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Le delicate indagini sull'assassinio di Lucio Dalla

Le delicate indagini sull'assassinio di Lucio Dalla
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Consegna prevista Marzo 2023

Bergonzini è un investigatore privato e afferma di essere il migliore di Bologna.
Per argomentare tale asserzione, il detective racconterà di come sia riuscito a risolvere tre casi spinosi in meno di ventiquattro ore.
Nel suo maleodorante ufficio ospiterà la signora Degli Esposti, la quale vorrebbe ingaggiarlo per far luce riguardo l’assassinio del suo cagnolino, Lucio Dalla.
Un bar senza nome, un Luna Park noioso, un truce locatore, una dirimpettaia alquanto lasciva, un locale notturno ultrasegreto…
L’epopea del detective Bergonzini, tra spacconeria e disillusione, è immersa in un’atmosfera pulp dai toni umoristici.

Perché ho scritto questo libro?

Perché l’alternativa mi era inconcepibile e sogno che il mio primo romanzo non sia pubblicato postumo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1.

La cosa più importante che dovete sapere di me è che sono il miglior investigatore privato di Bologna.

Infatti, lo feci stampare su duemila volantini:

Bergonzini Investigazioni

il miglior investigatore di Bologna

Indagini rapide, discrezione e prezzi accessibili

Autorizzato dalla Prefettura dal 2015.

Capisco che tale affermazione potrebbe sembrare una spacconata non verificabile, invece io la posso argomentare.

Alcuni mesi fa mi furono affidati tre casi spinosi e li risolsi in meno di ventiquattro ore.

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Quella fredda mattina di febbraio mi svegliai con un mal di testa galoppante, la bocca particolarmente secca e più stanco di quando mi distesi cinque ore prima.

Uno sgradevole odore di chiuso e di stantio mi infastidiva le narici.

Per arieggiare l’ambiente avrei dovuto raggiungere la finestra, posta dall’altra parta della stanza.

Allungai il braccio in quella direzione, con la speranza che la notte mi avesse donato dei poteri telecinetici, ma nulla accadde.

Quindi valutai con attenzione se alzarmi o meno.

Alla fine, restai al caldo sotto le coperte, ma non fu una decisione presa alla leggera.

Persi un paio di minuti a osservare le macchie di infiltrazione del soffitto e immaginai di unirle a formare delle costellazioni: il cobra con le gambe, il Titanic in affondamento, il simbolo di Star Trek…

In effetti il numero crescente di nuove costellazioni mi spinse in seguito a telefonare al padrone di casa, ma continuai a trovare il telefono spento.

Con uno sprazzo di volontà del tutto inatteso uscii fuori dalle coperte e richiusi il grinzoso divano-letto dell’ufficio, il quale era diventato da anni la mia alcova.

Mi stiracchiai e sbadigliai in maniera sguaiata, poi con un guizzo di atletismo cercai di toccarmi le punte dei piedi e con mia sorpresa ci riuscii, anche perché lo feci da seduto.

Il mio stomaco iniziò a rumoreggiare insistentemente, infatti la sera precedente cenai con una brioche rinsecchita, una manciata di noci e due aspirine, ingurgitate con un paio di birre in lattina.

Nel momento in cui aprii il frigorifero, il telefono iniziò a squillare.

In un primo istante considerai l’eventualità di lasciar scattare la segreteria telefonica, ma mi ricordai di essere il miglior investigatore di Bologna, quindi decisi di alzare la cornetta.

“Parlo con l’investigatore Bergonzini?” Fece una voce femminile, di una certa età.

“Chi lo cerca?” Domandai.

“Sono la signora Degli Esposti, ho trovato il numero su internet, lo vorrei assumere per risolvere l’assassinio del mio Lucio Dalla.”

“Cos’è? Uno scherzo?” Dissi, alzando il tono della voce.

“No, no sono serissima. È morto il mio barboncino a pelo corto.”

“E si chiamava Lucio Dalla?”

“Sì, sono una fan.”

Allontanai la cornetta dal viso e con la mano libera mi strofinai gli occhi. Poi ripresi a parlare.

“Sì, signora sono l’investigatore Bergonzini. Ha fatto bene a chiamarmi, non la deluderò. Venga nel mio ufficio così parliamo a quattrocchi. Si segni l’indirizzo, via Farini 37.”

“Perfetto, abito in zona, sarò da lei entro mezz’ora, se le va bene.”

“Sono a disposizione signora, a presto.”

Riappesi la cornetta e sul taccuino scrissi: Signora Degli Esposti, cane, Lucio Dalla, omicidio.

“Ma si può dare un nome del genere a un cane?” Mi domandai ad alta voce. “Proprio perché fan dovrebbe avere un po’ più di rispetto.”

Riflettei perfino sulla parola omicidio.

