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Il colore dei suoi occhi

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Consegna prevista Marzo 2025
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Una ragazza con una vita apparentemente normale viene messa di fronte alla verità sulla sua vita. Helena ha 18 anni, è al suo ultimo anno di liceo e le uniche sue preoccupazioni sono la scuola, le amiche e un amore non ricambiato. All’alba dei suoi 18 anni Helena inizia a vivere una serie di cambiamenti e alcuni strani episodi sconvolgono la sua esistenza. Lei non è chi pensava di essere, i suoi genitori interpretavano solo un ruolo, c’è tutto un altro mondo che la aspetta e che la sta richiamando. Catastrofi naturali sconvolgono il pianeta. Un pericolo incombe ed Helena è chiamata a lottare per salvare la terra dalla corruzione del male. Grazie all’aiuto di Leonardo, a conoscenza delle sue origini, Helena intraprende un viaggio che la porterà a scoprire ed esplorare i suoi veri poteri. Il rapporto tra i due cresce, così come i sentimenti che provano l’uno per l’altra. Helena, tuttavia, ha un compito più importante e niente può distrarla, nemmeno l’amore.

Perché ho scritto questo libro?

La scrittura di questo testo è nata in un momento in cui tutto nella mia vita stava cambiando. Avevo appena iniziato l’università e quindi mi spostavo spesso in treno. Al tempo ascoltavo in continuazione una canzone: “Midnight city” degli M83 e, come accennato nella mia biografia, la musica ha sempre richiamato alla mia mente moltissime storie ed immagini. Questa canzone ha dato quindi vita ad una storia: la storia di una giovane ragazza, di un nuovo mondo e di tanti segreti da svelare.

ANTEPRIMA NON EDITATA

CAPITOLO 8

L’indomani Helena fu svegliata molto delicatamente da un sacchetto di carta lanciato sulla sua faccia.

    • Svegliati dormigliona, ringrazia che ti ho fatto dormire fino alle 6, bisogna ripartire e mi devi cambiare la fasciatura. – le disse Leonardo con un tono abbastanza allegro per essere uno che ha un buco nella spalla.
    • Non sono la tua infermiera, arrangiati, e questo coso cosa mi rappresenta? – gli rispose Helena, ancora mezza assonnata.
    • La tua colazione, ti do quindici minuti per prepararti e fare colazione, mi arrangerò per la fasciatura come dici tu miss gentilezza – disse uscendo dalla porta.

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Helena avrebbe voluto tornare a dormire e risvegliarsi nel suo amato letto, ma sapeva purtroppo che questo non era possibile. Aprì il sacchetto e vide che dentro c’era una ciambella alla crema. Questo mi vuol far pure diventare obesa pensò. Andò in bagno e si fece una doccia, dopo essersi leggermente asciugata con gli asciugamani del bagno, rovistò tra la roba che aveva comprato il giorno prima e indossò un paio di jeans e una T-shirt con su scritto il simbolo della pace. Proprio azzeccata pensò. Mise nello zaino il resto della sua roba e uscì mordendo la ciambella che le aveva comprato. Non era niente male. Si guardò intorno per vedere dove fosse finito, ma non riusciva a trovarlo. La macchina era chiusa e lui non c’era, portò le chiavi alla Hall e si guardò intorno, ma anche lì non c’era, poi pensò al negozietto di ieri. Si diresse verso l’entrata e fu in quel momento che lo vide uscire dal negozio con accanto la signora che gli sorrideva. La fasciatura era stata cambiata ed era nettamente meglio di quella che lei gli aveva fatto la sera prima. Doveva averlo aiutato. Si avvicinò per salutarla, ma Leonardo le venne incontro e le fece segno di salire in macchina. Si limitò quindi ad un cenno con la mano e dopo di che salì in macchina, posando lo zaino nei posti dietro. Lui ingranò la marcia e partì.

