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Viaggio al centro della birra

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Consegna prevista Marzo 2021
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Valutare aspetto, aroma e gusto può dire molto di una birra, ma non tutto. Per conoscere intimamente una birra bisogna viaggiare, raggiungere il luogo in cui è nata, approvvigionarsi alla fonte, conoscere le persone che l’hanno data al mondo e ascoltare la loro storia.
1 Paese, gli Stati Uniti, culla della rivoluzione della birra artigianale.
14 Stati federati che ho visitato a modo mio, trotterellando da un birrificio all’altro.
42 giorni di viaggio on the road, un’avventura indimenticabile resa ancora più sfiziosa dalla “caccia” alla birra in un coast to coast che mi ha portato da New York a Los Angeles.
Questo libro è un po’ guida al prossimo viaggio birrario, un po’ diario di viaggio. Il tutto condito dai consigli di un epicureo su cosa mangiare e bere.

Perché ho scritto questo libro?

Viaggiare in cerca di birra regala molte soddisfazioni, in quanto unisce la bellezza del viaggio al piacere di una buona birra.
Questo libro vuole essere un indirizzo per chi non conosce il significato del termine “birrovagare”, oppure lo conosce e cerca ispirazioni per il prossimo viaggio.
E vuole essere il mio modo per ringraziare tutti:
I birrifici per la calorosa accoglienza.
Mia moglie per la pazienza.
Il mio fegato per la resilienza.
Dedicato ai viaggiatori, ai bevitori e ai curiosi.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Tutte le migliori avventure iniziano con un libro. La mia comincia tra le righe di “Guida Mondiale alla Birra” di Michael Jackson, il “beer hunter”. Una lettura illuminante, ispiratrice e tentatrice. È Natale 2016 e il libro si nasconde sotto una pila di confezioni, regalo tra i regali. Lo scarto, lo riconosco, mi emoziono, godo. Lo divoro avidamente nei giorni seguenti. Da quel dì gli Stati Uniti hanno stabile dimora nei miei pensieri. Durante il giorno e perfino durante il sonno. Attraversare gli Stati Uniti è un sogno, visitarne i birrifici un’ossessione.
Nel frattempo io e mia moglie decidiamo di compiere la follia: una luna di miele di un anno intorno al mondo, zaino in spalla. Un’esperienza forte che sentiamo di dover fare, come individui e come coppia. Contemporaneamente necessitiamo del conforto delle nostre passioni, che puntualmente dobbiamo portare con noi. Le mie sono inequivocabilmente il cibo e la birra artigianale. Trac, nello zaino!
In questo senso la guida di Michael Jackson casca a fagiolo. Mi lancia la sfida, mi incita ad alzare l’asticella delle difficoltà e rendere l’impresa ancora più saporita. Prendo la mia decisione e indosso i panni del cacciatore. La mia preda è la birra artigianale americana.
Organizzare un viaggio dentro il viaggio non è facile. Prima ancora di scartabellare l’infinita lista dei birrifici statunitensi bisogna superare un ostacolo: mia moglie. Come posso spiegarle che la nostra luna di miele naufragherà nella birra? Ricorro ai sacri insegnamenti dell’abbinamento birra-cibo e trovo la risposta: il segreto sta nell’equilibrio. Per portare a termine la luna di miele senza divorziare prima del tempo devo scendere a compromessi.

