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Incantesimo

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Quando Nerea afferra la mano fredda di Iside e sale sulla sua carrozza, non sa ancora dove la condurrà questo gesto di salvezza. È stata privata degli affetti, della casa, del villaggio su cui regnava suo padre. Negli ultimi giorni non ha fatto altro che tentare di sopravvivere e fuggire, e la protezione di Iside ora le sembra un miracolo. Anche la regina è sola, circondata dai suoi adorati destrieri. Nerea è affascinata da Iside e dalla quotidianità che ha davanti agli occhi. 

Ma cosa si nasconde dietro l’ambigua serenità della regina? Che fine hanno fatto il suo regno e la sua famiglia? E, soprattutto, qual è il suo passato?

CAPITOLO UNO

Era immobile, fermo, teso come una mano aperta in attesa di afferrare qualcosa. Sembrava che il ragno fluttuasse nell’aria. All’apparenza nulla lo sorreggeva. La ragnatela era invisibile, una trappola mortale estremamente sottile. Nerea lanciò una piccola zanzara al predatore dalle otto zampe. Questa si bloccò a mezz’aria, colpita dallo stesso incantesimo che faceva galleggiare nel nulla il ragno: era caduta nella sua rete. Il predatore scattò immediatamente sulla preda, veloce e agile con le lunghe zampe iniziò a rigirare la povera vittima e ad avvolgerla con la sua ragnatela. Nerea guardava rapita quei gesti veloci, decisi e letali. Il ragno si prendeva il suo tempo per svolgere il lavoro, ma lo faceva in modo accurato e sapiente. Due volte avvicinò a sé il bozzolo in cui era imprigionata la zanzara e per due volte lo respinse. Sembrava darle dei velocissimi baci per poi farla girare nuovamente tra le sue braccia, lui, l’esperto ballerino che accompagna la sua dama sulle note di un valzer. Infine, ormai pronto per mangiare, chiuse su di sé gli otto arti che reggevano il pasto e si bloccò in quella posizione per svariati minuti. Nerea non seppe quanto tempo rimase lì a contemplarlo, non le era mai capitato di vedere un modo di uccidere tanto insolito – al castello non si perdeva a osservare la natura dei giardini reali –, eppure non troppo tempo prima era stata circondata da morte e orrori. Si era perduta in un bosco tanto oscuro quanto una notte senza luna e senza stelle. Camminava alla cieca da settimane, forse mesi, ma non sapeva dove stava andando.

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Lo stomaco le brontolò. La danza del ragno le aveva fatto venire fame e lei non si poteva certo nutrire di zanzare, ma il bosco non offriva altro che sparuti rovi di more, rari come un gelsomino nella neve.

Si rialzò, spolverò le logore vesti e guardò le fronde degli alberi che pendevano sulla sua testa. Probabilmente, sopra di loro il sole splendeva in un immacolato cielo azzurro, forse disturbato da qualche nuvola bianca, ma di certo bellissimo. Però, gli alberi non facevano trapelare nulla dell’esterno. Ogni tanto capitava di vedere un debole raggio di luce che si faceva strada con coraggio, fino a quel luogo oscuro e silenzioso, passando tra numerosi rami e foglie. Ma non riusciva a illuminare la perenne ombra del bosco. Ormai i fiochi segni di un sole nascosto non tranquillizzavano più Nerea, anzi, sembrava si prendessero gioco di lei, sembravano volerle ricordare che fuori da tutto quel buio c’era la luce che lei non poteva raggiungere. Guardò dietro di sé, nella direzione da dove era venuta. Incredibile come le cose cambiassero in fretta. Da principessa di una tranquillissima cittadina che sorgeva su assolate campagne abbracciate da boschi verdeggianti, si ritrovava incastrata in un luogo ombroso e grigio senza uscita e senza vita. Tutto per colpa della debole fiamma sulla punta di una freccia scoccata da un arciere sconosciuto e capitata, forse non così casualmente, sul petto di suo padre. È così che è iniziata la sua storia, in un modo drammaticamente poetico: dal cuore di un re sono scaturite le fiamme che hanno bruciato il suo regno. Quel giorno funesto non era stato annunciato né previsto, le rondini migravano a sud, il venticello soffiava gentile sui visi dei contadini affannati nei campi, e il sole scaldava i fiori nei loro ultimi istanti di vita prima dell’arrivo del freddo. 

