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Il branco dei dannati

Il branco dei dannati

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Novembre 2022
Bozze disponibili

Giovani legionari, venduti come mercenari, incontreranno diversi nemici e pericoli sulla loro strada. Ritrovandosi a distanza di tempo, vecchi fratelli in armi, decideranno di unire le loro forze per affrontare il male che spadroneggia nel mondo delle Terre Emerse. Le loro gesta li renderà leggende, facendoli conoscere, come Il Branco dei Dannati.

Perché ho scritto questo libro?

Ho deciso di dare libero sfogo alla mia fantasia, scrivendo il primo libro di una saga, cercando così, di trasmettere delle emozioni ai lettori.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Lucius Nimux

A est dell’isola di Sibida, nei pressi del piccolo lago Myura,  si trovava un piccolo villaggio, abitato da povera gente, per lo più pescatori e contadini. A causa della guerra civile, molti dei suoi abitanti persero la vita, mentre i pochi sopravvissuti, lo abbandonarono tentando di raggiungere le coste dell’isola, nel tentativo di raggiungere le sponde delle terre emerse per sfuggire alle atrocità della guerra. Nonostante il villaggio fosse stato abbandonato già da tempo, un ragazzino di appena dieci anni, rimasto orfano, decise di non andare via, continuando a viverci giorno dopo giorno, procurandosi tutto il necessario per la sua sopravvivenza. Per quanto piccolo potesse essere, l’esperienza della perdita della sua famiglia non lo demoralizzò, anzi, in quanto temprato da un carattere molto forte e tenace di animo. Portava i suoi lunghi capelli castani, legati dietro la testa, così da evitare che la sua vista venisse offuscata. Sin dalla più giovane età, venne addestrato da suo padre all’uso di arco e freccia, con lo scopo di cacciare selvaggina e persino pescare.

Il suo nome era Lucius Nimux.

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Passavano i giorni. Il tempo trascorreva nel tentativo di riparare, come meglio poteva, quello che rimaneva della sua casa. Per quanto provasse a mettercela tutta, cominciava a essere stanco della solitudine. Era oramai da diverso tempo che non parlava più con nessuno. Gli unici esseri viventi con cui qualche volta scambiava qualche parola, erano dei corvi, che avevano nidificato presso il tetto di una abitazione, vicina la sua.

“Non c’è più nessuno…vi conviene che andate via anche voi, tra non molto lascerò anche io questo villaggio!”

Ogni sera, prima di addormentarsi, prometteva a se stesso di partire.

“Ma verso dove?” Si chiedeva il ragazzo “Non so neanche dove andare!”

La solitudine lo aveva stancato. Non gli rimaneva altro che aspettare la giusta occasione per poter lasciare il villaggio per sempre.

Era tarda mattina, quando Lucius se ne stava in piedi sulla punta di un molo a pescare con arco e freccia, nei pressi di quello che rimaneva della sua casa. Ogni suo piccolo movimento era scandito dal rumore del legno marcio di cui era fatto il pontile. Nella limpidezza dell’acqua, scrutava attentamente il basso fondale, alla ricerca del possibile pranzo improvvisato, a base di pesce di acqua dolce. Poco dopo, il rumore di un veicolo che si avvicinava verso di lui, attirò le attenzioni del giovane arciere. Era un vecchio furgone di colore giallastro, tutto malandato, con cassone aperto sulla parte posteriore. Giunto nei pressi del molo, il veicolo si fermò. I due sportelli anteriori si aprirono e due uomini, vestiti con delle uniformi grigioverdi, scesero dal mezzo, cominciando a guardarsi intorno. Immediatamente notarono le abitazioni, quasi tutte ormai rimaste solo macerie. Lucius non diede tanta importanza alla loro presenza, continuando a pescare come se nulla fosse. Uno dei due uomini, accortosi della presenza del ragazzino, fece un cenno al suo compagno. Non persero tempo e percorrendo il pontile in legno, si avvicinarono per porgergli alcune domande.

