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Romantico in giallo

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Arrigo Solo, detto Har, è un investigatore privato incaricato di cercare la nipote scomparsa di un anziano e facoltoso avvocato di Napoli. Per lui sarebbe un lavoro di routine, se non fosse per le sue improvvise amnesie e una serie di strani accadimenti: forse qualcuno non vuole che la ragazza venga ritrovata.

Valentina è una giovane donna che a Roma cerca di costruirsi una nuova vita dopo un brutto trauma che le causa ancora terribili incubi. Le sue settimane trascorrono serene tra il lavoro e i venerdì sera al cinema con un’amica, fino a quando conosce Alessandro, un ragazzo tanto bello quanto ambiguo.

Cosa lega Har a Valentina e alla ragazza scomparsa? I due stanno inconsapevolmente seguendo un copione scritto da un sadico sceneggiatore?

PROLOGO

Vi è mai capitato di dover prendere qualcosa in una stanza (una qualsiasi) e di scoprire che non è lì dove credevate che fosse? Non dite di no, è un’esperienza comune. Un po’ come andare a controllare se avete spento o meno il gas; voi sapete di averlo spento, eppure la vostra mente vi suggerisce di andare a controllare di nuovo. E così, entrati in cucina, pur trovandolo spento, magari lo riaccendete per poi rispegnerlo ancora una volta. È un gesto stupido, ma che dà sicurezza. Ma se eravate sicuri di averlo spento, perché ripetere quest’azione? Io lo so, anche se non sono in grado di spiegarvelo. Perché, in qualche modo, sentite contro ogni logica che, nonostante tutto, doveva essere comunque ancora acceso.

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E, allo stesso modo, quando cercate una penna o un accendino o un quaderno dove siete sicuri che debba essere, spesso non lo trovate. Comincia quindi una ricerca spasmodica e incoerente dell’oggetto in questione. Una ricerca che vi farà impazzire, perché voi sapevate di averlo lasciato in quel posto e il fatto che non ci sia vi lascia senza alcuna alternativa. Non c’è una soluzione di riserva, doveva essere lì. E adesso non c’è nessun nascondiglio che vi ritorni alla memoria dove poterlo trovare. Proverete a ripercorrere mentalmente gli spostamenti che gli avete fatto fare, ma questo percorso di ricostruzione finisce sempre e inevitabilmente allo stesso modo: nel posto dove doveva essere quell’oggetto che adesso non c’è più.

A me succede di continuo, e non solo questo. Ho anche qualche perdita di memoria più grave, e col tempo ho cominciato a chiedermi se fosse un problema solo mio o più universale.

Mi spiego meglio. Quando so dove dovrebbe essere una cosa e non la trovo, finisco per chiedermi se in quel momento nel mondo non ci sia una sfasatura, temporale o spaziale, che possa aver spostato l’oggetto che cerco da qualche altra parte. Perché so che prima o poi salterà fuori, magari a distanza di mesi e in un posto imprevedibile, tanto da farmi esclamare: «Ecco dov’era! Ma come ci è arrivato fin qui?».

Va così ogni volta, lo so io, lo sapete voi. E allora siamo noi ad aver dimenticato di averlo messo proprio lì o è qualcun altro (o qualcos’altro) ad aver rimescolato le carte, lasciandone qualcuna fuori posto? Non saprei dire, ma ultimamente mi faccio spesso di queste domande e, sinceramente, spero di non trovarvi una risposta. Perché se le domande a volte ti lasciano sveglio di notte e ti tormentano, le risposte, in alcuni casi, possono avere effetti peggiori.

Vi farò un esempio anche in questo caso. Avete notato che da un po’ di tempo a questa parte vostra moglie è strana. Esce più spesso di prima con le amiche, torna a orari imprevedibili, riceve molte telefonate e a volte sembra sovrappensiero. Cominciate a domandarvi se per caso non si sia fatta un amante. A furia di domandarvelo iniziate a perdere il sonno, vi vengono le occhiaie e la guardate con sospetto, diffidate ogni volta che vi dice dove va e, soprattutto, con chi ci va. Ma, credetemi, sapere cosa c’è dietro non vi farà stare meglio.

