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Alaya, attraverso i mondi: frammenti di memoria

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Consegna prevista Marzo 2025
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Fino dove sei disposto ad osare pur di scoprire veramente chi sei? Quali scenari si verrebbero a creare se ti spingessi oltre la razionalità per cercare le risposte alle domande di una vita? C’è qualcuno che per provarlo sulla propria pelle, metterà in gioco ogni certezza e rischierà di perdere tutto, ma non la fede.
Odessa, una giovane donna si risveglia in un’insolita clinica : dicono sia stata trovata priva di sensi dopo aver tentato il suicidio. Affidata alle terapie di un counselor e spinta dalle numerose sincronie, alla ricerca della verità, Keira si ritroverà a sciogliere un nodo tra passato e presente ,per mischiare le carte e rivelare le sorti di un futuro incerto , duro ma pieno di speranza, perché sa che non sarà mai sola. Ispirato a fatti realmente accaduti, sogni e intuizioni, racconta la storia di un improbabile ed impervio Risveglio Spirituale a ridosso dell’Era Dell’Acquario, nell’eterna lotta tra bene e male e un amore millenario.

Perché ho scritto questo libro?

Una piuma bianca mi ha seguita per un lungo tempo, mi stava indicando che Aurora c’era, anche se non sarebbe mai nata. Era giunto il tempo di dare un senso a tutte quelle strane coincidenze, sincronie, eventi bizzarri, sogni ed intuizioni e la motivazione era chiara : tutti hanno il diritto di chiedersi ” chi sono veramente” e di avere uno spunto per trovarne la risposta” . Accendere una piccola fiammella di curiosità o di speranza, perchè non siamo soli in questo cammino che si chiama Vita.

ANTEPRIMA NON EDITATA

PROLOGO

Lasciati andare.

Affidati alla Vita,lei già sa.

È pronta a farti cadere tra sue braccia,sta solo aspettando che tu accolga la sua sfida: lanciarti nel vuoto, senza guardare, percependo il buio, lasciandoti cadere, senza opporre resistenza.

Le resistenze sono frutto di costruzioni mentali, di concetti, di paure e limiti. Per paura di precipitare, guardiamo il burrone, senza sapere se dall’altra parte ci sia un mare ad aspettarci. Certo, l’impatto potrebbe essere forte, ma così è la vita! Uno schiaffo preso di petto, una corrente che trascina, onde che ti travolgono. Ma se ti lasci cullare, galleggiando, senza nuotare controcorrente, tutto sarà più facile. Lascia fare. Lascia che sia. Osserva il mondo, guarda il cielo, perditi, fai che esso sia l’arrivo della tua caduta libera al contrario: anch’esso si specchia nel mare, gli ricorda ogni giorno che l’immensità e la profondità non sono mai abbastanza, anche lui ha le sue tempeste, ma poi torna a splendere il sole. E quel raggio è lì per te, per sanarti, per amarti, per ricordarti che è il calore a tenerci vivi.

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Quel raggio di Luce è la meta.

Attraversalo,fa che ti inondi di gioia, pace, bellezza, gratitudine. Abbandonati alle sue cure, abbandonati al flusso. E quando senti che sia l’ora,radicati. Metti le tue radici. Diventa albero. Ma non ti fermare. Continua a crescere,per avere una visuale più ampia dall’alto e ad espanderti nella Terra, per scavare nelle profondità più nascoste. Così in alto, così in basso.

Terra e Cielo. Sii il ponte che li collega.

Per farlo puoi sempre servirti di me.

Forse non ti sei accorto di quelle volte che mi sono manifestata : solo avessi ascoltato meglio, in quel soffio leggero, in quel riflesso luccicante, in quell’ape ronzante o nelle fiamme di quel fuoco mi avresti sentita o addirittura vista. La mia forma si plasma a piacimento, sono donna e sono uomo, sono pianta e animale, sono nell’aria, sono acqua e terra. Lo so , posso essere fastidiosa e scomoda, molto meglio ignorarmi, ma quando le lancette riprendono il loro ticchettio non puoi fingere a lungo, non puoi spegnerla : la sveglia suona così forte, che coprire le orecchie con il cuscino non basta più. E così irrompo nella tua vita.

Sono l’informazione senza fine, un otto sdraiato, un cielo di eventi ripetuti. Lezioni apprese e appese, ancora da imparare, un magazzino pieno e vuoto al tempo stesso, sono quel karma risolto e irrisolto, che ancora abbonda. Sono coscienza nel mare dell’incoscienza. La mia è anche la tua voce, che echeggia nei sogni migliori e ti guida in quelli più impervi.

