La Polinesia è ben più che un mito! Da percorrere attraverso le sue magiche immagini, da scoprire mediante la sua storia, le sue leggende e le sue tradizioni. Sin dal passaggio del capitano Wallis nel 1767, il primo europeo a mettere piede nelle isole polinesiane, tutti i visitatori descrivono con enfasi il loro soggiorno a contatto con un popolo per il quale la parola “ospitalità” ricopre una dimensione altrove sconosciuta. Se nell’insieme sono affascinati dalla scoperta di questo nuovo luogo, vengono apostrofati dalla musica, i canti e le danze, piuttosto che sedotti. Nonostante questo la danza polinesiana viene conosciuta attraverso il mondo ed associata al mito della “Nuova Citera” di Diderot: è strettamente legata al quotidiano polinesiano. Le danze tradizionali hanno un significato profondo: tutto ciò che è gesto, parola, melodia ci riporta al Mana, ovvero all’energia ancestrale, saldamente ancorata alla natura. Ogni cosa intorno a noi è viva, la materia è viva e lo scopo della danza è di entrare in armonia con il creato. Davanti ai venti, alle nuvole, all’oceano immenso, agli dèi, i polinesiani affermano la fragile esistenza dell’umanità.
Nel lontano arcipelago delle isole Australi, il più a
sud della Polinesia francese, esiste un’isola di
rara bellezza, Raivavae anche detta Vavitu,
così bella da non avere nulla da invidiare alla più
conosciuta Bora Bora.
La sua laguna presenta riflessi unici, cangianti
repentinamente col variare del tempo.
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Ci si prepara lungo tutto il corso dell’anno, si inizia a provare due sere
alla settimana, poi quattro, fino a non pensare ad altro mano mano che la
competizione si avvicina. Ognuno da il meglio di sé, chi danza, chi
prepara i costumi, i coreografi; i datori di lavoro smettono di fare
attenzione agli orari, ogni famiglia sostiene i suoi ballerini. La grande
macchina si mette in moto: tutto il villaggio partecipa, dal primo all’ultimo
abitante, ogni contributo è ben accetto per battere gli altri gruppi ed
essere i migliori, i vincitori della Heiva dell’isola. A Tahiti questa
competizione è diventata l’appuntamento fisso nel mese di luglio nella
grande arena di Tahua To’ata, dove anche guardare il pubblico è
uno spettacolo: si fa un grande sfoggio di vestiti tradizionali, di corone di
fiori e cappelli di paglia sapientemente intrecciati; nelle isole, a Raivavae
ad esempio, la si balla ancora per strada o sulla sabbia, nel bel mezzo
della natura selvaggia, come lo si faceva anticamente.
Maire (proprietario verificato)
Manuela, l’italienne la plus amoureuse de la Polynesie!
teorat (proprietario verificato)
Merci de faire connaître mon île paradisiaque au monde entier, milles fois merci encore. Le paradis sur terre est a Raivavae…
iputoajeanmarie (proprietario verificato)
CC, bz de Fakarava!
f.dilupo (proprietario verificato)
Luoghi bellissimi, incantevoli , magici. Gente ospitale. A Vaitape una signora la domenica mattina andando in chiesa mi ha baciato spontaneamente. Mi chiedo: vivere su un’isola una vita è più facile o difficile rispetto alle logiche occidentali ?
Manu&Roby (proprietario verificato)
Ia Ora Na, benvenuto a chi vorrà discutere con noi!