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Sette apprendisti per la Torre di ghiaccio

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Un’antica profezia. Fantasmi che tornano dal passato. Bande spietate pronte a un bagno di sangue. Le martoriate terre dello Hjartlant ritroveranno mai la pace? Ignari di tutto questo, sette giovani dotati di capacità sorprendenti saranno spinti verso un destino comune. È la vigilia degli annuali tornei nella Scuola Grande del venerato maestro Sepek, e la prosaica quotidianità dei sette comincia a essere scossa da segni e incontri misteriosi…

Prologo

Quando giunsero a destinazione, i raggi del sole stavano lambendo le cime delle più alte colline. Si erano messi in viaggio assai prima dell’alba, risoluti e incuranti della sinistra fama di quelle terre poco frequentate. Indugiarono un po’ nella brezza serale, che gonfiava bizzarramente le loro ampie sopravvesti. La temperatura era quasi fresca, tanto più se paragonata con l’afa stagnante della pianura. Volsero lo sguardo prima a occidente, dove il cerchio infuocato si stava rapidamente inabissando, poi a oriente, dove il pallido disco lunare si alzava in tutta la sua pienezza. Un leggero brivido si insinuò tra di loro.

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Solo allora si accorsero della silenziosa figura in attesa. I tre scesero da cavallo, e chinando il capo salutarono. Il padrone di casa li guidò all’interno richiudendo subito la porta. Poco alla volta gli occhi dei nuovi arrivati si abituarono alla semioscurità: l’unica altra apertura era una botola sul soffitto, da cui filtrava una fioca luce. Una solida tavola quadra dominava al centro l’ambiente, a sinistra dell’ingresso c’era un caminetto, a destra delle mensole con poche stoviglie.

Con un gesto meccanico l’ospite invitò i cavalieri a sedersi. In quel momento una folata un poco più forte fece scricchiolare un’imposta in una parte remota dell’edificio. Persino la bassa erba parve frusciare rumorosamente. I cavalli nitrirono. Gli sguardi dei cavalieri si incrociarono ancora per qualche istante, tesi e silenti.

Finalmente il padrone di casa sbottò: «Avanti, parlate! Quali altre sciagure pendono sul nostro capo? Conoscete i pericoli in agguato, ma non vi peritate a esporvi in una notte di luna piena. La vostra lingua è come allappata, eppure non ignorate quanto dura sia diventata la mia scorza! È disperazione o follia a muovere i vostri passi?».

Un misterioso luccichio si accese negli occhi dei tre. Il primo cavaliere ruppe gli indugi.

«Né l’una né l’altra! Abbiamo raccolto e vagliato molti segni, questa volta… questa volta ci siamo!»

L’altro aggrottò la fronte.

«Sì,» intervenne il secondo cavaliere «Sibundyr non resterà invitta ancora a lungo!»

«Quindi…» la voce dell’ospite tremava per l’eccitazione «sono nati i figli della profezia…»

«Se i segni non sono ingannevoli, il vaticinio del Giusto s’è avverato nei tempi predetti. Gli stessi, come ben sai, per cui dal regno delle ombre fu annunciato un illecito approdo!»

«L’empia cagna!»

«Che arda per l’eternità tra le braccia del Gigante di fuoco!»

«Lasceremo dunque Sibundyr alla mercé dei suoi seguaci?»

«Condivido la tua preoccupazione, ma solo così potremo stroncare il piano nefasto. Noi vogliamo ciò che loro stessi vogliono, sebbene per motivi diversi.»

L’altro assentì.

«Sono proprio sette» mormorò il secondo cavaliere.

«Sette… sette, hai detto? Ma allora…»

«Sì, non incontreranno alcun ostacolo!»

L’ospite improvvisamente s’incupì.

«Le vie della notte sono molteplici. Il Nefando e la disperata progenie potrebbero già essere sulle loro tracce!»

«Ciò è probabile, ma non da questi aspettiamoci intralcio. Temiamo piuttosto l’ombra che li infiamma. Pur nella sua debolezza, essa è capace di guasti irreparabili. Conosciamo i suoi numi: vanità, dubbio, discordia. Essa, inoltre, può destare curiosità per gli aspetti oscuri di Sibundyr!»

