“Barriera a rifrazione vettoriale. Attivazione,” sussurrò.
Un reticolo geometrico di luce azzurra apparve davanti a lui. I proiettili nemici non si limitarono a fermarsi; furono deviati con una precisione matematica. Kael non li rimandava indietro a caso: ogni colpo deviato colpiva un punto vulnerabile di un altro nemico. Era un’efficienza spaventosa. Un fante cadde colpito al collo dal proiettile del suo compagno, un altro vide il suo serbatoio di gas esplodere sotto il fuoco “amico” orchestrato da Kael.
Soren tornò verso di lui con un balzo, superando con un’acrobazia un colpo di ascia a catena. “Kael! Il capitano con le corna sta caricando!”
“Lo vedo. Angolo di ingaggio 45 gradi. Soren, dammi la spinta.”
Kael rinfoderò la spada per un istante e tese le braccia. Soren corse verso di lui, saltò nelle mani intrecciate dell’amico e Kael, usando un impulso di Etere puro nei muscoli, lo lanciò verso l’alto come un proiettile umano.
Mentre Soren volava sopra la testa del capitano delle Stirpi, Kael estrasse di nuovo Aethelgard. La lama brillò di un blu accecante. In un millisecondo, Kael scattò in avanti, passando sotto la guardia del colosso nemico con una scivolata bassa. La sua spada tracciò una linea perfetta attraverso i cavi idraulici delle gambe dell’armatura nemica.
Il gigante cadde in ginocchio. Nello stesso istante, Soren atterrò dall’alto, la sua spada puntata verso il basso. Con tutto il peso del corpo e la forza della gravità, conficcò Vento di Cenere tra la piastra del collo e l’elmo del capitano nemico.
Un’esplosione di scintille elettriche e vapore uscì dall’armatura mentre il colosso crollava al suolo, inerte.
Soren estrasse la lama con un gesto teatrale e guardò Kael. “Potevi lasciarmi finire il lavoro da solo, sai?”
Kael non lo degnò di uno sguardo, puntando la spada verso l’ombra gigantesca di un Urshak che stava girando la sua torretta verso di loro. “Risparmia il fiato, Soren. Quello è il bersaglio prioritario. E il Nullificatore è proprio dietro di lui.”
L’Urshak non si limitava a camminare; ogni suo passo era un insulto alla terra di Minikas. Alto quanto un edificio di tre piani, il colosso era un ammasso asimmetrico di piastre d’acciaio annerite e tendini sintetici che pulsavano di un vapore verdastro. La sua “testa” era un bulbo di sensori ottici che ruotavano freneticamente, emettendo un ronzio simile a quello di un nido di calabroni metallici. Sulla spalla destra, un cannone a frammentazione molecolare iniziò a ruotare, le canne che diventavano incandescenti.
“Soren, vettore di schivata a sinistra! Angolazione 30 gradi, ora!” ordinò Kael, la sua voce piatta che risuonava nel legame neurale.
Soren non rispose a parole. Si lanciò in una scivolata laterale proprio mentre il cannone dell’Urshak vomitava una pioggia di schegge di tungsteno. Il marmo dove un istante prima si trovava il guerriero fu polverizzato.
Kael, nel frattempo, era rimasto fermo, la sua lama Aethelgard sollevata verticalmente davanti al viso. “Il Nullificatore sta aumentando la frequenza. Sento la pressione nei canali di scarico dell’Etere. La latenza è salita a 0,4 secondi.”
“Non me lo dire, lo sento!” rispose Soren mentalmente, rialzandosi con un balzo acrobatico e vibrando un colpo d’aria con la sua spada per deviare una raffica secondaria. “La mia lama sembra pesare un quintale. Dobbiamo chiudere questa faccenda, Ghiacciolo.”
“Concordo. Attivazione Sinergia di Etere. Livello 1: Fusione Neurale.”
Quello che accadde dopo non fu visibile agli occhi dei soldati di Valeria, ma per i due giovani fu un’esplosione sensoriale. Kael aprì le valvole del suo regolatore dorsale, permettendo all’Etere grezzo di inondare i suoi circuiti nervosi. Il dolore fu immediato: una sensazione di ghiaccio bollente che correva lungo la colonna vertebrale.
Attraverso il legame, sentì Soren fare lo stesso. Il calore di Soren – quella sua energia vitale, disordinata e fiera – si scontrò con la fredda precisione di Kael. Per un istante, le loro coscienze vacillarono.
Visualizzazione tattica condivisa, pensò Kael.
Improvvisamente, il mondo per entrambi cambiò colore. Non vedevano più fumo e detriti, ma flussi di energia. L’Urshak era un reticolo di calore e punti di pressione strutturale. Il Nullificatore, posizionato dietro il colosso, appariva come un buco nero che risucchiava la luce.
“Lo vedo, Kael! Il giunto della gamba sinistra ha una micro-frattura idraulica!” urlò Soren nel legame.
“Non è abbastanza. Dobbiamo colpire il nucleo centrale. Soren, io farò da ancora. Tu sarai il dardo. Frequenza di risonanza impostata su 8.8 gigahertz. Preparati.”
Soren scattò verso l’Urshak. Non era più una corsa umana; ogni suo passo lasciava un’impronta bruciata sul terreno. La sua spada, Vento di Cenere, non brillava più solo di arancione, ma era avvolta da fiamme bianche di Etere puro.