“Ragazzo, dov’è tutta la gente del villaggio?” Chiese Milton, uno dei due uomini con aria amichevole.

Tenendo l’arco con la freccia in tensione e senza perdere di vista la sua preda appena avvistata, il ragazzino gli rispose in maniera molto schietta “Tutti morti!”

“Qual è il tuo nome ragazzo?” Domandò Ixo, l’altro uomo.

“Lucius Nimux!” Rispose il giovane arciere, dando sempre le spalle ai due sconosciuti.

“Ascolta Lucius, che ne diresti di venire con noi? Possiamo offrirti del cibo e dell’ottimo sidro di mele.” Propose Milton.

“Chi sareste voi due?” Chiese incuriosito Lucius.

“Siamo legionari della scuola Prima Legio, siamo qui per offrirti una possibilità.”

“Che possibilità?” Rispose il ragazzo, voltandosi verso i due uomini, mentre riponeva il suo arco verso il basso.

“Dì, ti piacerebbe avere la possibilità di avere un buon pasto caldo, un letto dove dormire e un tetto sopra la testa dove ripararti dalle piogge?”

Al termine della frase, i due uomini si guardarono, accennando un timido sorriso. Il ragazzino mise l’arco a tracollo e ripose la freccia nella sua faretra.

“Cosa dovrei fare in cambio di tutto questo?” Chiese Lucius.

Posando la mano sulla spalla del ragazzo e avvicinandosi al suo viso, rispose Milton “Solo studiare!”

La risposta appena ricevuta, appariva poco chiara e piena d’inganni al giovane Lucius, ma l’idea di una casa e di pasti caldi, lo convinse. Finalmente, quell’occasione tanto desiderata era giunta. Accettò la proposta dei due uomini e chiese cosa doveva fare.

“Prendi solo lo stretto necessario.” Suggerì Ixo.

Lucius raccolse solo il suo arco e la sua faretra, con una dozzina di frecce al suo interno. Salì dietro il mezzo, andando a sedersi sul cassone scoperto e partirono. Si voltò verso il villaggio, per dare un ultimo sguardo a quella che era stata la sua casa e che da quel momento, non l’avrebbe mai più rivista.

La scuola

Giunti a destinazione, le porte della scuola della Prima Legio si aprirono davanti agli occhi del giovane Lucius. Un enorme bandiera nera sventolava su di un pennone posto proprio all’ingresso, raffigurante un enorme cerchio dorato con al centro, un gladio, anch’esso dorato.  Era una giornata fredda e cupa. Sul terreno, i segni della pioggia appena terminata. Appena entrato, la  curiosità di Lucius, venne rapita da giovani ragazzi a torso nudo, gettati nel fango, intenti ad addestrarsi in combattimenti corpo a corpo, picchiandosi e dandosele di santa ragione, con i volti tumefatti per i colpi ricevuti. Poco più avanti, altri ragazzi si addestravano al maneggio di spade, pugnali e lance di legno, mentre altre reclute, si addestravano allo smontaggio e rimontaggio di varie armi da fuoco come fucili e pistole. A quella vista, Lucius capì cosa intendesse Milton, con la parola studiare, ma il suo carattere tenace e determinato, gli permise di non scoraggiarsi, anzi, non stava più nella pelle. La voglia di cominciare con l’addestramento lo rendeva carico di adrenalina. Oramai era rimasto solo. La sua famiglia e tutto il resto del suo villaggio erano rimasti uccisi negli scontri. Per lui questa occasione, rappresentava un’opportunità per poter sopravvivere in questa nuova società fatta di violenza. Non appena il furgone si fermò, le giovani reclute fermarono il loro  addestramento e andarono incontro al veicolo, accerchiandolo.