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Modifico l’itinerario di viaggio di conseguenza, adattandolo al percorso che scegliamo insieme e tagliando fuori alcuni autorevoli nomi birrari senza pietà. Chiedo venia ai birrifici coinvolti nella pubblica esecuzione ma era necessario. Diversamente a rotolare sarebbe stata la testa del sottoscritto.
Un taglia e cuci degno di un abile sarto, una pianificazione strategica di Napoleonica virtù e una propensione naturale per le relazioni pubbliche conseguita all’Università della Vita. Tempo necessario alla realizzazione del progetto: indefinito. Eppure ci riesco. Alla fine mi sollevo dalla sedia, braccia ai fianchi e petto gonfio d’orgoglio per il capolavoro realizzato. Che dire? Sono assai soddisfatto. Di fronte a me c’è l’itinerario negli Stati Uniti, da est a ovest attraverso 14 Stati, passando per le principali meraviglie naturalistiche quali Grand Canyon, Bryce Canyon, Zion National Park e tanti altri.
Una volta definito l’itinerario passo tempestivamente all’azione. Un lungo lavoro di ricerca condotta nel web mi offre pubblico accesso alla lista dei birrifici presenti in ciascuno Stato federale. Grazie all’aiuto delle informazioni reperibili in Rete creo il mio personale database. Un successivo lavoro di scrematura riduce l’abnorme numero di birrifici esistenti a un numero accettabile di birrifici potenzialmente visitabili.
Ho già il biglietto del volo aereo di entrata e uscita. Conosco il giorno in cui metterò piede negli Stati Uniti e quello in cui, ahimè, dovrò lasciarli. Sono consapevole che il viaggio durerà 42 giorni. Tantissimi per il viaggiatore tradizionale, pochissimi per il sottoscritto che sta organizzando un viaggio doppio. Devo riuscire a creare un itinerario che “respiri”, che mi lasci abbastanza margine di manovra per non soffocare in preda ai suoi ritmi incalzanti. La birra è la mia priorità ma devo comunque dare al viaggio una parvenza di luna di miele. C’è inoltre un aspetto importante da considerare: le dimensioni colossali degli Stati Uniti. In questo Paese infatti le distanze proibitive sono croce e delizia del viaggiatore on the road.
Ulteriori, impietosi tagli conseguono. Alla fine rimango con un pugno di birrifici, una cinquantina, la crème de la crème oserei dire. Un numero ridicolo se paragonato a quello iniziale, ma più che sufficiente per soddisfare i miei sogni di gloria. Successivamente, contatti alla mano, inizio a contattare i birrifici tramite email. Incredibilmente la loro risposta è migliore delle mie più laute aspettative.
Debbo dare fondo alle mie doti da stalker per risalire alle giuste persone in capo a ogni singolo birrificio. Non mi riferisco a quelle pure e rette di cuore, bensì a quelle la cui posizione aziendale le rende idonee al mio scopo. Diversamente da quanto accade in Italia, dove i birrifici hanno una dimensione fortemente umana e spesso unipersonale, negli Stati Uniti i birrifici sono imprese strutturate e il personale dipendente assai numeroso. Lo stesso birraio, che in Italia quasi sempre detiene la proprietà, negli USA è spesso e volentieri un impiegato come tutti gli altri. Tra sesto senso e colpi di fortuna, procedendo per vie arzigogolate, riesco a penetrare nel tunnel della burocrazia per poi riemergere dalla parte opposta con una risposta da piani alti. Tutti? Quasi. Adesso siamo in trenta a ballare l’Alligalli. Un numero più che sufficiente. Missione compiuta!
Manca ancora la chicca, la ciliegina sulla torta. Smetto i panni da tour operator e indosso quelli da guerriero e stratega. Come un abile giocatore durante una partita a scacchi, valuto attentamente ogni azione soppesandone le conseguenze fino alle tre mosse successive. Il mio avversario è il tempo. So di non avere il lusso di una seconda chance e questo mi trasmette ansia e mi carica di adrenalina al tempo stesso. Il tempo è un avversario temibile, invero. Purtroppo per lui le sfide sono pane per i miei denti, nettare per il mio pensiero creativo. Più forte è il mio avversario, maggiore è il piacere di sconfiggerlo. Mi sono allenato duramente per superare questa prova, con maestri assai severi: la Montagna mi ha insegnato che la felicità richiede sacrifici; Goku e tutti i suoi colleghi, eroi dei fumetti giapponesi, mi hanno fatto capire che laddove non arrivano le gambe arriva il cuore.
L’agenda viene ripetutamente traumatizzata da appuntamenti scritti e poi cancellati, diventando un gigantesco scarabocchio tascabile. Ringrazio i cari vecchi videogiochi arcade, gioia della mia adolescenza. Finalmente hanno senso le abilità maturate giocando a Super Mario, i colpi di reni affinati con Metal Slug, l’occhio veggente allenato a Final Fantasy. Il taccuino degli appunti c’è, il passaporto in tasca pure e l’entusiasmo è alle stelle. È tutto pronto e anch’io finalmente lo sono. Si parte!
L’esistenza di questo libro è la prova tangibile che la missione si è conclusa con successo e che sono tornato indietro per raccontarla, sopravvivendo a mia moglie. Santa donna! Che poi la birra artigianale le piace. È solo che trova piuttosto noiosa la teoria e vuole sempre andare direttamente alla pratica: bere.

