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Romantico in giallo

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Consegna prevista Settembre 2020
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Arrigo Solo, detto Har, è un detective deluso dalla vita, con problemi di memoria e soprattutto esistenziali. Valentina invece sta cercando di risolvere i suoi problemi cambiando vita, voltando pagina. Ed è proprio voltando pagina che le loro vite finiranno per incontrarsi, nel modo più imprevedibile. Lui sta seguendo un’indagine, la sparizione della nipote del famoso avvocato Guarino. Lei sta semplicemente vivendo la sua nuova vita e facendo nuove amicizie. Abitano in due città diverse ma a volte basta condividere lo stesso universo… o la stessa dimensione…

Perché ho scritto questo libro?

Volevo scrivere un giallo. Ma volevo anche scrivere una storia d’amore atipica. Così ho scritto tutti e due, pensando di farne un film. Ma un film avrebbe tolto la parte più bella al tutto: l’immaginazione di chi legge. E quindi eccoci qui. Con la voglia di far arrivare la storia a quante più persone possibili, e sono molto curioso di vedere se riuscirete a risolvere il mistero, perché lungo il romanzo vi ho fornito tutti gli indizi. Facciamo questo gioco.

ANTEPRIMA NON EDITATA

PRIMA PARTE
L’INCARICO

1.
LUI

Seduto in punta di un letto, con addosso un elegante vestito blu che lo faceva somigliare a uno 007 sgualcito, Har si sentiva pensieroso. Il cravattino slacciato, solo una scarpa infilata ed allacciata, mentre l’altra giaceva a terra rovesciata su un fianco.
Non ricordava se era appena tornato – Da dove ? Forse una festa – o se si stava preparando per uscire – Per andare ? Forse a una festa – ma era ormai abituato a queste perdite di memoria a breve termine.
Si prese la testa tra le mani, cercando di ricordare. Nulla. Vuoto totale. Si alzò. Si sentiva stanco, e ogni passo sapeva di dopo sbornia. Entrò nel bagno per guardarsi allo specchio. Sempre la stessa faccia, questo almeno era rassicurante. A volte temeva di trovare qualcun’altro nel riflesso, come se il mondo potesse cambiare da un momento all’altro mutando per una strana distorsione in una dimensione altra, diversa. Aveva la barba incolta, ci passò una mano sopra valutando se fosse arrivato il momento di tagliarla, ma scuoté subito la testa: quella barba incolta faceva parte del suo fascino da investigatore privato. Le donne lo trovavano attraente, nonostante un’aria perennemente disordinata. Aveva capelli mossi neri, sempre spettinati nonostante i suoi sforzi di tenerli in riga. Erano dispettosi, come il suo carattere del resto, incapace di sottostare ad un controllo per troppo tempo. Gli occhi, nero pece, erano indagatori, sempre sul chi vive, con un che di penetrante. Il naso, dritto e un po’ lungo, dava disarmonia al volto eppure proprio quella disarmonia rendeva l’insieme affascinante ed intrigante. Lui lo sapeva, e forse per questo faceva di tutto per essere sgradevole caratterialmente, sarcastico e cinico in contrapposizione all’aspetto in fin dei conti rassicurante.

Continua a leggere
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Aveva passato la trentina, da quanto non voleva ricordarlo nemmeno lui, e mentiva puntualmente sulla sua vera età. Era stato un agente di polizia, ma adesso si guadagnava da vivere come investigatore privato. Guadagnava di più, soprattutto da quando si era specializzato in adulteri e figlie ribelli scappate da ricche gabbie dorate. Lui stesso era scappato da una gabbia dorata, quando capì che il desiderio di suo padre era quello di passargli l’opulenta azienda di famiglia.
Da allora un’avventura continua, fatta prima di indagini di polizia e poi da privato cittadino con licenza.
Certo, negli ultimi tempi quelle piccole perdite di memoria non lo avevano aiutato, ma le statistiche dei casi risolti superavano ancora di gran lunga quelli rimasti insoluti.
Si chiamava Arrigo Solo, il che per un poliziotto era un nome discreto, ma una volta abbandonato il distintivo aveva pensato di aver bisogno di un nome d’arte d’un certo impatto. Qualcosa che suonasse cool. Così storpiò il suo nome in Har. E sull’elenco telefonico da un paio d’anni si poteva leggere una réclame con su scritto: “Har Solo – Investigatore galattico”. Era una colossale minchiata. Ma suonava bene. Ed attirava i clienti.

