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Tutta una discesa

Tutta una discesa
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Consegna prevista Agosto 2022

Martina è una studentessa della provincia emiliana, che frequenta la facoltà di Lingue e, per arrotondare, lavora come hostess per una una prestigiosa azienda internazionale. Pur faticando ad incastrare i numerosi impegni in una giornata di 24 ore, Martina si destreggia come può tra lo studio, il lavoro e il tempo libero, certa di avere intrapreso il percorso migliore per il suo futuro e per la realizzazione dei sogni che la accompagnano sin da quando era bambina. Una volta ottenuta la laurea, forte della sua preparazione ed ispirata dalle protagoniste emancipate e vincenti dei suoi film e libri preferiti, si sente finalmente pronta a spiccare il volo, a fare del suo meglio per raggiungere i suoi obiettivi. Tra l’Emilia e New York, in compagnia degli amici di sempre o di un gruppo di giovani festaioli conosciuti nella città che non dorme mai, seguiamo le avventure di questa giovane sognatrice, tra imprevisti, colpi di scena, personaggi ambigui e situazioni dai risvolti inaspettati

Perché ho scritto questo libro?

Dopo oltre 16 anni di lavoro sono stata licenziata per ristrutturazione aziendale. Con una causa in corso e moltissimi rimpianti per non aver mai avuto il coraggio di lasciare il mio paese. Dopo essere ripartita da zero, ho deciso di scrivere questo libro per raccontare, con il sorriso sulle labbra, la storia di chi si ritrova incastrato in un sistema che sembra ostacolare con imprevisti e personaggi ambigui ogni suo obiettivo, prima di riuscire a trovare il coraggio di cambiare per sempre.

ANTEPRIMA NON EDITATA

CE L’HO FATTA!

“I’m with Steve”, sentenzia la modella asiatica con tono appena percettibile, fulminandomi col suo sguardo laser mentre con una falcata che farebbe impallidire Naomi Campbell scavalca il nastro che delimita i box, esibendo una coscia dorata e perfettamente scolpita sotto lo spacco vertiginoso. Per tutto il movimento una mano con unghie curatissime e la pelle di un aspetto che ricorda il gelato alla nocciola trattiene i capelli folti e lucenti a un lato del viso, per evitare che ai fotografi venga nascosto anche solo il minimo dettaglio.  Quando il tacco tocca il suolo è evidente che non si tratta di una donna che sta per assistere ad una competizione sportiva, quanto piuttosto di una guerriera alla conquista di un nuovo territorio: la fama internazionale.

“E’ la nuova compagna di Richard”, mi sussurra la mia assistente, sempre informata sulle ultime novità in fatto di moda, lifestyle e, dettaglio tutt’altro che trascurabile in questo settore, gossip. “Dice di essere qui per assistere alla gara di Steve, figurati…come se le foto di mercoledì sera all’uscita dal Buddha Bar non avessero già fatto il giro del mondo.”.

Ah ok. Quindi lei è la modella thailandese che qualche giorno fa ha fatto parlare di sé per l’eccessiva magrezza alla settimana della moda di New York e che, in segreto, ha iniziato a frequentare Richard, il Direttore Sportivo della nostra squadra. E dire che quando l’ho vista fiondarsi sul tavolo dei canapè dieci minuti fa non mi ha dato l’idea di essere affetta da disturbi alimentari, anzi. Si vede che il Crystal che sta bevendo da quando è arrivata, alle quattro del pomeriggio, ha proprietà drenanti e brucia grassi…

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“Sai Michi, non so se mi abituerò mai all’arroganza di questa gente. Ok, sei splendida, stai con uno degli uomini più influenti del momento e non appena riuscirai a far trapelare la cosa, naturalmente contro la tua volontà, diventerai anche famosa…ma in fondo se anch’io sono qui come te, tra l’altro senza dovermi accalappiare qualcuno che considero più influente di me, evidentemente so il fatto mio, non puoi trattarmi con superiorità o dare per scontato che io debba sapere chi sei!”