  • Ti è piaciuta la ciambella eh – disse Leonardo per spezzare il silenzio.
  • Si, buona – rispose Helena
  • Avanti chiedimi cosa vuoi sapere, ti ho vista ieri sera, prometto che sarò il più chiaro possibile – disse lui
  • Ah grazie, finalmente ti sei reso conto che rapirmi, legarmi ad una macchina, uccidere poliziotti a suon di terremoti, non è una cosa così normale? – rispose Helena infastidita.
  • Voglio sapere tutto. E sarà meglio che tu abbia una spiegazione decente per farmi continuare questa follia di mia volontà -.

Leonardo allora cominciò dall’inizio.

  • Innanzitutto, devi sapere chi sei e chi sono io. Apparteniamo ad una linea di sangue molto antica, io non so molto dei nostri antenati, di quello si occupano di più i cosiddetti Saggi, coloro che tramandano il nostro sapere alle future generazioni. Ne rimangono più pochi al mondo e noi ci stiamo dirigendo da uno di quelli. Si chiama Makarios, saprà dirci di più su cosa devo fare con te. Comunque, tornando ai nostri antenati, da migliaia di anni sulla terra vivono persone definite “Custodi”. Si occupano di mantenere l’equilibrio sulla terra, ed è per questo che appartengono a quattro diverse dinastie, che poi fanno riferimento ai quattro elementi: acqua e fuoco, che sono gli elementi superiori e aria e terra, che invece sono gli elementi inferiori. Noi manteniamo l’ordine. Purtroppo esistevano ed esistono ancora “Custodi” che non apprezzavano l’ordine, ma il caos, poiché dal caos si genera il potere. Da migliaia di anni cercano di assumere sempre più potere generando catastrofi naturali e accordandosi con esponenti politici molto forti. Ultimamente però stanno scomparendo troppi novizi, ovvero, coloro che al diciottesimo anno di età rivelano l’elemento di appartenenza. Tempo addietro era una precauzione, poiché in gioventù si sa, è difficile il controllo. Così si veniva trovati da piccoli, addestrati dai saggi e preparati al giorno della rivelazione. Con la morte di molti dei nostri saggi però, sono rimasti in pochi ad essere stati addestrati e molti di loro sono scomparsi, finiti al servizio di chissà chi. Io sono riuscito a trovare te, sei una delle ultime ragazze della dinastia dell’acqua, figlie di Nettuno. Eravate in quattordici, molte sono state uccise, di altre non si hanno notizie. Per questo ti ho dovuta rapire. Non potevi fare la loro fine -.
  • Quindi… tu mi stai dicendo che io sarei la figlia di un Dio venerato dai romani e che tu mi hai rapito perché se no sarei stata uccisa o sarei passata dalla parte di questo cosiddetto “male”? – rispose Helena che ancora stava cercando di elaborare tutto ciò che le aveva raccontato Leonardo.
  • Figlia in senso astratto, nel tuo sangue scorre parte del suo spirito. Vedi gli Dei o Custodi come vuoi chiamarli, all’inizio erano pochi e non riuscivano a mantenere l’equilibrio necessario alla sopravvivenza degli uomini. Così decisero di suddividere il loro spirito e di creare in ogni parte del mondo dei Custodi, e il loro spirito si tramanda da generazioni. Così facendo però diventarono mortali e morirono, cosa che, come vedi, siamo anche noi. Per questo i Custodi sono sempre meno. C’è però una leggenda, l’unione di una figlia Nettuno e di un Figlio di Vulcano appartenenti alla prima dinastia di Custodi porterà alla nascita di una bambina, Dea dei quattro elementi, Dea della terra, che potrà dare origine ad una nuova generazione di Custodi, che rafforzerà il potere di coloro che sono al servizio dell’equilibrio e indebolirà coloro al servizio del caos -.
  • Sì, e intanto continuo a non capire cosa c’entro io in tutto questo. Non so nemmeno cosa posso o non posso fare. Ho paura di fare un cenno con la mano e di ferire qualcuno! – disse Helena ormai stanca di ascoltare quelle favole.
  • Non hai ancora capito? Sei tu l’ultima figlia di Nettuno! Sei tu l’unica che può portare avanti la nostra vita! Il mondo senza custodi è un mondo nel caos completo! Noi manteniamo tutto sulla terra, siamo il suo nutrimento, ciò per cui ancora esiste. Senza di noi i climi impazzirebbero e di conseguenza anche la vegetazione, la vita sulla terra diverrebbe impossibile! – urlò ormai stanco di dover dare spiegazioni su tutto.
  • Va bene va bene, ho capito, non urlarmi contro però, è tutto nuovo per me. Quindi anche i miei genitori sono come me? – chiese.