Guardò fuori dalla finestra. Il golfo di Napoli era illuminato solo dalla Luna e dai suoi riflessi luccicanti sul mare. Nessuno per strada. A parte il silenzio. Quella calma gli fece pensare che doveva essere molto tardi, probabilmente allora stava tornando da una festa. L’improvvisa perdita della memoria doveva essere arrivata mentre si spogliava.
Tornò in camera, prese il cellulare per guardare l’ora. Le 4 del mattino. Decise di continuare quello che, presumibilmente, stava facendo. Spogliarsi e mettersi a letto. Cominciò col togliersi la giacca, ma aveva ancora una manica infilata quando squillò il telefono nel salone. Sbuffò. Ancora uno squillo. Era tardi e aveva voglia di dormire. Ma il lavoro è lavoro. Così si rinfilò la giacca e corse a rispondere. Una voce di uomo dall’altra parte, affannosa e vecchia, subito lo investì senza dargli il tempo di parlare.
“Parlo con Har Solo ? L’investigatore privato ?”.
“Si, sono io…” e poi aggiunse: “Già solo l’aver risposto al telefono, a quest’ora della notte, le costerà un sovrapprezzo”. “Non faccio questioni di prezzo” tagliò corto la voce.
“Deve venire subito da me, mia nipote è scomparsa!”.

LEI
Decimo giorno del suo nuovo lavoro. La piccola redazione di un blog. Nuova città, nuovo inizio. Bastava cambiare aria per sfuggire al suo passato ? Lei sperava di si. Ma sapeva che un’ombra sarebbe sempre rimasta dietro le sue tracce, e che se voleva davvero dimenticare i suoi trascorsi doveva essere molto brava.
Il suo nuovo lavoro non era pagato molto bene, ma le piaceva. Si occupava di scrivere di cinema per un sito abbastanza avviato, in crescita, e i colleghi le erano simpatici. Tutte brave persone, nessuna invidia professionale e un clima di generale cordialità. Si, Valentina poteva considerarsi abbastanza soddisfatta di come stava cambiando la sua vita. E sperava che prima o poi – meglio prima – ciò che ancora la tormentava della vita precedente sarebbe scomparso. Possibilmente insieme ai suoi incubi, che notte dopo notte sapevano ancora farle male.
Ricordava ancora il viso dei suoi genitori quando aveva annunciato di cambiare città: non erano contenti di lasciarla andare ma capirono e non la ostacolarono. Erano sempre stati premurosi ma molto liberali con lei, prima quando era andata a vivere in un’altra casa emancipandosi da loro e poi quando si era definitivamente allontanata da Napoli. La mamma aveva versato qualche lacrima, ma era stata pronta a nasconderle con la mano, anche se Valentina le aveva notate. Comunque li chiamava quasi ogni giorno e faceva lunghe chiacchierate prima con l’uno e poi con l’altro. Non era stato facile allontanarsi, ma comunque un passo necessario.
Anna, che si occupava di una rubrica di moda e stava rapidamente diventando una buona amica, le si avvicinò con un quotidiano. “Stasera danno ben quattro film nuovi!” annunciò sorridendo. “Quale vediamo ?”.
Avevano stretto un accordo: Anna avrebbe accompagnato Valentina a vedere le nuove uscite da recensire e Valentina avrebbe ricambiato il favore accompagnandola a degli speed date, dove Anna sperava di trovare l’amore ‘quello vero’, come lei stesso lo definiva. Aveva accettato perché non le piaceva andare al cinema da sola – prima c’era sempre stato lui, ma anche quei ricordi andavano in parte rimossi – e poi perché in fondo sperava anche lei di fare nuove conoscenze attraverso quegli incontri fugaci.
Le giornate della sua nuova vita avevano il sapore della semplicità, di questo aveva bisogno per ricominciare. Con calma, passo dopo passo. Amava il cinema, e aveva sostenuto diversi laboratori di critica cinematografica, per questo era stata subito assunta: era competente e il suo lavoro coincideva con la sua passione. Ora le si poneva davanti una scelta difficile. Cosa recensire per il weekend ? C’era una commedia italiana, un dramma francese, un thriller e un musical dal classico impianto sfarzoso americano.
“Tu, da spettatrice media, cosa vedresti ?” chiese ad Anna mordicchiando il bordo di una penna. Le aveva sempre tormentate con i denti fino a farle diventare ammassi di plastica irriconoscibili. Aveva cominciato da piccola, rimbrottata dai suoi genitori che le dicevano che non era una cosa bella a vedersi. Lei rispondeva sempre che lo faceva per gioco, avrebbe potuto smettere in qualsiasi momento. Ma una volta cresciuta aveva continuato, senza un motivo preciso, quasi come se fosse una leggera dipendenza. Ogni volta che ci pensava si diceva: bhe meglio questo che altro.
Anna la guardò per qualche secondo in silenzio, forse disgustata dal suo rosicchiare intenso, poi rispose: “Non so se sia un complimento essere definita spettatrice media o se sia l’equivalente dei Babbani di Harry Potter!”.
Valentina scoppiò a ridere, una risata fresca e spontanea, come non ne aveva fatte per tanto tempo.
Poi si affrettò a rassicurare l’amica: “A volte per me è davvero difficile scegliere un film solo, fosse per me li vedrei tutti, credo di essere diventata una spettatrice compulsiva”.
“Esiste questo disturbo ?” disse Anna con un mezzo sorriso ironico sul volto. “Allora facciamo così, vediamone due… io direi, il dramma prima, se usciamo con i lucciconi agli occhi seguitiamo con la commedia”.
Valentina annuì soddisfatta, una lunga serata al cinema. Le sue preferite.

