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Un colpevole perfetto

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Quando il cadavere di una giovane donna viene trovato semicarbonizzato su un sentiero di montagna, i sospetti si appuntano sul colpevole perfetto: un uomo che ha trascorso anni in manicomio criminale per un delitto simile e non sa dire dove fosse al momento dell’omicidio. Solo la primaria del reparto di Psichiatria di Aosta è convinta della sua innocenza e chiede al dottor Francesco Manzilli, che ha un passato nella polizia scientifica, di aiutarla a dimostrarlo. Distratto nel frattempo dall’arrivo di Valentina, figlia ventenne di una sua ex fidanzata – che potrebbe anche essere figlia sua – il medico comincia a indagare su più fronti, lanciandosi alla ricerca della verità in un’intricata rete di non detti.

MERCOLEDÌ POMERIGGIO

Quando il dottor Francesco Manzilli uscìdalla villetta della signora Petroz, il cielo si stava rabbuiando e i tuoni iniziavano a scuotere l’aria.

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Il medico pensò che l’anziana signora affetta da un morbo di Parkinson ormai gravemente invalidante era la sua ultima visita domiciliare, per oggi aveva finito e poteva rientrare a casa. Certo se avesse potuto prescrivere la cannabis forse le contratture muscolari e i tremori della donna sarebbero diminuiti, e la sua visita sarebbe stata meno inutile, ma l’uso della sostanza per fini terapeutici era autorizzato solo per poche e ben definite malattie ed era anche piuttosto difficile da trovare in Italia. Sorrise tra sé pensando all’effetto che avrebbe fatto la notizia di un ex medico della polizia scientifica di Roma che in Valle d’Aosta curava i suoi pazienti prescrivendo e somministrando loro stupefacenti, magari importati dall’estero. Nel recente passato aveva avuto guai con i giornali e l’Ordine dei medici per molto meno.
Nonostante il cambio radicale di ambiente e tipo di lavoro, non era affatto pentito della scelta, fatta pochi anni prima, di venire a fare il medico di assistenza primaria a Saint-Germain-la-Doire, un piccolo paese sulla riva sinistra della Dora Baltea. Inoltre in quel periodo poteva godersi la regione in uno dei suoi momenti migliori, la stagione estiva, quando il clima era mite e il sole risplendeva illuminando le cime ancora innevate, separando il verde dei prati dall’azzurro del cielo. Lo pensavano anche i numerosi turisti che in quei giorni riempivano gli alberghi, le seconde casee persino i rifugi di alta quota per vivere almeno una breve esperienza in un ambiente sano, lontano dal rumore e dall’inquinamento delle grandi città. I turisti sembravano essere dappertutto, sui sentieri che salivano al Mont Niveau e verso le Alte Vie, nel piccolo centro storico di Saint-Germain, nel castello che dominava il borgo e il corso del fiume, nei boschi che circondavano i centri abitati sparsi sul fianco della montagna.
Ma oggi in giro non c’era nessuno. Si capiva che stava per scatenarsi uno di quei temporali torrenziali che in pochi minuti rendevano la valle alpina simile a un paese tropicale. Forse i turisti si erano dedicati a visitare i musei o i castelli della zona, più probabilmente erano sciamati ad acquistare cose inutili e costose nei supermercati di Aosta.
Un paio di lampi si stagliarono sullo sfondo delle nuvole nere e iniziarono a cadere le prime gocce di pioggia.

2020-10-29

Corriere della Valle

Il medico con la passione della scrittura
2020-10-26

La Sentinella del Canavese

Una nuova indagine del medico investigatore in Valle d'Aosta
2020-09-04

Aggiornamento

Video intervista del giornalista Corrado Ferrarese con l'autore https://www.facebook.com/107470691062358/posts/123384269471000/
02 settembre 2020

Aggiornamento

Trailer di "Un colpevole perfetto" sceneggiatura e regia di Elio Sessa https://youtu.be/CPlUkxJw8Qk
15 agosto 2020

