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Alla ricerca della felicità… in California

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La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Gennaio 2025
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Una ragazza e un sogno…
Un sogno diverso dal solito, ovvero quello di scoprire l’ identità dei suoi veri genitori.
Clarissa aveva tutto ma da quel venerdì la sua vita non fu più la stessa. Quel biglietto lasciato nella cassetta della posta fece breccia nel suo cuore e così decise di partire, da sola, seguendo quell’indirizzo. Ha aspettato troppo tempo per lasciarsi sfuggire questa possibilità, nemmeno i novemilasettecento chilometri riusciranno a fermarla.
Così da un piccolo paese in provincia di Milano decide di partire per la California lasciando il suo lavoro al bar, la sua famiglia adottiva e i suoi migliori amici.
Deciderà di seguire il suo cuore e qui, a Santa Monica, riuscirà a dare una risposta a quello che cerca? Forse Leo, il suo misterioso e affascinante vicino di casa, potrà alleviare le sue giornate e farla divertire come merita?
Cupido ha lanciato la sua freccia?

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro durante il periodo del Covid, mi sentivo persa e isolata dal resto del mondo. Ho sempre letto molti libri e mi è venuto in mente “ma perché non provo anch’io a scrivere qualcosa?”, così da un foglio quasi completamente bianco mi sono ritrovata con una pila di fogli pieni d’inchiostro.
Spero che la gente si possa appassionare ai personaggi come l’ho fatto io dal primo istante. Ringrazio anticipatamente chi deciderà di aiutarmi a realizzare questo sogno immenso.

ANTEPRIMA NON EDITATA

La mattina della partenza…

Drin drin…

«Clary, alzati! La sveglia sta suonando!» urlò mia madre entrando nella mia stanza, come un elefante in una cristalleria.

«Sì mamma, ora mi alzo » le risposi schiacciando la mia testa sotto il cuscino.

Mia mamma era preoccupata che facessi tardi, come sempre. Erano appena le quattro del mattino e io ero già in piedi.

Dopo essermi lavata, truccata e vestita sono andata in cucina a fare colazione.

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«Ehi Ines, Micky giá svegli a quest’ora?» dissi entrando in cucina , non sicura di quello che i miei occhi stavano vedendo.

«Sì volevamo passare un po’ di tempo con te prima della tua partenza »

«Si sorellina» disse il mio orsacchiotto correndo per abbracciarmi per primo.

« Siete proprio carini con vostra sorella» disse mia mamma, guardandoci dalla porta.

Quella mattina mangiai un sacco, avevo una fame da lupi, anche perché mi aspettavano un sacco di ore di viaggio. Fu mia mamma ad accompagnarmi in aeroporto, fino a

Milano-Malpensa, dove mi aspettava l’aereo delle sette.

Mi accompagnó fino all’entrata e piangendo mi disse: «Mi mancherai da morire tesoro»

«Mamma per favore, avevi promesso di non piangere»

«Lo so, ma è difficile . Comunque ora non pensare a me , è meglio che tu vada , ci sentiamo appena arrivi»

«Certo mamma, ti voglio bene e grazie per tutto» e la abbracciai come non mai. Impossibile dimenticare quell’ abbraccio. Era pieno di ammirazione, amore e voglia di vivere.

Dopo aver salutato la persona migliore del mondo, fu il momento di partire. Mi aspettavano ben diciotto ore e mezza di volo più uno scalo ad Istanbul, di quasi due ore. Non avevo

ancora pensato cosa fare in quel lasso di tempo, ma qualcosa lo avrei trovato.

***

Il volo era partito. Mi persi a guardare il paesaggio fuori dal finestrino, metteva tranquillità e felicità che mi ispirarono per scrivere sul mio diario.

Ebbene sì, mi misi a scrivere sul diario che mi ha regalato Tommy per il mio compleanno. Volevo provarci per Tommy. Glielo dovevo, lui ha fatto sempre tanto per me e mi è sempre stato accanto.

Era tutto strano, il mio primo viaggio da sola, con così tante ore di viaggio. Ero un po’ spaventata, ma sapevo che da ora in poi avrei dovuto contare solo su me stessa.

Le prime ore di viaggio passarono velocemente e al primo scalo atterrai a Istanbul .

L’aeroporto era meraviglioso, non avevo mai visto nulla di simile. Così immenso , mi

sembrava di essere una formica in mezzo a tutta quella gente, tutti che correvano, nessuno che si fermava mai.

Camminando vidi un bellissimo bar e sentii un profumo di biscotti appena sfornati e decisi di

entrare subito. Per fortuna la barista parlava anche l’inglese , per cui non ho avuto nessun problema ad ordinare .

La barista mi disse che la tipica colazione in Turchia è a base di formaggi, olive, uova, cetrioli, pomodori, burro, miele, marmellata e le zuppe sono le loro preferite.

Mi convinse a prendere i kurabiye e il tè turco che viene preparato tramite due bollitori uno sopra l’altro e servito su dei bicchierini stretti di vetro.

Prima di iniziare a mangiare decisi di fare una foto ricordo di questa colazione turca per metterla su instagram per sentirmi meno sola.

