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Il peso della felicità

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Consegna prevista Gennaio 2027
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“Il Peso della Felicità” non è un manuale di diete, ma un mosaico di umanità: quaranta storie vere di persone che hanno varcato la soglia di uno studio di nutrizione portando silenzi mai detti, paure sepolte e segreti custoditi come tesori avvelenati. In vent’anni di professione, l’autore ha imparato che dietro ogni chilo di troppo si nasconde una storia unica. C’è chi cerca disperatamente la salute dopo analisi preoccupanti, chi lotta contro ginocchia che non reggono più, chi dimagrisce per un matrimonio, chi porta una tristezza che nessuna dieta potrà curare, chi vuole cambiare per sentirsi degno di essere amato. Dai giovani che si nascondono dietro magliette larghe agli anziani che vogliono guadagnarsi qualche anno in più, questo libro mostra che il vero peso non è quello della bilancia, ma quello che portiamo dentro. Un invito a comprendere che il viaggio verso il benessere è fatto di consapevolezza e amore per sé stessi. Perché non esiste un solo modo di stare bene, ma tanti quante sono le storie che ci portiamo dentro.

Perché ho scritto questo libro?

In vent’anni ho visto che le diete falliscono quando ignoriamo ciò che sta sotto la superficie. Ho scritto questo libro per dare voce a chi resta in silenzio: alle emozioni che pesano più dei chili, alle motivazioni che nessuno chiede mai. Quaranta storie di vittorie e sconfitte, perché a volte si perde, e va bene così. Volevo che chi legge smettesse di sentirsi sbagliato o solo. Che capisse che il cambiamento parte da dentro. Avrei voluto leggere questo libro prima di fare il nutrizionista.