“Si dirà omicidio o canicidio?” Pensai. “Forse si dice animalicidio? Ma chi se ne frega, intanto c’è scappato il morto!”

La signora Degli Esposti fece il suo ingresso nel mio ufficio ventisette minuti dopo.

Circa settantenne, vestiva con un pesante cappotto color ocra e in testa portava un basco francese.

Probabilmente anche il suo intenso profumo era francese, forse Chanel, anche perché era l’unica marca che conoscevo.

Come gesto di cortesia mi alzai dalla poltrona, posta dietro un’ampia scrivania disordinata.

“Prego signora, si sieda pure. Posso offrirle dell’acqua?”

“No, grazie, sono a posto così.”

Per fortuna, un attimo dopo averlo chiesto, mi ricordai di non avere bicchieri puliti.

“Sono tutto orecchie, signora. Al telefono mi diceva qualcosa riguardo l’omicidio del suo Lucio, Lucio Dalla.”

“Signor Bergonzini, la notte della Vigilia di Natale il mio cagnolino fu ucciso con una polpetta avvelenata. Ieri sono andata alla polizia, ma mi hanno trattata con sufficienza. Mi hanno chiesto persino se non fosse stata la vecchiaia a uccidere Lucio, sebbene abbia un foglio del mio veterinario che certifica la morte per avvelenamento.”

“Eh, signora, è così la polizia, nonostante tutte le tasse che paghiamo.”

Attesi che la donna annuisse con la testa prima di ricominciare a parlare, ma non lo fece.

“Mi dica piuttosto, dove si è consumata la tragedia?” Chiesi.

“Nel giardino interno del mio condominio. Era quasi mezzanotte. Stavo tornado dalla cena della Vigilia a casa di mia figlia. Vede, non sarebbe permesso agli animali accedere al giardino, ma quella sera Lucio si divincolò dalla pettorina e non riuscii a bloccarlo. Non ho più i riflessi di un tempo, gli anni passano per tutti.”

“Signora, lei è ancora un fiore.” Mentii.

“Continuai a chiamare Lucio, ma non tornava proprio. Ero davvero terrorizzata, può immaginare. Infine, andai a cercarlo e lo trovai steso a terra dietro un cespuglio, ormai morto.”

“C’era qualcuno con lei?”

“Sì, il custode sentì le mie grida e uscì dalla guardiola, dove vive. Poi mi aiutò a cercare Lucio.”

“Ha per caso dei sospetti? Intendo dire, qualcuno ha dei dissapori con lei?”

La donna fissò il muro in silenzio per un istante, ma dava l’impressione di avere, sin dall’inizio, un nome sulla punta della lingua.

“Ci sarebbe il signor Ulisse Carminati, un vero demonio. Abita al piano terra e, non scherzo, bisognerebbe mandarlo via dal palazzo, lui e il suo pestifero pinscher.”

La signora Degli Esposti non riuscì a trattenere le lacrime e nascose il volto dentro un fazzoletto.

“Si calmi signora, sta dando fiducia al miglior investigatore di Bologna, quel dannato assassino ha le ore contate.”

La mia promessa sembrò rianimarla, ma temetti che ascoltare l’ammontare della mia parcella l’avrebbe stesa, quindi misurai le parole.

“Cara signora, mi metto immediatamente al lavoro e le prometto rapidi risultati. Questo criminale avrà di che pentirsi. E tutto alla modica cifra di duecentocinquanta euro al giorno, tasse incluse.”

La donna mi fissò alcuni secondi senza proferire parola.

Quella scena accadeva quasi ogni volta, quindi solitamente attendevo in silenzio.

La signora Degli Esposti valutò quanto valesse per lei farsi giustizia.

“Va bene signor Bergonzini, ha la mia fiducia, trovi l’assassino del mio Lucio, rapidamente.” La donna accentuò l’avverbio.

“Non si preoccupi, non farà in tempo a prendersi un nuovo cane”. Mi morsi la lingua e mi arrampicai sugli specchi. “Non che debba per forza sostituire il suo cane morto, cioè, intendo dire che farò in fretta.”

La signora Degli Esposti ruppe il silenzio imbarazzante.

“Piuttosto, oggi alle ore 15, è stata organizzata dall’amministratore, il signor Bernacca, una riunione per discutere di annosi problemi condominiali. Ho chiesto di inserire in programma un dibattito riguardo la morte del mio Lucio. Vorrei che lei intervenisse.”

“Certo signora, mi scriva il suo indirizzo. Prima dell’assemblea farò un’ispezione e magari la mia presenza farà innervosire il killer.”

Allungai sulla scrivania un contratto standard da compilare e le rammentai di essere a sua disposizione nel caso si fosse ricordata qualche particolare utile per l’indagine.