27 giugno 2020

Aggiornamento

01 luglio 2020

Aggiornamento

Mentre stai guidando allegro e spensierato ti chiama Radio 105 per chiederti il perché di un viaggio di 42 giorni negli USA attraverso 30 birrifici.
Ho risposto così:
https://www.facebook.com/simumatti/posts/1526895634160120
19 giugno 2020

Aggiornamento

Intervista per La Matrioska blog
Quando il matrimonio naufraga... in un mare di birra! La storia dei calabresi Matteo e Simona
È stato durante il ricevimento di nozze che Matteo e Simona - di Catanzaro lui, di Brancaleone lei - hanno comunicato ad amici e parenti la loro intenzione di intraprendere una luna di miele che li avrebbe visti gironzolare per il mondo, mano nella mano, per un anno intero. "Vogliamo conoscere le meraviglie del mondo - hanno annunciato - per poter raccontare ai nostri figli una bella storia”. Presto la luna di miele si trasforma in un viaggio nel viaggio, un po' pianificato, un po' improvvisato. Vediamo perché insieme a Matteo.
Nel settembre del 2017 tu e tua moglie decidete di partire, zaino in spalla, alla volta del mondo. 14 paesi visitati, tra cui gli Stati Uniti. Qui, però, la luna di miele rischia di naufragare. Perché? Cosa ti salta in mente?
Ognuno di noi ha i suoi scheletri nell'armadio. Io invece ho un barilotto di birra. Scherzo, anche se in passato mi è capitato di averlo veramente, in fermentazione per giunta! Ma veniamo a noi.
Piccole o grandi che siano le nostre passioni ci seguono ovunque andiamo, anche in viaggio. Impossibile separarsene. Viaggiare con lo zaino sulle spalle costringe a trasportare il minimo indispensabile, pertanto ho dovuto rinunciare a molte cose. La fotocamera professionale, per esempio. Ma potevo visitare gli Stati Uniti, patria della rivoluzione della birra artigianale, senza averne un assaggio? Bevi che ti bevi, la cosa è sfuggita di mano e ho finito con visitare 30 birrifici. Naufragare, sì, ma in un mare di birra!
Come hai fatto a organizzare questo viaggio al centro della birra continuando a far credere a tua moglie che foste in luna di miele?
In realtà lei è stata resa partecipe fin da subito. Certamente mi sono preso una bella responsabilità. Fidati, è stata dura creare un "viaggio nel viaggio", tra loro anche piuttosto diversi. Sono dovuto scendere a compromessi. Credo sia questione di rispetto, come nella vita di tutti i giorni: tu fai un favore a me, io offro una birra a te. Così vincono tutti. Facile no?
Gli Stati Uniti sono il regno della birra artigianale, una babele di bontà in cui è difficile orientarsi. Nel definire il tuo itinerario senza perdere la bussola delle priorità da cosa ti sei lasciato guidare?
Dici bene. Il fenomeno della birra artigianale è decisamente giovane al confronto con la storicità della birra europea. Ma gli americani prendono le cose sul serio e quel che arriva dagli Stati Uniti fa tendenza. Vuoi una cosa o l'altra gli USA sono diventati la culla della rinascita del fenomeno artigianale.
Disegnare un itinerario che non risultasse un orribile scarabocchio mi sembrava inizialmente impossibile. Ero tra incudine e martello: da una parte la necessità di mantenere ritmi allegri senza sentire il fiato sulle spalle, dall'altra la necessità di presentarsi ai birrifici, di fatto aziende, con professionalità e decoro. E puntualità. Per i dettagli potrei scrivere un libro... Come? Sì, è vero, l'ho fatto. Qui mi limito ad anticipare che sono riuscito a far combaciare due agende, combinando un fitto programma di appunti quasi quotidiani alla visita di città, parchi nazionali e le numerose meraviglie made in USA.
La costruzione dell'itinerario è stata fatta un passo alla volta. Prima ho fissato il trio delle meraviglie New York City-Chicago-Los Angeles. Poi ho aggiunto i parchi nazionali ed è venuta fuori una mezza idea del percorso attraverso 14 stati federati. A quel punto ho ripreso in mano il vecchio database di birrifici presenti sul suolo americano (circa 10.000!), ho depennato quelli situati fuori mano e, tra quelli rimanenti, ho fatto una cernita preferendo quelli di strada o quasi. Ho fatto numerose rinunce ma come giustamente dici anche tu è questione di priorità e la mia era sopravvivere. Alla sete e al mastino al mio fianco.
Il fatto che questo libro esista è la prova tangibile che la luna di miele si è conclusa bene e senza danni per il sottoscritto. Fiuuu!
Alla fine quanti birrifici hai visitato?
Trenta birrifici. Trenta diverse storie, innumerevoli birre bevute. La maggiore soddisfazione è stata trovare la chicca sperduta. È facile raccogliere informazioni sui migliori birrifici artigianali americani, più difficile riuscire a procacciarsi una visita. Ma la vera difficoltà consiste nello scovare la perla rara nell'oceano della birra artigianale americana. E in questo ammetto di essere stato bravo e fortunato.
Sei riuscito a coinvolgere tua moglie in questo viaggio dentro il viaggio?