ANTEPRIMA NON EDITATA

STORIA 32 – Giulio e la rivincita su sé stesso

Quando varcò la porta del mio studio in un grigio pomeriggio di Ottobre, Giulio portava addosso trentatré anni appena compiuti e un peso che non era solo fisico. Alto un metro e settantaquattro, con quaranta chilogrammi di troppo concentrati prevalentemente a livello addominale, aveva imparato a evitare gli specchi. Quella zona critica del corpo che rende impossibile indossare qualsiasi abbigliamento con dignità, che costringe a incrociare lo sguardo degli altri con vergogna. Da otto anni lavorava come impiegato amministrativo in una banca del centro. Ogni giorno un’ora e mezza di viaggio al mattino e poco meno al pomeriggio. Straordinari non retribuiti che lo tenevano lontano da casa fino a sera. Una vita scandita da orari che non gli appartenevano, in un corpo che sentiva sempre più estraneo. Da quattro anni conviveva con la compagna in un appartamento di periferia. La routine aveva tessuto la sua trama silenziosa, offuscando gli sguardi complici, cancellando ogni attenzione reciproca. Nel frattempo il suo corpo si era trasformato, aveva preso le forme di un uomo obeso. E questo aveva reso tutto più difficile, più doloroso. Il desiderio fisico e la passione che avevano tenuto vivo il loro rapporto nei primi tempi si era spento. Due persone che si erano amate profondamente erano diventate solo due presenze che abitavano la stessa casa. Senza più vedersi davvero, senza più toccarsi, senza più desiderarsi. Poi il mondo gli crollò addosso. Scoprì che la sua fidanzata lo tradiva da mesi, e non occasionalmente ma con continuità. Quando l’affrontò, prove alla mano, lei non negò, non chiese scusa e non tentò nemmeno di giustificarsi. Lo lasciò immediatamente.
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E per farlo scelse le parole più affilate, più crudeli. Gli disse che era colpa di quel corpo lasciato andare, di quell’ingombro fisico che aveva finito per riempire ogni spazio della loro vita, della stanchezza che lo avvolgeva costantemente, della sua silenziosa resa a un’esistenza senza slanci né passione. Disse che non lo desiderava più, che guardarlo la faceva sentire intrappolata, che lui aveva smesso di essere l’uomo di cui si era innamorata. Poi uscì dalla porta. Giulio rimase lì, immobile, a sentire quelle parole scavargli dentro come lame. Quando arrivò da me, su consiglio di un collega, era un uomo ferito, ma anche un uomo in fiamme. Dentro di lui si agitavano sentimenti violenti e contrastanti: rabbia per il tradimento, vergogna per essersi lasciato andare, umiliazione per essere stato scartato come un oggetto inutile, paura di non farcela. E in mezzo a tutto questo qualcosa di nuovo, una determinazione feroce, quasi disperata. Voleva dimagrire. Me lo disse con una voce che non ammetteva replica. Aveva molto da perdere. Non temeva la sofferezza né i sacrifici e non chiedeva sconti. Era il paziente ideale per strategie aggressive. Ma c’era un aspetto particolare del suo caso. Giulio viveva ancora nell’appartamento che aveva condiviso con la sua ex compagna poichè il contratto era intestato a lui e lei se n’era andata lasciandolo solo. Ogni angolo di quella casa gli ricordava lei: i momenti felici, il tradimento, la cucina dove avevano cucinato insieme, il divano dove avevano guardato film abbracciati, il letto dove avevano fatto l’amore. Tutto era diventato un museo di un amore finito. Lavorammo anche su questo: gli suggerii di cambiare casa, di trovare un posto nuovo per ricominciare senza fantasmi, ma rifiutò. Voleva restare proprio per quello — trasformare il dolore in motore, guardare ogni giorno quei luoghi per ricordarsi perché stava lottando. Forse era una scelta masochistica, ma per lui funzionava. C’era anche un altro elemento: Il lavoro in banca era stressante e competitivo, con colleghi per lo più giovani e un ambiente che spesso privilegiava l’immagine rispetto alle competenze. Giulio si sentiva giudicato, vedeva gli sguardi pietosi, di scherno, sentiva i commenti sussurrati. Quell’ambiente alimentava la sua vergogna, ma anche la sua determinazione. Costruimmo insieme un programma ferreo. Lui lo seguì senza mai lamentarsi, senza mai chiedere sconti. La mattina prestissimo, quando la città dormiva ancora, andava a correre per almeno mezz’ora. La sera, dopo il viaggio di ritorno, un’altra ora e mezza in palestra con i pesi. Durante il percorso inserii due volte la mia dieta chetogenica di due settimane, un programma che accelera il dimagrimento in modo localizzato, agendo sulle zone di accumulo ostinato che lo tormentavano. Lui la seguì con assoluta precisione poichè sapeva che anche un piccolo errore avrebbe vanificato giorni di sacrifici. Il suo corpo, abbandonato per anni all’inerzia, cominciò