Erano a tavola a pranzare. Nerea, sua madre e suo padre. Lo videro tutti il dardo mortale, infuocato dall’ira di qualcuno che tanto li odiava. E così l’odio era divampato per le sale e i corridoi del castello, fino alle case del popolo e ai campi dei contadini: una pioggia di fuoco bagnava quella che un tempo era stata la casa di Nerea. Una rivolta, era stata una rivolta partita dal suo stesso popolo.

Chiuse gli occhi. Era orribile entrare in ricordi tanto recenti. Dalla sua città in pochi si erano salvati. La fuga in seguito all’accaduto era stata disordinata, ognuno si curava solo di se stesso. La gente cadeva ed era calpestata da qualcuno terrorizzato dalle fiamme, altri erano travolti direttamente dalle macerie delle proprie abitazioni. Molti erano morti così, come sua madre. Le guardie avevano cercato di proteggere i superstiti della famiglia reale, ma il fuoco e la distruzione ormai si erano impadroniti del castello. Il suono di oggetti metallici che cadono, un grido… no, due grida, due voci in preda al dolore, una chiaramente maschile, ma l’altra… mamma!

Una lacrima percorse la guancia di Nerea. Sua madre, schiacciata dal corpo di una guardia che era stata travolta da una trave in fiamme, le aveva gridato di scappare, di andarsene il più velocemente possibile da quel luogo che ormai era diventato un inferno. Nonostante il calore, le era sceso addosso un gelo terribile che l’aveva immobilizzata sul posto. Un’altra guardia l’aveva tirata per il braccio costringendola a proseguire. Il resto della fuga era stato molto confuso, nella sua mente i pensieri non riuscivano a mettersi in ordine e restavano sfocati. Era scesa in piazza tra la gente in preda al panico, forse lì aveva perso la sua guardia. Si era sentita spingere, urtare, però in qualche modo aveva oltrepassato i cancelli della città e aveva proseguito chissà dove e per chissà quanto. Sapeva solo che a un certo punto si era ritrovata sola, nel mezzo di una foresta, madida di sudore, senza fiato e presa da un tremore incontrollabile. Si era accasciata sul tronco di un albero e lì era svenuta.

Una rivolta.

Riaprì gli occhi. Non c’era tempo per perdersi in inutili e dolorosi ricordi, bisognava andare avanti. Così si girò verso la strada che doveva ancora percorrere, immersa nella stessa oscurità di quella che aveva già percorso, e cominciò a camminare alla ricerca di un’uscita dall’incubo.

2022-06-26

Aggiornamento

Incantesimo, il mio piccolo fantasy un po' particolare, è arrivato a 200 preordini in 100 giorni. Incantesimo verrà pubblicato, diventerà un libro. Incantesimo esisterá grazie a voi che mi avete sostenuto. Per cui grazie, grazie di cuore a tutti❤️
2022-05-07

Aggiornamento

Presentazione di Incantesimo a Parona! E il libro è ancora in crowdfunding! Grazie a tutti di cuore
2022-04-08

Aggiornamento

Incantesimo è finito su "L'Altro Giornale", il mensile della Valpo! Yuppiii!
2022-03-18

Aggiornamento

Ed è cominciata! Ringrzio già chi ordinerà il mio libro. Forza, realizziamo tutti assieme questo progetto!

Commenti

  1. Elisa Pomarico

    (proprietario verificato)

    Questo libro mi ha preso un pezzo di cuore e me l’ha risucchiato.
    Partendo da questo punto di vista, Giulia dimostra come nel profondo dell’anima di chiunque si nasconda un mondo: non c’è bisogno di altri personaggi che popolino la storia: Iside e Nerea occupano la scena e i cuori del lettore in maniera totalizzante, come i sentimenti che popolano le loro anime.
    La psicologia delle due attrici nel palco di questa storia è trattata in maniera perfetta, in un andante a due che non sbaglia un passo.
    Posso dire che questo libro mi abbia in qualche modo cambiata nel profondo e lo consiglio a tutti.