“Ma Claire, è impossibile che ti tratti con superiorità, sicuramente hai avuto un’impressione sbagliata! Anche se fosse arrivata ieri in un furgone di schiavi della manodopera a basso prezzo, dovrebbe per forza sapere chi sei, tutti in questo settore sanno chi sei! Non eri anche tu alla settimana della moda a New York, a presenziare agli eventi in cui sono state richieste le nostre auto? Non hai aperto tu la gara di oggi con l’intervista in diretta su tre reti, una delle quali stava trasmettendo il notiziario?”.

“Sì, in effetti…diciamo che da quando sono diventata Responsabile della Comunicazione e delle Pubbliche Relazioni ho acquisito una certa visibilità. Pensa che adesso ho sempre un tavolo riservato da Costés per me e tre amiche, non è fantastico?!”.

“Ehm, sì, fantastico. È incredibile pensare a quanti risultati si possano ottenere non appena si acquisisce una certa notorietà. Sostegno per le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, aiuti per le ONG, sensibilizzazione dell’opinione pubblica su problemi come l’inquinamento e il degrado delle Banlieues…e un tavolo riservato da Costés”. Mi redarguisce Michelle, lanciandomi un’occhiataccia eloquente.

“Non mi trattare con sufficienza…so benissimo che non vedi l’ora che sia venerdì per sfoggiare quelle Jimmy Choo che ti ho portato direttamente dalle passerelle newyorkesi, pensa che qui sono ancora introvabili!”.

È esattamente per questo che adoro Michelle. Perché lei è la parte più pragmatica, concreta e profonda del mio lavoro. E, visto che il mio lavoro attualmente occupa il 110% del mio tempo, lo è anche della mia vita. Quando mi lascio prendere dalle fantasie talvolta futili e illusorie che questo stile di vita è in grado di provocare, Michelle mi riporta a pensare agli aspetti più pratici della mia quotidianità, consentendomi di coniugare la mia esuberanza con una saggezza e una meticolosità che non mi apparterrebbero per natura. E in questo modo creare un potente mix di estro e strategia, in grado di sbaragliare tutti i nostri avversari.

“Sta per iniziare la gara!” Mi avverte Michelle mentre sono concentrata a fantasticare su quanto sia fico il mio lavoro, fica la mia assistente, fico il nostro rapporto e fichissimo il tailleur pantalone di Dior che indosso oggi. “Certo che una volta tanto una gonna potresti anche indossarla. Hai gambe splendide non capisco perché ti ostini a nasconderle.”

“Lo sai cosa succede alle donne che indossano la gonna sul luogo di lavoro? Come minimo, soprattutto se sono alla prima esperienza, vengono marcate come la pornosegretaria a vita. Se sono nella mia posizione, invece, i dettagli su avanzamenti di carriera sospetti e repentini, o su stipendi guadagnati in camere di hotel di lusso si sprecano”.

“Secondo me esageri. Io indosso la gonna molto più spesso di te, ho un lavoro fantastico e nessuno ha mai fatto insinuazioni su una possibile relazione con il mio capo…anche se il mio capo mi porta con sé all’inaugurazione di locali alla moda e mi regala scarpe di Jimmy Choo come fossero fazzoletti!”.

“Ahahah, molto divertente. Aspetta che diventi la strega che tutti si aspettano che sia ora che sono un pezzo grosso e vedrai che la smetterai di prenderti gioco di me in continuazione! Ora andiamo a vedere la gara, altrimenti non avrò la minima idea di cosa dire alla stampa. Speriamo almeno che stavolta si concentrino su qualcosa di diverso da Leonardo di Caprio in visita ai box…onestamente non saprei di cosa parlare, non sono lì per spiarlo come se fossi l’inviata di una rivista scandalistica, io non so davvero cosa passi per la testa di certa gente!”

“Claire, ti ricordo che tra quattro ore parte il tuo volo per Dubai…e considerando che hanno iniziato a correre da dieci minuti e che da qui al Charles de Gaulle ci sono circa tre quarti d’ora qualcosa mi dice che non sarai tu a rispondere alle domande dei giornalisti a fine gara”.

“Accidenti, continuo a dimenticarmi dell’inaugurazione del concessionario di Dubai, ma perché questa cosa non mi entra in testa? Per fortuna che ci sei tu Michi!”

“Già, pensavo la stessa cosa…”.