Nel momento esatto in cui hai scelto ogni cosa, hai deciso se e dove incontrami. Tu quale sentiero hai tracciato?

I – SOSPESA

Ero sospesa a mezz’aria quando, voltandomi, le mura antiche a ridosso del mare che facevano da scogliera, sparirono dietro al tonfo nelle acque torbide e gelide al chiarore di luna. Volevo solo avere delle risposte e le avrei trovate.

Colpa di quella guerra che portò via tutto, la mia casa,la mia Parigi e i suoi vicoli.

L’odore delle Baguette e i croissant appena sfornati alla Boulangerie, erano solo un ricordo che sembrava troppo lontano : era il mio stomaco a presentare il conto . In collina era tutto diverso,lo era dappertutto oramai; l’unico colore l’azzurro del cielo. Il freddo avanzava. Anche li lo era,ma il viavai della gente rendeva bello perfino il gelo,specialmente nei giorni di dicembre quando il Natale donava un’aria magica. Ma quel casale spoglio fatto di pietra, sarebbe stato la tomba in cui presto, sarei morta.

Non capivo come la vita tutto da e tutto toglie ,senza preavviso,come in quella notte quando la voce più bella che avessi udito si trasformò nell’incubo peggiore.

“Mél,sveglia… Bijou..è arrivato il momento,dobbiamo andare”

Era sempre stato calmo anche nei momenti peggiori, Andrè mio Marito, l’uomo più nobile che avessi mai incontrato. Aveva sempre lottato per le giuste cause, difendere la Patria e gli ideali furono la sua ragione di vita e probabilmente, la sua ragione di morte.

La guerra lo aveva ridotto a pezzi ancora prima di iniziare, quando non ebbe la possibilità di scegliere tra Noi e il Mondo.

Di quei tempi a 21anni eri troppo giovane per vivere una vita normale ma già maturo per fare un figlio, e con la mia pancia che cresceva, ci sposammo in attesa di Mathis con il calendario che segnava la fine del 1913.

Il nostro fu un amore di altri tempi, ma le nostre menti erano in avanti, credo che se la vita non ci avesse presentato il conto troppo presto ,avremmo potuto vedere molto, viaggiare.

Eravamo felici ,innamorati e folli.

Ci conoscemmo in un cafè-chantant a Parigi la sera ,lungo la Senna. Correva l’anno 1911 , Andrè era con i suoi amici dell’esercito, io ero mezza nuda sul palchetto, il cabaret era un misto tra un modo per esprimermi e un po’ per sopravvivere. Non so quanto lo avessi scelto, per me restava un modo dignitoso di vivere facendo spettacolo, venivo pagata bene. D’altronde non avevo un padre e una madre, ero sola e dovevo sopravvivere.

Comunque lui aveva il suo modo di fare, era silenzioso e attento, rispetto agli altri che erano li per divertirsi in una serata come le tante tra colleghi. L’alcol li rendeva così facili da adescare, il proibizionismo fosse nato un po’ prima e dalle nostre parti, li avrebbe salvati. Ma Andrè non batteva ciglio, era li per lo spettacolo, niente fischi, niente risate. Mi fissava come se non avesse mai visto nulla di simile al mondo. Finito lo spettacolo raggiunsi il padrone al bancone del bar; quell’uomo era un viscido ma non dava problemi con la paga. Cercavo sempre di fare molto in fretta per non dover restare cinque minuti in più in sua compagnia. Quella Sera aveva bevuto un Po’ troppo pure lui

– Bon soir Mélissa questa sera sei uno schianto, ti pagherei molto di più se tu fossi solo più disponibile.. anzi, ti dirò, quel gruppetto giù in fondo sembra proprio non si sia divertito ce soir ,quindi la paga te la scordi, a meno che…

E lasciò intendere. Andrè in quel momento era dietro di noi, si sedette sul seggiolino alto del bancone.

– La Signora è stata impeccabile stasera, come tutte le altre sere. I miei amici si sono divertiti molto, le do la mia parola di Ufficiale.

Ora è pregato di lasciarla andare in pace. Lasciò sul bancone dei soldi ,non so quanti fossero, ma erano a sufficienza per dargli il tempo di trovare una sostituta.

– Signore, nessuno ha detto che voglio andare via, qui gli spettacoli sono i miei, i clienti anche, pagano bene e ho bisogno di questi soldi.

