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Anyway, Korea!

Anyway, Korea!
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Consegna prevista Settembre 2024
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A ottobre del 2022, ho compiuto, dopo più di un anno di studio della lingua e dei costumi del Paese, un viaggio in Corea del Sud. Ho iniziato, fin dal volo, a fare foto e stilare un diario che racconta luoghi e abitudini viste e toccate di persona dopo averle affrontate su pubblicazioni e racconti, corredato da illustrazioni -che ho realizzato dal vero- che immortalano le città di Seoul e Busan: la Namsan tower, la Starfield library, l’Haeundae beach, il Gamcheon village, e poi i templi, i mercati di strada, i palazzi reali, i quartieri più famosi come Hongdae e Gangnam, fino ai caffè e i ristoranti che più tipicamente si incontrano quando si visitano le città e i villaggi la prima volta.
Il testo ha come base il mio diario di viaggio personale, e questa forma permette al lettore di tenere tra le mani una guida, ma allo stesso tempo di accompagnarmi in un viaggio parallelo al mio; di fatto, un dialogo e un’incursione continua fra storia e documentazione illustrata.

Perché ho scritto questo libro?

Quando sono tornata dal mio viaggio mi sono resa conto di aver riempito due quaderni tra disegni e racconti e di avere quasi 10.000 foto sulla macchina fotografica. Non mi era mai capitato di arrivare alla fine dei miei quaderni, lascio le cose a metà. Questo mi ha fatto capire quanto è stato folgorante questo viaggio e mi ha fatto venire voglia di condividerlo con altri, di far capire a tutti che se vogliono possono farlo anche loro. Questo libro è l’unione di tutte le mie passioni.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Ottobre 2023

È un anno che sono tornata in Italia, eppure ho ancora la Corea in testa, è un chiodo fisso.

È difficile descrivere e far comprendere questa sensazione: sento le farfalle nello stomaco, come

quando ci si innamora, ma a me succede al solo sentire la parola ‘Corea’.

È strano parlare così di un paese? Forse, neanche io capisco bene cosa ci sia dietro.

Negli ultimi mesi ho cercato di tenerla agganciata in tutti i modi, riguardando i miei disegni soprattutto, e facendone altri. Mentre stavo a Seoul e a Busan avevo sempre con me due quadernini: uno per la sera, quando nel mio piccolo dormitorio ripercorrevo la giornata e riscrivevo ogni dettaglio che avevo vissuto; e uno che avevo sempre in borsa, che aprivo ogni volta che trovavo qualcosa di interessante e dove disegnavo la scena che vedevo di fronte a me.

Raccontarla e riguardare quei disegni mi fa sentire ancora lì, il disegno è la mia più vecchia passione e fonderla a questa nuova mi sembrava decisamente una cosa da fare per trovare un modo originale di descrivere la Corea; ma soprattutto ho capito che da la stessa sensazione anche a chi non era con me.

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Un mese di viaggio può sembrare poco detto a parole, ma vissuto è un’eternità e se pensato bene si possono vivere e scoprire infinite cose. Detto questo non è stato quel mese a sconvolgermi la vita ma tutto quello a cui ha portato dopo e che vivo ogni giorno.

La Corea del Sud per tanti aspetti è molto diversa dall’Europa, ciò che per loro è comune e quotidiano per me poteva essere assurdo..(adesso capisco perchè gli asiatici fotografano i cartelli stradali nella mia città); però ci si adatta facilmente.

Parlo sempre di brevi periodi ovviamente, e scrivo in modo molto soggettivo di quello che ho visto e vissuto io personalmente, credo sia scontato dire che ogni posto ha i suoi pro e i suoi contro, anche se io ne parlo solo in modo entusiasmante.

È una racconto di poche pretese, sono io al mio tavolino che scrivo quello che mi passa per la testa.

Non ho visto tutto ovviamente, tornando in Italia ho subito cominciato a fare una lista di tutte le cose che mi ero persa e già in aeroporto pensavo a quando ci sarei tornata, nel mio prossimo viaggio. Magari non solo a Seoul e a Busan, vorrei vedere tutto, vorrei vedere come cambia a ogni stagione.

In ogni caso ho visto tantissime cose, oltre alle attrazioni turistiche, il cibo e altre cose

semi-conosciute, stando lì mi sono resa conto di tanti piccoli dettagli, tradizioni, abitudini, avvenimenti culturali che puoi scoprire solo vivendoli e vedendoli in prima persona e con le persone del posto.

Il testo originale è totalmente il mio punto di vista, una che va dall’altra parte del mondo da sola per la prima volta solo per il gusto di farlo; sono partita solo con la passione ma con davvero poche informazioni, quelle le ho trovate e verificate dopo.

La forma di diario mi ha fatto pensare proprio a questo: un diario è per definizione soggettivo e

personale. È un modo molto diretto per arrivare e raccontare a persone come me che vogliono sapere, partire, e non sanno quasi a cosa andranno incontro (anche se ormai sempre meno), è un modo per capire che è fattibile per tutti.

2024-02-18

Evento

Festival dell'oriente - Brescia Il 17 e 18 Febbraio sarò ospite al Festival dell'oriente a Brescia nel padiglione 'Corea', avrò uno spazio espositivo per il libro e venderó delle illustrazioni (extra libro), in più il 18 alle 13:00 terrò una conferenza per presentare "Anyway, Korea!"

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Eugenia Babini
Nata a Firenze nel 1997, laureata in Grafica all'Accademia di Belle Arti, dove approfondisce le passioni per fotografia e illustrazione. Con due master in Fotografia di reportage e moda, e altri corsi minori sulle tecniche fotografiche al Centro Sperimentale Adams di Roma. I suoi progetti fotografici sono stati esposti in mostre collettive in Italia e a Budapest. Ama viaggiare e attualmente si occupa di illustrazione e fotografia come freelance e per associazioni tra Milano e la Toscana. Alla passione per l'arte si aggiunge, nel 2021, quella per la Corea del sud che diventa la base d'ispirazione per nuovi viaggi, foto e illustrazioni. Questo l'ha portata a collaborare con associazioni con l'Istituto culturale coreano di Roma e siti come Korea.net, sito di diffusione culturale coreano, per cui oggi scrive e crea contenuti come Honorary Reporter.
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