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IL BALCONE SUL MARE

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 Noel, Alex ed Eva sono fratelli, legati dallo stesso sangue ma non più da un vero rapporto: troppo diversi, troppo distanti. 

Nel momento in cui le loro esistenze, le loro speranze e tutti i loro sogni precipitano inesorabilmente verso il fallimento, la vita offre loro una nuova opportunità. Così, si ritrovano insieme a inseguire lo stesso sogno in un luogo incantevole, dolcemente appoggiato sulle scogliere di Bonifacio. Qui il mare e il cielo si confondono l’uno nell’altro e il vento soffia impetuoso, portando con sé profumi, ricordi e parole d’amore. 

Capitolo 1 

Cento anni più tardi, quella scogliera sarebbe crollata, portandosi via ogni cosa.

Tutto sarebbe scomparso con un boato assordante, infinito, terribile. 

L’avevano previsto.

La nostra casa, con il balcone che dava direttamente sul mare, da cui lo sguardo si perdeva nel blu più immenso, sarebbe stata inghiottita dalle onde. 

Tutto sarebbe scomparso nelle profondità più remote per sempre, lasciando che il mare tornasse a essere l’unico, l’incontrastato padrone di quel luogo.

Tutto sarebbe svanito… tutto tranne i ricordi…

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La piazza principale della città, le strette stradine che si snodavano all’interno e le tipiche casette di mare costruite a picco sull’ultima scogliera erano da sempre tra le principali attrazioni turistiche di uno dei luoghi più in voga della Corsica: Bonifacio.

La prima volta che arrivai sull’isola ero in compagnia di Làura, un nome per me italianissimo, che però dovevo fare attenzione a pronunciare con l’accento corretto, poiché lei era francese “purosangue” e si rifiutava, categoricamente, di imparare anche una semplice parola in una lingua diversa dalla sua, nonostante usasse correttamente inglese, tedesco e spagnolo per lavoro. Ma era solo lavoro, come diceva lei, mai avrebbe utilizzato nella sua vita privata una lingua diversa e ci teneva a precisarlo in ogni occasione, rischiando pure di essere ritenuta una persona altezzosa e snob. Non che non lo fosse, in effetti, ma a me, del resto, non interessava poi tanto.

Avevo conosciuto Làura solo qualche mese prima, grazie a un cliente dell’agenzia per cui lavoravo: la Mowers, il quale aveva organizzato un aperitivo affittando un grazioso locale nel cuore di Chelsea, per il lancio di un nuovo prodotto, del quale avevo seguito la campagna pubblicitaria.

Mi era piaciuta subito. Curata in ogni minimo dettaglio: i capelli castani erano raccolti in una bizzarra acconciatura, che lasciava ricadere qua e là qualche ciocca sul collo; le mani, lunghe e affusolate, che agitava mentre parlava. Disegnava gioielli e quella sera si trovava lì in quanto sorella del mio cliente. Mi affrettai per sfruttare subito l’occasione. Làura stava per assaporare il Cosmopolitan che le avevo fatto trovare al tavolo, mentre si guardava intorno cercando di capire chi poteva essere stato.

«Noel, molto lieto! Lei deve essere Làura, l’ho riconosciuta dai gioielli che indossa, davvero splendidi… ma mai quanto lei!»

«Bravissimo, eccellente, come questo Cosmo!»

Bravo, Noel! Hai di nuovo fatto centro! Alla fine della serata, infatti, oltre ai complimenti del cliente per l’ottima campagna pubblicitaria realizzata, misi in tasca anche il numero di Làura. Non avrei lasciato passare troppo tempo prima di richiamarla, tanto che il giorno seguente mi ritrovai in uno dei migliori ristoranti di Londra, con Làura al mio fianco, a sorseggiare champagne, scambiandoci sguardi e sfiziosità.

All’inizio, tra aperitivi ed eventi mondani, eravamo inseparabili e per un attimo quasi mi illusi di potermi rifare una vita con lei; in fondo, mi faceva star bene, era un ottimo antidoto alla noia della solitudine e, cosa da non trascurare, aveva già una buona posizione professionale. Non era in cerca dell’uomo da abbindolare per farsi mantenere, sfogando ogni tipo di capriccio, come tante altre donne da cui, grazie a Dio, ero riuscito a tenermi alla larga.

A lungo andare, però, capii che anche lei non era poi così speciale. Mi resi conto che ai vari eventi a cui mi invitava – dove, non lo nego, ebbi modo di ampliare alla grande i miei contatti, procurando all’agenzia nuovi clienti – Làura iniziava sempre di più a trascurare la mia presenza, facendo le “fusa” al potente di turno. 