“Allora facciamo così, vado a dire a De Tressangle che ho dato istruzioni all’Ufficio Stampa di far rivolgere direttamente a lui o ai piloti le domande. Se loro non avranno il tempo di rispondere a tutti ti lascio una scaletta di argomenti da seguire e una lista di frasi che non devono essere pronunciate per nessun motivo in modo che tu possa sostituirmi se sarà necessario ok?”.

“O-occhei. Ma onestamente non so se sarò all’altezza, se si aspettano di parlare con il Presidente, o almeno con l’Head of Communication, non credo che accetteranno di buon grado che gli venga rifilata un’impiegata qualunque…”.

“Ma quale impiegata qualunque?! Ti ho detto che ho già sottoposto alla Direzione la richiesta della tua promozione e che sarà formalizzata alla Convention di mercoledì prossimo? Avranno l’onore di parlare con la nuova Responsabile dei Rapporti con i Media”.

“Ma no! Non mi avevi detto nulla!”.

“Bhe allora te lo sto dicendo adesso. Io lavoro sedici ore al giorno e sono costantemente indietro con tutto, dovrei essere in più posti contemporaneamente e rischio di perdermi informazioni ed eventi fondamentali. Non ho bisogno di una segretaria, quello che mi serve è un braccio destro, una persona capace, dinamica, intelligente e proattiva, che sia in grado di fare le mie veci quando io non ho la possibilità di essere presente. Questa persona sei tu Michelle. E sarebbe terribilmente ipocrita farti svolgere una parte così importante del mio lavoro senza riconoscertene il merito, sia a livello formale che economico. Io e te lavoriamo fianco a fianco, ci siamo capite?”.

“Ho capito, Claire. Sono davvero colpita dalle tue parole, nel mondo del lavoro al giorno d’oggi è davvero difficile che alle persone senza raccomandazioni vengano date delle opportunità così importanti…specialmente se sono delle donne in un settore considerato ad appannaggio di tecnici e in una realtà consolidata e strutturata come questa azienda. Ti sono davvero riconoscente”.

“Scusami, ma che osservazioni anacronistiche e superficiali fai?! Questo femminismo stereotipato da quattro soldi non è proprio da te! Neanche mia madre ormai farebbe più un discorso del genere, siamo nel 2000, di cosa stiamo parlando? Sei una persona preparata e capace, hai un forte senso del dovere e sei perfettamente in grado di farti carico di responsabilità che esulano dalle tue mansioni, anche in situazioni di stress. Per me queste sono le caratteristiche del perfetto manager, nessuno merita questa promozione più di te! Adesso però devo davvero scappare…altrimenti per arrivare in aeroporto in tempo sarò costretta a rubare una delle nostre macchine!”.

____________

Sogno una vita come questa da quando ero bambina. Ricordo ancora quella volta in cui mio padre tornò a casa dal Giappone con una valigia piena di pezzi di un mondo che la maggior parte delle persone poteva a malapena immaginare. Avevo quattro anni, quella volta rimase via più di un mese. Ma nei ricordi che ho di quando ero bambina il senso di potere e di meraviglia suscitato da quel viaggio è sempre stato più forte di qualunque possibile sensazione di abbandono provocata dall’assenza, seppure temporanea, di un genitore. Il viaggio è ricchezza, è emozione, è un’espansione di noi stessi che arriva fino ad abbracciare il mondo, i suoi abitanti e le loro abitudini. Il viaggio è noi, in un’altra vita. In quelle scatoline colorate e luminose con i volti dei personaggi Disney e dei Manga per me c’erano altre esistenze, come la mia ma in un altro posto, in un altro modo. E già allora sentivo che avrei dato qualunque cosa per poter vedere da vicino, “dal vero”, come venivano presentate e utilizzate quelle cose nel loro paese di origine, come erano le case in cui venivano tenute, come si comportavano le persone che le acquistavano, come vivevano, cosa mangiavano…e una serie infinita di domande più o meno pertinenti su tutto e tutti.