Era curiosa di sapere come mai non le avessero mai detto nulla se dopotutto anche loro erano figli di Nettuno.

  • I tuoi genitori sono morti anni fa, poco dopo la tua nascita, vedi col tempo gli umani più potenti si sono messi a cercare quelli come noi, per poterli sfruttare, i tuoi genitori diedero alla luce quattordici figlie di Nettuno, essendo già in età scolare le tue sorelle erano già state prese sotto la cura dei Saggi. Qui però vennero trovate, i Saggi furono uccisi, alcune si difesero ma morirono e le più piccole vennero portate via. Non so dirti se siano ancora vive o meno. Tu eri ancora molto piccola e i tuoi, decisi a riprendersi le loro bambine, ti lasciarono a Festiona ad una famiglia di Custodi che però aveva smesso di esercitare le loro funzioni per paura di essere catturati. La donna che si è presa cura di te un tempo apparteneva ai Saggi, mentre suo marito è un figlio di Cerere, proprio come me. Mi dispiace molto, ma proprio per non permettere che questo accada più mi serve il tuo aiuto -.

Era evidente fosse molto dispiaciuto per la triste storia di Helena, anche i suoi genitori furono catturati, ma lui ebbe la fortuna di poter essere addestrato dai Saggi e potersi dedicare così al compito che gli spettava. Helena dopo quella spiegazione smise di fare domande, tutta la vita che aveva conosciuto fino a qualche giorno fa era una farsa, sua madre non era la sua vera madre e così anche suo padre. I suoi genitori non tornarono più a riprenderla, dovevano quindi essere morti, così come probabilmente molte delle sue sorelle rimaste in vita dopo quel giorno. Non sapeva più chi fosse, non sapeva più di chi potesse fidarsi, non aveva più nessuno. Leonardo era stato sincero, non aveva tralasciato nulla, nemmeno gli elementi più sconcertanti, ma a che prezzo? Ora che sapeva la verità era distrutta. Il suo cuore era spezzato e si sentiva più sola che mai. Si rannicchiò nel suo sedile e rimase a guardar fuori dal finestrino per tutto il resto del viaggio, immersa nei suoi pensieri. Leonardo provò a parlarle nuovamente durante il viaggio, ma non ebbe risposta. Si fermarono in un fast food per prendere del cibo. Dopo aver mangiato in silenzio Leonardo fece benzina e ripartì. Dovevano raggiungere Makarios al più presto.

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Giada Rabellino
Mi chiamo Giada Rabellino e sono una maestra della scuola primaria e di danza. Sono nata nel 1996 a Savona, in Liguria. Tutt’ora vivo in un appartamento, ma sono cresciuta con le mani nella terra e circondata dagli animali del nostro orto. Per questa ragione spero presto di trovare uno spazio che mi permetta di stare a contatto con il verde. Sono sempre stata una bambina creativa e ho trovato la mia massima espressione nella danza. La musica è sempre stata di ispirazione ed è anche quella che mi ha stimolato nella scrittura. Ogni canzone porta con sé un viaggio, delle immagini e quando ho del tempo libero mi piace mettere tutto questo per iscritto. Alle medie iniziai a leggere libri fantasy, in particolare quelli di Cecilia Randall, e non abbandonai più quel genere. Lei è tutt’ora la mia ispirazione. Le medie sono state anche il periodo in cui sono nati i disturbi d’ansia, con cui ho con
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