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Le cose belle che non si dicono

Le cose belle che non si dicono
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Consegna prevista Aprile 2023

Dicono che per vivere bene basti non aspettarsi mai niente, eppure la banalità a modo suo sa sempre consolarci, ha quel non so che di
confort zone in cui ripararci, lo era anche per me, finché non mi sono chiesta se stessi vivendo a metà e allora, niente luoghi comuni, niente preconcetti, nessuna banalità, perché in fondo, non è così che dovrebbe andare?
Se dobbiamo sbagliare, perché non farlo restando noi stessi.
Una storia dove tutti possono ritrovare un pezzo di se stessi, un pezzo di fragilità che nascondiamo da tutti, cercando quel posto chiamato casa nei cuori sbagliati e talvolta, rischiando di perdere il proprio.

Perché ho scritto questo libro?

“Le cose belle che non si dicono” nasce dal bisogno di mettere nero su bianco un periodo di vita vissuta, un insieme di emozioni contrastanti e situazioni che mi hanno portata a esplorare un dolore cosi profondo da insegnarmi a crescere e a descrivermi meglio, racconta una storia, con il sorriso sotto i baffi di chi ancora, nonostante tutto, ama tantissimo la vita.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Certi amori alla fine, o te li sposi, o ci scrivi un libro, io, ho scelto la seconda. Sono le 11 di un giovedi mattina e sul terrazzo di casa nuova c’è un sole alto e splendente, ho comprato casa da un mese, grande passo, ricordo ancora quel giorno dal notaio in cui mi tremava la mano per la firma, l’arredamento etnico chic si sposa perfettamente con il mio carattere, la libreria raccoglie libri di narrativa misti a tarocchi sibille, oracoli, una pentasfera e diversi cristalli, si leggo i tarocchi, croce e delizia saper leggere il futuro, il caffè è schiumoso al punto giusto e ammettiamolo c’è tutto un gusto particolare nello stare in mutande sul terrazzo con le gambe poggiate sulla ringhiera, ho 15 minuti di pausa e ho intenzione di godermeli tutti, da qui una vista che da direttamente su un prato immenso, una signora porta a bere il suo cavallo e il vicino accanto taglia l’erba, ogni volta mi fa venire in mente quando ero piccola e sedevo sul terrazzo con mia nonna, l’odore di erba tagliata, il nostro thè caldo e e nostre chiacchiere, era una donna severa ma dolce, aveva le sue idee, sicuramente molto vecchio stampo, ogni tanto ripenso alle volte in cui la facevo arrabbiare e mi scappa un sorriso. Il mio non è un lavoro difficile alla fine, si tratta solo di ripetere le stesse frasi più o meno convincenti per diverse centinaia di volte il giorno, un po’ ripetitivo, ma ha dei punti a favore, mi hanno appena rinnovato il contratto e la cartomante me lo aveva preannunciato, per un altro mese posso ritenermi a posto, guai a sperare in qualcosa di più stabile di questi tempi, credo sia più facile sperare di essere portata inn salvo da un unicorno volante.
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Cazzo la pausa è superata di due minuti, finisco alle 14 e sono ancora a due appuntamenti presi sui soliti 6 richiesti, non male, niente più caffè sul balcone mi distrae troppo. appena finito dovrò farmi la doccia truccarmi cercare di farmi una pseudo piega alla frangia e fare benzina, tutto ciò cercando di non maledirmi ad ogni passo, devo raggiungere Debora per un giro in centro, è la mia miglior amica, la mia spalla, ci siamo conosciute anni fa e non ci siamo più separate, eravamo parte di un gruppo, poi abbiamo litigato e siamo rimaste solo noi, le superstiti, quando l’ho conosciuta parlava poco era timida, sempre con i maglioni larghi, adesso è meravigliosa, è stato bellissimo vederla crescere. Ancora due minuti di chiamate e per oggi è finita, ce la posso fare, le prime due ore passano abbastanza in fretta, le ultime dove sei stanca molto meno ” signorì non mi serve niente” mi liquida cosi dopo nemmeno 10 secondi e nemmeno la prima frase l’ultima signora con cui parlo, ho chiuso a 3 appuntamenti presi il che vuol dire che sto abbassando la media mensile e mi sentirò sgridare di nuovo, è frustrante non arrivare al minimo stabilito ogni volta. Chiudo il pc, stacco il mouse, e attorciglio le cuffie in quello che sembra un groviglio senza senso e infilo tutto nella custodia, mi sciolgo i capelli e mi dirigo verso la mia nuovissima colonna doccia massaggiante di bamboo con getti a cascata comprata ieri, chissà se riuscirò a capire come selezionare l’acqua calda. Non trovo mai il pennello del fondotinta e questo correttore non copre abbastanza, cazzo quanto è tardi, ma questa cellulite? tra poco è estate e io dovrò mostrarmi al mondo con questo fisico, chissà se nascere donna presuppone che per forza ci siano anche queste paranoie, ci penso mentre mi infilo i jeans, e penso all’ennesima dieta fallita lo scorso mese, ci provo sempre ma fallisco miseramente dopo qualche giorno di cibo salutare, trovo ogni scusa vagamente plausibile, la giornata a lavoro andata male, una litigata con qualcuno, la vita che non mi da quello che chiedo, che poi quando sono nata avrebbero voluto un maschio, forse tutto sarebbe stato più semplice, anche per me. Mia mamma mi vestiva da maschio, la mia patata non voleva proprio accettarla, l’assenza di un pene in casa mia era pesato parecchio, pensa se per punizione mi avesse chiamata Penelope, azzeccato tra l’altro, a proposito di pene, quanto è tardi per vedere un porno? si questa cosa che le donne non guardano i porno è decisamente una cavolata. Debora mi ucciderà, il porno può aspettare, prendo le chiavi il telefono, chiudo la porta, tre mandate, scendo le scale e salgo in macchina. Giro la manovella del finestrino, fa già cosi caldo di giorno, quanto ci mette questo cancello automatico? semaforo, alla radio parlano di un cantante mai sentito, almeno da me, cavolo son già cosi vecchia? per un attimo lo penso, scorrendo tra le canzoni, spengo la radio, ho imparato a non pensarci, a non pensarlo, almeno non cosi spesso.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Michela Coturri
Mi chiamo Michela, vivo in un paesino piccolissimo della splendente regione Toscana, ho ventotto anni, segno del cancro,
Scrivo da sempre, fin da quando ero piccolina, mi è sempre piaciuto, ma se qualche anno fa mi avessero detto che da questa passione sarei arrivata a proporre un manoscritto avrei riso, e invece eccomi qui, con le mie trentamila parole su un file e tutta la voglia di portare nel mondo pezzi di vita vissuta che per poco non hanno ridotto in pezzi me, perche' la vita è cosi è un circolo vizioso di cose senza senso che diventano importanti da un punto in poi, e io questo punto, non l'ho ancora trovato.
Ansiosa, sempre in movimento, sognatrice e mai, mai contenta di me stessa.
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