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Discendere

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Consegna prevista Luglio 2027
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Per tre anni una parola mi ha perseguitato: autenticità. Da quel movimento nasce “Discendere”, un viaggio dentro l’interiorità tra memoria, amore, solitudine, paura e contraddizioni. Un percorso senza una direzione prestabilita, attraverso poesie, prose, dialoghi, sogni, lettere e frammenti: forme diverse per dare voce a ciò che spesso rimane senza nome. Ma cosa accade quando l’identità in cui ci siamo riconosciuti comincia a vacillare? Quando il bisogno di essere amati, il lavoro, le aspettative degli altri e persino l’idea che abbiamo di noi stessi non sembrano più sufficienti? Discendere significa attraversare le proprie ombre, ascoltare le molte voci che ci abitano e imparare a guardare le contraddizioni non come errori da eliminare, ma come parti di una stessa esistenza. Questo libro parla di me, ma forse, mentre lo leggi, comincia a parlare anche di te.

Perché ho scritto questo libro?

“Discendere” nasce dal bisogno di fermarmi. Per anni ho inseguito l’idea di una vita perfetta e di una versione idealizzata di me, capace di soddisfare aspettative lavorative, sociali e relazionali. Così ho messo in secondo piano quella parte di me che chiedeva spazio: la creatività, l’immaginazione, l’irrazionalità. Scrivere è diventato allora un modo per rallentare, dialogare con me stesso e dare voce alle parti che avevo trascurato. Non trovare subito una risposta, ma imparare ad ascoltare.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Io ho capito qual è il tuo problema.

Tu vorresti vivere una vita all’insegna dell’autenticità, dei rapporti sinceri e delle piccole cose. E ci provi anche. Però c’è una voce fioca e continua dentro di te che nutre un sospetto. Che questa fantomatica autenticità non esista davvero. Che, sotto sotto, sia tutta una recita.

Un giorno sei soddisfatto, un giorno sei arrabbiato. Poi solo, poi innamorato. E continui a rivivere le stesse emozioni e le stesse situazioni. Certo, il ciclo è ben diluito nel tempo. Ma resta un ciclo.
E allora ti chiedi se sia una scelta oppure una conseguenza. Come se recitare fosse inevitabile. Non per colpa dei traumi, delle paranoie o delle influenze del mondo. Per colpa della tua natura. Che poi è la stessa natura di tutti gli altri. E si ripete come un mantra.

Siamo condannati a fingere, perché tutto ciò che sappiamo fare è imitare. E l’imitazione è la più evidente espressione della finzione. Qui nasce il cortocircuito. Come può esistere l’autenticità se ogni cosa nasce dalla ripetizione? E che senso ha quest’ossessione? Che impatto reale può avere?

Sai cos’è? Tu cerchi qualcosa che non sai nemmeno lontanamente com’è fatta. Sei fuori luogo. Come un marinaio che non sa nuotare. Mi chiedo perché tu stia basando la tua vita sulla ricerca di un’idea immaginaria. Per quanto tempo vuoi continuare a illuderti?

Stai meglio quando non pensi. Ne avevamo già parlato.

Agire, non pensare. L’azione mette ordine ai pensieri. Ricordi? Discendere fa male. Cosa pensi di trovare laggiù? Più scavi e più è buio. Non siamo fatti per andare così in profondità. Lo so bene che la tua è curiosità. Ma soddisfarla ha un prezzo. Il prezzo della lucidità. La lucidità di avere davanti agli occhi lo schema intero. Quell’enorme labirinto che sei.

E questo fa male.

Perché, per quanto un labirinto possa essere intricato o semplice, per quanto tu possa conoscerne il percorso a memoria oppure no, alla fine si presenterà sempre lo stesso finale.

La vita d’uscita è una sola. Mi hai capito?

Siamo tutti labirinti con percorsi già battuti che si mescolano in modo differente. E terminano tutti allo stesso modo. Ascoltami. Sei in uno stagno da giorni ormai. Lascia perdere. Esci. Fai una passeggiata. Divertiti. Vai a bere con gli amici. Siamo in estate. E con questo caldo non si può essere profondi. Te lo dico da amico: la superficialità è sottovalutata.

Smettila di scavare. Perché scavare sta scavando te. E sai già come va a finire. Essere superficiali, invece, è il modo più profondo di vivere. Perché ti permette di abbandonare i tuoi dogmi. Le

convizioni stupide. I pensieri che ingabbiano. La superficialità restituisce il corpo. E il corpo restituisce verità ancestrali. La vera autenticità, amico mio, è smettere di cercarla.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Oreste Lucente
Oreste Lucente nasce a Napoli nel 1993 e cresce a Scampia. Si laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e lavora nell’industria farmaceutica, dove si occupa di marketing e comunicazione scientifica, unendo la passione per la scienza e la razionalità della chimica alla comunicazione e alla relazione con le persone. Scrive fin dall’adolescenza, quando scopre nella scrittura uno strumento per esprimere e comprendere ciò che non riesce ancora a dire. Nel tempo, quella stessa scrittura diventa anche uno spazio per la fantasia e un modo per guardare la realtà da prospettive diverse. Coltiva la passione per la musica, il canto e la psicologia. Si definisce riflessivo e socievole, curioso verso il mondo e incline a osservare tanto ciò che lo circonda quanto ciò che gli accade dentro. Cerca di tenere insieme razionalità e immaginazione, senza rinunciare alle proprie contraddizioni.
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