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Banalmente Tessa

Banalmente Tessa
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Consegna prevista Dicembre 2022
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Il libro racconta della vita imprevedibile di quattro amiche inseparabili: Anna, Susan, Monica e Tessa.
Si sono conosciute in palestra. Esilarante pensando che sono le persone più antisportive del mondo.
Anna e Monica avevano vinto un periodo gratis di prova e non volevano buttarlo al vento. Susan ci andava per accalappiare nuovi ragazzi e Tessa, per sentirsi meno in colpa dato che ogni sera iniziava una serie TV diversa a base di patatine e popcorn.
Si sono piaciute fin da subito e sono presto diventate migliori amiche. Come spesso succede in amicizia, non esistono segreti o avvenimenti che accadono e che le altre non vengono a saperlo.
Tutto fila liscio, ma come ogni bella storia che si rispetti, c’è sempre l’imprevisto dietro l’angolo. Le quattro amiche dovranno contare sui loro nervi saldi quando un incontro inaspettato, un imminente matrimonio e delle strane nausee mattutine, piombano nella loro vita.

Perché ho scritto questo libro?

Scrivere è sempre stata una mia passione ma non ho mai pensato di poter pubblicare un mio testo. La protagonista è una ragazza della mia età che si trova a gestire la propria vita sentimentale in una serie di situazioni goffe ed imbarazzanti complici ed artefici le sue amiche.
‘Banalmente Tessa’ è molto più autobiografico di quel che si possa immaginare!
Quindi mettetevi comodi con il vostro tè e buona lettura!

ANTEPRIMA NON EDITATA

1

Suona la sveglia, sono le 7.30. La testa mi scoppia e maledico me stessa per aver dato retta a Susan che mi ha fatto bere troppo come facciamo ogni volta che usciamo dopo una sua delusione d’amore.

A questo servono le amiche. O meglio, le amiche single come me.

Siamo 4 amiche inseparabili: Anna, Susan, Monica ed io.. Tessa.

Ci siamo conosciute in palestra. Esilarante pensando che siamo le persone più anti-sport del mondo.

Anna e Monica avevano vinto un periodo gratis di prova e non volevano buttarlo al vento. Susan ci andava per accalappiare ragazzi nuovi ed io, per sentirmi meno in colpa  dato che ogni sera inizio una serie TV diversa a base di patatine e popcorn.

Ci siamo piaciute fin da subito e siamo presto diventate migliori amiche. Amo passare del tempo con loro perché ognuna è diversa ma nonostante questo ci troviamo su tutto: odiamo i buffet dove promettono ottimo cibo ma poi non riusciamo a mangiare perchè c’è troppa gente, ci piace fare lunghe passeggiate e, ogni estate, ci ritagliamo due settimane solo per noi. Fissiamo un volo, una meta a caso e partiamo con gli zaini in spalla.

Auguro a tutte di trovare amiche così nella propria vita.

Guardo il telefono, vedo che ci sono 15 sms di Monica ed Anna che mi aspettano al bar come da accordi.

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Mando un sms scrivendo che sono già in strada. Un classico.

Non ho tempo per truccarmi così mi passo un dito sotto gli occhi per togliere le righe nere del trucco colato dalla sera prima. Prendo la spazzola e abbozzo qualche colpo qua e là per riordinare un po’ la testa ma fallisco nel mio tentativo colpendomi un occhio. – Ahi! Che male!! Porca puttana!- Mi guardo faticosamente allo specchio, la vista è annebbiata ma riesco ad intravedere un graffio che mi percorre tutta la faccia. Perfetto, ora sembra che abbia lottato contro una tigre! Sei incredibile Tessa.

Arrivo correndo, mi butto sull’ingresso del bar ma una signora sta aprendo la porta per uscire. Non riesco a frenare il mio corpo in tempo. Lei mi vede e si butta sulla destra. Inciampo sul suo piede e mi ritrovo con la faccia sulla moquette sporca ed ispida. Il graffio frizza ancor di più. Mi rialzo e cerco di far finta di niente.

Sento gli occhi puntati tutti su di me, il silenzio che ho fatto incombere viene spezzato dalle fragorose risate delle mie amiche che sono sedute ad un tavolino ricolmo di pasticcini.

-Molto divertente. – Le guardo con fare minaccioso ma con scarso successo.

