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Il destino delle anime

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Consegna prevista Luglio 2027
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Caterina nobildonna fiorentina, dopo un’adolescenza e una maturità travagliate, si innamora di un pescatore. Tuttavia nella bigotta società del XVII secolo, fatta di ipocrisie, avidità, potere religioso, non era consentito a una dama della aristocrazia di innamorarsi di un plebeo. La marchesa aveva la sensazione di vivere nell’epoca sbagliata. Desiderava essere libera di scegliere, svincolata dai dettami del suo tempo. Perciò l’eramnesia di Caterina porterà alla condanna sua e di Graziano. Quell’amore tanto cercato, così mal percepito dai suoi contemporanei, per cupidigia, per invidia, fondato su un modello miope e maschilista, in cui il potere religioso tutto può, persino raggirare e condannare una aristocratica, colpevole solamente di voler amare. Caterina e Graziano si giureranno amore eterno, dopo essersi scambiati un piccolo crocifisso d’argento che sancisce la loro unione.
Quando due anime si uniscono è per sempre. Il loro sogno d’amore supera il tempo, attraversa i secoli.

Perché ho scritto questo libro?

Nella fortezza di Volterra, sono venuto a conoscenza della vita della marchesa Caterina Picchena, vissuta nella metà del XVII° secolo. Ho visitato la cella in cui fu rinchiusa nel Mastio perché si era innamorata di un pescatore.
In quel periodo stavo leggendo un saggio di uno psichiatra americano che curava i pazienti con l’ipnoterapia. Durante le sedute di ipnosi, molti pazienti avevano dichiarato che stavavano vivendo la loro seconda vita e mi è venuta l’idea.

ANTEPRIMA NON EDITATA

[…] L’odore nauseabondo di zolfo e aglio appestava l’aria nella stanza. La marchesa era a ridosso della finestra, vicina all’architrave della porta, quando entrò il marito tossendo, con il volto livido e il corpo gonfio. «Avete un alito che ammorba! Converrete con me che io vada a dormire in un’altra stanza.»
Il marchese indietreggiò e si diresse al tavolo, al centro della sala. Afferrò indispettito la brocca dell’assafetida e riempì il bicchiere.
Si girò e alzò il bicchiere. «È questo intruglio che mi dà alito cattivo!». […]

[…] L’omelia del prete fu toccante, commovente: «Il destino è qualcosa che va al di là della nostra comprensione, non è alla nostra portata. Quando bussa alla nostra porta non possiamo tenerla chiusa, entrerà comunque. Nulla è sicuro a questo mondo e la vita porta con sé l’imprevedibilità, come per la morte della giovane Frida. In queste circostanze di dolore si perde la via del ragionamento razionale, ti assalgono i dubbi, le certezze svaniscono e lo sconforto si attacca addosso come il sudore alla pelle, in una angosciante disperazione a cui non sai dare un senso logico. La verità è ruvida, amara e scuote i pensieri delle persone che ti hanno amata. E quando anche noi saremo alla finestra del tramonto dobbiamo avere la consapevolezza che la vita è un breve viaggio, anche se non l’abbiamo pianificata come avremmo voluto». […]

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Claudio Gattini
Caludio Gattini, per molti anni responsabile impianti chimici e termici, esperto in tema di sicurezza e antincendio, attualmente svolge attività impreditoriali e coadiuva nella azienda di famiglia
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