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Acidosi lattica

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Due vittime, un tentato omicidio e una strana reticenza a rispondere alle domande della polizia. Cosa si nasconde tra le corsie dell’ospedale di Burmate? Cosa collega i delitti che si sono consumati a distanza di poche settimane? Tra legami nascosti, boss della malavita, traffici di droga e nuove passioni, non tutto è come sembra e il mistero si infittisce. Con grande spirito di osservazione e la nascita di una nuova intesa, l’ispettrice Oriana Rossini e il dottor Eugenio Toschi cercano di trovare il bandolo della matassa per svelare le inimmaginabili connessioni tra gli indagati e assicurare il colpevole alla giustizia.

Capitolo primo

«Ancora queste storie! Sei noioso.» 

Pier Paolo Parillo era al lavandino a sciacquare le bacinelle, che erano servite per le medicazioni, e alcuni ferri, che poi avrebbe messo in autoclave. 

«Eh,» lo scherniva Luigi «tu sei mica di San Gregorio? Tu e tutti gli altri marocchini…»

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Venivano chiamati così tutti quelli che avevano un aspetto esotico ma non orientale, quelli erano i cinesi o mandarini; era rimasto un ricordo collettivo dei film che si vedevano alla televisione e il Marocco era un paese che riassumeva tutti gli abitanti dell’Africa del Nord ma senza la pelle nera. Questi ultimi erano i più odiati, i negri, e in qualche modo qualcuno considerava siciliani e calabresi, così vicini all’Africa, assimilabili a quelle popolazioni. In realtà, nell’apostrofare “marocchino” un collega non c’era proprio una vera ostilità. 

«Finiscila! Voi qui pensate che siamo tutti mafiosi e poi che cosa c’entra il mio paese!»

«Eh! Tu non leggi i giornali, caro mio! Senti, senti qui… un articolo proprio di ieri sul tuo bel paese.»

Luigi si asciugò le mani in una traversa, aprì l’armadietto che stava ai loro piedi e tirò fuori un giornale e cominciò a leggere.

San Gregorio è un paese piccolo, arrampicato su una collina. Chi si siede su una roccia sotto i pini, volgendosi a sud, può sentire la brezza profumata che arriva dal mare. Il silenzio è interrotto da lontani ovattati scampanellii di piccole mandrie di pecore. L’architetto del mondo ha disegnato davvero un luogo meraviglioso.

«E allora? È proprio così… uno spettacolo della natura!»

«Aspetta… aspetta, ascolta!»

Talvolta, ma più raramente che in passato, si può però ascoltare il frastuono di un colpo di lupara, che riporta alla realtà chi si è appisolato sognante. 

Domani ci saranno in giro molti carabinieri per investigare sul delitto che resterà irrisolto; tutti però sanno già che il mandante di questo omicidio, come degli altri del passato, è Amintore Boccaccio, il padrone assoluto del paese. 

Amintore Boccaccio, che afferma di essere discendente del grande scrittore, è stato senatore e il suo nome era stato scelto in onore dell’onorevole Fanfani ai tempi in cui la DC riceveva il 99% dei consensi in quella regione. 

Fanfani in persona era venuto a San Gregorio per inaugurare un centro per anziani, mai terminato.

Il Boccaccio decide tutto quanto rende piacevolmente vivibile l’esistenza degli abitanti: distribuisce i sussidi e le invalidità, alle quali corrispondono i vantaggi della legge 104, posseduti da tutti, proprio tutti gli abitanti; patenti e permessi di costruzione; catasto: ogni villa è un insediamento agricolo e ogni piscina un approvvigionamento idrico. 

Le iniziative commerciali e le libere professioni che si possono intraprendere a San Gregorio e zone limitrofe sono solo quelle concordate con Amintore. 

Ogni tentativo di libero insediamento viene fieramente contrastato con metodi inequivocabili: intimidazioni, fino all’omicidio diretto, incendio doloso e rapimenti con lucroso riscatto. 

«Ecco… senti…» Paolo non riusciva a non ascoltare anche se era scocciato e infastidito. Sentiva il profumo della sua giovinezza, mischiato al disinfettante che stava usando.

«Ma dai! Sul giornale! Quello si becca una querela…»

«Sì! Querela… si becca una fucilata. Ascolta… ancora…»

I Gregoresi lo sanno e vivono sereni, ben sapendo che ogni loro richiesta sarà valutata e, se potrà portare vantaggi anche per Amintore, realizzata. 