– Serata impegnativa?- Mi chiede Monica che mi scruta togliendomi qualcosa dai capelli.

-Oh mamma! Che hai fatto all’occhio?! – Chiede Anna seriamente preoccupata.

– Diciamo che prima di un buon caffè, non riesco a coordinare bene il mio corpo. –

Susan intanto rimane con lo sguardo sul suo telefono e a stento mi saluta.

Ci scambiamo un’ occhiata tutte  e tre e poi ci rivolgiamo verso lei: – Ci devi raccontare qualcosa? –

Si stringe fra le braccia, resta in silenzio per un istante e poi scrolla le spalle dicendo : -Il solito.. –

                                                                     2

Ci conosciamo da 5 anni, non sono molti. Non siamo cresciute insieme. Non ci siamo conosciute sui banchi di scuola anche se mi sarebbe piaciuto, ma sappiamo bene cosa intende con l’espressione ‘’il solito’’.

Susan è stata fidanzata solo una volta ed è rimasta molto scottata da questa relazione finita per un tradimento da parte di lui.

Lei non si è mai più fidata di nessuno. Così l’abbiamo soprannominata ‘’l’aquila’’. Ogni occasione è buona per conoscere qualche preda da portare nel suo nido.

E’ bella, ha lunghi capelli neri corvino ed occhi verdi. Ha molta forza, forse fra di noi è la più tenace.

Ha un piccolo tatuaggio sulla spalla e un piercing sulla lingua.

Anna invece ha i capelli rossicci e un sorriso che toglie il fiato. E’ fidanzata da 8 anni con Riccardo. Sono una bella coppia e lui da poco le ha fatto la proposta di matrimonio. Lei prima di accettare, ci ha chiamate e ci ha chiesto se fossimo d’accordo nel pronunciare il fatidico ‘’SI’’ . Ovviamente ha accettato ma sono sicura che lo avrebbe fatto lo stesso anche senza sentirci.

Monica invece è la più saggia del gruppo. Ha sempre la parola giusta al momento opportuno. C’è sempre a qualsiasi ora del giorno e della notte e non ha peli sulla lingua. Se deve dirti qualcosa lei lo fa. E’ fidanzata con Juliano, un ragazzo che gira il mondo.

E poi ci sono io.

Non ho tratti particolari. Ho due enormi occhi blu e tutti mi chiamano ‘’occhioni’’.

Non ho mai avuto storie importanti. Anzi, non ho mai avuto storie. Una piccola avventura d’ estate quando, sempre per colpa di Susan, ho dovuto baciare un tedesco mezzo ubriaco che puzzava di birra. Ho giurato a me stessa di non darle più ascolto.

Non ho fretta. Ho 25 anni e so che quando incontrerò la persona giusta la riconoscerò. O almeno spero.

                                                                           

3

– Giovedì apriranno un nuovo locale, dobbiamo assolutamente andarci. Conosco il buttafuori, ci farà entrare subito senza fare la fila! – Susan trasuda di gioia e annuisce con la testa guardandoci aspettando il nostro consenso.

Io la guardo dritto negli occhi: – Devo vedere se sono libera –

Lei ribatte subito senza perdere un secondo – Guarda che Netflix rimane lì, non te lo ruba nessuno.-

La fulmino con lo sguardo ma la mia bocca trapela un sorriso che mi tradisce. Scoppiamo a ridere e poi Monica esclama: – E’ ora di scendere in gioco Tess, non puoi essere così prevenuta. Sei una bella ragazza, sei giovane e sei simpatica. Di cosa hai paura? –

Mi ha totalmente preso in contropiede come è suo solito fare. Mi schiarisco la voce e sussurro:

– Sono imbranata. Non sono attraente, non piaccio di solito… –

Monica mi abbraccia ed esulta: – Bene. Così è deciso. Andiamo a comprarti qualcosa che ti faccia vedere quanto sei bella!-

Susan ed Anna sono già in piedi con le giacche alla mano, pronte e scattanti per andare alla ricerca di questo misterioso outfit che mi trasformi.

Io sono riluttante all’idea ma non voglio deludere le mie amiche, specialmente Monica.

Sono chiusa in camerino da più di due ore. Ho caldo. Anna e Susan fanno avanti e indietro con abiti dalle mille forme e colori. Monica è a sedere fuori e ad ogni mio debutto mi fa cenno di tornare dentro e cambiarmi.