Supponiamo che vostra moglie abbia davvero un amante e voi lo scopriate. Probabilmente seguirà una separazione, vi ritroverete soli e senza amore. Certo, non vi porrete più tutti i quesiti di prima e magari la notte riuscirete anche a dormire, ma la vostra sarà diventata una vita fondamentalmente infelice e ricominciare daccapo sarà molto complicato. Adesso avete solo una spiacevole consapevolezza che il rapporto con vostra moglie era fondato sulla falsità e sulle menzogne. A un certo punto del vostro percorso comune qualcosa è cambiato e non ne capite il motivo, avevate un sospetto, lo avete assecondato e vi ha lasciato con un pugno di mosche in mano. Svuotati. Non è forse meglio non trovare mai quella risposta? In fondo, la mancanza di una risposta implica la probabilità che non siate stati davvero traditi; trovarla, invece, potrebbe togliervi quella speranza, lasciando al suo posto il nulla.

Ed è così che mi sento io, a volte. Mi chiedo dove finiscano gli oggetti che non sono al loro posto e, quando dimentico qualcosa, dove sia e perché l’abbia dimenticata. Sono un tipo ostinato o forse solo curioso, come la maggior parte degli esseri umani, come l’uomo che sa che, scoperto il tradimento della moglie, la sua vita così come la conosce finirà, ma che vuole comunque esserne certo.

Quando mi pongo un interrogativo voglio sapere quale sarà la sua soluzione; anche se, come vi ho detto, so benissimo che per certe domande è meglio non conoscere la risposta, perché potrebbe non piacermi. Potrebbe essere inquietante, potrei trovarmi a guardare nell’abisso dell’esistenza e quello che vedrei potrebbe essere terrificante.

So come funzionano le risposte: non sono mai buone. Sono una specie di diabolica variante della legge di Murphy. Se ti fai una domanda e la risposta può essere dannatamente negativa, be’, allora lo sarà. Credetemi, è il mio mestiere trovare risposte.

12 febbraio 2020

Aggiornamento

Grazie a tutti quelli che ieri hanno partecipato alla nostra prima lettura in pubblico di Romantico in giallo. Il secondo obiettivo è stato superato soprattutto grazie a voi.
29 gennaio 2020

Aggiornamento

Una bella recensione scritta da Anna Gelardi per il blog Il mondo incantato dei libri: "A Napoli, l’investigatore privato Har Solo (vi ricorda qualcosa?) viene incaricato da un facoltoso avvocato penalista di ritrovare la nipote misteriosamente scomparsa. Il detective incomincia a svolgere le indagini seguendo la classica routine degli interrogatori dei testimoni e dei parenti più prossimi della scomparsa e sulla scia delle poche tracce che ha a disposizione, ma a complicare la situazione ci si mettono delle strane amnesie che lo affliggono da un po’ di tempo, per cui si ritrova in luoghi e situazioni che non ricorda affatto. A Roma, Valentina , bella e solare giornalista di un blog, si è trasferita da poco . Prima viveva a Napoli con la sua famiglia. Nella capitale conosce pochissime persone , ma stringe un legame molto forte con una collega, Anna, con cui condivide la passione per il cinema . Nemmeno con lei, però riesce a parlare del suo privato , del legame fortissimo che aveva con il fidanzato e di ciò che ha troncato la loro relazione . Inoltre è afflitta da un grave disturbo del sonno e da incubi notturni che rendono la sua vita complicata. Anche su suggerimento dell’amica , chiede aiuto ad una psicologa e finalmente le cose sembrano andare un po’ meglio, ritrova la voglia di uscire e di conoscere altre persone. E’ a questo punto che incontra Alessandro, bello e galante. Sarà lui che cambierà la sua vita , ridandole la voglia di innamorarsi di nuovo? E, soprattutto, le vicende di Har Solo e la storia di Valentina in che modo si intrecceranno? Brando Improta è un giovanissimo regista, sceneggiatore ed attore. Questo romanzo è il suo esordio come scrittore. Cinefilo compulsivo (già dal nome si capisce qual è la sua passione), ha disseminato il suo libro di citazioni di film e di attori, per cui anche il lettore è portato a vedere i personaggi e le situazioni come se stesse vedendo un film. Io mi sono divertita a trovare le somiglianze tra i protagonisti del libro e gli attori hollywoodiani. Secondo me per Har Solo lo scrittore si è ispirato al Philip Marlowe chandleriano interpretato da Robert Mitchum o da Humphrey Bogart. Le situazioni poi in cui si caccia l’investigatore sono molto fumettistiche e fanno venire in mente le atmosfere cupe e noir dei fumetti di Dick Tracy. Per la dolce Valentina, invece, non ho dubbi: per me ha il volto della mia attrice preferita, Julia Roberts ai tempi di Pretty Woman. Libro originale, pieno di ritmo e piacevole da leggere. In bilico tra un giallo e un romanzo d’amore, riserva al lettore un finale spiazzante e, tutto sommato, coerente. Anche qualche sbavatura si perdona volentieri al giovane scrittore, considerato che è al suo esordio letterario. Anzi lo esortiamo a continuare su questa strada, perchè ha buone possibilità di entrare nel cuore dei lettori e soprattutto di avere un posto nella loro biblioteca" https://ilmondoincantatodeilibri.altervista.org/romantico-in-giallo-di-brando-improta/?fbclid=IwAR0RlBkOdVWTDneGGJCCZ0YRFfWYPARYP-KNpd-SLF9tDRhLs4Aa_pUEDJo
12 febbraio 2020