E per fortuna ce l’ho fatta! Solamente con le mie forze, pur essendo cresciuta in un mondo improntato al maschilismo e al nepotismo. Grazie alla mia laurea in Lingue, alla mia brillante tesi in Marketing Internazionale, agli anni in cui ho faticosamente alternato lo studio e la preparazione degli esami con l’esperienza diretta  all’interno dell’ufficio Comunicazione di questa prestigiosissima azienda conosciuta a livello mondiale, sono riuscita a farmi assumere e ad arrivare a dirigere, in appena una decina d’anni uno dei settori più importanti della politica commerciale dell’organizzazione: il settore Comunicazione e Pubbliche Relazioni. Del resto si sa, oltre ad avere spiccate doti di organizzazione e precisione, le donne sono abili comunicatrici. E non nascondo che probabilmente anche la mia immagine curata – sebbene non ai livelli di Mei Coscialunga, la modella asiatica di cui sopra, e di tutte le sue colleghe che sono costretta a sopportare ad ogni evento – deve in qualche modo aver giocato a mio favore.

E adesso che sono arrivata fin qui, a soli trentasei anni, arriva il bello!

NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA

Alle 6:45 suona la sveglia e sono pronta ad iniziare una nuova giornata…non prima di aver portato a termine una serie di operazioni banalissime ma fondamentali che, ogni giorno, mi consentono di mantenere il delicatissimo equilibrio che sono riuscita a stabilire tra l’Università e il lavoro.

Innanzitutto, con mio grande disappunto, il risveglio ha luogo a casa dei miei – che per inciso non si trova a Parigi e nemmeno in Francia, bensì in Italia, nella bassa modenese –  mentre la Mimi è intenta a impastare la coperta esattamente sulla mia pancia. Non ho nessun tailleur pantalone di Dior pronto nell’armadio, ma devo ammettere che il fatto di indossare una divisa per andare al lavoro mi aiuta a snellire notevolmente la routine della preparazione mattutina. Non ho nessun volo da prendere, nessuna assistente che mi aspetta in ufficio dove, al contrario, tutti quelli che incontrerò, compresi i sorveglianti, potrebbero essere considerati miei superiori. E, a conferma del fatto che il lavoro di Responsabile della Comunicazione esiste solo nei miei sogni,  passando davanti alla finestra per andare in bagno scorgo la mia Fiat Uno del 1990 che mi attende fiduciosa – e probabilmente congelata – davanti a casa. Con un po’ di fortuna e con l’aiuto di qualche passante forse riuscirò a metterla in moto anche stamattina. Il fatto che l’episodio si stesse svolgendo oggi, nel 2001, e che io avessi già trentasei anni avrebbe dovuto farmi capire che quella situazione fichissima non era altro che un sogno. Oltre al fatto di essere in una delle città più incredibili del mondo anziché in questo paesello sperduto di una provincia del Nord Italia. Tra l’altro non mi chiamo Claire, ma Martina.

2021-11-26

Aggiornamento

Finalmente anch’io ho il mio codice sconto per il Black Friday! Da oggi fino a domenica 28/11, digitando il codice BLACK21 al momento del preordine avrete uno sconto del 20% sul prezzo di copertina, valido sia per il cartaceo che per l’ebook. #blackfriday #bookfriday #bookstagram #libribelli #tuttaunadiscesa #crowdfunding
2021-11-24

Aggiornamento

Disponibile il booktrailer!!! Cosa sei disposto a fare per realizzare i tuoi sogni? Cosa succede se, proprio quando sei a un passo da un obiettivo tanto agognato, le situazioni assumono sempre dei risvolti inaspettati? É proprio vero che da quel punto in poi, per te, sarà tutta una discesa? Scopri quello che succede a Martina guardando il video sui miei profili Instagram e Facebook😉

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Simonetta Calanca
Nata a Modena nel 1981, Simonetta si trasferisce all’età di 9 anni in un paesino alle porte della città. Amante dei viaggi, delle culture e di tutto ciò che proviene dal resto del mondo, dopo la maturità Classica si iscrive alla facoltà di Lingue e Culture Europee. Durante l’università lavora come Hostess presso una prestigiosa azienda internazionale, dove ha quotidianamente l’opportunità di incontrare persone provenienti da tutto il mondo e di praticare l’uso delle lingue apprese. Dopo la laurea lavora per diversi anni come impiegata commerciale presso alcune aziende della provincia, dove si occupa di gestire i rapporti con i clienti esteri. Dal 2004 al Covid si divide tra l’Italia e l’estero, soprattutto gli USA ed in particolare New York. Nel 2018, dopo essere stata licenziata dalla mattina al pomeriggio, decide di cambiare completamente percorso e diventa docente di lingue straniere.
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