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I dodici sinistri

I dodici sinistri
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Consegna prevista Febbraio 2023
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“I dodici sinistri” è una simpatica raccolta di racconti legati da un filo comune: la vita nello strampalato condominio in “Via degli Artieri, 47”, gestito in maniera eccellente dall’amministratore, il geometra Emanuele Rimedio.
In un susseguirsi di piccoli “disastri” condominiali, il Geometra Rimedio avrà bisogno dell’aiuto di un esperto, l’assicuratore Baldazzi, figura dai contorni tragicomici eternamente divisa tra la volontà di compiacere i condomini colpiti dai sinistri e il temibile agente capo. Nei dodici racconti la divertente coppia Rimedio-Baldazzi dovrà ricorrere a una dose infinita di pazienza per risolvere i danni e i dissidi condominiali sempre in agguato, banco di prova di un’amicizia basata su una grande stima reciproca.
C’è spazio anche per l’amore: il geometra Rimedio, è segretamente innamorato di Simona Cirene, l’addetta alle pulizie del palazzo. L’imbarazzo iniziale tra i due e la comica imbranataggine di Rimedio rendono il primo appuntamento un vero disastro…

Perché ho scritto questo libro?

Faccio l’assicuratore da anni e frequento molti amministratori di condominio, una categoria che non gode del favore del pubblico. Ascoltando i loro racconti mi sono accorto che la realtà delle vicende condominiali crea delle storie che supera la fantasia degli scrittori più originali! Allora ho deciso di colmare un vuoto della letteratura italiana: un amministratore di condominio non è mai stato protagonista di un romanzo! Ed ecco il Geometra Rimedio!

ANTEPRIMA NON EDITATA

«Secondo me dovremmo rapirlo. Don Salvatore, non possiamo accettare che ci manchi di rispetto in questo modo!»

Intorno al tavolo, nella penombra, diverse persone evitavano lo sguardo dell’uomo seduto a capotavola.

Gennaro si guardava le unghie. Vito si rigirava l’anello al dito. Giuseppe continuava a scrollare la sigaretta, ormai spenta, nel posacenere.

Respiri lenti e tanta tensione.

Don Salvatore era un uomo grosso, sulla sessantina. Aveva un cuore in petto che non cambiava ritmo di fronte a nulla e uno sguardo penetrante e terribile che i suoi picciotti temevano più del giudizio divino per le loro orribili gesta.

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Nell’aria puzza di merda.

Il momento era cruciale: parole che pesano come macigni stavano per decidere il futuro del mandamento.

Ma quella puzza…

Senza bussare, entrò svelta nella sala Vittorina, una donna corpulenta e dai modi bruschi, che sollevò la tapparella, facendo entrare la luce, e aprendo la finestra, facendo uscire l’insopportabile puzza:

«Don Totò! È scoppiato il cesso!» disse. Il gruppo di uomini sobbalzò, come spaventato e, forse per la prima volta, il cuore di Don Salvatore prese un battito in più. «Alzate i piedi che adesso arriva l’onda!» continuò.

Come se fossero soldati semplici, e avessero ricevuto un ordine da un alto ufficiale, tutti scattarono in piedi.

Tranne Don Salvatore che fissò Giuseppe e, lentamente, sentenziò: «Chiama quel minchia dell’amministratore.»

Il mite Geom. Emanuele Rimedio in quel momento era alle prese con un bilancio condominiale che non quadrava… Quella prevedibile geometria dei calcoli lo appassionava. Davanti allo schermo del computer, vagava fra gli amici numeri e diventava triste quanto i conti non tornavano.

Era un uomo dall’intelligenza emotiva sviluppatissima: si era forgiato il carattere nella notte, durante le lunghe assemblee condominiali, famose per riuscire a scovare il mostro che si annida dentro ogni persona e che è pronto a divorare, raramente solo a ferire, i cari vicini di casa. Tutto questo a scapito del punto 1 dell’Odg, il più maltrattato, il più insultato, quello che ha sentito più minacce e più sconvolgimenti degli altri punti, ahimè, a volte completamente ignorati.

