A volte basta aprire una porta per scoprire che il confine tra vivi e i morti è molto più sottile di quanto immaginiamo.
Nella casa dei Valenti gli spiriti non fanno paura: bussano, si lamentano, chiedono consigli, soprattutto, portano con sé storie che aspettano solo di essere ascoltate.
Tra una mamma single che cerca di tenere insieme famiglia e straordinarie visite dall’aldilà, due figli adolescenti e situazioni tanto assurde quanto divertenti, la quotidianità diventa un’avventura imprevedibile.
Perché alcune case custodiscono segreti. Casa Valenti, invece, apre la porta a chi non dovrebbe più poter bussare.
La domanda non è se crederai ai fantasmi.
La vera domanda è: sarai pronto ad aprire quella porta?
Perché ho scritto questo libro?
Ho scritto Le regole di casa Valenti perché credo che l’umorismo sia uno dei modi più efficaci per affrontare le difficoltà della vita.
Volevo raccontare una storia capace di unire fantasia, emozioni e leggerezza, mostrando come anche l’insolito possa parlare di affetti, famiglia e crescita personale.
Attraverso personaggi fuori dagli schemi, ho cercato di regalare ai lettori un sorriso e, allo stesso tempo, uno spunto di riflessione.
ANTEPRIMA NON EDITATA
Luca
16 anni.
Cinico.
Appassionato di informatica.
Finge di odiare il lavoro della madre, ma in realtà è molto protettivo.
Il suo sogno è una famiglia normale.
Peccato che una mattina trovi un fantasma seduto sul water.
Emma
14 anni.
Empatica.
Creativa.
Parla con gli spiriti fin da bambina.
Li considera quasi parenti.
Ha il brutto vizio di offrire biscotti ai fantasmi.
Giorgio
L’ex marito.
È convinto che Anna esageri.
Finché una sera un fantasma gli spegne l’automobile.
Tre volte.
Adele
L’amica del cuore di Anna.
Parrucchiera.
Crede a metà negli spiriti.
Ma ogni volta che entra in casa di Anna succede qualcosa di inspiegabile.
Gli spiriti ricorrenti
Ernesto
Ex postino.
È morto da vent’anni.
Continua a voler consegnare lettere.
Le lascia ovunque.
Persino nel frigorifero.
Teresa
Ex insegnante.
Corregge continuamente la grammatica dei vivi.
Perfino durante le sedute spiritiche.
Arturo
Ex imprenditore.
Ogni settimana torna a chiedere:
“Solo un numerino del Superenalotto…”
Ogni settimana Anna lo caccia.
Bianca
Una bambina di nove anni.
È lo spirito più dolce.
Diventa quasi una sorellina invisibile per Emma.
Capitolo 1 – Una mamma, due figli e sei fantasmi in cucina
Alle sette meno dieci del mattino, in casa Valenti regnava il caos.
Non il normale caos delle famiglie con due adolescenti.
Un caos organizzato.
Uno di quelli che, a forza di viverci dentro, finiscono quasi per rassicurarti.
La lavatrice aveva deciso che quello era il momento perfetto per emettere un rumore simile al decollo di un aereo.
Il tostapane aveva bruciato tre fette di pane su quattro.
Il gatto Mirtillo fissava con aria scandalizzata un angolo della cucina.
E nell’angolo della cucina c’erano sei fantasmi.
«Prendete il numerino!» esclamò Anna entrando con una tazza di caffè in mano.
I sei spiriti si guardarono confusi.
«Quale numerino?»
«Quello della pazienza. Stamattina ne ho poca.»
Lo spirito più anziano, Ernesto, ex postino in pensione da… circa ventitré anni di morte, sollevò una mano.
«Io avrei solo una piccola domanda.»
«No.»
«Ma non l’ho ancora fatta.»
«La risposta è comunque no.»
«Riguarda una lettera.»
«No.»
«Una letterina piccola.»
«No.»
«Un bigliettino?»
«Ernesto.»
«Sì?»
«Se continui a diminuire le dimensioni, arriveremo al francobollo.»
Emma entrò in cucina ancora in pigiama.
«Buongiorno a tutti!»
Salutò gli spiriti uno per uno.
«Ciao Ernesto.»
«Ciao Teresa.»
«Buongiorno Bianca.»
«Arturo… non chiederlo.»
Arturo sbuffò.
«Ma io non avevo ancora detto niente.»
«Lo stavi pensando.»
«È vietato pensare?»
«No.»
«Allora posso pensare ai numeri del Superenalotto.»
Anna bevve un sorso di caffè.
«Puoi pensarli quanto vuoi. Io continuerò a non dirteli.»
«Che spreco di talento…»
In quel momento arrivò Luca.
Capelli spettinati.
Felpa nera.
Occhiaie profonde.
L’espressione di chi avrebbe preferito essere adottato da una famiglia di panda.
Guardò la cucina.
Guardò i fantasmi.
Guardò la madre.
«Sono aumentati.»
Anna annuì.
«È stagione.»
«Esiste una stagione dei fantasmi?»
«Pare di sì.»
Ernesto intervenne.
«Con il freddo ci vengono i ricordi.»
«I fantasmi sentono freddo?» domandò Luca.
«No.»
«Allora?»
«Era per fare conversazione.»
Luca sospirò.
«Certo.»
Aprì il frigorifero.
Dentro trovò una lettera.
La prese.
«Mamma.»
«Sì?»
«Perché c’è una busta nel reparto delle verdure?»
Ernesto alzò lentamente la mano.
«Credo sia mia.»
«Ernesto!»
«Non trovavo la cassetta della posta.»
«Perché sei morto!»
«Appunto.»
Emma scoppiò a ridere.
Anna cercò di trattenersi.
Fallì miseramente.
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