  2. Julian Sozio

    (proprietario verificato)

    “Incantesimo” è un fantasy suggestivo; una storia che catapulta chi legge in un mondo fatato, magico, ma non lontano dalla propria realtà.
    Ho amato molto il simbolismo che c’è dietro questa storia, il significato profondo del racconto – o meglio, i più significati.
    Dall’”essersi persa” della principessa Nerea, dalla devastazione della sua vita, dall’odio gratuito ricevuto dal male (rappresentato dagli “omini rossi”); quell’odio che non si sostiene proprio in funzione della sua gratuità, un odio che ci distrugge.
    E poi c’è Iside – la regina che salva Nerea –, c’è il tempo, la paura del tempo che passa, del cambiamento, della messa in discussione di se stessi, nonché la presa di coscienza dell’inevitabile continuità della vita; ma anche la necessità dell’accettazione del passato e delle implicazioni che ha sulla nostra vita presente. In un certo modo, l’autrice è riuscita a ribaltare il concetto del “carpe diem”: un eccessivo vivere nel presente può essere tanto nocivo quanto il vivere esclusivamente nel passato o nel futuro, poiché ci fa perdere nell’illusione dell’eternità, impedendoci di vivere a pieno. Una prospettiva diversa dal solito, e per questo molto interessante; una realtà che apre a discussioni potenzialmente molto lunghe e profonde…
    Tanti complimenti, Giulia!

  3. Flavia Vighini

    (proprietario verificato)

    Non sono un’amante dei libri fantasy, ma la storia di Nerea e Iside mi è piaciuta. Il lettore non va in confusione a causa di nomi strani o per la presenza di troppi personaggi (grazie!), in più la psicologia delle due donne è descritta così bene che sembra veramente di conoscerle. A metà del libro c’è un momento di suspence ben fatto che mi ha fatto desiderare di arrivare fino in fondo. Complimenti all’autrice!

  4. Ho appena letto l’anteprima e la trovo una storia davvero interessante. Il nome della protagonista mi piace da morire per via della sua particolarità e la scrittura utilizzata ti lascia veramente con molta curiosità. Certo, si ha una minima spiegazione di come ci troviamo in questa foresta, però rimani comunque con la voglia di scoprire la verità, chi ha scoccato la freccia e perchè c’è stata questa rivolta. Sono una grande amante del fantasy e questa storia è abbastanza promettente, almeno per quanto ho letto dell’anteprima. La copertina è veramente fantastica.

  5. Sabrina Luisi

    Ho appena terminato la lettura dell’anteprima del libro, l’ho trovato scritto davvero molto bene. Il primo capitolo riesce già a catturare l’attenzione, ed ho apprezzato la descrizione accurata e precisa delle cose e situazioni. Se volete altri dettagli sulla storia potete seguire l’autrice su instagram.

  6. Marcello Fontana

    Ho appena letto l’anteprima e trovo la storia intrigante. Mi piace la scelta del nome del personaggio, molto particolare. Ottima l’idea di inserire un capitolo in cui si allude a quello che è successo, ma lascia il lettore con la curiosità del “perché il re è stato ucciso? Chi ha causato la rivolta?”
    Domande del genere sono molto utili a scatenare suspense. L’unica cosa che mi sarebbe piaciuta maggiormente è la lettura di qualche dialogo, per dare più voce alla protagonista e scovare un pezzo del suo carattere. Complimenti anche per la scelta della copertina, molto bella. Se volete avere maggiore delucidazioni sul romanzo vi consiglio di seguire la pagina instragam dell’autrice, in quanto ci sono alcuni post che danno dei dettagli aggiuntivi anche sui personaggi!

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Giulia Canteri
Nasce in un piccolo paesino della Valpolicella nel 2001. Cresciuta tra arte e vino, si iscrive alla facoltà di Lettere per dare forma alle sue fantasie. Ancora impegnata nello studio, pubblica "Incantesimo".
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