finalmente a reagire: i chili calavano settimana dopo settimana e i muscoli si delineavano sotto la pelle. Ogni mattina si guardava allo specchio con occhi nuovi, incredulo. Non aveva mai seguito una dieta con tanta serietà e dentro di lui ardeva un fuoco che non si spegneva I primi dieci mesi furono un trionfo: raggiungemmo risultati eccellenti e il suo dimagrimento superò le sue aspettative. Poi, per i cinque mesi successivi, cambiammo strategia poichè l’obiettivo non era più dimagrire, ma costruire muscoli. Lavorammo su un programma nutrizionale ed allenamenti mirati ad aumentare massa e tono muscolare. Giulio, che non aveva mai praticato attività fisica con costanza e aveva un tono muscolare scarso e flaccido, si trasformò in un atleta: i muscoli presero forma e volume, le spalle si ampliarono, la schiena si scolpì e gli addominali emersero. Alla fine del percorso aveva perso trentasei chili di grasso, ma la cosa più sorprendente era che aveva guadagnato seisette chili di massa muscolare. Aveva completamente ridisegnato la silhouette: guardarlo era come vedere un’altra persona, del tutto diversa. Poi, qualche mese dopo la fine del percorso, accadde l’imprevisto: a una festa di compleanno, tra gli invitati, lei era lì. La ex che lo aveva tradito più volte, umiliato e lasciato con parole che ancora gli bruciavano dentro. Lo guardò a lungo senza riconoscerlo: cercava con gli occhi l’uomo obeso, affaticato e spento che aveva abbandonato, quello che non usciva più, non viaggiava, non viveva. Ma davanti a lei c’era un’altra persona: magro, tonico, muscoloso, lo sguardo vivo e penetrante, la postura fiera di chi ha riconquistato il proprio spazio. Emanava energia da ogni poro. Si avvicinarono con esitazione e cominciarono a parlarsi, cauti. Lei sembrava incuriosita, forse attratta, forse pentita. Lui si lasciò coinvolgere, per una residuale debolezza, per morbosa curiosità o per vedere fino a che punto quella vecchia ferita lo avrebbe condotto. Ripresero a frequentarsi. Per qualche settimana tutto parve come prima, ma in realtà nulla lo era più. Ogni mattina Giulio si specchiava e riconosceva l’uomo forte che era diventato: si chiedeva cosa ci facesse ancora con quella donna. Il tradimento non era né dimenticato né perdonato, e le parole taglienti continuavano a ferire. Si era rimesso insieme a lei spinto da sentimenti confusi, per dimostrare a se stesso di farcela, per una sottile vendetta, o per chiudere un cerchio aperto. Poi, un giorno, capì: non l’amava più. Quello che era successo aveva spazzato via ogni sentimento autentico: stava con lei ormai per abitudine, per orgoglio ferito o per ragioni che non avevano più senso. Così la lasciò — non per vendetta né per crudeltà, ma per onestà verso se stesso. Aveva riconquistato la sua vita, il suo corpo, la sua dignità e scoprì che la vera rivincita non era riaverla, ma non averne più bisogno. La storia di Giulio ci insegna che le ferite più profonde possono diventare il motore più potente per la trasformazione. Ci insegna che la rabbia, l’umiliazione, il desiderio di rivalsa, quando incanalati in modo costruttivo, generano energie inaspettate. Ci insegna che il corpo può cambiare radicalmente. E con esso lo sguardo degli altri. Ma la cosa più importante è lo sguardo nuovo che impariamo ad avere su noi stessi. E ci insegna che a volte si percorre una lunga strada per riconquistare qualcuno, solo per scoprire alla fine che la vera meta era ritrovare se stessi. Giulio ha imparato tutto questo con dolore e determinazione. Oggi sa che la più grande vittoria non è stata riconquistare la sua ex, ma riconquistare sé stesso e la propria autostima.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Gennaro Capuano
Gennaro Capuano, classe 1975, è specialista in Scienza dell'Alimentazione e personal trainer. Con oltre 20 anni di esperienza come nutrizionista, è il responsabile scientifico della Daphne Lab e ha collaborato allo sviluppo di un'intelligenza artificiale per personalizzare i piani alimentari. Autore di "Soluzioni intelligenti per una nutrizione ottimale", "La dieta Nutriproteica" e "La mappa dei tuoi sintomi intestinali", porta avanti un approccio olistico che indaga e agisce sulle cause profonde del sovrappeso. Non crede nelle diete statiche: i suoi piani sono dinamici, con variazioni quotidiane di calorie e macronutrienti per mantenere il metabolismo efficiente. Con "Il peso della felicità" introduce il concetto di Nutricologo: figura che integra competenze nutrizionali e comprensione del mondo emotivo legato al cibo. Perché la vera trasformazione nasce dall'unione tra scienza e consapevolezza di sé. Attivo su Instagram (@dr.capuano.gennaro), nutrizionistaonline.com, seednfeed.co.uk
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