Qui passa il messaggio che Simona è stata semplice spettatrice dell'intero viaggio. Ti dico invece che è stata protagonista e principale beneficiaria di tutta la mia fatica. Perché io sono un bevitore atipico: assaggio e basta. Infatti mi definisco l'onta dei bevitori birrari. Potrei assaggiare 10, 20, 30 birre diverse in un giorno. Ma assaggiare equivale a un sorso e 30 assaggi corrispondono a un paio di bicchieri. È la tecnica di sopravvivenza che ho sviluppato per sopravvivere a sessioni di degustazioni cominciate anche alle 8:00 di mattina, oppure a giornate con visite a cinque birrifici di seguito.
Ma gli sprechi non mi appartengono e a casa Malacaria vige una sola regola: non si butta via niente. Per fortuna mia moglie è buongustaia e ha dato soddisfazioni a me e ai birrai. Se poi parliamo di romanticismo posso raccontarti di notti in tenda sotto il firmamento nel Grand Canyon, a temperature sottozero, congelati. Un romanticismo non convenzionale il nostro, ecco tutto. Da questa avventura è nato un libro. L'hai scritto da sobrio?
Sì, l'ho scritto da solo. Ah, da sobrio? Avevo capito male... Certo che sì! Considera che l'ho scritto durante il recente lockdown, che per me è stato come una prigionia casalinga. Dopo i primi giorni trascorsi a occuparmi di cucina, altri di attività sportiva, sono arrivato al punto di dovermi inventare qualcosa per preservare la salute mentale. Ho quindi ripreso i vecchi appunti di viaggio e ho dato loro una messa a posto, tirando fuori uno pseudo-libro.
È stata Simona a convincermi a proporlo a un editore, sostenendo che fosse un bel testo. Questo non le ha impedito di smontarlo pezzo per pezzo, facendomi anche abbastanza male. Però le sono doppiamente grato perché adesso ho tra le mani un testo di cui sono fiero e che spero di vedere in libreria grazie alla campagna di crowdpublishing che lo riguarda.
Mi hai chiesto se l'ho scritto da sobrio. La risposta quindi è sì ma non garantisco che i contenuti lo siano.
Hai menzionato il crowdpublishing. In cosa consiste?
È una grande opportunità perché consente di pubblicare un libro senza sostenere costi di stampa, i cosiddetti “contributi” che altri editori chiedono, tagliando le gambe ad autori emergenti.
La pubblicazione avviene alla stessa stregua di ogni libro. L’autore lo invia alla casa editrice, che ne valuta attentamente il contenuto. Se ritiene il testo degno e meritevole lancia la campagna di crowdpublishing, che consiste nella raccolta di un certo numero di preordini prima di andare in stampa. Dopodiché il libro riceve tutte le cure del caso: editing, revisione, progetto grafico, esportazione nei formati digitali, stampa. Una volta stampato viene distribuito sia online che nelle librerie.
In questo momento il mio libro è in fase di raccolta ordini, sia in formato digitale che cartaceo, che possono essere effettuati al seguente link:
https://bookabook.it/libri/viaggio-al-centro-della-birra/
Ti invito, e invito tutti i lettori, a dare un’occhiata e leggere sinossi e anteprima. Mi piace dire che se vi scappa il risolino vuol dire che il libro merita una chance, visto che è scritto con lo stesso stile narrativo.
A chi si rivolge?
Molti mi hanno chiesto perché da un viaggio fosse nato un libro sulla birra. La verità è che si tratta di un libro sui viaggi in cui la birra è leitmotiv.
Innanzitutto il titolo "Viaggio al centro della birra". Il fatto che la prima parola sia "viaggio" la dice lunga sui contenuti. Si rivolge a viaggiatori, birrofili e curiosi. Al suo interno è possibile trovare:
- 42 giorni di viaggio raccontati passo dopo passo,
- consigli di un epicureo su cosa e dove mangiare oppure NON mangiare,
- stratagemmi per risparmiare,
- tappe imprescindibili per chi visita gli USA,
- visite a 30 birrifici e relativi assaggi.
Non è quindi solo un libro di birra. È piuttosto il racconto di un'avventura scanzonata con intingolo di pane liquido.
Anche la Calabria negli ultimi anni è stata toccata dall'onda lunga del fermento birraio artigianale. Secondo te la nostra regione ha probabilità di successo in questo settore?
Il fenomeno è ormai diffuso lungo tutto lo stivale e non c'è verso di fermarlo. Neppure in Calabria. Semplicemente qui arriva in seconda battuta, quando altrove è già argomento noto se non addirittura superato. È quanto ho riscontrato durante il viaggio: gli Stati Uniti &esportano& la birra artigianale, in termini di prodotto ma anche di concetto, e ci vuole tempo perché arrivi in Italia. A occhio e croce ci sono tre anni di differenza, con le dovute eccezioni. Questo per il settentrione e le regioni più virtuose d'Italia.
La Calabria arriva dopo, però ci arriva. Certamente posso dire per esperienza personale che, pur a macchia di leopardo, la birra artigianale calabrese esiste ed è anche di qualità. Si tratta solo di superare il ritardo fisiologico. E di viaggiare, conoscere e poi portare a casa.
Scriverai un libro per far conoscere anche questo piccolo universo?
Iniziamo a pubblicare il primo. Per scrivere il secondo c'è sempre tempo.
21 giugno 2020

