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Cum Clave, l'ambizione degli uomini sotto lo sguardo del Giudizio Universale

Cum Clave, l'ambizione degli uomini sotto lo sguardo del Giudizio Universale
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Consegna prevista Gennaio 2023
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Il Papa è in fin di vita.
Sente di avere ancora poco tempo a sua disposizione per portare a termine la rivoluzione che aveva in mente per la Chiesa al momento della sua elezione.
Appena dimesso dall’ospedale riunisce la sua corrente di cardinali per individuare insieme un porporato da votare durante il conclave che si svolgerà dopo la sua morte.
La triste notizia della sua dipartita è una splendida occasione per tutti i cardinali che vogliono bloccare quella rivoluzione appena iniziata e riportare la Chiesa su posizioni più conservatrici.
Inizierà una lotta di potere che in pochi giorni deciderà il futuro del mondo cattolico.

Perché ho scritto questo libro?

Il libro, essendo io un appassionato dell’argomento, nasce dal non essere riuscito a trovare in libreria un romanzo che tratti le dinamiche che possono crearsi nei giorni precedenti e durante lo svolgimento di un conclave dal punto di vista dell’ambizione che i porporati hanno e delle strategie che attuano per essere votati o per vedere eletto chi preferiscono avere come Papa.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Nel 1997, l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, concesse un’intervista all’interno della quale gli venne chiesto, in maniera forse provocatoria, se fosse davvero lo Spirito Santo il responsabile dell’elezione dei Papi.

Egli cosi rispose:

“non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da buon educatore quale è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto”.

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Questo romanzo non ha la presunzione di essere una critica generalizzata verso la figura di alcuni Papi non meritevoli di ricoprire un ruolo così apicale all’interno della nostra società né della storia né del recente passato, anche se lo stesso futuro Papa Benedetto XVI ha dato per scontata la presenza nella storia di pontefici non all’altezza del compito. Né vuole assolutamente essere una satira o una condanna di colpevolezza verso l’attuale Vescovo di Roma. Di certo non vi è da parte dell’autore neanche la ben che minima intenzione di sminuire o prendere in giro una cosa così seria, cosi significativa per tutti i milioni di cattolici nel mondo, così importante per il ruolo che il cardinale eletto svolge dal giorno dopo la sua investitura fino al momento in cui Dio lo richiama a se. Altresì vero ed insindacabile è l’interesse che il conclave stimola in molte persone. La sua segretezza ha sempre rappresentato motivo per il quale essere intrigati, rapiti, incuriositi ed affascinati da questa speciale elezione. Resta evidentemente un’elezione alla quale partecipano gli uomini con le loro paure, le loro ansie, le loro ambizioni ed i loro più o meno nascosti propositi. Non per questo bisogna per forza pensare che i propositi siano in contrasto con la morale della fede cristiana o del rispetto dei cattolici di tutto il mondo, non bisogna neanche però pensare che questi uomini non abbiamo dei loro obiettivi. Questo significherebbe negare la natura stessa dell’uomo. In questo romanzo si vuole entrare all’interno della Cappella Sistina mettendo sotto la lente di ingrandimento non la volontà dello Spirito Santo, che ne sono certo ha sempre avuto un ruolo determinante nell’animo dei cardinali elettori, ma la parte umana di quegli uomini, fatti cardinali ,che ad un certo punto della loro vita sono chiamati a scegliere chi deve essere la guida spirituale del mondo cattolico. Si vuole porre l’accento sugli aspetti terreni di uomini che rappresentano la nostra guida spirituale, non per sminuirne la loro importanza, semmai per dare forza, attraverso la loro umanità, al ministero che sono chiamati a svolgere.

