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A volte Parigi e l'amore non bastano

A volte Parigi e l'amore non bastano
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Consegna prevista Gennaio 2022
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Quasi trent’anni e del lavoro dei sogni di Beth ancora nessuna traccia.
Una Milano che pare una giostra impazzita, su cui è difficile salire senza smagliare un collant e delle amiche fidate con cui condividere gioie e dolori.
Una felicità apparente che sfugge di mano a Beth quando viene colpita da un immenso dolore. Un’ombra sul cuore che la accompagnerà a Parigi, dove sedotta dallo scintillio della città e da un paio di occhi azzurri, cercherà di ricominciare.
Un’altalena di emozioni, tra Milano e Parigi, alla ricerca di sé stessa in equilibrio tra lattine di coca zero e fiumi di champagne. Incantata da quel “se non ora, quando”, Beth si troverà ad affrontare a grandi decisioni, dimenticando il quaderno delle cose felici che le aveva donato quella testa color caffè, il piccolo Nicolas.
A volte Parigi e l’amore non bastano a curare le ferite, o forse sì.

Perché ho scritto questo libro?

Sono Consulente turistico e in questo periodo di pandemia mi sono ritrovata all’improvviso senza lavoro. A fare i conti con i miei sogni e con un grande peso sul cuore. Un’amica mi ha detto “Ci sono due tipi di persone, quelle che si crogiolano e piangono sul divano, e quelle resilienti. Tu sei la seconda”. Ho pianto anche io sul divano, poi ho preso tutto quello che mi portavo dentro e l’ho affidato a Beth, Christian e a testa color caffè, ed è nata una storia. Questa storia, scritta col cuore.

ANTEPRIMA NON EDITATA

PROLOGO

“Incespichi e ti alzi. E, se sei fortunato, lo fai a Parigi” – Amy Howard

Due linee rosa.

Due linee rosa significano incinta.

Com’era possibile?

Dovevo aver visto male, era arrivata l’ora di mettermi gli occhiali? O forse era la luce del bagno che rendeva tutto più sfocato. Quella lampadina a led andava sostituita.

Non potevo essere incinta.

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Non ora.

Non qui.

Come cavolo era potuto succedere.

Fino a pochi giorni prima ero all’evento dell’anno di Isabel Marant, fasciata nei miei pantaloni caramello, con quegli stiletti nuovi così carini (un regalo di Anna quando avevo salutato lei e Milano).

Ero a Parigi.

Avevo quasi trent’anni.

Ero innamorata di un uomo fantastico e avevo finalmente un lavoro a cui ambivo da tempo. Ero passata da uno stage stressante in un’agenzia di marketing milanese a questo. Allo scintillio di Parigi.

Certo quell’ombra sul cuore c’era ancora e non se ne sarebbe mai andata, il dolore non scompare in un bicchiere di champagne.

Lo champagne.

Quella mattina ero svenuta al lavoro sicuramente per lo stress e per il troppo champagne della sera prima; non mi era sembrato il caso di preoccuparmi.

Ma una volta dal medico, su insistenza della mia collega, avevo sobbalzato alla domanda “data dell’ultimo ciclo mestruale?”. Con fare sbrigativo il dottore mi aveva liquidata prescrivendomi degli integratori vitaminici e invitandomi ad acquistare, quanto prima, un test di gravidanza.

Ero uscita dallo studio in Rue de Rivoli e mi ero riversata tra la folla in uno stato confusionale. Avevo urtato un signore con la mia borsa, sempre troppo ingombrante, quella nera dai manici larghi.

“Pardonne moi”, avevo bofonchiato, mentre nella mia testa affollava una sola domanda: “Quando mi era venuto l’ultimo ciclo?”

Mi sforzavo di ricordare, ma nel superare una farmacia, ero tornata sui miei passi titubante. Esitando prima di entrare mi ero concentrata per bene per ricordare qualcosa.

Era stato un mese prima, ne ero certa, in occasione del week-end a Giverny.

Mi ricordo che ero così furiosa che il ciclo mi fosse arrivato quel giorno perché avevo in programma di indossare il vestito bianco in sangallo. Bingo.

Era semplicemente un ritardo dovuto alla stanchezza e allo champagne.

