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Calea
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Consegna prevista Luglio 2023

Calea è un’isola, ma per il resto del mondo è una leggenda. Molti hanno sentito parlare della sua magia, del suo tipico Sole viola. Molte sono le storie su quest’isola sospesa nel tempo e nello spazio.
E Gemma è una giovane principessa rinchiusa in un castello, desiderosa di essere libera, di vivere avventure come quelle dei libri che tanto ama leggere.
Il momento giusto arriva quando un misterioso ladro si intrufola a castello. Sarà proprio Gemma a incontrarlo, il loro incontro suggellato con un bacio. Sarà l’occasione giusta per permetterle di scappare? Cosa cercava il ladro? E cosa nasconde veramente Calea?

Una storia d’amore, magia e mistero, raccontata in una rivisitazione della fiaba Rapunzel, un libro per chi sogna di imparare a volare.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro in seconda liceo. Sono una grande sognatrice e adoro immaginare storie e mondi fantastici.
In quel momento sentivo il bisogno di evadere dalla realtà e scappare verso un altro mondo. Ed è per questo che è nata Calea, un’isola magica e misteriosa, ai confini del mondo.
E poi è nata Gemma, che ha appena diciassette anni. In lei c’è così tanto di me che a tratti è stato quasi difficile scriverla.

Ho scritto questo libro per chi come me e Gemma sogna ad occhi aperti.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Si racconta che a Calea ogni mattina il sole fosse viola, tingendo il cielo e le nuvole di rosa, e che fosse una meraviglia da guardare.  Gemma si svegliava sempre all’Alba per vederlo, fin da quando era piccola, e i suoi grandi occhi verdi risplendevano di stupore nell’osservare quello spettacolo. 

Si racconta che fosse un’isola esclusa dal resto del mondo, diversa. Pare che il tempo si fosse fermato, sospeso in un’epoca strana, forse mai esistita, mentre il resto del pianeta progrediva con scoperte tecnologiche. Alcuni credono si tratti di una leggenda, o di un posto misterioso, difficile da trovare. Un’isola che vive sospesa nel tempo e nello spazio, lontana e vicina a ogni luogo, in cui il tempo scorre diversamente. Nessuno sa se esista ancora o se sia mai esistita realmente. Ma i più fiduciosi riescono ancora a trovarla. 

Si racconta che la gente andasse numerosa a visitare l’isola, che venisse da ogni dove soprattutto per vedere la sua più grande città, Lisma, proprio nel centro di Calea, città così vasta che i suoi confini raggiungevano le coste orientali dell’isola. Solo meraviglia attendeva i visitatori, e anche i più scettici nel credere alla magia e allo splendore del posto, quando arrivavano rimanevano senza parole. Lisma era una città dai mille colori, la gente indossava sempre vestiti stravaganti, coloratissimi, con tanti fiori e pizzetti e gemme preziose, corpetti stretti e vaste e ingombranti gonne, lunghe fino ai piedi, e tanti gioielli e diamanti al collo, ai polsi e alle mani, in testa parrucche dai colori e le forme audaci, o cappelli con le piume di qualche meraviglioso uccello. 

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La mattina la luce violetta del sole illuminava le strade della città, fino ai suoi vicoli più stretti tra i grandi palazzi che si ergevano possenti sul territorio, con grandi dipinti sulle pareti, e durante il giorno un sole rosso fuoco sembrava incendiasse la torre più alta del castello dove viveva Gemma. Nelle strade principali c’erano migliaia di bancarelle con moltissimi strani articoli, tutti diversi tra loro, e si udivano le urla dei mercanti che cercavano di richiamare a sé più gente possibile: era il famoso mercato di Lisma, il Gran Mercato che si svolgeva ogni settima, quindicesima e ventesima Alba del mese, e poi nella quarta Notte. Infatti, i mesi erano divisi in modo particolare a Calea. Il sole era sempre viola per venti Albe al mese, ma per cinque scompariva, e c’erano cinque Notti, per poi ricominciare con le venti Albe. Sì, a Calea era uso comune chiamare il giorno Alba

Negli altri giorni c’erano mercatini minori sparsi per tutta la città, ma niente era immenso e colorato come il Gran Mercato, al quale milioni di turisti accedevano ogni Sole. Sì, il calendario dell’isola era diviso in Soli, composti da dodici Mesi, sei per il Gelo, sei per la Stagione dei Fiori. E anche durante il Gelo le persone al mercato erano moltissime, nonostante il freddo, arrivavano numerose sperando di riuscire a comprare qualcuna delle più preziose merci prodotte dagli abitanti di Calea.