ESTRATTO DAL LIBRO

dal capitolo 1

«Tu non puoi essere il candidato iniziale Giuseppe. Hai delle grandi qualità che ti permetterebbero di convincere anche i meno sensibili alle nostre idee, riusciresti a farlo per qualsiasi dei presenti figurarsi cosa riusciresti a fare chiedendo consenso per te stesso. Questo lo sappiamo tutti qui dentro e te lo riconosciamo. Attireresti discreto consenso tra i liberali e gli indecisi, forse riusciresti ad erodere anche il consenso su cui possono contare i conservatori, ma noi abbiamo bisogno in primis di compattare il voto progressista e solo dopo potremmo permetterci di guardare dall’altro lato. Questo sinceramente non credo tu sia capace di farlo, perlomeno non dalla prima votazione. Qualcuno potrebbe non fidarsi completamente delle tue posizioni ideologiche un po’ meno progressiste di tutti noi e quindi far uscire una candidatura più progressista della tua ed a quel punto avreste un problema serio. Magari se le cose si mettono male potresti rappresentare un buon compromesso a partire dalla quarta o quinta votazione, se nessuno dei due blocchi che partiranno all’inizio con le candidature più forti riuscirà a compattare il Collegio Cardinalizio sicuramente la tua capacità di intercettare il voto di chi non ci appoggerà all’inizio sarà fondamentale. A quel punto sono sicuro ti seguirà tutto il voto progressista. Ma non all’inizio» disse il Papa sicuro del suo ragionamento.

Avevano appena affossato le sue possibilità di diventare Papa e lui reagì come se la cosa non lo toccasse, tutti sapevano che nel profondo di se stesso nutriva qualche velleità ma in quel momento nessuno se ne accorse. Ancora una volta diede una grande prova di sé.

«Sono d’accordo, essere eletto con la totalità del voto progressista ci darebbe la forza di portare a termine tutte le riforme per le quali abbiamo lavorato in questi anni. La stessa libertà non la avrebbe un papa eletto con buona parte del voto liberale o conservatore se questo significasse arrivare all’elezione con una parte del voto progressista che rivolge le sue attenzioni su un altro cardinale» rispose Ciarla convinto di come quel ragionamento fosse perfetto.

Il Santo Padre fu contento di non trovare alcuna traccia di risentimento nel viso e nella voce del cardinale a cui aveva appena negato il privilegio di essere il candidato della corrente più numerosa durante il prossimo conclave, non che si aspettasse un comportamento diverso da una persona che capiva così bene il linguaggio della politica ma era anche certo del fatto che quella reazione era dettata prima di tutto dalla grande intelligenza che il cardinale Ciarla dimostrava di avere in ogni situazione.

da “morte del Papa”

«Ho appena ricevuto una telefonata da Roma»

«notizie negative?»

«non ce ne sono di più negative della morte di un uomo, figuriamoci di un pontefice» la tristezza del cardinale Curti era reale, nonostante i tanti momenti di discordia avuti con Papa Matteo e con gli altri cardinali a lui vicini il papa restava una figura a cui portare rispetto incondizionato. La Chiesa senza guida era sempre un momento triste per tutti i cristiani.

«Tocca organizzarci» rispose pragmaticamente l’altro.

«Per quel poco che c’è da fare» disse Emilio, e se ne pentì immediatamente di aver dato il via ad una conversazione che in quel momento proprio non voleva avere.

«C’è molto da fare, lo sai bene» lo ammonì infatti l’altro, che non perdeva occasione per pensare all’imminente  conclave. Negli ultimi giorni aveva spesso telefonato per affrontare quell’argomento.

«Ci vediamo a Roma» tagliò corto Emilio, non gli sembrava quello un buon momento per parlare della successione. In fondo lui aveva contribuito all’elezione del papa appena morto ritirando la sua candidatura e lo aveva fatto perché lo riteneva un buon cristiano al di là delle idee diverse che avevano. Con il senno di poi, per lui e i suoi amici, era stata una cattiva idea ma certamente questo non bastava alla sua anima per non essere triste in quel momento.

«Va bene» rispose l’altro rassegnato.

Attaccarono.

