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Frammenti
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Consegna prevista Febbraio 2023
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Un narratore, cinque autori, protagonisti e comparse che entrano in scena sfidando ogni legge di causa effetto. Infinite possibilità di sviluppi narrativi… ma come in una jazz combo ciascuno ha la sua voce nel rispetto del groove, a turno si improvvisa e “chi è di scena” avrà il suo Solo privilegiato. Un ritmo incessante dove il racconto si fa liquido, si insinua dentro schemi, paradigmi, stereotipi e li dissolve lasciando spazio alla possibilità.
Siamo la storia che vogliamo narrare, abbiamo la libertà di cambiare progetti in itinere, possiamo “fare e disfare” come le mani di Anna; ci autorizziamo ad essere incoerenti con i nostri personaggi e ci offriamo ad “autori” indecisi, in un fertile gioco di scambi e posizioni contrastanti.

“Frammenti”, “Il vizio di vivere”, ” Io vedo”. Attraverso tre storie apparentemente disconnesse e distopiche (a tratti), i racconti, catturano chi legge, in un groviglio di sensazioni fisiche, percorrendo un viaggio sensoriale e animico.

Perché ho scritto questo libro?

Ho sentito l’esigenza di scrivere questi racconti, perché volevo leggere una “storia diversa”. A un certo punto della mia carriera di lettrice ingrata, mi sono chiesta: “E se non fosse come ce la raccontiamo?” Se tutte le storie del mondo, inclusa la nostra, potessero attingere ad altri narratori, ad altri punti di vista? Se è vero che la realtà che noi viviamo è una nostra esclusiva costruzione di immagini, la cui regia ci appartiene inconsapevolmente? Allora scrivine un’altra, e ancora una…

ANTEPRIMA NON EDITATA

Satura Lanx!

Il primo frutto della terra, quell’agognato risultato di attesa ed intensa dedizione, insieme ad altri prodotti di pari dignità, può essere disposto sul piatto, fino a saturarne lo spazio, rendendolo degno dello sguardo degli dei.

Nel ricchissimo e semplice voto augurale che i latini destinavano all’Olimpo troviamo confortanti intenti, equilibri metastabili ed esiti inattesi.

Abbiamo la vita, nell’apice dell’esplosione, che porta il pomo al massimo grado zuccherino, goduria per il palato e pura ambrosia allo stato potenziale.

Viene poi il colore del cambiamento, nel variegato amalgama, che nella primavera degli eventi anticipa ciò che verrà, con la solidità di “ciò che già è”.

L’auspicio d’abbondanza, metafora dell’erotica spinta d’entusiasmo fin dal primo insediamento umano, sorgente inesauribile di tutte le forze necessarie.

Il nutrimento, poiché con quello e solo con quello si vive, dopo essere nati.

Infine il mutamento, luminare ineluttabile, scenario infinito delle umane vicende.

Continua a leggere

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Qualcuno ebbe il coraggio di urlare “Satura Lanx” nel definire tutto questo ma anche nell’accostarlo alle opere letterarie e teatrali che portarono un assioma sopra gli altri, ovvero la legge secondo la quale è l’intensità dell’intreccio a rendere interessante l’argomento, e non il contrario.

Sono solo racconti, quelli che seguono, eppure vengono porti con la mano sapiente di chi offre confortanti intenti, equilibri metastabili ed esiti inattesi, cosa che in un attimo ci fa sentire dei, anche se non siamo che famelici lettori.

L’intreccio proposto nelle (più di) tre storie (immagini e schemi), che con la velocità della successione aurea del Fibonacci proietta il volo della mente verso lidi vicini, lontani, e poi vicini ancora, sancisce un ritmo magnetico, mentre l’occhio non tiene il passo e le pagine fremono.

I nomi, un turbine di parole mutanti, rompono nell’immagine che precede e urtano quella che segue, ma una formula gestaltica superiore riesce in qualche modo a riorganizzare, e ci ritroviamo l’inconscio pieno di elementi primari, coi quali costruire pezzi di coscienza nuova.

A questo punto c’è solo da riflettere e decidere cosa inventare: vivere è un vizio e Nora pensa troppo? La mano di un bambino posa l’ultimo sasso oppure ha solo iniziato? Cosa succede se un buon jazz (consigliato dall’autrice, mi raccomando) rimbalza sulle mura del salotto, quando la voglia di leggere e di primavera ci ha portato in giardino?

Sarà stata Sara! O sarà Anna? Forse Saranna: chiediamo a Bernard, per non trovarci in difetto.

Impossibile non uscirne cambiati, poiché questo intreccio è pura allegoria del mutamento, e le trovate laterali, scene profonde e leggere ad inserti futuristi, solo un condimento gradevole e persistente, che non cambia il piatto principale ma rende sapido il suo gusto portante.

Non c’è nemmeno un modo per approcciarsi, perché il bravo autore trae senza il bisogno di convenevoli: non serve la pipa (anche se aiuta) e la vestaglia vale come la giacca e la cravatta.

Basta aprire, basta leggere.

Ora che ci penso una regola va osservata: guardarsi allo specchio prima, guardarsi allo specchio dopo.

Guido Rutili

Psicologo clinico Psicoterapeuta Docente Ricercatore

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Daniela Giordano
Sono una "DONNA Dell 'ISOLA" non per slogan e nemmeno per stereotipi. Adoro profondamente i paesaggi ruvidi e acquosi della mia terra; ruvido e acquoso è coerente con me. Frequento le contraddizioni e la complessità, rifuggo dai pensieri rigidi e dai contenitori poco flessibili. Sono una consumatrice "poco ecosostenibile" di letteratura del
"profondo", saggistica filosofica e musica jazz. Faccio a tempo pieno la "mamma di Emma" che ovviamente chiede a gran voce un licenziamento spontaneo o tuttalpiù un part-time, (considerata la sua adolescenza) ...e finalmente ho esaudito il suo desiderio dedicando il mio tempo alla scrittura, da sempre praticata, ma mai condivisa. Vivo a Firenze e sono innamorata dei paesaggi toscani, e come vuole la mia bizzarra natura, integro dentro di me paesaggi ruvidi, passionali e compositi della mia Sicilia, con quelli dolci, armoniosi e leggeri della Toscana
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