Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

La rinascita: la combattente di Wallak

banner_adalgisa
16%
169 copie
all´obiettivo
100
Giorni rimasti
Quantità
Consegna prevista Luglio 2027
Bozze disponibili

Marleen è una normale ragazza di 16 anni, ama lo studio e la fotografia. A completare la sua vita c’è Cory, il suo migliore amico d’infanzia con il quale nascerà un amore da sogno. Durante una gita nel bosco di Wallak, Marleen, incontra una bellissima creatura che le svela di essere una principessa guerriera appartenente ad un’altra dimensione, e che un arazzo la raffigura come protagonista di un’antica profezia. Impaurita ed incredula scappa, rifugiandosi nell’illusione di aver sognato ogni cosa. Ma il richiamo verso Wallak diverrà sempre più persistente tanto che dovrà decidere se abbandonare la sua vecchia vita e diventare la guerriera che tutti si aspettano, o rinunciare per sempre a Wallak.

Perché ho scritto questo libro?

Wallak è una dimensione verde, dove la cattiveria e l’avidità umana non esistono. Rappresenta il mondo ideale in cui tutti vorremmo vivere, dove amore e amicizia vincono sul male e la natura va protetta perché fonte di energia. è un luogo in cui ho sentito la necessità di rifugiarmi trovando finalmente un senso di pace e quiete.