Accanto al castello, chiamato da tutti il Castello Celeste si ergeva la famosa Chiesa delle Stelle, l’unica ufficiale della città, per venerare il loro Sole, e sulla facciata principale c’era un’enorme vetrata gialla a forma di stella cadente, sufficiente per illuminare tutta la grande chiesa. 

La notte, invece, una miriade di lanterne colorate di tutti i tipi illuminava le strade della città, tanto da pensare fosse giorno data la luce che emanavano, se non fosse stato per la Luna e le splendide costellazioni che la affiancavano e che rappresentavano i simboli della città, come un Sole. Poi c’era la torre più alta del castello, e infine lo specifico simbolo di Lisma, la capitale, il sigillo che metteva ovunque come firma e che stava anche su portoni e cancelli del Castello Celeste: uno occhio di donna con una lacrima. Il simbolo era in forte contrapposizione con la gioia dell’isola e di Lisma. Nessuno sapeva a chi appartenesse l’occhio, ma si sapeva che era stato fatto molti Soli prima, perché la leggenda narrava che il Castello Celeste fosse stato costruito dalle lacrime di una fanciulla che piangeva, e che dopo la sua morte, vi era stata costruita attorno la città, così gioiosa e piena di vita per dimenticare il dolore passato dalla giovane donna. Perciò la lacrima simboleggiava la nascita di Lisma e della casa di Gemma.

Gli odori delle torte appena sfornate invadevano le case la sera, mentre le mamme portavano una fetta di torta ai loro bambini prima che si addormentassero, tradizione di Calea per augurare una notte serena. Mentre durante il giorno, passando per le strade, giungeva alle narici il pizzicante odore delle spezie vendute al mercato, o per Gemma lo squisito profumo dei grossi banchetti cucinati a palazzo. Suo fratello maggiore, Enrico, le diceva sempre che odiava avere perennemente in casa quell’odore, ma lei e la sua sorellina Lisa lo adoravano. Andavano sempre nelle cucine a sbirciare cosa i cuochi reali stavano cucinando, per poi essere rimproverate da qualche cameriere e cacciate via. 

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Sara Cao

    È un romanzo speciale che ti porta in un mondo completamente nuovo in cui vieni trasportato dalle mille avventure dei protagonisti.
    Calea è un’isola magica, un’isola che ti fa venire voglia di sognare.
    Ho letto il libro in anteprima e posso dire che è scritto molto bene e sopratutto è una lettura molto scorrevole.
    I protagonisti sono Gemma e Zeno.
    Gemma la immagino come una ragazza determinata che sa molto bene cosa vuole: la libertà.
    Ed è proprio grazie al ladro Zeno che la troverà.
    Ecco: Zeno è il classico ragazzo dalla battuta sempre pronta che passa la maggior parte del tempo a stuzzicare e provocare Gemma, ma in fondo, dietro la sua facciata da ragazzo testardo e un po’ arrogante si nasconde un animo fragile e insicuro.
    Ho amato entrambi sin dal primo momento, sebbene forse Zeno mi abbia conquistata leggermente di più.
    Se dovessi usare una parola per descrivere questo libro probabilmente userei la parola “magia”.

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Aurora Ferrara
Mi chiamo Aurora Ferrara e ho vent’anni, mi sono diplomata in lingue e sono una studentessa universitaria del DAMS.
Vivo a Torino con la mia famiglia.
Tra le mie più grandi passioni, oltre la lettura e la scrittura c’è il cinema, ecco perché studio al DAMS.
Ho un animo libero. Amo fare escursioni, viaggiare e fare esperienze indimenticabili come immersioni, volo in elicottero o paracadutismo.
Sono una grande sognatrice.

Scrivo fin da quando sono bambina. Scrivere è sempre stato il mio posto sicuro, ricordo che in classe scrivevo sempre i miei racconti fantasy. E il mio più grande desiderio è sempre stato che un giorno quei racconti e quelle storie potessero andare oltre le pagine del mio quaderno.
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