Aggiornamento

SCRIVERE PER SALVARSI LA VITA. Ma poi se non raccontassi in qualche modo le infinite vite che mi appaiono in testa, sarei come Remo, o un altro degli ospiti del Bouquetin Blanc... forse un buono ma dissociato dalla realtà, fino a quando questa ti compare davanti e ti presenta il conto. E così in ogni personaggio c'è un pezzo di me, magari incollato sopra la vita di qualcun altro, in modo che ciascuno diventa qualcosa di nuovo e vive una vita che non vivrebbe mai, sia pure per la breve durata di un romanzo.
29 luglio 2020

Aggiornamento

Romanzo noir: romanzo caratterizzato da una componente sociologica che diventa prevalente rispetto alla stessa risoluzione del crimine e nel quale il finale non è quasi mai consolatorio ma lascia aperti problemi e interrogativi, pur arrivando alla scoperta del colpevole. È la versione poliziesca del romanzo verista italiano. Una sua ulteriore variante è il romanzo noir mediterraneo (esempi, Montalban, Camilleri, Izzo, Markaris….) in cui alla bellezza del luogo è contrapposta l'efferatezza dei crimini. [Liberamente adattato da https://noiritaliano.wordpress.com/2012/06/29/facciamo-chiarezza-sul-noir/] Romanzo distopico: romanzo ambientato in una società immaginaria, spesso nel tempo futuro, in cui elementi negativi attuali sociali, politici o tecnologici sono portati all'estremo rendendo la società altamente violenta e poco vivibile, per cui obiettivo diventa fuggire o cambiarla. Il termine distopia è stato coniato da John Stuart Mill nel 1868, come opposto di utopia. Tra i più famosi autori di romanzi distopico, George Orwell, Aldous Huxley, Philip K. Dick. [tratto dal blog quattro passi sulle nuvole http://quattropassisullenuvole.blogspot.com/2015/07/cose-un-romanzo-distopico.html]. Ora, se nella Valle d'Aosta di fantasia dove si svolge "UN COLPEVOLE PERFETTO" si racconta, tra le altre cose, di malavita organizzata infiltrata, stalker liberi di muoversi e medici corrotti, possiamo dire di trovarci in un romanzo noir o in un romanzo distopico?
15 luglio 2020

Aggiornamento

PERSONAGGI DE #UNCOLPEVOLEPERFETTO -1 Ma lui (Francesco Manzilli) restava un medico, anche se aveva lavorato alla Polizia Scientifica, e cominciava sempre a interrogarsi sulle vittime, prima ancora di cercare di capire cosa era loro successo. La malattia e la morte erano per lui come virus che infettavano l’organismo sociale e il suo compito era quello di scoprirne il meccanismi per fermarne la diffusione. Non aveva alcun interesse nella punizione dei colpevoli, anzi spesso provava una umana simpatia per loro. Lei (Laura Barbero) era ormai da parecchi anni responsabile del servizio di Psichiatria dell'Ospedale di Aosta, e per questo molto nota e stimata in Valle, dove era arrivata, più di trent'anni prima, direttamente dall'Università di Torino, e aveva imparato a farsi apprezzare per competenza e umanità. Con il suo caschetto di capelli grigi e gli eleganti tailleur che si intravedevano sotto il camice, era una figura quasi leggendaria e tutti temevano il momento, di lì a pochi mesi, in cui sarebbe andata in pensione per sopraggiunti limiti di età.
07 luglio 2020

Aggiornamento

I rapporti tra Un colpevole perfetto e la Regione Valle d'Aosta in un video su Facebook
https://www.facebook.com/lafabbricadelfango/videos/917274292108436/

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Mi è piaciuta molto la storia. Scrittura piacevole e dialoghi divertenti.

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Silvio Giono-Calvetto
è un medico rianimatore, nato a Torino nel 1959. Dopo 33 anni di varie esperienze nel servizio sanitario della Valle d’Aosta, si è recentemente trasferito in Sicilia per occuparsi di cure palliative. Ha fatto esperienze di volontariato con il trasporto ammalati a Lourdes e con l’Operazione Mato Grosso in Perù. Anche i suoi romanzi precedenti, Un ottimo elemento e La fabbrica del fango, hanno come protagonista il dottor Francesco Manzilli, un medico generale trasferitosi in Valle d’Aosta dopo una carriera nella Polizia Scientifica di Roma.
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