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Ricatto a Central Station

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Andrea, esperta di psicologia criminale, è una donna forte, un lupo solitario abituato a vivere secondo le proprie regole. Un imprevisto incontro con la morte la trascina però fuori da territori sicuri. Rimane coinvolta in un evento sanguinoso e inspiegabile: alla Grand Central Station tredici persone si tolgono la vita nello stesso momento, senza apparente motivo. Un attentato? Un inquietante rito collettivo? Un suicidio di massa orchestrato da una mente manipolatrice? La polizia annaspa tra le teorie e Andrea, testimone involontaria di qualcosa di cruciale, presta alle indagini la sua determinazione e il suo istinto, accettando però di rievocare così lontani traumi che credeva di aver sepolto per sempre.

L’INFERNO È QUI

Andrea osservava i suoi studenti uscire dall’aula in maniera chiassosa e disordinata, non riusciva a smettere di pensare che solo pochi anni prima lei era al loro posto, giovane e piena di sogni.

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A questo pensiero un sorriso le si aprì sul volto: era fiera di se stessa perché era stata capace di tradurre in realtà tutte quelle aspettative che aveva da ragazza, e in un certo qual modo la sua posizione di docente della cattedra di Psicologia criminale alla New York University era la conferma delle buone scelte che aveva preso. Fin da bambina aveva manifestato una forte attrazione verso qualsiasi tipo di enigma, per questo quando i suoi amici la chiamavano per giocare in strada lei li ignorava, preferendo starsene rintanata in camera, immersa negli eccitanti romanzi gialli che i suoi genitori le regalavano. Furono proprio questi libri a farle scoprire una passione ancora più forte, quella per il crimine e per ciò che di più oscuro si cela dietro l’essere umano.
Tornata alla realtà, venne gelata dal pensiero di essere in ritardo, ed effettivamente, guardando lo schermo del cellulare, ne ebbe la conferma. Iniziò di corsa a raccogliere gli appunti che aveva sparso sulla cattedra durante la lezione, li buttò alla rinfusa nella sua postina di pelle marrone prima di avvolgersi rapidamente una grossa sciarpa di lana attorno al collo. Trafelata e con il cappotto ancora in mano, si precipitò verso la porta.
Quella era l’ultima lezione della giornata, gli studenti avrebbero dovuto già essere fuori dall’università dandole l’opportunità di destreggiarsi rapidamente tra i corridoi vuoti. Se davvero voleva arrivare in tempo all’appuntamento, avrebbe dovuto raggiungere rapidamente la sua auto nel parcheggio.
Ovviamente la sua speranza svanì appena uscita dall’aula. Due dei suoi studenti la stavano aspettando per chiederle dei chiarimenti e appena la videro arrivare, la bloccarono immediatamente rivolgendole i loro dubbi.
«Professoressa, ci scusi, ci stavamo chiedendo se Zodiac fosse classificabile più come killer missionario, edonista o allucinato. Lei cosa ne pensa?»
Sarebbe voluta rimanere con loro, come faceva spesso, ma quel pomeriggio non poteva permettersi altre distrazioni.
«Ragazzi, davvero vorrei restare con voi a parlarne ma sono tremendamente in ritardo per un appuntamento. Mandatemi un’e-mail e prometto di rispondervi appena ho un attimo.»
Sia lei che i ragazzi sapevano che lo avrebbe fatto. Tutti in quella facoltà sapevano che la professoressa Martini aveva un ottimo rapporto con i suoi studenti, si fermava spesso con loro a chiacchierare dopo la lezione e ascoltava con interesse i loro pareri.
Uno degli insegnanti a cui lei doveva di più le aveva spiegato quanto fosse importante imparare a vedere le cose da prospettive diverse, perché parlare con i suoi studenti le avrebbe permesso di avvalersi di altrettanti punti di vista, indispensabili per il procedere dei suoi studi come ricercatrice. Il grande interesse che lei aveva per quei ragazzi, quasi suoi coetanei a dirla tutta, era spesso ricambiato con attenzione e profondo rispetto, rendendo il suo corso il più seguito dell’anno accademico.
«Non si preoccupi, professoressa, le scriviamo. Buona serata» risposero i ragazzi.
Lei strizzò l’occhio e corse via.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    L’ho divorato pagina dopo pagina, un giallo davvero avvincente! Quando si inizia a leggerlo il tutto scorre come fosse un film, ricco di dettagli si riesce a immaginare perfettamente ogni singola scena quasi a trovarsi all’interno del racconto.. coinvolgente! Lo consiglio!

  2. (proprietario verificato)

    L’ho letto tutto d’un fiato perché volevo sapere come finiva la storia ma quando sono arrivata alla fine ero dispiaciuta che fosse finita!

  3. (proprietario verificato)

    Scorrevole, appassionante, ricco di colpi di scena, sono rimasta col fiato sospeso fino alla fine. Lo ho divorato ed adorato! Attendo con ansia il secondo capitolo. Consigliatissimo! 😀

  4. (proprietario verificato)

    Il libro è ben scritto, è scorrevole ed appassionante. La caratterizzazione di specifici personaggi e l’accuratezza fin nei minimi dettagli, anche in ambito scientifico, fanno evincere un bagaglio di conoscenze, più o meno ampio, nel campo dei temi trattati. Inoltre, l’evidente conoscenza da parte dell’Autrice dei luoghi dell’ambientazione aiuta il lettore a penetrarvi e viverli appieno. Il tutto è arricchito da molteplici colpi di scena e un alone di mistero che permane fino alla fine.
    In attesa di notizie per quanto riguarda il seguito, ne consiglio vivamente la lettura.

  5. (proprietario verificato)

    Bellissimo, uno di quei libri che ti dispiace finiscano. Attendo con ansia il seguito, spero ci sarà! Straconsigliato. 😃

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Giulia A. E. Santilli
classe 1992, è cresciuta a Pratola Peligna, un piccolo paese dell’entroterra abruzzese. Terminati gli studi scientifici si è trasferita a L’Aquila, dove al momento risiede, e nel 2017 ha conseguito la laurea in Lettere. È attualmente impegnata nel corso magistrale di Studi letterari e culturali. Le sue passioni più grandi sono quelle per la letteratura, per la cinematografia e per la scoperta di nuove culture. Nel 2018 un’esperienza nelle maggiori città degli Stati Uniti le ha fornito un bagaglio di suggestioni così ampio da ispirarla per la creazione del suo romanzo d’esordio: Ricatto a Central Station.
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