Un velo di preoccupazione calò sui quattro.

«Quanto tempo ci resta?»

«Lo sciagurato traghetto toccherà la sponda citeriore al ritorno della notte, ovvero alla prima luna seguente. Le sette sorelle dovranno gemere prima di allora!»

«Gli occhi del Giusto non si sarebbero chiusi sereni, pur tra le fiamme, se la lucerna che lo faceva presago gli avesse svelato anche la maledizione di…»

«Zitto! Lei è ovunque! Trae forza dalle nostre incertezze, dalle nostre divisioni. Pronunciare il suo nome significa evocarla anzitempo!»

«Cosa possiamo fare, dunque?»

«Ben poco in realtà, ma lo faremo fino in fondo! I sette ancora non sanno. Devono sapere, naturalmente, ma solo come piace a Sibundyr, cioè per gradi. Solo così lei si farà conquistare!»

Il primo cavaliere si fece pensieroso. Il suo sguardo indugiava negli angoli più bui di quella buia stanza.

«La notte farà scabroso il terreno ai nostri passi. Poiché gli uomini scivolano facilmente lungo la soffice china dell’abisso, essa non avrà difficoltà alcuna ad accrescere il numero degli adepti!»

La sua voce acquistò calore.

«Certo, se tutto dipendesse unicamente dalle nostre deboli e mortali braccia, saremmo destinati al fallimento. Ma ecco: la luce già si sta effondendo su chi è disposto ad accoglierla! Tu lo sai…»

L’ospite annuì.

«Essa dona vista aguzza ai ciechi, limpida loquela ai muti, amplifica al massimo grado le naturali attitudini. Ebbene, noi dovremo farci suoi vessilliferi!»

Uscirono all’aperto, osservando preoccupati il disco argentato, ora alto nel cielo. La brezza era quasi completamente cessata, e le colline tutto attorno rilucevano sinistramente.

«Ancora due lune!»

«Una e tre quarti» lo corresse il primo cavaliere.

«Nel segno del Giusto e con la luce dell’Ultimo nel cuore ti salutiamo, vecchio!»

«Vecchi sarete voi! E maledetta sia la discendenza dell’Eletto! Nel segno del Giusto e con la luce dell’Ultimo nel cuore…»

I cavalli si impennarono sull’erba soffice, quasi senza rumore, prima di partire al galoppo.

Uno stridulo verso ruppe il silenzio delle nude colline: gli sembrò un riso di scherno. Rientrò e con un leggero brivido richiuse la porta.

21 febbraio 2020

Evento

Libreria "Il colore del grano", Via Riva di Magrè 23, SCHIO (VI) Presentazione del libro a cura dell'autore Andrea Tessaro. Con Loreta Dell'Otto (voce narrante) e Devis Mondin (musiche).
10 gennaio 2020

Evento

Castello di Schio, Schio Presentazione del libro con l'autore e Loreta Dell'Otto (voce narrante). Circolo Fotografico Scledense, Castello di Schio, Schio (VI) Venerdì 10 gennaio 2020, ore 21.00 Presentazione del libro con l'autore e Loreta Dell'Otto
07 dicembre 2019