12 febbraio 2020

Aggiornamento

Grazie a tutti quelli che ieri hanno partecipato alla nostra prima lettura in pubblico di Romantico in giallo. Il secondo obiettivo è stato superato soprattutto grazie a voi.
29 gennaio 2020

Aggiornamento

Una bella recensione scritta da Anna Gelardi per il blog Il mondo incantato dei libri: "A Napoli, l’investigatore privato Har Solo (vi ricorda qualcosa?) viene incaricato da un facoltoso avvocato penalista di ritrovare la nipote misteriosamente scomparsa. Il detective incomincia a svolgere le indagini seguendo la classica routine degli interrogatori dei testimoni e dei parenti più prossimi della scomparsa e sulla scia delle poche tracce che ha a disposizione, ma a complicare la situazione ci si mettono delle strane amnesie che lo affliggono da un po’ di tempo, per cui si ritrova in luoghi e situazioni che non ricorda affatto. A Roma, Valentina , bella e solare giornalista di un blog, si è trasferita da poco . Prima viveva a Napoli con la sua famiglia. Nella capitale conosce pochissime persone , ma stringe un legame molto forte con una collega, Anna, con cui condivide la passione per il cinema . Nemmeno con lei, però riesce a parlare del suo privato , del legame fortissimo che aveva con il fidanzato e di ciò che ha troncato la loro relazione . Inoltre è afflitta da un grave disturbo del sonno e da incubi notturni che rendono la sua vita complicata. Anche su suggerimento dell’amica , chiede aiuto ad una psicologa e finalmente le cose sembrano andare un po’ meglio, ritrova la voglia di uscire e di conoscere altre persone. E’ a questo punto che incontra Alessandro, bello e galante. Sarà lui che cambierà la sua vita , ridandole la voglia di innamorarsi di nuovo? E, soprattutto, le vicende di Har Solo e la storia di Valentina in che modo si intrecceranno? Brando Improta è un giovanissimo regista, sceneggiatore ed attore. Questo romanzo è il suo esordio come scrittore. Cinefilo compulsivo (già dal nome si capisce qual è la sua passione), ha disseminato il suo libro di citazioni di film e di attori, per cui anche il lettore è portato a vedere i personaggi e le situazioni come se stesse vedendo un film. Io mi sono divertita a trovare le somiglianze tra i protagonisti del libro e gli attori hollywoodiani. Secondo me per Har Solo lo scrittore si è ispirato al Philip Marlowe chandleriano interpretato da Robert Mitchum o da Humphrey Bogart. Le situazioni poi in cui si caccia l’investigatore sono molto fumettistiche e fanno venire in mente le atmosfere cupe e noir dei fumetti di Dick Tracy. Per la dolce Valentina, invece, non ho dubbi: per me ha il volto della mia attrice preferita, Julia Roberts ai tempi di Pretty Woman. Libro originale, pieno di ritmo e piacevole da leggere. In bilico tra un giallo e un romanzo d’amore, riserva al lettore un finale spiazzante e, tutto sommato, coerente. Anche qualche sbavatura si perdona volentieri al giovane scrittore, considerato che è al suo esordio letterario. Anzi lo esortiamo a continuare su questa strada, perchè ha buone possibilità di entrare nel cuore dei lettori e soprattutto di avere un posto nella loro biblioteca" https://ilmondoincantatodeilibri.altervista.org/romantico-in-giallo-di-brando-improta/?fbclid=IwAR0RlBkOdVWTDneGGJCCZ0YRFfWYPARYP-KNpd-SLF9tDRhLs4Aa_pUEDJo
12 febbraio 2020