L’Urshak abbassò una delle sue enormi braccia meccaniche per schiacciarlo, un colpo che avrebbe demolito un bunker. Ma Soren non si fermò.
“Kael, scudo!”
Kael, rimasto a venti metri di distanza, piantò Aethelgard nel terreno. “Settore difensivo proiettato. Angolo di impatto calcolato.”
Un esagono di luce azzurra si materializzò esattamente sotto il braccio del colosso un istante prima dell’impatto. L’arto meccanico rimbalzò contro la barriera di Kael con un frastuono metallico che fece tremare l’intera piazza. Quell’istante di inerzia fu tutto ciò di cui Soren ebbe bisogno.
Corse lungo il braccio teso della macchina, sfidando la gravità. I sensori dell’Urshak cercarono di inquadrarlo, ma Kael stava già operando: dalla sua mano libera, lanciò tre dardi di energia disturbatrice che accecarono temporaneamente le ottiche del mostro.
“Sei troppo lento, ammasso di ruggine!” gridò Soren.
Arrivato all’altezza del “collo” del colosso, Soren eseguì una torsione del corpo impossibile per un uomo comune. La sua spada descrisse un arco di fuoco che recise i cavi di alimentazione principali. Un fiotto di liquido refrigerante bluastro spruzzò nell’aria, evaporando all’istante.
“Soren, fuori di lì! Il Nullificatore sta caricando un impulso di soppressione!” avvertì Kael, i suoi occhi che brillavano di una luce elettrica.
“Non ancora! Non ho finito!”
Soren piantò la lama nel petto della macchina, usandola come perno per darsi la spinta e calciare via un fante della Stirpe che stava cercando di arrampicarsi per difendere il colosso. Ma l’impulso del Nullificatore arrivò.
Un’onda d’urto invisibile colpì la piazza. L’Etere intorno a loro si spense come una candela sotto il vento. La Sinergia si spezzò violentemente.
Soren barcollò, perdendo l’equilibrio sulla spalla dell’Urshak. Kael cadde in ginocchio, tossendo sangue. Il feedback era stato brutale: senza la protezione dell’Etere, il sistema nervoso dei Cavalieri era vulnerabile quanto un circuito nudo sotto la pioggia.
“Kael…” gemette Soren, cercando di aggrapparsi a una piastra di metallo mentre l’Urshak iniziava a scuotersi furiosamente per liberarsi di lui.
Kael sollevò lo sguardo, il viso pallido ma l’espressione più dura del diamante. Si pulì la bocca con il guanto d’argento. “Soren… non permettere… che la frequenza scenda. Il Codice, Soren. Ricorda il Codice.”
Kael si rialzò lentamente. Sapeva che usare l’Etere in un’area nullificata significava bruciare le proprie sinapsi. Era un suicidio calcolato. Ma era l’unico calcolo rimasto.
“Sinergia Livello 2: Sovraccarico Forzato,” sussurrò Kael.
“Kael, no! Ti ucciderà!” la voce di Soren era terrorizzata, ma sentì il legame riaprirsi. Questa volta non era un oceano, ma un incendio. Kael stava riversando tutta la sua riserva energetica nel legame, forzando la barriera del Nullificatore con la pura forza di volontà.
“Colpisci, Soren. Ora. Non avrò una seconda possibilità.”
Soren sentì una forza sovrumana invadere le sue membra. Il dolore di Kael divenne il suo carburante. Con un urlo primordiale, afferrò l’elsa di Vento di Cenere con entrambe le mani. La lama esplose in una luce così intensa da oscurare le fiamme di Minikas.
In un unico, fluido movimento coreografico, Soren si lanciò dalla spalla dell’Urshak verso il centro della piazza, dove il Nullificatore – una torre di obelischi rotanti – stava emettendo i suoi impulsi neri.
Mentre cadeva, Kael proiettò l’ultima briciola del suo potere per creare un sentiero di luce solida nell’aria. Soren corse su quel ponte invisibile, evitando i colpi disperati della fanteria nemica.
Arrivato sopra l’obelisco centrale, Soren abbassò la spada.
“Per il Consiglio! Per Minikas!”
La lama di Soren impattò contro il cuore del Nullificatore. Ci fu un istante di silenzio assoluto, poi il mondo divenne bianco.
L’esplosione del Nullificatore non fu un boato convenzionale. Fu un collasso della realtà stessa, un urlo di frequenze che si infransero contro le mura di Minikas. L’onda d’urto, intrisa di Etere instabile, si espanse a cerchi concentrici, resettando istantaneamente ogni circuito elettrico nel raggio di un chilometro.
L’obelisco della Confraternita si sbriciolò come sabbia sotto la pioggia, e con esso, il campo di soppressione svanì. Ma il prezzo fu pagato in carne e nervi.
Kael crollò su un ginocchio, il suo respiro ridotto a un rantolo metallico. Il visore della sua armatura si era crepato, rivelando un occhio che sanguinava dal condotto lacrimale. Il “Sovraccarico Forzato” gli aveva lasciato la sensazione che qualcuno avesse versato piombo fuso direttamente nelle sue sinapsi. Ogni battito cardiaco era una martellata logica: Errore di sistema. Surriscaldamento neurale. Raffreddamento richiesto.
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