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Campo Zucchero civico 21

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Campo Zucchero è il nome di un tranquillo condominio orizzontale nella periferia di Milano, composto da venti villette uguali, nelle quali i residenti conducono le loro vite, all’apparenza tranquille. Ciò che accomuna gli abitanti di questo microcosmo è l’intrecciarsi delle vicende personali che, seppur differenti e variegate, sembrano legate da un filo invisibile: passioni, dubbi, desideri e speranze di persone di età, generi, mestieri e caratteri diversi piegheranno la calma realtà e la indirizzeranno verso nuovi e imprevedibili orizzonti.

PREMESSA

Le storie che seguono vedono protagonisti i residenti del Campo Zucchero, un immaginario condominio orizzontale di venti villette alla periferia nord di Milano.
I primi venti capitoli, uno per villetta, raccontano vicende collegate da un filo sottile e accadute nel corso di un anno. Solo il ventunesimo capitolo si spinge nel futuro, facendo da epilogo alla narrazione.
Varcato il cancello del Campo Zucchero, ci si trova su una strada di ghiaietto, che ha come linea di mezzeria un cordolo di pietre e cemento su cui sono impiantati i pali dell’illuminazione.
Ai margini della strada sono allineate diciotto villette, nove per lato; le ultime due sono sul fondo, in centro, proprio dirimpetto al cancello principale. Quella di destra ha a fianco il parco giochi; l’altra, un’area ecologica per la raccolta differenziata dei rifiuti.
Le villette sono tutte uguali, con una numerazione progressiva degli interni a partire da sinistra in senso orario. Sul fronte e sul retro hanno uno spazio verde, delimitato da un muretto.
All’abitazione si accede per un cancello oltre il quale si può arrivare dritti al garage o imboccare i camminamenti di destra e di sinistra che conducono rispettivamente alle portefinestre a un’anta del salone e del soggiorno. Di fronte alla porta del soggiorno c’è quella della cucina da dove, subito sulla destra, parte un breve corridoio che collega al salone. La porta a metà corridoio, sulla sinistra, è del bagno.
Sia dal salone che dalla cucina si può uscire nel giardino sul retro.
In soggiorno, una rampa di scale a destra dell’entrata porta al piano rialzato e arriva a un corridoio molto luminoso. Al centro del lato destro c’è un’ampia vetrata scorrevole con vista sull’ingresso della casa; sul lato opposto si aprono tre porte; la prima e la terza per le camere, quella nel mezzo per un secondo bagno. Entrambi i lati corti hanno una finestra.
Una scala a chiocciola posta di fronte alla rampa di scale porta al sottotetto con lucernario.
Se le case sono semplici, identiche e senza segreti, lo stesso non si può dire dei residenti. Ma sta proprio nel caos della complessità la dinamica delle storie, che si intrecciano, si sciolgono e scivolano via come parole sdrucciole.