Da “La Missa

Da oggi intorno alle diciassette del pomeriggio e fino a quando non si sarà raggiunta la quota stabilita per l’elezione, avrà luogo la riunione più segreta del mondo. I porporati della Sacra Romana Chiesa, e soltanto quelli che ancora avevano compiuto gli ottant’anni di età nel momento di inizio della sede vacante, entreranno nella Cappella Sistina per eleggere il successore di Papa Matteo. Per la prima volta da molti anni, e certamente da quando la nostra memoria può ricordare, tutti i cardinali aventi diritto si sono presentati senza defezione alcuna. Nel passato, considerata l’età avanzata, alcuni cardinali avevano rifiutato di partecipare per motivi di salute. Questa volta non è successo nulla di tutto ciò in parte perché secondo la media delle età dei partecipanti questi risulta uno dei conclavi più giovani dal Novecento. Saranno quindi i centodiciassette elettori al completo a formare il collegio cardinalizio che porterà uno di loro a diventare Vescovo di Roma, da questo si deduce che la quota da raggiungere per l’elezione è di settantasette voti mentre quella che servirà a chi vorrà provare a bloccare il Conclave per arrivare ad una situazione di stallo per rimescolare le carte e magari fare accordi è di quaranta voti. Di  certo non sarà il fattore geografico ad influire sull’elezione in quanto dal continente più rappresentato, l’Europa, arrivano soltanto sessanta cardinali e quindi quasi venti in meno rispetto a quelli che servirebbero per raggiungere la quota stabilita. Il secondo continente per numero di cardinali è il Sud America con diciannove ed il terzo l’America del Nord con Usa e Canada che portano quattordici cardinali. Considerata l’America nel suo insieme ci ritroviamo di fronte ad una vera forza del Conclave, contando i trentantré voti di cui potrebbero disporre, ma data la natura completamente diversa dell’ideologia delle personalità di spicco che rappresenteranno questo continente in Conclave non crediamo ciò accadrà. Per concludere dodici cardinali sono arrivati dall’Asia e undici dall’Africa. L’Australia avrà solo un cardinale. Neanche l’immenso gruppo di italiani, il più grande per nazioni con i suoi ventotto rappresentanti, può bastare se non per indirizzare almeno all’inizio le sorti della votazione. La prima quota, quella dei settantotto voti, interesserà principalmente il Cardinale Ernesto Prosperi. Settantaquattro anni,  Segretario di Stato Pontificio, ex  rettore dell’Università Pontificia Salesiana ed ex Camerlengo è da tutti considerato il favorito al Soglio Pontificio. Può sicuramente contare sull’appoggio della Curia Romana, su un discreto numero di cardinali italiani e su molti porporati creati dall’ultimo Pontefice che sono esattamente cinquantaquattro. I vaticanisti più accreditati sono d’accordo sul considerare lui il cardinale che andrà subito in testa fin dalla prima votazione e lo resterà finché non sarà eletto. Alcuni di loro hanno però azzardato l’ipotesi secondo la quale se ciò non dovesse avvenire entro la quarta votazione si rimescolerebbero le carte. Senza dubbio il cardinale Prosperi si starà augurando che non valga per lui il vecchio adagio “chi entra Papa, esce Cardinale”. Adagio che invece ha colpito il Cardinale Emilio Curti nello scorso Conclave, in cui entrò con molti favori del pronostico ma alla fine non venne eletto pur, secondo alcuni, dopo aver guidato le votazioni nei primi scrutini fino a raggiungere addirittura la maggioranza dei voti. Proprio a lui crediamo servirà raggiungere la quota dei quaranta voti in quanto gli stessi esperti che danno Prosperi come favorito ritengono il Cardinale Siciliano il principale esponente della corrente dei conservatori. Questa volta non entrerà come il cardinale più atteso ma certamente nessuno si scandalizzerà nel vederlo attirare una quota importante delle preferenze. Fonti interne dicono che “Curti non andrà in testa, ma al massimo potrà arrivare alla quota di quaranta. In entrambi i casi non sarà eletto Pontefice ma in quest’ultima evenienza avrebbe molto potere decisionale nelle votazioni successive a partire dalla quinta”. Al di la delle voci che si rincorrono in questi giorni possiamo dire che in questo Conclave si confronteranno due visioni opposte sul futuro della Chiesa e Prosperi e Curti ne saranno le personalità più di spicco. Lecito è pensare che tra qualche giorno sarà uno di questi due a vestire di bianco. Sono però anche altre le figure che spiccheranno durante questo collegio Cardinalizio, e giocando a fare previsioni possiamo dire che certamente avranno il ruolo di outsider il Cardinale francese Pascal Latour, l’indiano Pawal che negli ultimi tempi è stato molto alla ribalta delle cronache mondiali e l’americano Gotti. Quest’ultimo può sicuramente contare sull’appoggio della discreta presenza di cardinali statunitensi in Conclave e magari anche di qualche cardinale italiano o in generale europeo grazie alle sue origini italiane e alle sue numerose visite negli altri paesi del vecchio continente. Tra gli outsider bisogna altresì considerare quelle figure di spicco all’interno delle correnti principali nel caso il tutto non dovesse concludersi con le prime quattro votazioni. Per quanto riguarda il gruppo di cardinali che appoggerà il Primate di Sicilia Emilio Curti vanno considerati l’Arcivescovo di Milano Gino Toffa che con i suoi settantasette anni non rappresenterebbe il rischio di un lungo papato e quindi una buona soluzione di transizione ed il tedesco Netzauer da tutti riconosciuto come di grande carisma e personalità e certamente parecchio apprezzato da Curti che ne ha pubblicamente lodato le qualità umane ovviamente ricambiato. In questo caso il pericolo maggiore, e quindi l’ostacolo più grande alla sua elezione, sarebbe rappresentato dall’età in quanto il non avere ancora compiuto i sessant’anni potrebbe intimorire i suoi colleghi per un papato lunghissimo. Dalla parte di Prosperi le soluzioni sarebbero molteplici, soltanto restando in Italia sono nomi molto credibili e parecchio stimati quelli del Cardinale Ciarla e del Cardinale Anconetani, non che quello dell’attuale Camerlengo tra l’altro compatriota del defunto Papa. Ma la reale soluzione per uscire da un’eventuale situazione di stallo qualora dovesse presentarsi sarebbe il nome del Cardinale messicano Carlos Mora per la sua capacità di pescare voti in Sud America e nelle atre parti del pianeta considerate terzo mondo come d’altra parte aveva già fatto nell’ultimo Conclave in cui secondo alcuni aveva superato le dieci preferenze.

