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Cronache di Creature Fantastiche

Cronache di Creature Fantastiche
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Consegna prevista Novembre 2022
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Davanti a voi si celano creature fantastiche, con le loro incredibili storie.
E ognuna cerca di dirci qualcosa su di noi, sulle nostre vite e sulle tante possibilità che ci circondano.
Le misteriose origini del musicista più famoso della galassia; due amanti che non possono amarsi; un impiegato annoiato dal suo lavoro e prossimo a scoprire qualcosa di incredibile; un uomo in fuga da una minaccia e alla disperata ricerca di qualcosa; un soldato alle prese con i suoi confusi ricordi e con la realtà; le conseguenze della pigrizia di un padre.
E un profeta stanco delle parole di odio del suo Dio; un gruppo di avventurieri alla ricerca di un tesoro rubato; la storia del più improbabile degli eroi; un glorioso soldato alla ricerca di una bambola; le origini di una festa di paese; un’importante lezione imparata da un burbero guerriero.
Ogni racconto, a modo suo, ci parla di diverse creature fantastiche, ma le cui storie non sono così diverse e lontane da noi nonostante possano sembrarlo.

Perché ho scritto questo libro?

Fin da bambino ho sempre amato le storie, in una forma o un’altra. Crescendo, ho sentito io stesso il bisogno di raccontare le mie di storie.
Ho scritto i racconti che compongono questa raccolta per trovare risposte, o sollevare domande, e capire meglio la vita e il mondo che ci circondano, usando l’immaginazione come guida.
E dopo aver raccontato tante storie, è finalmente giunto il momento di metterne insieme alcune, così da trasformare un sogno in realtà.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Oltre il velo di Maya

– Qual è il suo ultimo ricordo?

– Che cosa?

– Qual è il suo ultimo ricordo?

– Che cosa?

– Qual è il suo ultimo ricordo?

– Che cosa?

– Qual è il suo ultimo ricordo?

– Che cosa?

– Il suo ultimo ricordo. Le ho chiesto cos’è l’ultima cosa che si ricorda, prima di sentire il suono della mia voce.

Michele cercava faticosamente di aprire gli occhi. Sentiva la bocca impastata e il suo corpo debole e stanco, come fosse stato quello di un anziano. La luce passava da una piccola fessura e tutto era soltanto una massa informe di colori.

– Dove mi trovo…

– Al sicuro. Risponda alla mia domanda, qual è il suo ultimo ricordo?

– La battaglia. Ero su Venosa. Abbiamo assaltato la fortezza sull’altopiano dell’Aquila.

– E dopo? Dopo la battaglia…

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– Abbiamo vinto… è stato un massacro. C’erano corpi di Xeniani ovunque. Quando quelle cose muoiono, i loro tentacoli si staccano dal volto. Era pieno il pavimento e sono scivolato prendendone uno in pieno – Michele ridacchiò e questo causò qualche colpo di tosse – era viscido, squittì come se fosse uno di quei giocattoli per i cani…

– Bene. Vada avanti.

– Ma dove sono?

Michele tentò di aprire di più gli occhi. Era difficile. Li sentiva pesanti.

– Finisca con i suoi ricordi, prima.

– Perché? – chiese con più vigore. La voce che sentiva gli era completamente sconosciuta, mai sentita prima, ma era una voce calma e amichevole, un suono sconosciuto per un soldato.

– Devo capire quanto ricorda. Non faccia sforzi inutili, si prenda pure il suo tempo. Sono qui per lei.

Michele aprì faticosamente gli occhi. La luce lo colpì in pieno e dovette aspettare qualche secondo prima che le macchie intorno a lui prendessero forma. Poteva vedere un oggetto bianco. Era un camice, indossato da un uomo calvo e con gli occhiali. Aveva una faccia lunga e piena, con due baffetti sotto al naso.

Sorrideva amichevolmente.

– Chi è lei? Dove mi trovo? – chiese di nuovo Michele. Le difficoltà del risveglio stavano pian piano passando. Fece per mettersi seduto, ma non appena staccò la schiena dal letto sentì un cerchio alla testa. Si portò una mano alle tempie e sentì i segni di una cicatrice sulla fronte.

Non ricordava di essersela fatta in battaglia.

– Cos’è successo?

– Ha tante domande, lo so, ma prima finisca con i suoi ricordi. Devo capire come sta la sua mente. Poi risponderò ad ogni quesito.

Michele sentì la mano del dottore sulla sua spalla. Poteva percepire il suo calore anche sotto il tessuto dell’indumento che indossava.

– I plotoni Sparta e Tebe inseguirono gli Xeniani in fuga, mentre noi abbiamo messo in sicurezza la fortezza.

– E poi?

– E poi… ci fu un’esplosione. Era una trappola. Hanno usato una delle loro armi. È… è lì che mi sono fatto questa ferita? – si portò la mano alla testa, indicando la cicatrice.

– E poi?

– E poi… la licenza, per questioni mediche. Le voci sugli Xeniani sono vere e quello che fanno è tremendo. Venosa è un inferno, tutta la guerra lo è. Il generale Lugozzi ci ha autorizzato a tornare a casa per tre mesi. Io e i miei ragazzi ci siamo imbarcati sulla Morfeo qualche giorno dopo, per tornare sulla Terra… e poi…

– E poi?

– E poi… la criogenia. Mi sono addormentato, mentre la Morfeo iniziava con il viaggio.