Evento

Enoteca Continisio Alle 19 leggerò qualche brano di Romantico in giallo accompagnato dalle musiche live di Roberto Ormanni ed Enrico Valanzuolo. Ci vediamo in un'enoteca perchè leggere e ascoltare musica in compagnia di qualche bicchiere di vino è sempre meglio.
07 gennaio 2020

Aggiornamento

"Aveva cinque foto con lui in camera. Tre appese a destra della porta, in cornici colorate. In una erano abbracciati davanti al Tamigi, di spalle, ricordo del primo viaggio che avevano fatto insieme a Londra"
Quando ho scritto il libro, in un arco di tempo di ben 11 mesi, ho dovuto immaginare anche luoghi dove non ero mai stato. Ma su Londra ho recuperato subito dopo, Questa foto che ho scattato rappresenta il punto esatto della foto raffigurata nella stanza di Valentina.
23 dicembre 2019

Aggiornamento

"Il giardino della Ercoli era molto curato, pieno di fiori colorati di cui Har non avrebbe saputo individuare la specie, ma profumati a sentirsi e belli a vedersi" Ogni luogo che ho immaginato scrivendo il libro è un luogo che in qualche modo esiste, se non altro un luogo che richiama un altro posto nella mia memoria. Il giardino dove Har interroga uno dei primi testimoni, Lisa Ercoli, è modellato nella fantasia... sul giardino della casa in cui abito a Napoli fin da quando ero piccolo.
17 dicembre 2019

Aggiornamento

"Via Carlo Poerio. Un palazzo antico, quasi principesco, all'inizio della strada. Lì si trovava Har a guardare in alto verso l'ultimo piano, dove abitava l'ormai anziano principe del foro Domenico Guarino" Qui comincia l'avventura del protagonista. Visto che avevo concepito il romanzo come un film avevo già scelto i luoghi in cui avrei eventualmente girato. Questo è il primo che vi mostro. Il palazzo del famoso avvocato (in pensione) Domenico Guarino. Nel palazzo vero ci abita un mio vecchio amico, compagno di liceo, che adesso fa l'avvocato. Curiose coincidenze della vita. Via Carlo Poerio

Commenti

  1. Brando Improta

    Siamo arrivati al 70% dall’obiettivo in poco tempo. Ringrazio tutte le persone che hanno pre-ordinato il libro, quelle che lo stanno leggendo e che lo leggeranno. Presto faremo una lettura di alcuni brani in pubblico, con musica e altro, per festeggiare e vederci dal vivo.

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Brando Improta
classe 1990, è laureato in Scienze della comunicazione e in Spettacolo alla Sapienza di Roma. È regista e attore e nella sua carriera ha collaborato con artisti come Neri Parenti, Alessandro Siani, Carlo Verdone e Luca Zingaretti. Tra i suoi lavori più riconosciuti ci sono la web serie La vita come viene e il film Il falco e la rondine tratto da una canzone di Gigi D’Alessio. Romantico in giallo è il suo romanzo d’esordio.
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