Aggiornamento

Si terrà giovedì 12 dicembre alle 20.30 alla biblioteca comunale di Malo la presentazione del nuovo libro dello scrittore in erba di Valli del Pasubio Andrea Tessaro. “Siamo sulle desolate colline di una terra lontana nel tempo e nello spazio. Il sole sta tramontando. In un’atmosfera densa e misteriosa, tre cavalieri annunciano a un vecchio eremita la nascita di sette giovani. Si tratta di un evento a lungo atteso: essi infatti sono destinati a riportare pace e prosperità nella regione. Tra i quattro la tensione però è palpabile: molti pericoli, infatti, incombono”. Così comincia il romanzo “Sette apprendisti per la torre di ghiaccio” di Andrea Tessaro, già presentato a Valli lo scorso 13 novembre. Il libro, però, fisicamente ancora non esiste. L’autore sta infatti cercando di pubblicarlo in crowdfunding. Cosa significa? Che l’editore bookabook lo pubblicherà solo se il libro raggiungerà almeno 200 prevendite. Al momento mancano 69 copie al raggiungimento dell’obiettivo. Qui il link per l’acquisto. Ma di cosa parla il romanzo? La trama è complessa ma molto intrigante: i protagonisti sono sette giovani (quattro femmine e tre maschi) dotati di capacità straordinarie. Come tutti i giovani della loro terra ogni anno devono recarsi nella grande città per sostenere delle prove, ma quando scoprono di avere dei sogni in comune le loro vite subiscono una svolta. Da allora cominciano ad essere scossi da segni e incontri misteriosi: tra gli altri un cavaliere nero e un enigmatico indovino cieco. Inizia così un lungo e pericoloso viaggio alla ricerca della mitica torre di ghiaccio. “È importante ricordare che la campagna di crowdfunding termina a metà gennaio – spiega Tessaro – oltre tale termine, se non saranno realizzate le 200 prevendite il libro non sarà pubblicato. Si può sostenere la pubblicazione non solo pre-acquistandolo, ma anche parlandone e consigliandolo. Insomma, attraverso il passaparola”. Appuntamento quindi a Malo giovedì 12 dicembre alle 20.30. l eco vicentino 7 apprendisti per la torre di ghiaccio
07 dicembre 2019

Aggiornamento

Segnalazione sul blog muatyland.com. Segnalazione sul blog muatyland
12 dicembre 2019

Evento

Malo (VI) Presentazione del libro con l'autore e Loreta Dell'Otto (voce narrante). Biblioteca comunale "Luigi Meneghello", Via Cardinal De Lai, 61 - Malo (VI) Giovedì 12 dicembre ore 20.30 Presentazione del libro con l'autore e Loreta Dell'Otto
13 novembre 2019

Evento

Valli del Pasubio Riuscita serata di presentazione del romanzo nella Sala Consiliare di Valli del Pasubio (Vicenza)! Un grazie al pubblico numeroso, alla Biblioteca e all'Amministrazione Comunale di Valli del Pasubio, alle letture espressive di Loreta Dell'Otto, alle musiche coinvolgenti di Paolo Greco e alle domande della giornalista Carla Urban. Prossimo appuntamento presso la Biblioteca "Luigi Meneghello" di Malo (Vicenza) il 12 dicembre alle 20.30. serata di presentazione del romanzo nella Sala Consiliare di Valli del Pasubio
13 novembre 2019

Evento

Sala Consiliare, Via Bruno Brandellero 46, Valli del Pasubio (VI) Incontro con l'autore Andrea Tessaro Sette apprendisti per la torre di ghiaccio Presentazione del libro in crowdfunding su booabook Carla Urban - moderatrice Loreta Dell'Otto - voce narrante Paolo Greco - musiche presentazione Sette apprendisti per la torre di ghiaccio
29 ottobre 2019