Evento

Enoteca Continisio Alle 19 leggerò qualche brano di Romantico in giallo accompagnato dalle musiche live di Roberto Ormanni ed Enrico Valanzuolo. Ci vediamo in un'enoteca perchè leggere e ascoltare musica in compagnia di qualche bicchiere di vino è sempre meglio.
07 gennaio 2020

Aggiornamento

"Aveva cinque foto con lui in camera. Tre appese a destra della porta, in cornici colorate. In una erano abbracciati davanti al Tamigi, di spalle, ricordo del primo viaggio che avevano fatto insieme a Londra"
Quando ho scritto il libro, in un arco di tempo di ben 11 mesi, ho dovuto immaginare anche luoghi dove non ero mai stato. Ma su Londra ho recuperato subito dopo, Questa foto che ho scattato rappresenta il punto esatto della foto raffigurata nella stanza di Valentina.
23 dicembre 2019

Aggiornamento

"Il giardino della Ercoli era molto curato, pieno di fiori colorati di cui Har non avrebbe saputo individuare la specie, ma profumati a sentirsi e belli a vedersi" Ogni luogo che ho immaginato scrivendo il libro è un luogo che in qualche modo esiste, se non altro un luogo che richiama un altro posto nella mia memoria. Il giardino dove Har interroga uno dei primi testimoni, Lisa Ercoli, è modellato nella fantasia... sul giardino della casa in cui abito a Napoli fin da quando ero piccolo.
17 dicembre 2019

Aggiornamento

"Via Carlo Poerio. Un palazzo antico, quasi principesco, all'inizio della strada. Lì si trovava Har a guardare in alto verso l'ultimo piano, dove abitava l'ormai anziano principe del foro Domenico Guarino"
Qui comincia l'avventura del protagonista. Visto che avevo concepito il romanzo come un film avevo già scelto i luoghi in cui avrei eventualmente girato. Questo è il primo che vi mostro. Il palazzo del famoso avvocato (in pensione) Domenico Guarino. Nel palazzo vero ci abita un mio vecchio amico, compagno di liceo, che adesso fa l'avvocato. Curiose coincidenze della vita.

Commenti

  1. Brando Improta

    Siamo arrivati al 70% dall’obiettivo in poco tempo. Ringrazio tutte le persone che hanno pre-ordinato il libro, quelle che lo stanno leggendo e che lo leggeranno. Presto faremo una lettura di alcuni brani in pubblico, con musica e altro, per festeggiare e vederci dal vivo.

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Brando Improta
Sono nato a Sant'Agnello, vicino Napoli. Mi sono laureato in Scienze della comunicazione per poi completare il mio percorso con una laurea magistrale in Cinema, Teatro, Danza e Arti digitali alla Sapienza e un diploma da Filmaker alla Scuola di Cinema di Napoli. Solitamente mi occupo di regia, sceneggiatura e recitazione. Ho partecipato come attore al film "Benedetta follia" di Carlo Verdone, ho diretto uno spot Telethon con Luca Zingaretti e fatto da aiuto ad Alessandro Siani sul set di "San Valentino Stories". Ma la cosa che occupa la maggior parte del mio tempo è la gestione del gruppo "La pagina dei buffoni" con i quali abbiamo realizzato di recente la web serie "La vita come viene" ed i film "Le piccole cose" e "Il falco e la rondine".
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