-Signora, o dovrei dire signorina, le ricordo che sta parlando con un ufficiale dell’esercito, mi dica quanto è regolare la sua presenza qui? Prima che finisca nei guai mi segua.

Ora non so cosa pensai in quel momento, ma lo seguì senza più fiatare.

Ero infastidita dalla sua intromissione quanto grata di avermi tolto dalle grinfie di quel balordo, anche se probabilmente ero rimasta senza lavoro e con un po’ di risparmi.

– Saprà trovare di meglio signorina…?

-Mèlissa, Signore..

– Può chiamarmi Andrè. Non volevo spaventarla prima, non era una minaccia. Credo che lei sia abbastanza giovane e molto più che in grado di trovare di meglio. È una Ballerina eccezionale, lo sarebbe anche con i vestiti indosso ,mi permetta di dirle che è bellissima ma che vale molto di più di quel trattamento.

Fu così che iniziò il corteggiamento di un uomo meraviglioso, dagli occhi profondi ,ma di una luce travolgente.

La carnagione scura cosi come i capelli ,ricci. Un Sorriso ampio, bello. Due spalle nelle quali trovare conforto e riparo.

Andrè mi salvò più di una volta, mi trovò da lavorare in una compagnia teatrale, potevo continuare ad amare l’arte in un luogo più sicuro. La paga era molto più bassa, dovetti lasciare il mio appartamento e senza ripensamenti vari, mi trovai sotto lo stesso tetto con lui proprio li a Notre Dame. Fu il nostro nido d’amore, tre anni intensi, ma l’epoca era quella che era, l’aria che tirava non dava buoni segnali, era sempre più impegnato con l’esercito.

La seconda volta mi che mi salvò mi portò proprio qui, una collina isolata nel nord est della Svizzera, disse che era territorio neutrale per la grande guerra e lì potevamo nasconderci. Aveva un casale molto antico un’eredità del bis nonno, io e nostro figlio eravamo in salvo. Lui era arruolato e chiamato in guerra,il giorno che ci portò qui non lo scorderò mai. Disse che sarebbe tornato da noi; fu’ La bugia più grande che mi disse in quei anni di amore. altri due passarono pesantemente nell’attesa di sue notizie. Da aviatore, era sempre stato un uomo che volava in alto in ogni senso.

Da allora guardai ogni giorno il sole sorgere e con lo sguardo rivolto al cielo pregavo di vederlo arrivare da questa misera finestrella che a malapena si chiudeva. Era molto che gli aerei avevano smesso di fare avanti e indietro in continuazione, la guerra forse era finita, ma di lui nessuna traccia.

Mathis, mi lasciò mesi prima, avevo perso la cognizione del tempo. Eravamo a metà tra cielo e terra, nevicava forte e la legna non bastò per scaldare entrambi ed anche io ero allo stremo priva di forze, dal freddo e dal dolore.

Sentivo che il cuore non avrebbe retto ad un’altra notte. Avevo tanto sonno, mi rannicchiai per farmi calore vicino quella poca legna rimasta.. tremavo, tremavo tanto.

Il silenzio, poi il buio.

-Mèl, mia stella ,mio amore, non ho smesso mai un giorno di pensarti, io sono qui sono con te e con me Mathis. Ti prego almeno tu, lotta per noi, ora che tutto è finito riprenditi, riprendi la tua vita e non mollare.

-Presto fate, presto

Le voci erano confuse e ovattate.

Mi sentivo come in una gabbia impossibilitata a muovermi. Continuavo ad avvertire il freddo, non riuscivo a mettere a fuoco,distinguere le voci risonanti.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Marika Scarpati
Mi chiamo Marika Scarpati, classe 1992. Originaria di Latina ma con l'anima Gitana, infatti per questioni lavorative sia in campo estetico che dell'agricoltura mi sono spostata frequentemente, fatta ad eccezione dei quattro anni in cui ho avviato un'attività in proprio nel settore dell'estetica che aimè, con la pandemia ha chiuso i battenti. Il percorso nel settore del benessere mi ha sicuramente avvicinato ancor più alle pratiche Olistiche, tematiche che tratto nei miei scritti, che firmo con il nome di Karima Apicstar, anagramma del mio nome. Fin da piccola sono stata attratta dall'universo i suoi misteri e le sue stelle. Sono amante della vita: natura e animali, il buon cibo, la musica e la danza in ogni sua forma.
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