Sono sull’orlo di una crisi di nervi quando una mano mi porge un abito bianco con dettagli in pizzo.

E’ molto semplice ma è proprio per questo che me lo sento già più nelle mie corde.

Mi affretto ad indossarlo e mi prendo due minuti per ammirarmi allo specchio. Il mio corpo sembra molto più armonioso con il mio viso. Il bianco fa risaltare il blu degli occhi ed il rosso della bocca.

I capelli mi cadono sulle spalle nude e mi sento davvero bene.

Esco in punta di piedi, quasi avessi paura nel rimettermi al giudizio delle mie amiche. Quando vedo le loro facce mi lascio andare e abbozzo un sorriso.

– Sei bellissima! –

– Mio dio. Stai benissimo!! –

Faccio una giravolta e l’abito si gonfia leggermente per poi tornare nella sua posizione naturale.

-Andiamo a fare strage! –

                                                                        4

Siamo in macchina. E’ giovedì sera e stiamo parcheggiando nel grande spazio circoscritto da sassolini.

Anna spegne la macchina e si guarda per un ultima volta nello specchietto del conducente.

Susan si precipita fuori e va incontro ad un energumeno con spalle muscolose e giacca nera. Monica  si accende una sigaretta e si dilegua lentamente. Ci dirigiamo tutte e quattro all’ingresso dopo che il buttafuori ci fa cenno di muoverci e lascia quattro pass a Susan cingendole i fianchi. Lei ammicca e gli sfiora la mano per poi essere inghiottita dalla folla che balla.

Io seguo assiduamente le nuche delle mie amiche fin quando non sento qualcosa di freddo sulla schiena.

Mi passo velocemente una mano cercando di capire. Sento che qualcuno mi ha tirato un cubetto di ghiaccio. Cerco di captare la provenienza ma c’è troppo caos e ci rinuncio.

Non trovo più le mie amiche. Un attimo prima erano davanti a me e adesso non le vedo più.

Cerco di farmi largo fino al banco del bar, forse da lì la visuale sarà migliore.

Niente da fare.

Vedo un ragazzo vestito troppo elegante per una serata come quella che mi fa cenno di avvicinarmi.

Decido di accettare solo perché dietro di lui c’è un muretto e forse da lì posso avere più possibilità di ritrovare quelle tre.

Un tizio mi apre il cordino che divide l’area VIP dove il ragazzo mi attende con un calice di champagne. Mi sorride: – Ciao bellezza, ti sei persa? –

– A dire il vero ho perso le mie amiche ma se tu fossi così gentile da farmi salire su quel muretto, saresti molto utile…- Arrossisco perché non vorrei sembrare presuntuosa, ma voglio andarmene il più lontano possibile da questo individuo.

Lui si zittisce e mi para le mani per farmi saltare lassù. Mi affretto ad arrampicarmi scordandomi di indossare un mini abito e non i miei soliti pantaloni. In pochi secondi mi rendo conto di avere tutto il sedere di fuori ed il ragazzo inizia a ridere così forte che mi lascia andare.

La terra sotto i piedi sparisce e chiudo gli occhi preparandomi all’ impatto e prego solo di non farmi troppo male all’occhio che ancora risente del colpo di spazzola.

Ma qualcosa mi trattiene. Sono due braccia forti che profumano di buono. Apro gli occhi e rimango a bocca aperta.

E’ moro con gli occhi verdi, lentiggini ed un sorriso che farebbe sciogliere chiunque.

Mi sorride e con delicatezza mi lascia scivolare.

– Stai bene? –

Rimango in silenzio anche se dentro di me sto dicendo ‘’sì’’ .

Lui mi passa una mano fra i capelli e continua: – Bhè, direi che sei salva e tutta intera..-

Non smetto di fissarlo, sembro una maniaca così decido di farmi forza e parlargli ma non faccio in tempo ad aprire bocca che un suo amico appare dietro di lui tirandolo in pista e svanisce.

Percepisco la mia espressione sul volto. Sono veramente un idiota.

Sento la mia mano che viene stretta con forza e mi giro di scatto sperando che sia lui ma incrocio gli occhi di Anna che mi rimprovera come una mamma farebbe con la figlia che si allontana senza dire niente.

– Ma dove ti eri cacciata?! Eravamo in pensiero per te. –

Vedo le altre che sono sdraiate su un tavolino così piccolo da poter sorreggere a stento tre bicchieri.