Dopo un paio di legislature lo avevano convinto a non ripresentarsi: anche al suo partito sembrava troppo pericoloso, se solo fosse stato messo in luce un centesimo delle sue malefatte.

Molti sanno comunque che le diffuse ramificazioni dell’ex-senatore possono ottenere, con una adeguata spesa, secondo un tariffario prestabilito, quasi tutto: patente nautica, revisioni di auto, condoni edilizi, abilitazioni e perfino lauree e specializzazioni. Queste ultime costano però parecchio perché richiedono complessi giri di corruzione. Da San Gregorio sono arrivati, negli ospedali e nelle fabbriche di mezza Italia, molti operai, infermieri e anche qualche medico; trovare posti di lavoro è una delle attività importanti della organizzazione del Boccaccio e, come magari non accade per lo stato, la “rete” conosce disponibilità e occasioni, non importa quanto distanti. 

Se eventualmente manca qualcosa nel curriculum, secondo il tariffario, può essere facilmente inserito, con apposita e inattaccabile documentazione.

La gratitudine che ancora anima i gregoresi è documentata dal fatto che durante l’annuale processione, dedicata a San Gregorio, la statua si ferma sempre, inchinandosi, sotto i balconi della villa del signorotto.

Amintore ha due fratelli, ognuno in un posto importante della pubblica amministrazione, tre figli ufficiali: due avvocati e un commercialista e altri figli sparsi tutto intorno, perché talvolta erano stati necessari pagamenti in natura da parte di donne che richiedevano un favore. 

Insomma: alla pacifica bellezza di un panorama splendido corrisponde una fogna morale che dovrebbe essere insopportabile per ogni essere umano. 

«Hai capito, il tuo paesello! Il bello è che non succederà niente… avvocati, querele e fucilate risolveranno tutto…»

A ogni frase Luigi aveva sottolineato, con intense occhiate, quello che leggeva, con un’espressione che significava: “visto!?”. 

Piero Parillo sapeva che c’era molto di vero e sapeva anche che quel giornalista che aveva scritto di queste cose aveva i giorni contati: avrebbe avuto presto un qualche incidente grave. Si vergognava di quanto stava pensando: era stato contento di andarsene da un’altra parte. 

Giovanni Lo Cascio era stato per anni il factotum, ma proprio tutto, del senatore; aveva fatto scomparire ogni prova e lavato e ripulito dove erano rimasti rifiuti. 

Aveva assistito a ogni incontro importante del padrone, come quello avvenuto anni prima con un “signore” del Nord: rispondendo a quel “signore” venuto da lontano, Amintore giocava, come fa il gatto con il topo: «Quello che mi chiedi, figlio mio, è difficile e costoso».

Chiamava tutti “figlio mio” nel dubbio che potesse essere vero, visto che talvolta, in mancanza di denaro aveva ricevuto pagamenti di altro genere. 

Gli piaceva sottolineare le difficoltà dell’impresa per poter poi lucrare maggiormente sulla sua realizzazione. 

«Una laurea! Qui poi per varie cose, sono due casi, perché so io… è già capitato, proprio in quella università… sono cose molto difficili… mah… vedremo. Tu digli di studiare… sono lavori di precisione e costosi, ma questo so che non è un problema per te…»

Affossato nella grande poltrona, con un sigaro toscano all’angolo della bocca, con gli occhi bovini che sembravano guardare un punto lontano e un brontolio del respiro dovuto al cronico catarro, poteva sembrare che il boss stesse per arrendersi. Giovanni sapeva che non era così. 

Stava organizzando mentalmente il piano, decidendo la strategia, evocando alla memoria quelli che avevano un debito con lui e che avrebbero certamente collaborato. Era difficile, certo, ma non impossibile. Aveva in giro debitori di varia grandezza e proprio qualche tempo addietro aveva avuto una richiesta da quella stessa università… sì, si poteva fare.

Come un novello innominato accettava la sfida e, contrariamente a quello, non avrebbe avuto crisi di coscienza. Un nuovo lavoro per il Lo Cascio.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Lodovico Boncinelli
medico ospedaliero internista ormai in pensione, è nato a Como e vive ora a Milano. Ha scritto testi teatrali per la Compagnia Quelli del XXVI Luglio di Como e due raccolte di poesie. Autore dei romanzi "Wally", "Il Coro" e "Elettroni sul Lario", si diverte con la scrittura, la pittura, con il canto e suonando il pianoforte. "Acidosi lattica" è il suo ultimo libro.
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