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

ARAYEL

CAPITOLO 17

Fin da bambino mia madre mi aveva sempre parlato della profezia, una ragazza dai capelli di fuoco un giorno ci avrebbe salvati dalla follia degli uomini dell’Eden. Mi raccontava  di come sarebbe andata secondo le pagine del libro in cui era scritta la profezia, e mi aveva spesso mostrato l’arazzo in cui era raffigurata: si trattava di un bellissimo dipinto dalle dimensioni enormi, l’originale era appeso al palazzo della Regina Fealia, nonché madre della bambina il cui destino era quello di salvarci, non aveva ancora aperto gli occhi che già portava sulle spalle una responsabilità ineguagliabile, mi chiedevo spesso come avrebbe potuto una bambina salvare il mondo, ma mia madre ci credeva davvero, lei sapeva che la stirpe da cui discendeva questa bambina era unica, la più potente. Il dipinto  raffigurava una giovane ragazza dai lunghi capelli rossi, armata con la più pregiata delle armi mentre tutto intorno a lei bruciava e andava  in pezzi. Sono sempre stato affascinato da quel dipinto, lei era bellissima, ma provavo una certa invidia, non riuscivo a capacitarmi del fatto che una sola ragazza avrebbe messo fine ad una guerra combattuta da anni, mi sembrava quasi surreale, d’altronde per cercare di contrastare gli uomini dell’Eden, uomini e donne di Wallak avevano lottato fino alla morte con orgoglio, mia madre era una di queste, ma il loro sforzo, il loro sacrificio non era bastato. Come poteva adesso una sola ragazza, nascosta da neonata nella dimensione degli uomini, venire qui e sconfiggere i nostri nemici? E perché avremmo dovuto aspettare tutto questo tempo per porre fine a questa disastrosa guerra? Mentre questa bambina se ne stava beata nell’altra dimensione, all’oscuro del destino che le era stato assegnato, noi ce ne saremmo dovuti rimanere qui ad aspettare, a guardare i nostri migliori soldati morire in battaglia, a vedere spegnersi poco a poco generazioni di elfi e guarlock che avevano dato la vita per il popolo. Ero invidioso perché avrei voluto essere io il guerriero che avrebbe salvato la città, lo avrei fatto per il popolo, lo avrei fatto per mia madre, ma alla sua morte fui affidato all’unica persona più vicina che mi era rimasta, non un parente, la migliore amica di mia madre, la regina Fealia. Tutti da piccolo mi invidiavano, sarei andato a vivere al palazzo, avrei ricevuto un’educazione privata, mi avrebbero trattato come un ragazzo di stirpe reale, ma a me tutto questo non importava,  soffrivo tremendamente per la perdita dell’unica persona che mi aveva amato davvero e quando la persi, mi sentii più solo che mai. Fealia mi ha cresciuto come un figlio, si è impegnata tanto, anche lei soffriva la perdita di mia madre, era la sua unica vera amica, ma soffriva anche nell’avermi in casa, ha sempre cercato di non darlo a vedere, ma le faceva male vedere un bambino girare per casa e giocare con i giochi che sarebbero dovuti essere di sua figlia, malgrado questo mi ha sempre sostenuto e ha cercato di riempire il più possibile il vuoto che si era venuto a creare nella mia vita. Crescendo sentivo sempre più Abel e Fealia parlare dell’avvento della profezia, più passavano gli anni, più ci avvicinavamo al suo compimento, la regina si assicurava che Abel tenesse sempre vivido il ricordo di Wallak nella mente della principessa, ma io mi chiedevo come potessero fidarsi così tanto di una ragazzina cresciuta dagli uomini, per quanto mi riguardava ci avrebbe solo portati alla rovina, ci avrebbe uccisi tutti, forse nel corso degli anni che aveva passato nella dimensione dell’Eden gli uomini le avevano insegnato ad odiarci, averebbe combattuto, ma non per la nostra causa. Quando Marleen fece la sua comparsa per la prima volta a Wallak il mio risentimento nei suoi confronti era pronto ad esplodere, avrei voluto cacciarla, urlarle contro che per lei erano morte tante persone e che se non ci avrebbe aiutati sarei stato io stesso a sfidarla in duello, avrei lottato per la salvezza del mio popolo, lei per salvarsi la pelle. Ma presto mi resi conto che mi sbagliavo su di lei, tutto sommato nelle sue vene scorreva sangue di Guarlock, era figlia di Fealia e non esisteva stirpe dal cuore più nobile e puro del loro. Marleen ci avrebbe davvero aiutati, ma si sentiva spaesata, in fondo la capivo, da un momento all’altro si era ritrovata a dover fare i conti con il suo destino, doveva portare a compimento la profezia e al contempo doveva vivere in due diverse dimensioni. Era troppo dover affrontare tutto questo da sola, mi sentii quasi in dovere di ricambiare il favore che mi aveva fatto Fealia nel crescermi come un figlio, adesso che Marleen era tornata, dovevo aiutarla, starle accanto e assicurarmi che si sentisse a casa anche lontano dal posto in cui era cresciuta. Mai però avrei immaginato che con lei potesse nascere un rapporto così speciale, noi due eravamo legati in un modo diverso, particolare, e non riuscivo a capire come questo potesse essere successo. Da quando aveva accettato di appartenere a Wallak, avevo cominciato a sentirla vicina, potevo ascoltare i suoi pensieri, la sua confusione, riuscivo a sentire un legame fortissimo ed era difficile da spiegare, qualcosa del genere non si era mai visto prima, avevo bisogno di parlarne con qualcuno che potesse scoprire di cosa si trattava, dovevo andare a parlare con uno degli anziani. Rivolgersi agli anziani da noi significava avere a che fare con una questione davvero importante, loro erano i fondatori, conoscevano ogni avvenimento che si era succeduto nel corso degli anni, perciò era vietato parlare con loro se non per risolvere qualcosa di vitale importanza, e sinceramente credevo che il mio caso fosse unico e che meritasse di essere trattato come estremamente importante. Lasciai Marleen ad allenarsi con Cosmos e Prim, e approfittai della situazione per sgattaiolare fuori dal castello e cercare di raggiungere il posto in cui risiedevano gli anziani, mi rendevo conto che avrei ottenuto il permesso di parlare con uno di loro solo se avessero ritenuto che la causa richiedesse di essere trattata secondo le antiche tradizioni. Gli anziani vivevano in cima ad un monte che si ergeva dietro la casa degli dei, loro erano quelli che andavano protetti e preservati il più possibile, perciò la scelta di costruirgli un’abitazione così lontana dalla civiltà, e quindi dai pericoli, era piuttosto strategica, se così non fosse stato tutta la storia del nostro popolo sarebbe andata perduta. Se non avessi preso un cavallo probabilmente ci avrei impiegato il doppio del tempo ad arrivare, la strada era tutta in salita e il sentiero era piuttosto instabile, ma il cavallo che avevo preso proveniva dalla scuderia del palazzo, era addestrato ad essere prudente e veloce allo stesso tempo. Arrivai in cima al monte prima di quanto avessi previsto, ero piuttosto agitato, gli anziani avevano un enorme potere, e non era possibile visitarli così per gioco, poche persone avevano avuto la possibilità di incontrarli, Fealia era una di queste, furono gli anziani a scrivere la profezia quando lei era ancora una principessa, allora aveva più o meno la mia età, ma fu convocata perché lei avrebbe dato alla luce la più potente delle creature. Sicuramente anche per lei sarà stato piuttosto pesante portare già da ragazzina un fardello così fragile sulle sue spalle, avrebbe dato la vita ad una bambina che a sua volta avrebbe compiuto una profezia, sembra quasi assurdo, ma questa famiglia ha dovuto portare grandi pesi da sempre. “Stai buono bello” dissi al cavallo dopo averlo legato al ramo di un albero non molto lontano dalla casa degli anziani, decisi di non avvicinarmi troppo  con il cavallo per non spaventarli, non volevo essere indiscreto, avrei dovuto cercare di rimanere tranquillo e non farmi prendere dal panico, se volevo delle risposte dovevo essere credibile. Mi avvicinai alla porta della casa, si trattava di un’abitazione non molto grande, aveva le dimensioni giuste per renderla confortante al punto giusto per tutti gli abitanti che vivevano lì, gli anziani preferivano uno stile di vita più primitivo, non vedevano di buon occhio il lusso e cercavano di sfruttare il più possibile le risorse messe a disposizione dalla natura per il proprio sostentamento, avevano fatto una specie di voto di povertà, la loro vita era semplice ed essenziale. Bussai alla porta sperando di non essere cacciato prima ancora che potessi spiegare il motivo della mia visita, venne ad aprirmi una  giovane signora, probabilmente era lei ad occuparsi degli anziani.