«Ci mancano solo le quote di qualche agenzia di scommessa» si lamentò Curti.

«Se giri pagina ci sono anche quelle» disse Toffa scherzando.

«Questa dovrebbe essere una cosa seria, non una corsa di cavalli con favoriti, controfavoriti ed outsider» si lamentò il Cardinale siciliano.

2022-04-11

Radio Evolution

La giornalista Chiara Buccini intervista Giovanni Silvestri, autore di "Cum Clave, l'ambizione degli uomini sotto lo sguardo del Giudizio Universale", all'interno del programma Book Generation. Il libro attualmente è in campagna crowdfundig.

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Giovanni Silvestri
Giovanni Silvestri, classe 1988, vive da sempre a Pratola Peligna, in provincia di L’Aquila. Impegnato in politica fin da giovane età, promotore della nascita di un’associazione culturale giovanile di cui ha ricoperto il ruolo di presidente, ha prima lavorato presso l’ufficio di Presidenza della Provincia di L’Aquila, successivamente è stato candidato alla carica di consigliere comunale nel suo paese. Per due anni ha tenuto un programma radiofonico incentrato sullo sport e sulle storie dei personaggi sportivi all’interno della programmazione della radio locale. Legge molti libri, soprattutto gialli ma anche narrativa, biografie di sportivi, saggi politici e classici. Ama la musica rock, frequentare cinema e teatro. I suoi personaggi nascono durante le sue lunghe passeggiate in campagna. “Cum Clave” rappresenta il suo esordio letterario.
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