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ASOLE

Interno 1 

Uno strappo deciso al sigillo della confezione e Grazia leva dalla busta trasparente la camicetta color blu notte.
Un affare, venti euro dai cinesi. Sorride. Si toglie la maglietta, scompigliando i ricci freschi di parrucchiere, e la lascia cadere sul divano.
Con un braccio già infilato nella manica del nuovo acquisto, entra in bagno per guardarsi allo specchio.
Sì, niente male. Il colore non è esattamente quello dell’articolo che ha notato qualche giorno fa in una boutique del centro, ma venti euro contro ottanta in saldo compensano la differenza. E comunque, il bianco panna dei jeans che indosserà quella sera e il biondo dei capelli esalteranno il tono un po’ spento della camicia.
Liscia il tessuto sulle spalle, sistema il colletto, poi le dita scivolano a cercare i bottoni. Che non ci sono.
«Ma no, dai!»
Si libera nervosa dell’indumento, torna a ficcarlo nella borsa e infila la maglietta.
Esce sbattendo la portafinestra. Dà un giro di chiave, poi raggiunge a passi svelti l’auto parcheggiata davanti al villino.
Sotto il sole del pomeriggio, la sua utilitaria è diventata un forno acceso nel quale Grazia entra trattenendo il respiro.
Aziona subito il climatizzatore e parte, ma il flusso che arriva è ro-vente, perciò abbassa i vetri dei finestrini, lasciandosi investire dall’aria.
Fatica a mantenersi concentrata sulla guida. Le folate d’aria sem-brano sospingerle i pensieri all’indietro, alla prima volta in cui Sara ha organizzato l’incontro del 10 agosto per i compagni di classe, sulle colline dell’Oltrepò pavese, nella casa dei nonni.
Doveva essere un saluto collettivo dopo gli esami di maturità. Allo-ra, c’erano ancora i nonni ad accogliere l’allegra brigata di giovani pieni di entusiasmo e di progetti per il futuro. Quella festa è riuscita talmente bene, che Sara ha deciso di riproporla ogni anno alla stessa data. Ha continuato a farlo anche quando è rimasta solo la nonna ad aspettarli. E poi ancora, quando la casa disabitata è diventata il suo rifugio estivo.
Ormai, l’appuntamento della notte di San Lorenzo è l’evento dell’estate dato per scontato e atteso da tutti loro.
Nel periodo a cavallo del Ferragosto, la maggior parte dei compagni è in ferie; c’è chi è già rientrato dalle vacanze bello abbronzato e chi è in procinto di partire, ma ognuno fa in modo di esserci per il 10 agosto.
Anche i pochi che sono ancora al lavoro si prendono una mezza giornata di permesso pur di non mancare alla festa delle stelle, come la chiama Sara.
Lei allestisce un abbondante buffet al quale tutti contribuiscono portando qualcosa. Il rito della condivisione del cibo, i brindisi alla salute, all’amicizia, ai vecchi tempi e le battute divertenti rinsaldano rapporti che durante il resto dell’anno si sfilacciano a causa delle distanze, degli impegni, di una pigrizia polverosa che fa rimandare giorno dopo giorno una telefonata di cortesia. Tanto, ci si rivede alla festa di Sara.
Tra una fetta di salame di Varzi e un sorso di Bonarda, si infiltrano le news dell’uno e dell’altro.
Grazia ha notato che, con il trascorrere degli anni, le conversazioni si incentrano su argomenti sempre nuovi: stesse tappe su strade diverse. Prima, tutti a parlare degli indirizzi di studio e delle avventure amorose; poi si è passati ai commenti sui posti di lavoro, alla carriera, ai matrimoni, ai figli. E già lei intuisce dove si arriverà, quando i toni di voce perderanno il cristallo e le bottiglie d’acqua svuotate supereranno in numero quelle di vino. Ma intanto la festa sopravvive e al futuro non ci vuole pensare.
Sorride al ricordo del momento magico, quello più atteso: si esce insieme sul prato dietro casa, sotto un buio trapunto di luci cosmiche, ad aspettare, distesi sui plaid o sulle stuoie, il cadere delle stelle.
Ogni scia lucente un desiderio.
«Eccola, l’ho vista!»
«Dove?»
«Là, eccone un’altra!»
Le voci eccitate si intrecciano a silenzi sospesi, in quel gioco ingenuo e coinvolgente che li fa tornare tutti un po’ bambini e che continua finché l’erba si inumidisce di rugiada.
Allora, i compagni di scuola si salutano, si separano, rientrano in città stanchi e soddisfatti, carichi dei desideri espressi e appesi a fili di speranza.

2022-05-30

Aggiornamento

A TUTTI gli AMICI, PARENTI e SCONOSCIUTI che hanno fatto squadra per aiutarmi ad arrivare in rete va la mia incommensurabile GRATITUDINE! Vi abbraccio e vi auguro di realizzare tutti i vostri sogni. Marta
2022-03-28

Aggiornamento

WOW! Che bel giorno! Un Grazie Gigante a tutti voi che mi avete consentito di arrivare a metà percorso. Grazie per i commenti e per il passaparola. Ora resta l'impegnativo tratto in salita, ma sapervi al mio fianco mi aiuta ad affrontarlo con serenità. Marta

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Molto interessante l’intreccio tra le varie storie: quando arrivi al termine di una, già diventi curioso di come si svilupperà la successiva. Ti trovi ogni volta ad attraversare un ponte, dove ogni abitazione da isola che era si unisce a un’altra creando un legame tra gli abitanti dove la casualità degli eventi contribuisce a far nascere una comunità che soprattutto nelle grandi città diventa merce rara e preziosa. Apprezzabile  il modo in cui sono stati  costruiti  dialoghi e flussi di coscienza: per ogni personaggio un proprio linguaggio che lo veste come un abito fatto su misura.

  2. (proprietario verificato)

    Storie che si intrecciano,uno spaccato di vita reale, mi è piaciuto.

  3. Marta Raffinetti

    Grazie per il riscontro, Laura. I commenti, di qualsiasi natura siano, sono sempre aiuti preziosi per migliorarsi. Il tuo ha un alto potere energetico che tiene viva la voglia di fare.

  4. Laura Forti

    (proprietario verificato)

    Questo libro mi piace perché si legge come una serie tv: ogni storia è autonoma, ma ognuna è collegata a tutte le altre, cosa che rende Campo Zucchero non solo una raccolta di racconti, ma un’opera unitaria. Alla fine di ogni storia mi sono ritrovata con il desiderio di saperne di più, ma subito, cominciando la successiva, venivo ogni volta trasportata in un nuovo piccolo mondo. Alla fine, tutto si collega, e tutto converge. E ora… aspetto la seconda stagione!

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Marta Raffinetti
Giornalista professionista dal 1987, ha lavorato fino al 2015 per la redazione milanese di un settimanale femminile che concede da sempre largo spazio alla narrativa. Attualmente vive in Oltrepò Pavese e collabora con l’associazione di promozione sociale Unitre di Voghera come coordinatrice del laboratorio di scrittura creativa.
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