«Certo che stasera hai proprio dato il meglio di te con il boss della StarLight! Non ti ha tolto gli occhi di dosso… e come dargli torto, con quel vestito! Cosa ti ha promesso?» chiesi, ironico, dopo l’ennesima serata seduto in “panchina”.

«Cosa non ti è chiaro di “lo faccio perché è un ruolo che devo recitare mio malgrado”?» rispose, sarcastica.

Lavorando da anni in una realtà tutt’altro che limpida, quale quella della pubblicità, ormai sapevo riconoscere l’odore acre delle bugie, o quantomeno delle mezze verità, e quella era una mezza verità. 

Làura sapeva che un certo tipo di riconoscenza, elargita nel momento più opportuno alla persona giusta, era una delle vie più veloci per ottenere grosse opportunità lavorative e il conseguente prestigio. Era questo il suo unico obiettivo: una rapida crescita professionale, senza troppi sforzi.

Perciò presi quasi subito la giusta distanza dalle mie illusioni, limitandomi a godere della presenza di quell’affascinante donna, considerandola, però, nient’altro che uno dei miei svaghi: attraente, piacevole e seducente, ma pur sempre uno svago tra i tanti che avevo. 

Ricordo che Charlaine diceva che ero un maledetto maschilista, ma, invece di cambiarmi, aveva accentuato questo mio difetto sempre ammesso che di difetto si tratti, dipende dai punti di vista. 

Làura e io stavamo scendendo nel salone interno dell’hotel Karma di Bonifacio, che ospitava il meeting di uno tra i più apprezzati stilisti italiani: Rolando Luce, da sempre noto per la sua stravaganza e originalità. Questa volta aveva deciso di andare contro ogni regola, inventandosene una tutta sua per presentare la nuova collezione autunno-inverno. Aveva infatti scelto una modalità insolita per la gara e soprattutto aveva voluto farlo in una cornice in netto contrasto con il tempo, visto che aveva optato per i colori del mar Mediterraneo a giugno, con la sua vegetazione ricca di sfumature tipicamente estive. 

Da parte mia, ero assolutamente solidale con quelle povere modelle che, vestite con abiti invernali, avrebbero sofferto il caldo, considerando la splendida giornata che si prospettava.

A ben vedere, non si trattava di una vera e propria sfilata di moda: sarebbero stati presentati solo alcuni capi per fornire a noi presenti uno spunto d’idee, poi sarebbe stato direttamente Rolando Luce a illustrare i suoi obiettivi. Desiderava una campagna assolutamente formidabile e, pertanto, si aspettava il massimo da ogni proposta delle agenzie pubblicitarie convocate.

Aveva stabilito lui ogni dettaglio della gara, andando contro tutti i canoni del campo, ma era Rolando Luce e poteva permettersi qualunque bizzarria. 

Tutto doveva essere realizzato in una settimana. I tempi erano decisamente troppo stretti, considerata l’importanza di quel lavoro, ma io sapevo che avrei fatto il massimo, perché per me questa era la “vera” opportunità, quella che mi avrebbe permesso il grande salto. Aggiudicandomi quel lavoro, avrei ottenuto la posizione che ritenevo di meritare: occupare l’ambita poltrona al quinto piano dell’agenzia Glamour di Londra, diventando il direttore pubblicitario della più prestigiosa tra le agenzie.

«Devo dire che hanno scelto proprio un bel posto per questo meeting!» considerò Làura, abbassando i grossi occhiali scuri e guardandosi attorno con aria compiaciuta.

«Làura, stiamo parlando di Rolando Luce…» risposi, alzando un sopracciglio.

«Appunto! Conoscendo la sua stravaganza, mi sarei aspettata un posto molto meno tranquillo e più, come dire… psichedelico! Be’, meglio così, sarà uno spasso: quattro giorni in un albergo da sogno, con tanto di centro benessere e un panorama unico! Sono proprio contenta che tu mi abbia chiesto di accompagnarti, sei un tesoro!» esclamò, sfiorando amorevolmente il dorso della mia mano.

«Làura! Sai bene quali sono gli accordi tra noi…» la ammonii con tono dispiaciuto, sperando che si allontanasse discretamente e mi lasciasse libero di iniziare il meeting.

«Ehi! Come sei nervoso. Tranquillo, so benissimo quali sono gli accordi! Tuffati pure nel meeting della tua vita, io, il mio tuffo, andrò a farlo in mare e dopo mi rilasserò alla SPA! Non preoccuparti, ne avrò per tutto il giorno e starò ben attenta a non tradirmi… almeno per oggi! Ma da domani… l’albergo sarà tutto nostro!» concluse, abbozzando un sorriso.

Mentre parlava rimasi affascinato dal suo delizioso abito prendisole semitrasparente, che metteva in risalto la sua silhouette e lasciava intravedere il costume: un bikini unito sul davanti da una sottile striscia che lo rendeva così un costume intero, per modo di dire.