– E’ l’unico tavolo disponibile per adesso ma lo stiamo difendendo con le unghie e con i denti! – Dice Monica soddisfatta del suo fare conquistatore.

Intanto Susan si affianca a me ed esclama volutamente con voce troppo squillante: – Sbaglio o eri con un ragazzo da paura?!-

– Stavo cercando voi e lui… cioè io… insomma sono volata addosso a lui, ti rendi conto?!-

Ancora mi brucia la faccia  per l’imbarazzo, mi volto indietro fiduciosa di poterlo vedere un’altra volta ma di lui nemmeno l’ombra.

La serata si conclude come al nostro solito: Susan è fuori controllo (di nuovo), Monica la scorta fino alla macchina mentre lei saluta tutti quelli che incontra per strada anche se non li conosce. Anna invece rimane dietro con me, mi mette una mano intorno alle spalle e mi stringe: – Non devi prendertela. Se è destino, lo rivedrai.. –

– Sono un tale casino. Alle volte vorrei essere come Susan.. lei è così spavalda e sa sempre cosa dire. Fa sempre colpo.. così sicura di sé… chissà cosa avrà pensato quel ragazzo di me-

Non faccio in tempo a finire la frase che una voce mi sussurra da dietro: – Penso che tu sia molto bella.-

Salto per aria dallo spavento non distinguendo quella voce maschile.

La mia testa urta qualcosa… il suo naso.

Si accascia su sè stesso tenendosi con le mani la faccia.

– Oh merda! Scusami, stai bene? Ti ho fatto male?-

Era proprio lui. Il ragazzo della pista da ballo. Solo ora noto che ha le spalle larghe ed una camicia azzurra che stenta a rimanere chiusa.

– Tranquilla, è tutto ok. Vedo che ti difendi bene da sola. Sarà sollevato il tuo ragazzo.. –

– Non ho un ragazzo. Cioè si ce l’ho ma non è uscito stasera.. – Dentro di me mi maledico: ‘’perchè sto mentendo?’’.

– Avrà avuto paura di rompersi il naso con te!!- Scoppia a ridere ma si ferma subito. Mi guarda cercando di capire se mi sono offesa per quella frecciatina.

– Si può anche rischiare per amore..- Mi allontano lasciandolo lì, fermo ed inerme quasi sorpreso dalla mia risposta. Salgo in macchina velocemente cercando di avere una falcata sexy.

Le mie amiche sono già sedute che si gustano la scena e, chiusi gli sportelli, ci mettiamo ad urlare tutte insieme.

Susan mi guarda: – Sono super orgogliosa di te. Così si fa! Ma domani lavoriamo sulla camminata perchè sembravi una scimmia scappata dallo zoo!-

Scoppiamo a ridere e finalmente mi sento fiera di me.

Vado a dormire ed ancora un sorriso mi attraversa la faccia. Ripenso ai suoi occhi. Una calamita.

E con questa immagine mi addormento profondamente.

                                                                        5

Apro gli occhi prima che la sveglia suoni. Non so se ho sognato tutto o se è realmente accaduto.

Ma poi vedo l’abito bianco lanciato sulla sedia e capisco che non è stato un sogno ma realtà!!

Per tutta la giornata a lavoro non faccio altro che pensare a lui. Ma una voce mi riporta con i piedi per terra. – Tess, sono arrivati i Morgan, puoi pensarci tu a fargli vedere le loro stanze? Fai attenzione al figlio più piccolo, ha la mania di mordere tutti. –

Lavoro in un B&B in campagna. Mi piace stare qua, c’è una calma ed un panorama che farebbe tornare il sorriso a chiunque. Ci lavoro da quando ho 16 anni. Ci sono più di dieci camere ed una grossa piscina contornata da una fattoria ed un mulino vecchissimo. Agata e Piero sono i proprietari. Mi conoscono da quando sono nata e, da un lavoretto estivo, è diventata una professione.

Io mi occupo dell’accoglienza e della fattoria, all’occorrenza aiuto anche in cucina.

Mi stampo un bel sorriso in faccia e vado incontro alla famiglia appena arrivata. Portano tutti sandali e una polo dello stesso colore. Sembrano una famiglia composta, così tanto da coordinare l’abbigliamento di tutti i membri. Il padre è provato dal viaggio ed è visibilmente accaldato, la moglie lo guarda quasi riluttante per il suo eccessivo sudore. Mentre i figli si stanno massacrando con tubi di gomma usate come spade.