“Cosa ci fai tu qui?”

Capii dal suo stupore che non ricevevano spesso visite.

“Salve, vorrei richiedere udienza agli anziani, si tratta di una questione urgente.” Cercai di essere abbastanza convincente.

“Mi dispiace ma a meno che non siano stati gli anziani stessi a convocarti non posso farti entrare.”

“La prego, è davvero importante, sono Arayel, il figlio adottivo della regina Fealia, vengo qui per discutere di una questione che ha a che fare con la profezia.” Dissi tutto d’un fiato.

La signora si stava già richiudendo la porta alle spalle quando una voce possente risuonò nella stanza.

“Fallo entrare.” Ordinò.

La donna con fare piuttosto seccato riaprì la porta e mi fece accomodare.

Dentro la casa era davvero incantevole, piccola ma essenziale. L’interno ricordava una foresta, tutte le decorazioni, i mobili e i soprammobili rendevano grazie alla natura, perfino dall’odore che vi era nell’aria sembrava di essere in mezzo ad un bosco o una foresta.

“Giovanotto avvicinati.” Disse una voce rauca e cupa riportandomi alla realtà.

Camminai in silenzio verso verso il salottino. Un vecchio signore se ne stava comodamente seduto su una poltrona.

“Siedi.” Disse ancora l’anziano.

Malgrado si trattasse di creature immortali, per gli anziani il tempo aveva lo stesso effetto che aveva per le persone normali e per tutte le altre creature di Wallak, immortalità non è sinonimo di eterna giovinezza, ma di  lunga vita, un immortale non poteva morire per malattia o per vecchiaia, ma solo per uccisione. Mi sedetti in una sedia che era situata di fronte la poltrona dell’anziano, di colpo sentii il corpo appesantirsi, l’ansia cresceva sempre di più, tanto da bloccarmi le parole in gola.

“Il mio udito funziona abbastanza bene da aver sentito parlare di una questione urgente.”

“Sissignore.”

“Bene, ti ascolto.”

“Saprà sicuramente che la principessa Marleen è tornata a Wallak per compiere la profezia.” Lui annuì e perciò proseguii.

“La regina mi ha affidato il compito di proteggere la principessa, di essere per lei una guida quando si trova nella nostra dimensione, inizialmente ero piuttosto diffidente, ma quando lei in cuor suo ha accettato le sue origini e la sua vera natura, ho cominciato a sentire i suoi pensieri, le sue emozioni, riesco a sentire quando è vicina a Wallak e quando ha bisogno di aiuto.”