Avevo chiesto a Làura di accompagnarmi perché la prospettiva di starmene da solo per quattro giorni in un posto così meraviglioso non mi allettava: perché non portarsi un bel passatempo per i momenti morti? Tra l’altro, Làura poteva davvero essermi utile anche sul lavoro. Si trattava di moda e lei ci lavorava, avrebbe potuto darmi consigli preziosi quando avrei buttato giù le prime bozze.

La vidi allontanarsi e mi soffermai ad ammirarla mentre camminava, accorgendomi poi di non essere l’unico. 

Scossi leggermente il capo per liberarmi da quei pensieri: avevo bisogno della massima concentrazione. Non potevo permettermi futili distrazioni, in ballo c’erano la mia carriera e il mio futuro professionale: le uniche cose per cui valesse la pena di fare sacrifici. Una lezione che avevo imparato da tempo.

Mi sistemai la giacca, infilai la mia Montblanc StarWalker Metal nel taschino e aprii la porta del salone. 

Ero l’ultimo, gli altri avevano già preso posto. Contrariamente a quanto si possa pensare, ne fui contento, non volevo dare troppo nell’occhio dimostrando il mio assoluto interesse, doveva sembrare un lavoro come tanti.

Scelsi una sedia a lato vicino alla veranda: qui, nel tardo pomeriggio e fino a sera inoltrata, sarebbe stato organizzato il rinfresco al quale avrebbe partecipato anche Làura.

Dalla mia posizione potevo controllare i movimenti di tutti ed ero abbastanza vicino alla postazione da cui Rolando Luce avrebbe illustrato tutte le sue richieste. In effetti, era strano che il posto non fosse occupato. Meglio così, mi dissi, sono già un passo avanti rispetto ai miei colleghi. 

2022-04-13

Aggiornamento

Nel Mare infinito dei Grandi Autori...ci sono finita anche io🤩! Grazie a Lucia che mi ha ospitato nella sua libreria, o meglio nella sua isola felice! MONDADORI BOOKSTORE Via G. Frova 3 CINISELLO BALSAMO ...Lucia e i suoi sogni vi accoglieranno a braccia aperte, ve l'assicuro!😉
2022-02-18

Zona 9

Sul numero di Febbraio del mensile Zona 9 alla sezioni Libri e Cultura, Antonella Gattuso racconta il BALCONE SUL MARE dal suo punto di vista e dai commenti di coloro che l'hanno già letto!
2021-02-24

Aggiornamento

Eccomi a voi con una novità! Voglio accompagnarvi lungo la strada che mi ha portato fin qui! Se volete affacciarvi sul mare, direttamente da quel balcone insieme a me, qui sotto trovate l'indirizzo al quale da oggi potrete collegarvi per leggere aggiornamenti, curiosità e respirare il vento immersi nel blu! Vi aspetto! https://www.facebook.com/Il-Balcone-sul-Mare-109620507839315

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    IL BALCONE SUL MARE è una coccola, lo leggi e non vorresti fare altro…cerchi continuamente e a tutti i costi di ritagliarti uno spazio nella giornata per poter continuare a viverlo!!!
    Carla ti porta a Bonifacio, accompagnandoti per mano ad ogni parola!
    Tu vorresti parlare con i personaggi, dargli dei consigli, gioire della loro presenza..vorresti essere lì a respirare il mare il vento e le emozioni di cui tutti abbiamo un disperato bisogno!
    Un libro che ti fa volare e che quando comunque torni giù…ti lascia il sorriso sul viso e nel cuore, per sempre!!!

  2. (proprietario verificato)

    Una scrittura che ti prende per mano e ti accompagna alla scoperta di Bonifacio, con il mare che ti abbraccia durante tutto il percorso. Ed è intenso il desiderio di affacciarsi almeno una volta da quel balcone, di far parte di un racconto che, portandoti con sé, conduce alla riscoperta del valore dei sogni e di quanto la loro forza sia la vera ragione delle nostre esistenze.

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Carla Lastoria
nasce a Milano, dove vive e lavora, collaborando anche con Mondadori. Nel 2006 pubblica il suo primo libro, “Il Pescatore della Neve“, presentato poi anche al Salone del Libro di Torino e su Radio Montecarlo, all’interno della rubrica Saranno Scrittori. Dopo aver collaborato con l’artista Pierluigi Monsignori al progetto Plastic Food, nel 2016 partecipa al concorso IoScrittore, arrivando tra i finalisti, e nel 2017 realizza una presentazione insieme a un’esposizione di sue illustrazioni tratte dal “Pescatore della Neve”. “Il Balcone sul mare” è il suo secondo romanzo.
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