– Benvenuti! Io sono Tess. Sarò a vostra disposizione per tutto il soggiorno.-

Finisco la frase e qualcosa mi colpisce. E’ lui, il bambino che morde tutti. Mi ha tirato di proposito il tubo di gomma in testa e adesso è lì davanti a me che ride sfottendomi.

La madre non perde tempo nel rimproverarlo con un fievole: – Michael smettila di dar fastidio. –

Fulmino con lo sguardo il bambino, poi la madre. Scuoto la testa per riprendermi dall’urto.

– Seguitemi, vi faccio vedere le vostre camere.-

Mi soffermo a guardare il figlio maggiore che al contrario del piccolo è calmo e particolarmente mansueto.

– Come ti chiami?- Chiedo spiccando un sorriso.

– Steve, ma i miei mi chiamano Stevy- E’ un po’ restio nei miei confronti così faccio un passo indietro e gli dico: – Hai proprio un bel nome!-

Lui sgrana gli occhi e mi sorride poi arrossisce ed entra in camera cercando un nascondiglio dove rifugiare il suo imbarazzo.

– Ceniamo alle 20.00, ma per qualsiasi cosa, non esitate a chiamarmi. A stasera.-

Mi dileguo e scrutando l’ora, vedo che devo sbrigarmi o non riuscirò a finire per tempo tutto il lavoro.

Sono le 17.00, alcuni ospiti sono ancora in piscina a crogiolarsi al sole.

– L’acqua è magnifica, perché non vieni?- E’ Piero che mi fa cenno con la testa in direzione della piscina che brilla incontrando i raggi roventi.

– Non sono dell’umore.. Ho conosciuto un ragazzo…cioè non so nemmeno chi sia davvero… –

Piero mi guarda e, come un nonno farebbe con la nipote, mi dice: – Era l’ora cara mia! Cosa aspetti??  Invitalo ad uscire, non sempre è l’uomo a fare il primo passo!-

– Non si tratta di questo, non conosco nemmeno il suo nome. Non sono riuscita a chiederglielo e figuriamoci il suo numero di telefono.. sono una frana!-

La delusione fa svanire tutto l’orgoglio che avevo recuperato la sera prima. – Non credo che incontrerò più quel ragazzo…-

Piero mi guarda rimanendo in silenzio e assottiglia gli occhi. Sono chiari e circondati dalla pelle abbronzata e da rughe più chiare. Sono così vissuti quanto vivi. Ogni volta che vede la sua Agata si illuminano. Vorrei anche io un’amore come il loro.

– Vieni con me.- Non so cosa abbia in mente ma lo seguo fino ad arrivare alla postazione delle registrazioni dove tiene un portatile di ultima generazione regalato dal nipote che vive a New York.

– Con questo aggeggio, vedrai che lo troviamo.-

Mi lascio andare con una risata fragorosa e con le braccia mi tengo la pancia.

– Apprezzo il tuo aiuto, ma non possiamo.. a meno che tu non abbia un sito dell’ FBI con identikit facciale.-

Piero mi fa cenno di avvicinarmi allo schermo – Se noi troviamo il sito del locale, troviamo sicuramente delle foto della festa , giusto? Se avremo fortuna vedrai che il tuo principe azzurro sarà sicuramente su una di quelle.-

E tac! Dopo solo aver scorso il cursore su alcune foto, lo vedo. E’ lui. Con il suo sorriso, quel sorriso che mi aveva ammutolita. E’ molto fotogenico ed è ancora più bello di come lo ricordavo.

Accanto alla foto ci sono i nomi delle persone ritratte. Ci mettiamo a cercare uno ad uno i profili fin quando non arriviamo al suo. ‘ETAN CORTES’.

Non mi sembra vero. Mi aggrappo al collo di Piero e non lo lascio andare. Inizio a baciargli la testa folta e profumata di dopobarba mentre saltello una strana danza.

Piero cerca di liberarsi dalla mia morsa. – Non mi ha ucciso la guerra, ci vuoi pensare tu?!-

– Scusa, scusa, scusa… Oh mio dio! Non mi sembra vero.-

Piero si ricompone e si mette a cercare informazioni su di lui.