Registrazione F24, Ritenuta D’Acconto, Iva Agevolata del 10%, Certificato Antincendio: per lui erano nomi di colleghi, compagni di pomeriggi e di merende. Una cricca che puntualmente si allargava, quando la cara e amichevole Agenzia delle Entrate decideva che era giunto il momento di presentargliene di nuovi. Il Geom. Rimedio era molto socievole e aveva passato bei momenti (anche se a volte un po’ forzati) con quegli amici numeri, ma iniziava a stancarsi e a volerne di veri. Di amici. Cominciava a percepire i numeri un po’ come parenti: quelli non li scegli e li devi digerire per forza, anche se ti stanno antipatici, ma con l’aggravante che questi numeri lui li doveva frequentare tutti i giorni, mica solo durante le feste comandate.

Squillò il telefono. Giornata fortunata, pensò Emanuele, solo quarantasette telefonate oggi! E sono già le 16.

Rispose la sua segretaria Nunzia Brambilla, scelta da lui in quanto cintura nera di annuimenti e campionessa regionale 2018 e 2019 di intortamento telefonico e dotata di una voce che sarebbe stata perfetta per doppiare tutte le fatine buone della Disney.

«Buongiornostudiorimedioamministrazionicomepossoesserleutileeeee?» disse.

«C’è il minch… Ahem, il geometra?» chiese Giuseppe.

«Adesso controllo» rispose.

Si dice che a volte, infatti, gli amministratori condominiali scompaiano da questo mondo, anche all’insaputa dei loro collaboratori, probabilmente rapiti da rogne impensabili che li risucchiano in altre dimensioni e li strappano al divertimento assoluto di rispondere a condòmini che, solitamente, li chiamano per dichiarar loro amore profondo, stima professionale o sostegno incondizionato per il loro operato.

Ma questa volta Emanuele non era stato risucchiato via e, con un cenno, accettò la chiamata.

«Buongiorno, chi parla?» iniziò.

«Sono Giuseppe Losmunto del condominio degli Artieri 47. Siamo nella merda» disse secco.

«Eh, sì! Alla situazione del nostro governo si aggiunge una pandemia mondiale: è terribile!!!» commentò mite il Geom. Emanuele Rimedio.

«Ma che cosa dice? Esce dal water! Puzza! Parlo di cacca, ma di quella vera!!!» precisò Giuseppe.

Per un attimo il Geom. Emanuele Rimedio pensò che, ammesso che esistesse, l’ente spirituale che controlla il funzionamento delle tubature aveva avuto una buona mira nello scegliere dove far uscire il liquame. Però disse solerte: «Ah! Dobbiamo mandare immediatamente qualcuno!»

Don Salvatore, con i piedi appoggiati su una sedia, guardava Giuseppe, che, con i pantaloni risvoltati e il mocio in mano, un po’ cercava di contenere l’acqua e un po’ giocava a hockey con i pezzi più duri di chissà cosa assieme a Vittorina che strizzava panni nei catini, inginocchiata sul pavimento.

Gennaro sul pianerottolo spiegava all’anziana vicina del piano di sotto, la paranoica e combattiva Ines Fogliaccia, che nessuno voleva annegarla con un puzzolente e liquido stratagemma gocciolante dal soffitto.

Vito non vedeva, non sentiva e non parlava: si era addormentato con i piedi zuppi appoggiati sulla sedia e nessuno lo disturbava.

«Non arriva nessuno qui: quanto è lungo l’amministratore, Giusè? Vedi se la bara di là è della sua misura. Poi per Tano ne useremo un’altra…» disse Don Salvatore.

«Sarà perfetta! Ho iniziato ieri a lucidarla» rispose Giuseppe.

Il Geom. Emanuele Rimedio, dopo aver chiamato l’azienda degli spurghi, chiamò Andrea Baldazzi, l’assicuratore del condominio.