Ero entrata in farmacia con fare spavaldo, sorridendo e chiedendo gli integratori e nient’altro. Sbuffando per quel falso allarme che mi aveva attanagliata per una buona mezz’ora, mi ero fermata a comprare anche un burroso croissant, me lo meritavo. Avevo inforcato gli occhiali da sole e marciato in mezzo alla folla sul marciapiede con un sorriso a trentadue denti, tenendo stretta la mia borsa per non urtare qualcun’altro.

Ma una volta a casa, prendendo una coca zero dal frigo, avevo buttato l’occhio sul calendario. Era ancora posizionato su maggio, ci eravamo dimenticati di spostarlo anche se era già il dieci giugno.

Fu un attimo.

Avevo voltato pagina all’indietro in un secondo ed eccolo lì. Il 12 aprile cerchiato di rosso, con sopra scarabocchiato a penna, “week-end a Giverny”.

Merda.

Erano passati quasi due mesi dall’ultimo ciclo.

Merda.

Merda.

Ero corsa giù dalle scale schivando il cane del 4B che stazionava sul pianerottolo (ma perché lo chiudevano sempre fuori?), e avevo acquistato ben cinque test di gravidanza nella piccola farmacia di fronte a casa.

Cinque, non si sa mai.

Grata che lui non fosse ancora rientrato a casa.

Non potevo essere incinta, mi ripetevo salendo i gradini a due a due quasi senza fiato.

Ma da tutti e quattro i test erano saltate fuori due linee rosa.

Il quinto mi era caduto dalle mani precipitando nel water.

Avevo lasciato Milano da poco meno di sei mesi per seguire l’amore, senza l’appoggio di mia madre, come sempre, e con qualche remora da parte delle amiche.

Ed ora in quell’anonimo bilocale parigino mi girava la testa.

Incinta!

Non potevo neanche parlarne con Nicolas, testa colo caffè! Il piccolo vicino di casa che era solito comparire nel mio appartamento milanese e che era sempre così saggio.

Tutta colpa di quegli occhi azzurri.

E di quelle mani.

Che mi avevano fatta capitolare in un attimo e che mi avevano stregata e messa incinta.

2021-04-21

Lifestylemadeinitaly magazine web

Grazie alla redazione di Lifestylemadeinitaly per aver dedicato uno spazio al mio libro. 🌸
2021-04-07

Evento

Live Instagram A questo link puoi rivedere la diretta su Instagram con Lucia coach che mi intervista e parliamo del libro, della protagonista, di me e di come è nata a storia del romanzo. https://www.instagram.com/tv/CNXVRQUK0yo/?igshid=rqwolbfcgy1m
2021-04-06

Targatocn magazine provinciale on Line

Grazie a TargatoCn magazine on Line della provincia di Cuneo per aver raccontato la mia storia e come è nato il libro. https://www.targatocn.it/2021/04/06/mobile/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/a-volte-parigi-e-lamore-non-bastano-il-libro-della-blogger-fossanese-monica-sauna.html
2021-03-29

Aggiornamento

Grazie a tutti voi che avete pre ordinato il ibro! In poco più di due giorni la campagna di crowfunding ha già superato il 50%. Grazie per il supporto.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Sin dalle prime righe vieni catapultato nella vita di questa ragazza a Parigi, una ragazza qualunque con tanti sogni. Un mix tra le protagoniste dei libri di Madeleine Wickham e Andy del film “Il diavolo veste Prada”. Una pagina tira l’altra, difficile non diventarne dipendenti!

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Monica Sauna
Sono Monica, e sui canali social mi trovi come "I Viaggi di Monique", il mio travel blog nato tanti anni fa come contenitore di racconti ed idee di viaggio.
Ho sentito l'esigenza di mettere a nudo le mie emozioni e di raccontarmi, prima nella sezione "Pensieri" del blog, e ora con questo libro. Un romanzo frutto di fantasia, ma che ha scavato un po' tra i ricordi. Sono golosa, curiosa, innamorata e ho spesso una tazza di tè caldo tra le mani. Amo Parigi, la "mia" seconda casa e non potevo non ambientare parte del libro in questa città.. Da tre anni convivo con una malattia autoimmune, l'artrite reumatoide che ha scolvolto il mio corpo prima e la mia mente poi. Ho vacillato e poi ho ritrovato la luce, forse anche grazie alla scrittura.
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