Aggiornamento

I temi del romanzo
“Stilla provò un leggero brivido. Non si era del tutto abituata a quelle misteriose coincidenze.” (Quattordicesimo giorno)
“Con la sua abile oratoria persuase il popolo che gli antichi libri stavano correndo gravi rischi, ed ebbe il consenso per tenerli nascosti.” (Ventiseiesimo giorno)
“Ho instillato in voi la curiosità, inducendovi addirittura a detestare Hjartun e la Scuola Grande” (Il cavaliere bianco)
Di cosa parla questo romanzo? In altre parole: quali temi tratta? Per rispondere a questa domanda vorrei partire dalla struttura e dalle funzioni narrative adottate. Sette giovani iniziano un viaggio durante il quale superano varie prove fino al raggiungimento dell’obiettivo per cui erano partiti (oltre ai protagonisti occorre mettere in conto un discreto numero di antagonisti ed aiutanti, e il ricevimento di doni “magici”). Evidente l’analogia con la struttura della fiaba secondo l’analisi di Propp (non c’è, in senso stretto, il danneggiamento o mancanza che determina la partenza ma, come vedremo, questa funzione è svolta in qualche modo da altri elementi presenti nella storia). Racconto di iniziazione, dunque, ma solo in parte: il vero motore della storia è il bisogno di far emergere e chiarire aspetti profondi dell’inconscio. Interrogativi esistenziali, in altre parole, rappresentati nella storia dalla singolare coincidenza dei sogni di alcuni dei protagonisti (un bisogno di sapere che è indice di “danneggiamento”, in un mondo che mette al primo posto l’efficienza lavorativa, quindi economica, e che conferisce agli eventi una valenza soprannaturale più che magica).
Questo aspetto indirizza direttamente all’altro tema portante della storia: la conoscenza come strumento di potere. Per un personaggio essa diventa strumento di ascesa e soprattutto di controllo, e per raggiungerla non esita a macchiarsi di crimini orrendi. Per chi vuole leggerlo, un riferimento non tanto occulto al valore dei dati personali nell’era digitale.
I temi della “forza” dei sogni e del potere della conoscenza sono quindi fondanti, ma in un romanzo di questa lunghezza molte storie e molte idee inevitabilmente si intrecciano e si rincorrono. Un interrogativo che percorre tutto il romanzo riguarda ad esempio la presenza del male, e il suo formarsi e crescere nell’animo umano, presenza frequentemente esplicitata con l’opposizione luce / tenebre (un esplicito riferimento al prologo del Vangelo di Giovanni).
Le vicende dello Hjartlant vedono spesso la nascita e la fine (mai indolore) di dittature: tema quanto mai attuale, in cui il citazionismo aspira ad una dimensione atemporale (i sostenitori di uno dei dittatori di turno sono infatti chiamati “collaborazionisti”).
Un altro asse tematico che si snoda dall’inizio alla fine del romanzo è legato al suo luogo forse più importante: la Scuola Grande. Il mondo scolastico, quindi, in tutte le sue sfaccettature, senza escludere la didattica e, più in particolare, il rapporto docente / discente.
Il tutto senza la pretesa, ovviamente, di affermare verità assolute. Solo la volontà di proporre semplici spunti di riflessione.
20 ottobre 2019