Andrea Baldazzi era un uomo sulla cinquantina, con una bocca piena di denti che egli scopriva alla fine di quasi ogni frase, come a punteggiare la fine di uno spot pubblicitario. Deformazione professionale di un venditore? Forse. E nemmeno l’unica! Vestito sempre di tutto punto, ogni suo passo era accompagnato dal ritmico rumore delle caramelline alla menta che portava sempre con sé, in tasca, dentro una scatoletta metallica, da quando la moglie una mattina, nel salutarlo sulla soglia di casa, gli aveva detto che il suo alito puzzava. Grande lezione di integrazione sociale che pochi hanno il coraggio di impartire. Era sempre incalzato dal suo capo per il raggiungimento degli obiettivi di vendita promossi dalla compagnia di assicurazioni per cui lavorava, la Turchese Assicurazioni – Assicuriamo tutto: anche quello che accade – obiettivi che però non raggiungeva mai. Ed era sempre rimproverato dal suo agente capo per la quantità di sinistri che le polizze che lui aveva intermediato facevano liquidare alla compagnia: sottraendo gli importi liquidati per i sinistri agli importi dei premi raccolti dalle sue polizze, si finiva, ahilùi, abbondantissimamente sotto allo zero.

Ma lui come poteva controllare la sorte generatrice di sinistri?

«Buongiorno Baldazzi.»

«Buongiorno Geom. Rimedio!» rispose l’assicuratore.

«C’è un nuovo sinistro da aprire per il condominio degli Artieri 47.»

«Procedo! Sinistri infiniti in quel condominio… Cos’è successo questa volta?»

«Esce merda dal water.»

«Mmm… Normalmente dovrebbe entrarci, geometra: c’è qualcosa che non va…»

«Bravo Baldazzi! La sua intelligenza ha centrato il problema: ci vediamo là, andiamo a vedere i danni e a capire la causa. Porti gli stivali. E una molletta per il naso!»

Arrivarono assieme sul posto. Entrambi erano puntuali: per questo vivevano spesso momenti di solitudine infinita, nell’attesa dei ritardatari, che sono la maggior parte.

Lo spettacolo che si presentò loro era disgustoso. L’impresa degli spurghi era già all’opera. L’operatore era circondato da pseudo-umani scalzi con pantaloni arrotolati che commentavano, da espertissimi, ogni azione che compiva attorno al water. Tutti tranne Giuseppe, che stava lucidando qualcosa di legno nell’altra stanza…

Don Salvatore non salutò nessuno, riuscì solo a tenere lo sguardo fisso sul Geom. Rimedio che si sentì brutalmente messo in mezzo. Si sentì anche, non metaforicamente, nella merda fino al collo… «Picciuli, geometra. Tanti picciuli ci vogliono adesso per sistemare tutto.»

Il Geom. Emanuele Rimedio allontanò da sé il concetto di addebito personale che bussava alla sua coscienza professionale per il ripristino dei danni e guardò il Baldazzi, sperando che intuisse che era il momento di fare il generoso con i soldi delle assicurazioni.

Ma il Baldazzi non aveva l’intelligenza emotiva del Geom. Rimedio.

«Avete una polizza personale?» esordì il Baldazzi, nella speranza di aprire un sinistro su una polizza di un altro assicuratore, scansando così la furia del suo agente capo, molto irascibile in tema sinistrosità.

Ma se c’era una cosa che proprio non andava fatta, era sfidare con domande personali e impertinenti Don Salvatore. Il Geom. Rimedio si sentì gelare il sangue nelle vene e la cacca nella quale stava camminando, improvvisamente, gli sembrò quasi il male minore.

«Giusè!» urlò Don Salvatore spostando lo sguardo dal Geom. Rimedio a Baldazzi, «Inizia a lucidare pure l’altra bara, che qua il lavoro si moltiplica a vista d’occhio…»

Baldazzi, che quella mattina a colazione non aveva mangiato pane e volpe, continuava a guardare Don Salvatore fisso negli occhi non comprendendo che Giuseppe, nell’altra stanza, stava preparando per lui un lucido e ligneo giaciglio nel quale riposare per sempre.

«Scusi, ma lei crede di venire qui, a casa mia, a impicciarsi? Lei fa l’assicuratore? Ecco, le traduco il mio pensiero: io sono la sua polizza vita! Uora iu u uccido cu i mia mani chistu assicuratore r’i mia cugghiuna!» gridò Don Giuseppe.