– E poi?

– E poi… la sua voce e le sue domande.

Il dottore sospirò.

– Bene. Sembra che la sua mente sia integra.

– Cos’è successo? Risponde alle mie domande? – Michele si sentiva meglio, più forte ma comunque debole.

– Certamente. Prima di tutto, io sono il dottor Fantaso…

– Michele Caligari…

– Lo so. Lei si trova su Ogigia.

– Non lo conosco…

– Ogigia è un satellite intorno ad un gigante gassoso. Siamo nel sistema di Feaci.

– Feaci? Ma è…

– Sì, fuori rotta, lontano dalla Terra.

– Come sono arrivato fin qui… – Michele cercò di mettersi seduto, ma faticava. Il dottore lo aiutò con molta gentilezza.

– Grazie – gli disse.

– La Morfeo è precipitata qui due settimane fa. Non sappiamo con precisione come siete fini qui. I suoi uomini…

– Stanno bene? I miei ragazzi stanno bene?

Il dottore sospirò.

– Sì e no. Il soldato Stewart è deceduto, mentre il soldato Reynolds è ancora in coma. Gli altri stanno bene.

La testa doleva parecchio. La notizia della morte di Stewart gli fece meno male di quanto si sarebbe aspettato.

– I suoi uomini, dicevo, non sanno cosa sia successo. I diari di bordo della Morfeo sono danneggiati. Stiamo cercando di recuperare le informazioni. Considerato lo stato dello scafo, è possibile che la nave sia stata attaccata dai Xeniani e questo deve averla fatta finire fuori rotta.

– Capisco. Avete contattato l’Unione?

– Sì…

– E quando possiamo tornar a casa?

– Ecco… signor Caligari… anzi, mi scusi, Tenente Caligari, ci troviamo in un sistema, diciamo, un po’ difficile. Il nostro sole ha un’insolita attività che causa costanti e frequenti tempeste solari. Possono durare per mesi o addirittura anni. E questo rende difficile la comunicazione, se non in limitate finestre di calma solare. E, similmente, anche il viaggio nello spazio è difficile.

– E mi faccia indovinare, adesso c’è attività.

– Esatto.

– Merda… siamo bloccati qui, quindi?

Il dottor Fantaso si limitò a fare di sì con la testa.

Michele si lasciò andare sul letto. Si sentì sprofondare nel materasso. La testa pulsava e la cicatrice sembrava muoversi sulla sua carne.

– Merda – disse di nuovo, fissando il soffitto.

Il dottor Fantaso appoggiò di nuovo la mano sulla sua spalla, con fare amichevole.

– Tenente, lei e il suo plotone ne avete passate tante. I suoi uomini mi hanno raccontato delle battaglie e di quello che fanno gli Xeniani alle menti delle persone. È tutto tremendo. Ma ora è lontano dalla guerra…

– E da Greta… – replicò Michele, in un sussurro.

Fantaso serrò la mascella.

– Fin tanto che resterà qui in ospedale, lei e i suoi uomini sarete nostri graditi ospiti.

Michele si voltò verso il dottore, il quale gli rivolse un caloroso sorriso.

– Le assicuro che la struttura è molto confortevole e che potete vivere qui senza problemi. Nel frattempo, ci organizzeremo per rimandarvi a casa non appena si apre una nuova finestra di calma solare.

Michele si sentiva ancora molto confuso. Provava dolore per i ricordi della battaglia, angoscia per l’idea che non avrebbe rivisto presto Greta.

– Grazie, dottore – a parlare fu il soldato. L’uomo avrebbe voluto gridare e sfogare la rabbia distruggendo quell’innocente ospedale.

2022-03-30

Aggiornamento

Obiettivo raggiunto! Le prime 200 copie sono già state acquistate (in soli 33 giorni) e il sogno di vedere il mio libro pubblicato è prossimo a diventare realtà! Per quanto mi piaccia scrivere, non credo di riuscire a trovare le parole giuste per esprimere tutta la mia gratitudine e riconoscenza nei confronti dei tanti che hanno acquistato una copia! Grazie di cuore!
2022-03-28

Aggiornamento

Obiettivo raggiunto! Le prime 200 copie sono già state acquistate (in soli 33 giorni) e il sogno di vedere il mio libro pubblicato è prossimo a diventare realtà! Per quanto mi piaccia scrivere, non credo di riuscire a trovare le parole giuste per esprimere tutta la mia gratitudine e riconoscenza nei confronti dei tanti che hanno acquistato una copia! Grazie di cuore!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Ho letto qualche racconto di Tommaso e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente colpito.
    La sua fantasia è dirompente e il suo narrare coinvolgente.
    Non vedo l’ora di leggere queste nuove storie.
    Buona lettura a tutti!

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Tommaso Sala
Nato nella Brianza il 22/02/1989 (lo stesso giorno del mago Forest e del senatore Razzi, anche se a distanza di anni), ho una laurea in cinema e un master in marketing. Di giorno lavoro come data analyst, la notte scrivo per passione e per “svuotare la mia mente”.
Sono perennemente diviso tra questa vita e le tante che popolano la mia fantasia.
La narrativa, in ogni sua forma, è sempre stata una mia grande passione, fin da piccolo.
Le meravigliose possibilità del mondo intorno a noi mi stimolano continuamente per creare nuove storie.
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