Mi feci consegnare anche un assegno che coprisse il primo giorno di lavoro e accompagnai la signora Degli Esposti alla porta, ribadendo che mi sarei messo subito al lavoro senza perdere tempo.

Presi il mio taccuino degli appunti e scrissi: Ulisse Carminati, da tenere sott’occhio. Luogo del delitto: il giardino condominiale. Ore 15 riunione condominiale.

Continuavo ad avere una fame del diavolo, quindi mi diressi al bar per fare colazione, ma non prima di aver osservato la signora Degli Esposti attraversare la strada e lentamente allontanarsi.

2.

Entrai nel consueto bar tabacchi, ubicato a meno di cinque passi dal portone del mio palazzo.

Per accedervi aprii entrambe le porte a vetro verso l’interno e mi bloccai un paio di secondi sulla soglia.

Non che servisse, ma ci tenni a dimostrare una sorta di spavalderia, in fondo ero abbastanza noto per il mio lavoro.

I luoghi di ritrovo sono fondamentali per un detective, soprattutto quando si è in cerca di confidenze e di buoni contatti.

Il bar tabacchi non aveva neppure un nome sulla facciata.

Come se si stesse nascondendo nella moltitudine di locali che affollava la zona, pur rimanendo in bella vista.

Forse l’idea era semplicemente celarsi al fisco, ma dubito con particolare successo.

L’arredamento del locale era piuttosto sterile e avrebbe messo tristezza a un qualsiasi arredatore di interni, ma in fin dei conti era l’effetto che destinava un po’ a tutti gli avventori.

Anche nel periodo di Natale non esibiva alcun festone, neppure un minuscolo alberello addobbato; era il bar di Ebenezer Scrooge prima che incontrasse i fantasmi.

Pressoché ogni giorno entravo a prendere un caffè, il più delle volte acido, e talora tentavo la fortuna chiedendo se avessero da vendere dei biglietti per il pullman, ma perdevo sempre.

Con un cenno della testa salutai Sandro, il proprietario, e mi appropinquai al bancone ansioso di osservare cosa fosse rimasto per colazione.

Disposti con poco ordine: un paio di croissant dall’aspetto non troppo invitante, dei tramezzini al tonno e una pizzetta pomodoro e acciughe, probabilmente del giorno prima.

“Sandrino, ti è rimasto solo questo per colazione?” Chiesi. “Non tieni qualcosa nascosto sottobanco per i tuoi clienti migliori?”

“Per i clienti migliori servo patatine e spumantino in bicchieri puliti, ma per te, che paghi ogni morte di Papa, solo acqua in bicchierini di plastica già adoperati.” Mi rispose il barista con sarcasmo.

“Ah quanta grazia, ma oggi sei fortunato, perché ho un grosso caso tra le mani e in tasca un primo cospicuo assegno.”

“Immagino, cos’è qualcuno ha perso il gatto?” Domandò.

L’uomo scoppiò a ridere da solo, per la sua stessa battuta.

Il maledetto non c’era andato così lontano.

Gonfiai il petto a dovere e alzai la voce, così da sovrastare quella di Sandro, quindi pronunciai a chiare lettere “Si tratta dell’omicidio di Lucio Dalla!”

Tutti gli astanti presenti rivolsero lo sguardo verso di me e lo stesso barista rimase inizialmente senza parole.

Poi sentenziò “Che balle vai dicendo. Dalla mica è stato ucciso. E comunque ne avrebbero parlato i giornali.”

In quel momento pendevano tutti dalle mie labbra e francamente non mi dispiaceva.

Quindi risposi, ben attento che tutti mi sentissero “Non ne posso parlare, sono stato ingaggiato solo questa mattina, ma il caso promette davvero bene e ho già un paio di idee in cantiere. Piuttosto, tira fuori quelle patatine che dicevi, scalda la pizzetta e riempi un bicchiere pulito di birra alla spina, poi magari ti faccio una confidenza sul caso.”

Mi girai verso gli altri clienti, alzai le mani e mi stampai sul viso un ampio sorriso.

“Non posso parlare, è inutile che chiediate. In queste cose sono davvero un professionista, il migliore investigatore di Bologna.”

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Marcello Manzoni
Marcello Manzoni, milanese classe 1982. Vive a Brugherio (MB).
Dopo la laurea in Archeologia, non potendo campare di sogni, si è trasferito prima in Finlandia e poi in Germania.
Infine, è ritornato in Italia con il meglio delle due esperienze: una moglie finnica e le tazze dei mercatini di Natale di Colonia.
Ha pubblicato svariati racconti con Idrovolante Edizioni, Rudis, Terebinto Edizioni, Edizioni del Loggione e con alcune riviste online, tra cui Crack, Smezziamo, Racconti dal Crocevia e Formicaleone.
Sua moglie dice di lui: Vihdoin se kirjoittaa ja mä voin katsoa telkkaria.
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