«Ah, ecco, capisco… Mmm… Male, anzi no volevo dire bene, benissimo!!! Io odio le coassicurazioni, un tormento. Ripartisci un danno qui, ripartisci un danno lì e i tempi della liquidazione si allungano!!! Che noia! Non si preoccupi, Don Salvatore, qui ce la vediamo noi, perbacco! Arriveremo svelti a una quantificazione, compilerò io personalmente l’atto di accertamento che le farò sottoscrivere e lei riceverà i soldi! I picciuli

Era però una lingua svelta e l’incomprensibile raffica, rapida e violenta di termini assicurativi, chiarì a tutti che il Baldazzi le cose le conosceva.

L’operatore degli spurghi arrivò in quel momento tenendo fra le mani la causa dell’occlusione.

«Dottò, ecco cosa occludeva il water: ’sto pezzo di carne. Ma si può buttare carne cruda nel water? Questa non l’avevo ancora vista e spurgo tubi da anni! Adesso è tutto a posto, fatturo al condominio o al condomino, dottò?»

Baldazzi stava per aprire bocca, ma il Geom. Rimedio lo precedette e si affrettò a rispondere: «Al condominio, al condominio, ma ci mancherebbe!» eliminando definitivamente dalla sua coscienza professionale l’idea di addebito personale.

L’operatore se ne andò, appoggiando sul tavolo il pezzo di carne. Sembrava una mano. O almeno ci assomigliava. Ecco, forse lo era stata fino a poco prima, quando era ancora attaccata a un braccio, che a sua volta penzolava da una spalla, che era attaccata a un corpo di un essere, ora non più, vivente.

Vito, che adesso era sveglio e vedeva, sentiva, ma non parlava, si prese uno scappellotto da Gennaro. Il Geom. Rimedio e il Baldazzi si guardarono contemporaneamente negli occhi, ora consapevoli. E la porta si richiuse dietro all’operatore. Vittorina andò a terminare il lavoro di asciugatura e pulizia.

Deglutirono entrambi, in coro.

«Confermo che la responsabilità dell’evento è chiaramente condominiale!» azzardò il Baldazzi, «Non v’è dubbio alcuno che l’incapacità delle tubature condominiali nel dare una mano (oh cazzo), cioè ad aiutare lo scarico di quanto occultato, cioè gettato, o meglio, scaricato nell’impianto idrico, evidenzi l’infamità, ma che dico, la responsabilità to-ta-le del condominio, la cui polizza pagherà i danni, tutti.»

Giuseppe uscì dall’altra stanza e prese mentalmente le misure del Baldazzi.

«Ma che dico tutti! Direi: di più!» aggiunse l’assicuratore.

«Fatto» disse Giuseppe «ho finito ora ora di lucidare…»

«E quindi?» chiese Don Salvatore al Baldazzi.

«Tappeti, parquet e tutto quanto danneggiato dallo spargimento d’acqua, e mi permetto anche di aggiungere, personalmente (come no), anche una tinteggiatura all’appartamento, bellissimo tra l’altro, sarà rimborsato, ma che dico rimborsato, pagato, ma che dico pagato, verrò qui e dirigerò personalmente i lavori!»

L’arrabbiatura dell’agente capo divenne il male minore: questa era una questione di vita o di morte!

Silenzio.

Il Geom. Rimedio prese la parola: «Io lascerò l’assegnone in busta chiusa al custode, il buon Augusto, che ne dice?»

Don Salvatore sentenziò: «Sta bene.» E si congedò.

Giuseppe riaprì la porta e li salutò, con estrema cortesia.

Il Geom. Rimedio e il Baldazzi uscirono, sollevati, uno col pensiero che un anno di conferma di amministratore pro tempore se l’era meritato, l’altro che era pronto a prendersi anche uno scappellotto dal suo agente capo per l’importo che la polizza avrebbe liquidato per il danno da bagnamento a Don Salvatore.

Nessuno dei due, però, pensò di essere scampato alla morte perché quella, in fondo, era la loro quotidianità.

