di università, a Bologna.

— E per quale ragione sei tornata qui dopo la laurea?

— Tramite l’università avevo trovato un posto all’Alliance Française di Venezia; doveva essere solo un impiego per l’estate in realtà, dato che avevo già la cattedra che mi aspettava nelle classi preparatorie di un liceo a Montpellier.

— E invece non te ne sei più andata.

— Esattamente —. Clara tormentava il piatto con la forchetta.

— Dovevi avere un valido motivo. Posso sapere quale?

— Per un fidanzamento.

Un’ironia sottesa attraversò lo sguardo di Gabriele.

— Vuoi sapere se ne è valsa la pena? — disse lei.

— No, voglio sapere se sei ancora fidanzata.

Le strappò un sorriso.

— No…

— E adesso? Sei ancora a Venezia?

— Lavoro a Vicenza, al mulino.

Tutti conoscevano il mulino. Dall’autostrada, nei pressi del casello di Vicenza Ovest, era impossibile non vederlo torreggiare in tutti i suoi sette piani di austera, romantica bellezza: lo stabilimento color nocciola, ancora quello originale ma tenuto benissimo, le due file da dieci degli immensi silos e la palazzina a vetri degli uffici, finita di costruire l’estate precedente, su cui si specchiavano le creste delle Prealpi.

— Lavori per i Gallo, — affermò Gabriele, scandendo piano le parole, elaborando un pensiero.

Volle sapere con che mansioni.

— Gestione, — disse lei.

— Gestione di cosa?

— Un po’ di tutto.

— Un po’ vago… Che reparto?

Clara si grattò il sopracciglio.

— Sono l’amministratore delegato.

Lui ne fu stupito.

Lei gli domandò se conoscesse Thomas.

— Lo conosco, ma non ci frequentiamo, — rispose lui senza attribuire importanza alla cosa. — E come ci sei arrivata lì? E soprattutto, a quel ruolo.

— È una storia lunga, — disse Clara.

— Sono uno che sa ascoltare molto bene.

(Un ascoltatore, ecco cos’era).

Due occhi grigio-verde la stavano mettendo in difficoltà. Occhi acuti, vigili, appena sporgenti. Le iridi erano pareti di muschio ricoperte di goccioline d’acqua. Un rivolo di sudore le si formò alla base del seno e scivolò lungo il ventre indurito dallo yoga. Iniziò a traspirare come quando percorreva a piedi il sentiero dei Carmini, che partiva in cima alla strada e tagliava il colle fino al Castello superiore: era panoramico e romantico… c’erano gli ulivi e i cipressi… Però era così ripido e lastricato di antipatiche pietre tondeggianti. E sconsigliato ai cardiopatici.

— E tu, di che cosa ti occupi? — gli chiese, mentre frugava nella borsa per cercare l’elastico per i capelli.

— Sono un magistrato. Della procura di Venezia.

Alberti aveva detto: «Procuratore».

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Francesca Berto
Sono nata a Thiene (Vicenza), e vivo fra Thiene e Lione.
Per vent’anni - fino al 2015 - ho lavorato in proprio nel settore delle macchine a uso alimentare, occupandomi prevalentemente di vendite. Grazie a questo mestiere ho viaggiato moltissimo e praticamente ovunque. Dal 2015 al 2017 ho frequentato due corsi annuali presso la Scuola Holden, conseguendo i diplomi «Scrivere, racconto e romanzo» e «Storytelling».
Operazioni baciate è il mio primo romanzo.
Francesca Berto on Instagram
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