Evento

Diretta Facebook
Cari lettori, sostenitori e curiosi,
siete tutti invitati alla diretta Facebook di domenica 21 giugno 2020, ore 18:00, sulla pagina SimuMatti: https://www.facebook.com/simumatti
Per partecipare basta accedere alla pagina all'orario indicato e cercare il video della diretta in cima.
Si parlerà del viaggio negli Stati Uniti, di come è nato questo libro, dei suoi contenuti ma anche perché ho scelto la soluzione crowdpublishing e in cosa consiste.
Se avete domande risponderò in diretta. E se farete i buoni vi leggerò anche qualche spezzone del libro. Forse.
Vi aspetto!
Domenica 21 Giugno, ore 18:00, sulla pagina facebook SimuMatti.

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Matteo Malacaria
Classe 1989, assaggia la prima birra artigianale durante gli studi universitari ed è amore a primo sorso. Dal 2012 è autore del blog Birramoriamoci.it, in cui racconta le sue esperienze gastro-birrarie.
Giudice qualificato e beer sommelier, ficca sempre il naso nel bicchiere altrui e tira fuori dal cappello il suo taccuino degli appunti ovunque vada.
Viaggiatore seriale, cacciatore birrario e alchimista culinario alla ricerca della pietra filosofale: l’abbinamento perfetto tra birra e cibo.
Matteo Malacaria on FacebookMatteo Malacaria on Wordpress
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