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Il marchio dell’affetto

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La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Novembre 2024

Carolina è una ragazza che fin dall’infanzia si trova a passare da una famiglia affidataria all’altra senza trovare pace né dentro se stessa né fuori nel rapporto con il mondo che la circonda. Nel suo passato, infatti, c’è un evento che l’ha segnata profondamente e che riguarda la sua famiglia di origine. Nel suo percorso di vita Carolina incontra diverse persone che nel tentativo di avvicinarla emotivamente aprono qualche breccia nella corazza che nel tempo si è costruita per difendersi. Solo quando la verità viene svelata nella sua interezza, Carolina riuscirà ad accarezzare la possibilità di essere felice come non aveva mai fatto prima.

Perché ho scritto questo libro?

La passione per la lettura mi accompagna da sempre ed anche la scrittura è stata mia compagna fin da piccola, quando inventavo brevi storie che trascrivevo su un vecchio pc. Nell’adolescenza ho avuto uno spunto dal quale è poi nato questo manoscritto. Dopo aver avuto infatti l’illuminazione sulla frase iniziale, il resto si è scritto da sé, come se la protagonista volesse trascinarmi a scrivere di lei e del suo percorso di crescita emotivo in una storia di vita non semplice.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Quando mi appoggiarono sul divano io mi rannicchiai in posizione fetale e con il pollice in bocca. Una scusa in più per far spazientire la donnaccia che mi gridò subito: “Alla tua età ancora a succhiarti il dito!” prima di darmi un calcio ben assestato alla schiena. Mi limitai a guardare fisso davanti a me e mi scorticai coi denti la pelle all’attaccatura dell’unghia, dove spesso sorgono fastidiose pellicine. Sentii una fitta di dolore e il sapore ferroso del sangue sulla lingua.

Una mano mi strattonò violentemente giù dal divano e cascai sbattendo la schiena e i gomiti. Mi rialzai, guardai con odio la donna davanti a me – o meglio, mi soffermai sui suoi capelli ricci e di un arancione innaturale, che la facevano somigliare ancor più alla regina dell’Inferno – e senza dire nulla uscii nel giardino sbattendo la porta. Appena seduta sull’erba verde con teneri germogli primaverili, iniziai a strapparne fili, iniziai a rovinarmi le unghie ficcandole nella terra; molte si ruppero colorando l’erba di rosso scuro.
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Nel mentre, iniziai a urlare e piangere. I padroni di casa uscirono inferociti, mi tirarono per le braccia e, mentre i miei pantaloni di tela si strappavano a causa del cemento che le mie ginocchia grattavano, mi dissero che da quel momento mi avrebbero chiuso nella camera d’isolamento, dove stavano i bambini cattivi. Io sorrisi. Era tutto ciò che volevo. Tutto ciò che meritavo. Stare sola, lontana dagli altri e soffrire. Questo meritavo dopo quella notte.

Gli altri bambini mi guardavano terrorizzati, si capiva che non avrebbero voluto essere al mio posto. I loro sguardi mi scivolavano addosso senza farmi alcun male. Mi sbatterono nella stanza dove c’erano una piccola branda e una piccola finestra – non troppo in alto, osservai compiaciuta – e mi rannicchiai, stavolta al suolo, col dito sporco di terra in bocca; mi lasciarono sola, sbattendo la porta, dopo aver lasciato cadere la mia sacca accanto a me.

Dopo aver passato due giorni sentendo i bambini giocare fuori e mangiando con le mani sudice – non me le ero ancora lavate dalla terra – le scarse porzioni di minestra annacquata, decisi che l’avrei fatto di nuovo. Sarei scappata ancora.

2024-05-13

Aggiornamento

È con grande gioia che apprendo del raggiungimento della quota richiesta per poter a tutti gli effetti coronare il mio sogno. Ringrazio tutti voi per la fiducia accordatami

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Federica Lucchi
Sono nata a Forlì il 1° Dicembre 1998. Fin da piccola appassionata alla lettura, ho letto libri su libri anche di autori destinati ad un pubblico più adulto. Dopo il diploma ho intrapreso l'università dove ho acquisito il titolo di dottoressa in ostetricia. La passione per la scrittura è cresciuta parallelamente a quella per la lettura e mi ha portata alla stesura del mio primo manoscritto che vi proponiamo.
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