Dopo aver pagato decisi che era meglio prepararmi per il prossimo volo, quello che finalmente mi avrebbe portato a Santa Monica e dopo essere salita mi addormentai subito come una bambina.

Fu la voce del pilota a svegliarmi…

«Tra un’ora circa arriviamo a destinazione» e mi accorsi di avere un sacco di messaggi su whatsapp, sia dei miei genitori sia del gruppo con Anna e Tommy.

« Clary tutto ok?» scrisse Anna, con le sue solite faccine super carine.

«Si è da parecchie ore che non rispondi» non poteva certo mancare la preoccupazione di Tommy.

Che carini che sono, si preoccupano per me. Questi si che si possono chiamare amici.

Gli risposi« Certo ragazzi è tutto ok. Scusatemi ma dopo essere ripartita dall’aeroporto di Istanbul mi sono addormentata come un sasso»

«Ah ok, mi hai fatto venire ancora più fame con quel post su instagram della tua colazione»

«Evita di mettere certe foto. Anche tu eh hahaha» mi scrisse la mia amica subito dopo aver inviato il messaggio.

«Si, avrei potuto evitare . Ne sono consapevole, comunque vi avviso quando arrivo»

***

Erano le 16 45 circa quando scesi dall’aereo , mi sembrava strano perché loro sono indietro di nove ore rispetto a noi.

Presi subito un taxi per arrivare nella zona dell’appartamento, ovvero nella Sant Vicente Boulevard che dista soltanto dieci minuti.

Tutto quello che vedevo dal finestrino era fantastico, le strade erano trafficate ma allo stesso tempo davano tranquillità, piene di grattacieli, palme, spazi verdi e ville enormi. Mi

sembrava di vivere in un sogno, non potevo crederci. Tutti quei posti li avevo visti dallo schermo del pc , ma vederli dal vivo è tutta un’altra storia.

Mille idee mi frullavano per la testa e non vedevo l’ora di scendere da quel taxi per iniziare un nuovo capitolo della mia vita.

12

Il taxi mi lasció proprio di fronte al mio appartamento. Si trovava nella zona centrale e proprio di fronte alla strada c’era il ristorante dove avevo mandato il curriculum, ma prima di andare a parlare con il proprietario volevo sistemare le mie cose e vedere l’appartamento.

Appena entrai una signora si avvicinò a me … «Hello!» disse tutta sorridente .

«Hello! Do you live here?»

«Yes, on the first floor. Where are you from?»

Ci fu un momento in cui non mi venne in mente la risposta, ma fortunatamente poi riuscii a dire qualcosa , in un inglese un po’ impacciato.

«Oh, eh … I come from Italy»

«Ah ma allora parli italiano ! Anche io ho origini italiane cara»

Mi sentii sollevata « Ero  in imbarazzo, parlare inglese è più difficile di quanto pensassi»

«Tranquilla cara, sei giovane e non è semplice arrivare in un’altra città e parlare subito un’altra lingua, ma qui sei fortunata perché in questo palazzo ci vivono quasi tutti italiani»

«Oh wow»

«Si cara, ora vieni con me che ti consegno le chiavi» mi fece cenno di seguirla fino al suo ufficio e dopo avermi dato le chiavi mi disse smettendo di sorridere , diventando più seria « Io ti avviso già da ora. I tuoi vicini di appartamento sono due ragazzi della tua età e sono un po’ festaioli, quindi se ci sono problemi dimmelo subito che vedo di risolverli»

«Ah ok, va bene tranquilla. Sono proprio così rumorosi?» già partiamo male, non voglio nemmeno immaginare quante notti in bianco mi aspettassero.

«Si, ma sono dei bravi ragazzi, avrai modo di conoscerli»

«Va bene , grazie. Ora vado a sistemare tutti i miei bagagli»

Cosí dopo averla salutata e dopo tre piani di scale entrai finalmente nel mio appartamento. E fu davvero sorprendente .

All’entrata si vedeva subito la cucina con un’isola spaziosa, che non mi sarei mai aspettata visto le piccole dimensioni del monolocale e a lato c’era un divano blu.

Nell’altra stanza c’era un letto con un piccolo terrazzino e un bagno. Era perfetto per me .

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Melissa Gianesini
Sono Gianesini Melissa e sono nata in una calda giornata di aprile nel 2002 in un paese nel Veneto. La mia passione per la pasticceria mi ha portato a prendere il diploma come operatore della trasformazione agro-alimentare, anche se ho sempre avuto un amore immenso per la lettura e la scrittura. Grazie a questo amore per Nicholas Sparks e Jane Austen ho vissuto un sacco di vite meravigliose perdendomi tra le innumerevoli pagine profumate dei classici della letteratura.
Spero che il mio primo romanzo "Alla ricerca della felicitá… in California" faccia breccia nel profondo del cuore di chi deciderá di immergersi con me nella movimentata vita di Clarissa in cerca di realizzare il suo desiderio più grande perdendoci insieme per le strade calde e soleggiate di Santa Monica.
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