Caterina nobildonna fiorentina, dopo un’adolescenza e una maturità travagliate, si innamora di un pescatore. Tuttavia nella bigotta società del XVII secolo, fatta di ipocrisie, avidità, potere religioso, non era consentito a una dama della aristocrazia di innamorarsi di un plebeo. La marchesa aveva la sensazione di vivere nell’epoca sbagliata. Desiderava essere libera di scegliere, svincolata dai dettami del suo tempo. Perciò l’eramnesia di Caterina porterà alla condanna sua e di Graziano. Quell’amore tanto cercato, così mal percepito dai suoi contemporanei, per cupidigia, per invidia, fondato su un modello miope e maschilista, in cui il potere religioso tutto può, persino raggirare e condannare una aristocratica, colpevole solamente di voler amare. Caterina e Graziano si giureranno amore eterno, dopo essersi scambiati un piccolo crocifisso d’argento che sancisce la loro unione.
Quando due anime si uniscono è per sempre. Il loro sogno d’amore supera il tempo, attraversa i secoli.
Perché ho scritto questo libro?
Nella fortezza di Volterra, sono venuto a conoscenza della vita della marchesa Caterina Picchena, vissuta nella metà del XVII° secolo. Ho visitato la cella in cui fu rinchiusa nel Mastio perché si era innamorata di un pescatore.
In quel periodo stavo leggendo un saggio di uno psichiatra americano che curava i pazienti con l’ipnoterapia. Durante le sedute di ipnosi, molti pazienti avevano dichiarato che stavavano vivendo la loro seconda vita e mi è venuta l’idea.


Commenti
Ancora non ci sono recensioni.