2022-05-27

Aggiornamento

Grazie personalmente e di cuore per l'overgoal delle 400 copie preordinate a Tania e A & A, Alessandro DR, Emanuele M, Emanuele F, Antonella A, Cinzia ed Enrico, Alessandro E, Enrico V, Francesco S, Gaetano P, Giordano C, Alessandro Gaba, Daniele V, Gaetano, Daniela T, Valeria e Edo, Dajana P, Alberigo P, Andrea B, Francesco B, Tommaso e Filippo R, Primo e Ale, Manuela e Barbara C, Rosanna L, Manu e Luca, Gianluca C, Niccolò L, Teresa e Nicola, Marta e Alberto, Silvia B, Elisa e Nicola, Cesare N, Pietro C, Marco Z, Laura B, Mariano JG, Andrea G, Adam C, Barbara, Laura L, Daniele V, Cristian V, Vincenzo T, Rosario Angelo C, Alessia R, Ezio S, Alberto B, Fabio C, Cecilia e Daniele, Emanuele D M, Marijke e Salvatore, Luca S, Fabrizio e Alessandro L, Monica D’E, Andrea S, Giuseppe C, Massimo G, Alessia F, Alessia V, Elisabetta B, Maria Saveria L, Dimitri R, Pierpaolo P, Stefania C, Francesco N, Sara T, Mauro R, Luca C, Rinaldi S, Maurizio B, Alberto S, Silvana G, Elena G, Alessandro S, Dario S, Adele B, Federico C, Antonio C, Francesco C, Maria Antonietta G, Marco P, Antonio D, Cristiano P, Franco G, Clara B, Silvia C, Vincenzo C, Lucia e Riccardo C, Giorgio T, Giovanni G, Alessandro C, Jean Paul O, Luciano Z, Dario M, Ottorino N, Monica M, Davide M, Maria Doriana M, Rebecca P, Maurizio P, Rajiv K, Andrea B, Davide P, Andrea M, Mauro A, Gabriele C, Antonio M, Angela P, Lanfranco B, Federica A, Lorenzo e Jessee L, Davide T. Siete favolosi!!!!!!!!! Gabrio
2022-05-21

Aggiornamento

I "dodici sinistri" superato in un baleno gli obiettivi editoriali della campagna! 60, 200, 250 e in un attimo i preordini sono arrivati quasi a quota 400! Il libro sarà stampato e la prima azione della casa editrice sarà spedirti la tua copia al termine della campagna e delle varie, lunghe!, fasi delle lavorazioni editoriali. Che grande sorpresa! Già tu frequenti quotidianamente per vari motivi un amministratore e un assicuratore e scoprire la loro, a volte, tragicomica realtà, spero che sia divertente! Adesso che hai preordinato il libro, puoi scaricare nel tuo account la copia "originale" dattiloscritta non editata, cioè corretta e preparata per la pubblicazione: così fra una risata e un altra puoi pure cercare i refusi e gli errori che sicuramente ho fatto scrivendo! Ma poi dimmelo! Che li correggo :-) Intanto incassa un grandissimo grazie di cuore da parte mia! E se raggiungo i 400 preordini, preparati a un aperitivo di gratitudine :-) A rileggerci presto! Gabrio
2022-05-13

Aggiornamento

Incredibile! Inaspettato! Mostruoso! In sole 48 ore dal lancio della campagna di raccolta preordini del libro, 333 copie sono state preordinate. Grazie a tutti voi per quanto avete fatto per questa strana neonata ed insolita coppia letteraria! Ma un grazie enorme e dal profondo vero del mio cuore! 💙 Un grazie sincero e totale 💙 Un grazie gigantesco almeno quanto la mia sorpresa di raggiungere questo numero bellissimo E adesso, preparatevi ad una grande festa di gratitudine che organizzerò in Vostro onore 🙏 Gabrio, gratissimo 😊

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Gabrio Bacchini
Gabrio Bacchini nasce il 17 dicembre 1973 a Milano, città che ama da sempre, pure quando tutti dicevano che era brutta.
Ha frequentato la facoltà di Lettere moderne per poi dedicarsi al lavoro di assicuratore, che svolge tuttora.
Il suo lavoro l’ha portato a contatto con diversi amministratori di condominio che sono stati di ispirazione per la sua prima prova narrativa, I dodici sinistri.
Fra tubi che si rompono e compagnie di assicurazione che liquidano i sinistri, trascorre in allegria le sue giornate lavorative.
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