Aggiornamento

Le origini del romanzo
“Dimmi un’ultima cosa, Fleog… come accidenti hai fatto a salire sul tetto del dormitorio?”
(Terzo giorno)
Vide una figura avanzare con decisione da una porticina sul lato destro. Teneva il capo leggermente chino, ciò nonostante la sua figura giganteggiava nel vasto emiciclo. Aveva i capelli corti, lisci, appena argentati. Doveva essere piuttosto avanti con gli anni, eppure il suo portamento palesava un notevole vigore.
Si fermò dietro a un podio coperto da un piccolo parapetto al centro dell’esedra. Tutti i presenti trattennero il fiato. Fleog poté finalmente osservare il volto di Sepek. I suoi occhi si muovevano tanto rapidamente quanto imprevedibilmente, dando la sensazione di controllare ogni singolo membro dell’assemblea.
(Nono giorno)
Prese un foglio bianco e una grossa penna che intinse nell’inchiostro, e cominciò vergare una lista di nomi. La cancellò, la riscrisse di nuovo, infine si decise ad abbozzare il testo.
“No…” mormorò.
Guardò attraverso l’alta vetrata e, quasi indispettito, strappò il foglio.
(Le sette porte)
Da piccolo ero fermamente convinto di poter volare. Non si trattava - come si potrebbe facilmente supporre - di un’utopia mutuata dalle varie galassie “supereroistiche”. Era, piuttosto, una personale rivisitazione della legge di gravità: sapevo che potevo restare sospeso in aria, magari aiutandomi con una breve rincorsa, librandomi per brevi tratti ma senza mai alzarmi troppo dal suolo (soffro di vertigini…).
Questa assurda idea infantile è il nocciolo attorno a cui è stato costruito il romanzo, che in estrema sintesi è la storia di un gruppo di giovani dotati di capacità fuori dal comune (per quanto possa sembrare strano, all’epoca non conoscevo gli X-Men: in ambito fumettistico leggevo quasi esclusivamente Walt Disney…). Uno di essi, per inciso, ha la facoltà di volare, seppur in maniera metaforica (dei personaggi parlerò approfonditamente in un altro post).
Legato saldamente a questo è uno spunto narrativo che risale invece alla mia “adolescenza”: un personaggio (“maestro”, scrittore, musicista, insomma “tuttologo” per vocazione) attraversa varie “storie” assumendo differenti identità. Come un vero e proprio deus ex machina, dopo aver disseminato indizi e ordito intrighi risolve infine la situazione (la mia predilezione per i “maestri” in qualsiasi ambito - dalla musica alle arti marziali - deriva forse dal fascino che hanno spesso esercitato su di me i miei insegnanti, nei vari ordini e gradi scolastici).
L’elenco degli autori che sono stati fonte di ispirazione è lungo (e potrebbe diventare anch'esso argomento per un futuro post). Oltre all'ovvio Tolkien, vorrei ricordare per il momento almeno Jules Verne (i “viaggi straordinari”) e Agatha Christie (il giallo, obviously). E ancora: la figura di Golog - uno dei “sette” - viene dal Libro di Giobbe, il labirinto di Isroch da "La biblioteca di Babele" di Borges…
Le idee dunque non mancavano: il vero scoglio era la scrittura. All'epoca ero convinto di poter scrivere storie semplici e accattivanti (nelle aule scolastiche, durante le ore di narrativa, la noia regnava sovrana…). Non tardai a capire quanto fosse difficile! Dopo essermi cimentato in racconti e romanzi brevi di ogni genere (tutti inediti), mi fermai a riflettere. Capii che dovevo procedere in modo più rigoroso. Serviva un lavoro preparatorio piuttosto meticoloso, che prendesse in considerazione tutta una serie di elementi, dalle coordinate spazio-temporali alla caratterizzazione dei personaggi. Scelsi di partire dall'idea infantile del “volo”. La figura del “maestro” ricomparve magicamente nella medesima storia.
Fu così che iniziai a scrivere il romanzo Sette apprendisti per la torre di ghiaccio.
15 ottobre 2019

Aggiornamento

“La storia è bella, piena di idee, a volte così tante che l’autore non le sviluppa in tutto il loro potenziale e sembra avere fretta di passare da un’avventura a quella successiva. Appassionante."
(Comitato di Lettura dell'Edizione XXVIII del Premio Italo Calvino)
Questo è stato il primo giudizio autorevole sull'opera: mi ha fornito indicazioni per migliorarla e mi ha spinto a presentarla ad un pubblico più ampio.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Ambientazioni coinvolgenti e ‘suspence’ sono gli ingredienti principali di questo ottimo romanzo fantasy. Il lettore si trova catapultato in un affascinante mondo fittizio e vi si muove inizialmente con circospezione e difficoltà ma, a mano a mano che la narrazione procede, si sente sempre più coinvolto nelle vicende dei personaggi, fino ad immedesimarsi nelle loro situazioni, che si susseguono secondo la tecnica dell'”entrelacement”. La tensione del racconto è sapientemente costruita in un crescendo che tiene fino alla fine, tra vicende che si intrecciano, colpi di scena, misteri, intrighi e difficoltà. Merita un plauso anche la scrittura, che in una prosa equilibrata e armoniosa, non rifugge il termine raro e specialistico. Cosa assai apprezzabile e rara, di questi tempi. Un romanzo che merita attenzione, la cui lettura è consigliatissima, sia agli appassionati del genere, sia a chi desidera farsi trasportare in una dimensione fantastica, sia a chi ama la bella scrittura.

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Andrea Tessaro
classe 1969, è appassionato di scrittura, musica e fotografia. Docente di Lettere, è diplomato in flauto dolce e organo e composizione organistica. Sette apprendisti per la Torre di ghiaccio è il suo il romanzo d’esordio.
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