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La filosofia delle maree

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Consegna prevista Novembre 2026

Nel paese più lontano da tutti i paesi, la verità ha radici fragili. Radici nutrite da una grave menzogna.
Quando tutto sembra tornato alla calma, Paggetto verrà derubato della cosa a lui più cara.
Sulla sponda dei Sette Incontri, nel versante sud dell’Inaccessibile, dove i gabbiani non volano più e la marea è mutata, enigmi e sentieri inesplorati saranno l’unica via verso la riconciliazione.
Ma solo un senza colpa potrà percorrerla e… sperare di farvi ritorno.

Perché ho scritto questo libro?

Ho voluto esplorare temi a me cari attraverso una storia al confine tra realtà e immaginazione, usando allegorie capaci di suscitare riflessione. Al centro, la memoria: fondamento dell’umanità, il ricordo come pilastro dell’identità e l’oblio come frattura della verità, che plasma chi siamo e chi potremmo diventare.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Non Identità

Aveva dimenticato. Giorno dopo giorno i suoi ricordi erano svaniti. Nessun diario, nessuna foto da cui strappare una

memoria; nessuno scritto, nessun oggetto del passato parlava di lei. Non vi era nulla. Quel poco a cui riusciva ad aggrapparsi, negli instancabili esercizi della mente, la rendeva profondamente malinconica. Ma per darsi pace si raccontava che la malinconia era pur sempre felicità, non quella attuale, forse, ma quella vissuta: tanto più il dolore era pungente, tanto più intensa era stata la gioia. I rimpianti si erano trasformati nella sua totale esistenza. Sapeva che non lavrebbero mai abbandonata.

Imparò a conviverci, mescolandosi con essi, divenendo prima due cose per poi amalgamarsi in una e infine nessuna. Finché giunse quel giorno, quel primo giorno in cui non fu più in grado di destinare i suoi ricordi a qualcosa o qualcuno e di lei non si seppe più nulla poiché lei nulla sapeva.

Incedeva in avanti e allindietro senza criterio. Teneva i capelli in un caschetto liscio che copriva nuca e volto, rendendo illeggibili i tratti. Vestiva sempre di nero con abiti tanto semplici da passare spesso inosservata: così non doveva pensare ad abbinamenti che le avrebbero portato via tempo e rubato pensieri. Le abitudini erano una sicurezza per la quale nulla avrebbe rischiato. Seppur lesistenza non era viva, teneva il privilegio dellequilibrio, nel cui solo concetto trovava uno spiraglio di pace.

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Ogni giorno era perfettamente programmato; ogni cosa da fare ripetuta ossessivamente nella mente per non dimenticarla. E ogni volta che depennava un compito provava un sollievo effimero perchè subito si dedicava al successivo non vedendo che limpegno era la vita stessa. Così corsero gli anni.

Linsoddisfazione era accettata, nessunaltra strada perseguibile.

Condivideva la casa con Rachele, sua figlia.

La amava perchè i figli si devono amare. Tutti in città avevano figli e tutti – o quasi – parevano amarli. Quindi lei avrebbe fatto altrettanto. Era uno dei suoi impegni.

(…)

Antefatto – La tecnica di Oblion

(…) La mente è come una scatola dentro cui son raccolti tutti i nostri ricordi, sovrapposti uno sullaltro, alcuni accartocciati e più nascosti. Ma sono tutti lì, anche quelli destinati al nostro inconscio perchè, forse, troppo dolorosi o troppo lontani.

Quando ce ne serve uno sappiamo di poter attingere da questo infinito contenitore.

Dunque, presi una decisione insolita: spostai in una scatola tutto ciò che fino ad allora avevo imparato. Ci vollero giorni per completare lopera, a stento mangiavo e mordicchiavo qua e là delle mele; quindi tolsi dalla mia mente, uno dopo laltro, i ricordi, le mie competenze. Mantenni solo il linguaggio per poter formulare ancora dei pensieri. Preparai altre scatole che riempii con la memoria degli altri, a ciascuno la sua.

Quando completai il lavoro, ognuno rimase nudo, ma tutti ci sentimmo improvvisamente giovani. Guardavamo le cose con rinnovata meraviglia. Occhi al cielo, sorrisi, stupore.

Socializzavamo, ci sentivamo uniti. Lumanità cominciò da capo, fu bellissimo. In un primo momento non esistevano linvidia, la vergogna, non vi era rancore ma solo un profondo senso di solidarietà.

Stavamo vivendo per davvero, secondo impulsi nuovi, non domati. Quellignoranza ci rese creativi. Associare idee senza

limiti diede vita ad unesplosione artistica. Ciascun individuo era una creatura curiosa, osservata con interesse per la sua unicità.

Più si era unici, più ci si sentiva speciali.

Da lì nacquero le prime distanze perchè gli speciali si contrapponevano a quelli simili. La parola speciale” divenne un insulto, perchè ognuno in realtà avrebbe voluto essere speciale…

Pian piano crebbe la nostalgia di unassenza.

Chi siamo? Da dove veniamo? Perchè siamo qua, per quanto ci staremo? Perchè si muore? Chi mi ha creato?

Fu inevitabile la nascita di una religione. Poi due, poi tre e cosi via finché esse si scontrarono, e lenti ma forti arrivarono a popolare questo mondo lodio, la rabbia, la violenza.

Divenni, ormai, Uno tra Tanti, ed ero stufo di questa vita. Se lo avessi ricordato, probabilmente avrei voluto riprendermi ciò che avevo nascosto, ma non sapevo di avere un deposito di ricordi, altrimenti non avrei veramente potuto dimenticare, perchè è come la mente, lo dicevamo allinizio, accedi al ricordo quando ne hai bisogno perchè sai che è lì.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Alessandro Fabrizio Pisu Randaccio
Alessandro (classe ’87) si forma presso l’interfacoltà di Lettere ed Economia de “La Sapienza”, con indirizzo in Scienze della moda e del costume, per poi specializzarsi a Milano in comunicazione visiva e fotografia pubblicitaria. Fotografo e visual artist con lunga esperienza tra Milano e Roma, nel 2025 co-fonda Naso Creators, studio dedicato alla produzione di contenuti visivi per brand. Affianca alla pratica commerciale una ricerca personale che indaga il rapporto tra forma, materia e narrazione, spaziando dalla fotografia al collage e all’illustrazione.
Nel 2015 espone una personale a Milano e, negli anni successivi, partecipa a diverse mostre collettive. La lettura, il viaggio e la sperimentazione visiva accompagnano il suo approdo alla scrittura: nel 2024 pubblica il suo primo romanzo, Non ci sono mostri nel buio. Nel 2026 pubblica La filosofia delle maree.
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