A queste parole gli occhi dell’anziano, che fino ad ora erano rimasti fissi sul pavimento, si alzarono di colpo per guardarmi, sembrava piuttosto stupito ed io non sapevo proprio come intendere quella sua espressione.

“Arayel, anni fa in questa dimensione vivevano dei custodi, si trattava di creature potentissime che scoprivano il loro immenso potere solo dopo essere entrati a contatto con un’anima affine alla propria, queste due anime insieme erano in grado di generare dei poteri unici che avrebbero funzionato solo se uniti. Da tempo l’esistenza di queste creature è divenuta leggenda, nessuno credeva che ne avremmo mai rivisto uno, ma adesso eccoti, tu sei il custode dell’anima della principessa Marleen, il vostro destino era quello di incontrarvi, da qui si spiega il sacrificio di tua madre in battaglia, l’adozione di Fealia e la profezia, sono delle condizioni che non possono esistere senza l’avvento dell’altra. Adesso il tuo compito è quello di aiutare la principessa a salvare la nostra dimensione, insieme dovrete dare vita ai poteri che solo uniti sarete in grado di generare.”

Le parole dell’anziano mi lasciarono a bocca aperta, avevo in testa mille domande ma di nuovo fui assalito dall’ansia, gli anziani non potevano sbagliare su certe cose, quello che diceva doveva essere del tutto vero, lo era per forza, e stando a questo io ero il custode dell’anima di Marleen. Questa folle idea spiegava il perché degli strani eventi che si erano verificati con lei, ora finalmente avevo capito tutto, percepire i sentimenti delle persone non era la mia abilità, era solo un anticipo dei poteri che avrei sviluppato grazie al mio incontro con la principessa. Perso tra i miei pensieri avevo quasi dimenticati di essere ancora seduto di fronte l’anziano, così cercai di tornare in me e di riprendere il discorso da dove lo avevamo lasciato.

“La ringrazio per avermi dedicato il suo tempo, c’è dell’altro che dovrei sapere?” Chiesi cercando di non essere indiscreto.

“Si figliolo, una cosa ci sarebbe, affinché il potere emerga occorre che tra di voi si venga a creare un legame davvero unico, il destino vi ha già messi di fronte lo stesso cammino, ma adesso sta a voi continuare questa storia, dovrete diventare l’uno il protettore dell’altro, dovrete essere inseparabili, sarete l’ossigeno l’uno dell’altro, solo mantenendo questo tipo di legame potrete continuare ad usufruire del vostro potere, ma se il legame per qualche motivo dovesse interrompersi, allora anche il vostro potere andrebbe perduto.”

Finite queste parole l’anziano sembrò cadere in un sonno profondo, come se parlando avese consumato tutte le sue energie. La signora mi fece segno di andarmene e per non recare alcun disturbo accolsi immediatamente la sua richiesta. Nel tragitto verso casa riflettei sulle cose che avevo appena appreso, sembrava ancora surreale, Marleen era l’ultima delle Guarlock e io ero l’ultimo dei guardiani, insieme avremmo formato una coppia invincibile, avremmo dato vita ad un potere unico, ma la cosa mi spaventava abbastanza, era una grossa responsabilità, su di me non c’era una profezia che segnava il mio destino, fino ad ora non avevo mai pensato alla possibilità dipartecipare alla battaglia che avrebbe messo per sempre la parola fine alla guerra tra le due dimensioni, adesso invece dovevo immaginarmi a combattere al fianco di Marleen, ci saremmo fatti da scudo a vicenda.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “La rinascita: la combattente di Wallak”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Adalgisa Pace
Il mio nome è Adalgisa Pace, vivo in una piccola borgata di mare in Sicilia. Sono un tecnico in analisi del comportamento e sto per terminare la laurea magistrale in psicologia del ciclo di vita. Nel tempo libero amo leggere storie che fanno sognare. La scrittura mi rende libera e mi permette di dare vita ai mondi immaginari racchiusi nella mia fantasia, con la speranza che un giorno sarò proprio io a far sognare con i miei racconti.
Adalgisa Pace on FacebookAdalgisa Pace on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors