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Il Dono
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Consegna prevista Maggio 2023

Il dono.
Se si potessero inserire le emoji (gli smile che esprimono concetti che a parole è difficile raccontare) dopo aver letto il titolo del libro, ti immagino con quella faccina che si gratta il mento pensosa.
Penseresti che si parli di regali o del donarsi agli altri e invece provo a lasciarti un assaggio di ciò che ho pensato quando ho scelto il titolo.
Hai presente la pellicola trasparente che avvolge gli alimenti per conservarli?
Quella che sì, si appiccica ovunque, ma che se sei bravo a tirare senza far uscire le increspature sembra quasi che non ci sia nulla che copra il contenuto, un velo.
Ecco. Il dono è come la pellicola ben stesa sulle nostre vite.
Da un lato ci lascia vedere al di fuori ed essere visti, e allo stesso tempo ci rassicura anche dai batteri negativi se abbiamo la pazienza di adagiarla per bene.
Come un buon viaggiatore avvolto nella pellicola (come le sue valige), ti troverai ad affrontare un cammino esperienziale di doni che ci circondano.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro perché da molti anni questa voglia latente di dare spazio ai pensieri aveva bisogno di farsi largo nel mondo.
Inutile sottolineare come le notizie negative si susseguano ogni giorno, non solo sui giornali, ma anche nel passaparola dei nostri cellulari.
Qualche tempo fa ho sentito l’esigenza di dire basta alla negatività: possibile che non si riesca a raccontare anche ciò che di bello ci circonda.
Nel libro trovi quello che penso del bello (ma sì, anche del brutto).

ANTEPRIMA NON EDITATA

Dall’introduzione

Da subito mi era chiaro che il libro avrebbe dovuto parlare di altro, di esperienze di vita, di emozioni, di sbagli e di gioie; le mie prima di tutto e poi anche le tue.

E così una sera dopo aver visto il film “la vita è meravigliosa”, una di quelle in cui poi ti addormenti sul divano e alle 4, tornata nel letto, non prendi sonno se non al mattino quando è ora di alzarsi, mi è venuta l’illuminazione.

Eccolo lì, il titolo che mi appariva così naturalmente facile da sembrare quasi strano non averci pensato prima:

il libro avrebbe parlato del DONO
Continua a leggere

Continua a leggere

….

Cap. 1

È ovvio che prima di iniziare a raccontarti come per me il dono si ritrovi nella quotidianità della vita, sia necessario spiegarti quello che per me significa questa parola.

Sin da piccola i miei genitori mi hanno iniziata al cammino di fede cristiana: catechismo, comunione, cresima; cammino che ho proseguito anche quando non era più “obbligatorio” come animatrice e dopo molti anni anche come lettrice in chiesa.

Nel corso di questo periodo, però, non sono sempre stata attorniata da persone che avevano la stessa fede.

Ecco, il punto merita una breve digressione.

Chi mi conosce bene sa quanto sia importante l’aspetto religioso nella mia vita anche se lo ritengo un cammino/percorso davvero complicato.

Per questo faccio del mio meglio seppure immersa in continue cadute ed errori.

Quindi a te che stai leggendo e che pensi che troppo spesso ho “predicato bene e razzolato male”; sì, hai certamente ragione.

E magari queste pagine aiuteranno anche a me a rendermene conto.

Ma per tornare a quanto dicevamo prima.

All’epoca, avevo accanto amici, parenti, conoscenti, colleghi di lavoro ai quali non interessava minimamente parlare di fede o delle mie attività in parrocchia.

Con queste persone confrontarsi su certi argomenti poteva risultare scomodo e non addirittura impossibile.

Ma non per questo chi mi stava accanto doveva essere eliminato dalla mia vita; alcuni di loro, anche senza saperlo, ogni giorno compivano azioni che le avvicinavano all’essere cristiani più di quanto non lo fossi io.

Guardando oggi queste esperienze credo che il concetto di dono sia nato proprio lì.

Non ho dubbi sul fatto che la fede mi abbia portata a ringraziare Dio per quello che ogni giorno la vita mi offre (anche per il risveglio ogni mattina).

Sarebbe però limitante affermare che il dono che mi sono resa conto di aver ricevuto sia solo quello.

Il dono più grande credo l’aver portato avanti il mio credere e pregare Dio indipendentemente da quello che le persone intorno a me pensano.

Non posso certo ritenermi una martire, è però vero che, nel piccolo, mi è stato dato il dono di combattere le piccole battaglie di indifferenza e di sarcasmo.

Un es. nei tre giorni che precedono la Pasqua ritengo importante partecipare alle celebrazioni del c.d. Triduo e quindi raccontare agli amici, colleghi che “non posso venire all’aperitivo perché è venerdì di quaresima e faccio digiuno” non è mai stato facile.

O ancora, far finta di nulla agli sguardi di chi si stranisce quando racconti di andare a messa tutte le domeniche.

Ecco. La perseveranza nel cercare di ancorare alcune decisioni alla fede è per me stato un dono.

La consapevolezza di averlo ricevuto, però, è sopraggiunta davvero dopo molto tempo (e poi mai davvero completamente).

Ma al di là di ciò che significa per me il dono, questo libro non vuole parlare di religione, di fede.

Ci sono infatti altri doni, quelli di cui parlerà questo libro, che si presentano a noi tutti i giorni, sono quotidiani e che ci capita di lasciar correre.

Quei doni che potrei definire, o potresti definire, come “il lato positivo della giornata”. Quell’aspetto che troppo spesso risulta nascosto e impossibile da riconoscere.

Solo attraverso la scoperta del dono del quotidiano si può iniziare a sostituire mutare la prospettiva di come guardiamo certe cose.

Qualcuno utilizzerebbe, addirittura, un termine ancora più concreto, come cambiare paradigma, allargare lo sguardo o sfruttare il pensiero laterale.

Quello che vorrei trasmetterti nel libro non è il concetto di vivere in un mondo di utopia; quello in cui far finta che le situazioni difficili non esistano; quello in cui vivere diventa come essere catapultati in un cartone animato o come dico sempre, nel mondo di Memole.

Trovare il lato bello è importante per comprendere che ogni giorno ci insegna qualcosa.

Comprendere che un comportamento può essere evitato, che una discussione può essere affrontata da punti di vista differenti.

Le difficoltà del quotidiano rimarranno, ma sarà come noi facciamo tesoro di quello che ci hanno insegnato che potrà confortarci e sostenerci nel cammino di ogni giorno.

Posso anche dirti cosa non troverai in questo libro.

Tra le pagine non ci saranno le “dieci regole” per scoprire il dono o il “vademecum” per cercare il lato positivo delle cose.

Ritengo di non avere le competenze e lascio ad altri più esperti consigliarti.

Il mio racconto sarà più simile ad un cammino.

Troverai spesso le mie dirette esperienze e cosa ho scoperto incontrando persone e ascoltandole, leggendo libri, meditando o rimanendo sola con la mia rabbia.

Se attraverso le pagine scoprirai di aver vissuto le stesse esperienze o di aver usato le stesse parole, allora questo libro avrà raggiunto il suo scopo.

Diventerà il tuo dono.

Nel cammino di lettura ti imbatterai anche in pagine con alcune righe.

Beh, non avevo finito le idee.

Volevo lasciarti spazio per raccogliere le tue, appena ti vengono, in modo che tu possa farne anche un tuo diario.

Non mi resta che dirti buona avventura in questa lettura.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Elisa Vecchini
Elisa Vecchini, nata nel 1981, vinceva il festival di Sanremo Alice con la canzone Per Elisa (un sacco di quarantenni nate tra l’81 e l’82 si chiamano Elisa).
Frequento ragioneria a Mantova, ma il con l’intento di diventare un giorno avvocato.
L’università (giurisprudenza) scivola abbastanza bene; tra un esame e l’altro mi diletto come commessa dapprima in gelateria e poi in un negozio di abbigliamento (il mio vero tallone d’Achille).
Avvocato nel 2011 mi occupo esclusivamente di materia del diritto del lavoro nello studio di Mantova e Cervia.
Da 24 anni mi accompagna nella vita Andy che si diletta con i miei progetti strampalati.
Ci ha seguiti per quasi 10 anni Tobia, un bovaro del bernese, e oggi ha fatto da poco il suo ingresso in famiglia Ivo, un “tricolorbear”.
Sono sempre attratta da nuovi progetti e nuove collaborazioni per allargare l’orizzonte delle possibilità.
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