– Cortes… mi ricorda qualcosa… Cortes… Cortes.. –

Bastano altri due colpi di clik e subito sento un groppo allo stomaco.

Focalizzo meglio il display.. studio legale Cortes.

Quindi non è solo bello, affascinante e da sogno… è pure ricco e sicuramente non avrei mai avuto una chance con lui.

Piero si schiarisce la voce e mi dice – Bambolina, la famiglia Cortes è una delle più importanti da queste parti. Bel colpo!-

Questo è un bel casino e devo assolutamente parlarne con le mie amiche. Oltre tutto non scordiamoci che io ho detto ad Etan di avere un ragazzo. Sono veramente nei guai.

                                                                          6

Decido di dare appuntamento a casa mia. Una bella serata fra ragazze ci vuole. Ci vorrà del tempo per mettere in atto un piano e magari un film in compagnia  serve anche per scacciare via l’ansia che già si fa largo dentro di me.

Sento l’auto di Anna fermarsi davanti alla porta. Apro prontamente e, la prima cosa che vedo, è Monica con cinque cartoni di pizza e Susan con due buste ricolme di patatine. Sento i miei nervi stendersi ed allentare la tensione.

Siamo tutte e quattro intorno al tavolo nel soggiorno. Abbiamo aperto una bottiglia di vino e Anna ci sta illustrando dei centro tavola che lei e Riccardo hanno scelto per il giorno del matrimonio.

Ho lo sguardo assente e Monica se ne è accorta così mi tira una piccola spinta e la fisso.

– Allora forza, sputa il rospo. Che hai?-

Faccio un lungo respiro poi mi aggiusto i capelli dietro le orecchie ed inizio: – Ho trovato alcune informazioni sul misterioso ragazzo di ieri sera. Si chiama Etan, Etan Cortes.-

– Conosco un Cortes..- Afferma Susan – lavora per la società di mio padre… avvocato giusto?-

– Temo proprio di sì…. Ma vi immaginate? Un pranzo a casa sua.. ricevimenti ogni domenica.. e come se non bastasse avranno soldi per curarsi ogni millimetro dei loro corpi! Io mi faccio lo shampoo 3 volte a settimana, la mia palestra è una guaina che porto per sudare da ferma e la mia casa è grande quanto forse la sua rimessa per gli attrezzi da giardino. Cosa volete che trovi in me?-

Le mie amiche rimangono in silenzio per qualche istante. Poi Monica si alza e dice: – Tess onestamente credo tu ti stia facendo troppi castelli in aria. Parliamoci chiaro, lui ti ha visto cadere da un muretto con il sedere ai quattro venti… io credo che se ti ha accettata in quella situazione, non è certo uno che si ferma alla prima apparenza. Non credi?-

Monica ha ragione. La mia presentazione fuori dalle righe non lo ha allontanato..sennò perché dirmi che mi trova bella all’uscita?

– C’è un altro problema però…ho detto di avere un fidanzato..-

Monica perde le speranze e si porta una mano sulla faccia in segno di rassegnazione. Susan invece non si perde d’animo ed esclama: – Ma non ti preoccupare! Basterà dire che vi siete lasciati, uso sempre questa scusa appena trovo qualcuno di più interessante!-

Effettivamente potrebbe funzionare.. basterà essere molto convincente…poi mi ricordo che non so dire le bugie. Mi mettono troppo a disagio, inizio a sudare e a balbettare.

Addento una fetta di pizza: – Rimarrò sola per sempre, adotterò animali di ogni specie e guarderò serie TV a vita. Non ho speranze.-

Faccio scoppiare tutte a ridere e anche io mi lascio coinvolgere.

Brindiamo alle donne.

Brindiamo a noi.

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Irene Aglietti
Mi chiamo Irene ho 26 anni sono nata e cresciuta a Firenze. Nella vita faccio la commessa per un negozio di abbigliamento tutto al femminile nel centro della mia città. Amo il mio lavoro per il contatto diretto con le mie affezionate clienti con le quali creo inevitabilmente un rapporto di amicizia molto confidenziale. Confesso che colleziono gaf imbarazzanti che sono argomento di risate durante le cene con le mie amiche. Scrivere è sempre stata una mia passione.
Convivo da tre anni con il mio compagno, adoro la vita all’aria aperta, la campagna e gli amici a quattro zampe.
Irene Aglietti on Instagram
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