“Benvenuto nella tua nuova casa!” Disse Ixo, guardando divertito Milton. Osservando i due legionari seduti davanti nel mezzo che se la ridevano, Lucius capì subito cosa lo stava per aspettare una volta sceso. Sapeva che non avrebbe mai potuto sottrarsi al benvenuto che le reclute gli stavano per riservare, quindi saltò giù dal cassone del veicolo, ritrovandosi con i piedi per terra. Fece giusto in tempo a riportarsi con la schiena dritta che una recluta gli si fiondò a dosso per colpirlo. Lucius fece in tempo a schivare il suo attacco e a sferrargli un pugno alla bocca, talmente forte, da fargli saltare due denti.  Questo però non bastò a impedire al resto delle reclute di dargli il benvenuto. Una lunga serie  di calci e pugni, sferrati con estrema violenza, lo raggiunsero su tutto il corpo. Non avendo nessuna possibilità di difendersi da quei colpi, per evitare il peggio, si gettò per terra rimanendo rannicchiato, con le braccia a protezione della testa. Il pestaggio durò per una decina di minuti abbondanti e come se non bastasse, una volta terminato, stremato dai colpi ricevuti, lo presero da terra e lo gettarono su dello sterco di cavallo poco distante.

“Benvenuta principessa!” Esclamarono alcune delle reclute più anziane, mentre si allontanavano sghignazzando, lasciandolo quasi privo di coscienza, il tutto sotto lo sguardo divertito dei due legionari rimasti a bordo del veicolo.

Da quel momento, il ragazzo capì di essere appena arrivato all’inferno. Una mano gli venne tesa da una giovane recluta, per aiutarlo a rialzarsi dallo sterco. Il giovane con un occhio malapena mezzo aperto, allungò il suo braccio destro, afferrando quella mano offerta in segno di aiuto.

“Coraggio! Ci siamo passati tutti quanti la prima volta che abbiamo varcato quella porta!” Disse la giovane recluta, consolando Lucius.

“Se questo è soltanto l’inizio, non oso immaginare cosa accadrà dopo!” Rispose il ragazzo sdrammatizzando con le poche forze rimaste.

“Sono Raux Ursux, qual è il tuo nome?” Chiese la giovane recluta.

“Mi chiamo Lucius Nimux.”

“Bene Lucius, benvenuto nella Prima Legio!”

2022-01-30

Aggiornamento

La campagna è iniziata da solo 48h e già in tanti avete aderito, grazie a tutti, L'avventura continua!
2022-01-29

Aggiornamento

è appena cominciata la campagna di crowdfunding e in tanti avete preordinato la copia del romanzo, grazie a tutti! La campagna continua!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    una volta scaricata la bozza ho letto la prima parte e devo dire che ho trovato il romanzo molto intrigante, spero proprio che questo libro riesca a raggiungere l’obbiettivo delle 200 copie prevendute per averlo fisicamente in formato cartaceo.
    consiglio

  2. (proprietario verificato)

    Ho soltanto letto una parte della bozza, (TRA l’altro NON EDITATA) e devo dire di essermi imbattuta in una storia molto coinvolgente, ricca di intrighi e misteri, con una scrittura fluida è chiara.
    Consiglio!

  3. (proprietario verificato)

    Ho letto la bozza, racconto molto intrigante su una scuola di mercenari.
    Lettura molto fluente e appassionante, ogni riga tira l’altra.
    Non vedo l’ora di leggerlo per saziare la mia curiosità.
    Lo scrittore che ha già intrigato la mia mente con il romanzo Turi, letto più volte per le vicende avvincenti raccontate; resto in attesa di leggere il medesimo più volte

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Luigi Cannistraro
Nasce a Palermo il 4 agosto del 1987. Lascia la sua città natale all’età di diciannove anni. Si trasferisce a Roma, per poi, dopo circa un anno, trasferirsi a Pisa, dove vive per nove anni. Da più di un anno, vive ad Assisi, dove si è sposato e lavora. Appassionato di letteratura, debutta nel mondo della scrittura con il suo primo romanzo “Turi.” Ispirato, comincia a scrivere quello che è il primo capitolo della saga de “Il branco dei dannati.”
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