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Le vite concentriche di Pablo e Fortuna

Le vite concentriche di Pablo e Fortuna
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Consegna prevista Dicembre 2022
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In una cittadina dove cultura e tecnologia sembrano giunte a un’impasse, il giovane Pablo aspira ad esplorare il mondo esterno, mentre la locandiera Fortuna lavora nel locale dei genitori, dividendosi fra turni massacranti e il desiderio di costruire una famiglia. Le loro vite vengono sconvolte dall’inabissarsi della Torre, che nell’arco di una notte si trasforma in una cavità minacciosa: il Pozzo.
Man mano che gli abitanti scendono a patti con la nuova situazione, Pablo e Fortuna maturano un’amicizia che sembra destinata a trasformarsi in qualcosa di più.
Ma una sventurata sera, una vecchia conoscenza distrugge per sempre i sogni di Fortuna. Divisi per sempre, eppure mai davvero separati, i ragazzi abbracceranno un imprevedibile ciclo di morte e rinascita: antagonisti in una metropoli cyberpunk, psiconauti a cavallo tra mente e magia, freak con un passato da redimere…
Per l’una significherà fare i conti coi propri fantasmi, per l’altro accettare la realtà voluta dal fato.

Perché ho scritto questo libro?

L’idea per il romanzo nasce da un sentimento che tutti, ciascuno a modo suo, abbiamo provato: l’amore per qualcuno.
Ma amore – proprio come libertà – è una parola trabocchetto che può avere infinite declinazioni, e non sempre piacevoli. Partendo da questo presupposto, ho trasfigurato la mia esperienza grazie alla lente deformante del fantastico.
E quando il rapporto con la persona che ha ispirato il libro si è interrotto, la storia ha iniziato a vivere di vita propria.

ANTEPRIMA NON EDITATA

La luce del tramonto ammantava di tinte aranciate i tetti in ardesia, baluginando attraverso i vapori dell’acciaieria mentre gruppi di storni lanciavano i loro richiami squillanti.

Fortuna e Pablo erano seduti sul bordo del Pozzo a sorseggiare una tazza di cioccolata, le gambe che dondolavano nel vuoto.

“Ѐ un po’ strano che nessuno ci vieti di stare qui, non trovi?” osservò il ragazzo sbirciando giù.

“Esperanza ed Esteban cercano di seguire le orme dei genitori… fare quello che farebbero loro” rispose Fortuna. Aveva il labbro sporco di cacao.

“Niente di più stupido, se vuoi il mio parere” aggiunse con sguardo meditabondo.

“Non avevi un bel rapporto con i tuoi” disse Pablo.

“Neppure dieci giorni fa, i loro corpi giacevano là sotto” commentò casualmente Fortuna, neanche stesse parlando del tempo.

Pablo sbiancò.

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“Mi dispiace, se vuoi ci spostiamo da un’altra parte.” 

Stava per alzarsi, ma lei lo trattenne.

“Non farti problemi” lo rassicurò la ragazza.

“Ormai i cadaveri sono spariti, non è rimasta nemmeno una cintura o un bottone.”

Il giovane taceva.

“Vedi,” disse Fortuna “quando l’ho saputo, ero convinta che non avrei provato niente. 

Lui era sempre fuori a divertirsi con le sgualdrine del circondario, e lei pensava solo ai soldi. Credo che non riuscisse a convivere col sospetto di aver sposato l’uomo sbagliato: per questo si prodigava affinché io fossi autonoma. Non mi ha mai regalato altro che responsabilità.

Eppure, dopo che li ho scorti laggiù, ho capito che erano soltanto due esseri umani. Come noi due. E ne ho avuto pietà.”

“Mi sembra un ragionamento molto maturo” opinò Pablo.

“Ma questo non vuol dire che dobbiamo ripetere gli stessi errori. Io non sono mia madre” concluse Fortuna mandando giù un sorso di cioccolata.

Lui guardò in basso ancora una volta.

“Un indizio ce lo potrebbe fornire questo gigantesco tritarifiuti.”

“Già, lo penso anch’io” assentì la locandiera.

“Anche se trovo più intrigante capire come funziona, che… l’eventualità di lanciarmici attraverso, ecco.”

“Secondo te qual è il suo scopo?” le domandò Pablo a bruciapelo.

“Voglio dire, eccetto quel che già sappiamo?”

La ragazza ci rifletté per un po’.

Fece schioccare la lingua.

“Io lo vedo come un’esortazione a non restare immobili. Spiritualmente, intendo.

Ѐ comodo guardare il mondo dalla solita prospettiva… rendersi impermeabili al cambiamento.”

“E ai sentimenti” disse Pablo.

“Anche a quelli, sì” gli fece eco Fortuna.

“Ci vuole coraggio per sentire, per lasciarsi infettare da quel morbo che alcuni chiamano amore, ma immagino che sia un modo per vivere nuove esperienze. 

Certo, qui stiamo parlando della circostanza neanche troppo remota di vincolarsi a un destino immutabile fino alla fine dei tempi – e per giunta in coppia!”

L’attore rabbrividì. 

“Suona come una prigione.”

“Io non credo che vada inteso alla lettera” considerò la fanciulla.

“Dal mio punto di vista, il vero senso del Pozzo è aiutarci a scoprire cosa vogliamo veramente… e poi fare i conti con la risposta. In tutte le sue infinite declinazioni.”

Pablo si diede qualche istante per pensarci.

“Forse quello che voglio io non è una risposta chiara e inconfutabile.”

Fortuna ridacchiò.

“Allora i tuoi ti hanno lasciato un’eredità onerosa…

Loro sono la prova vivente che un amore può durare in eterno. 

Non sai quanto ti invidio.”

Pablo appoggiò la tazza, si leccò le labbra prima di replicare.

“Ritengo che questa verità sia valida solo per loro. 

Dopotutto, io non sono mio padre” disse il ragazzo, riprendendo le parole di Fortuna.

“Vorrei tanto incontrare l’amore della mia vita” aggiunse.

“Ѐ solo che l’idea mi spaventa.”

Fortuna non capiva.

“Ti spaventa la possibilità di rimanere incastrato con la stessa persona?”

La brezza scompigliava i capelli a entrambi.

“No” disse lui.

“Temo di essere rifiutato. Sai, io tendo a illudermi.

Ripongo una marea di aspettative in qualcosa che non ha ancora una forma finita, e poi soffro quando mi accorgo puntualmente di averle gettate al vento.”

L’espressione di Pablo aveva una nota sarcastica.

“A volte penso di essere sbagliato. 

Sbagliato per questo mondo. Partire, cambiare nome, mutare aspetto… ci provo sin da quand’ero piccolo. Lo spazio in cui vivo è troppo stretto, e forse ora ho finalmente l’occasione di lasciarlo.”

Fortuna scivolò lungo l’orlo del Pozzo per avvicinarglisi, e Pablo sentì che un fianco della ragazza lo sfiorava. 

“Ti sei mai chiesto se c’è un’altra ragione per cui vuoi andartene?” gli domandò.

“Un motivo che non sia semplicemente voglio ricominciare daccapo?”

Pablo deglutì.

“Vedimi come una specie di gatto troppo cresciuto… se mi metti davanti una porta chiusa, è scontato che prima o poi cercherò di attraversarla.”

La ragazza alzò gli occhi al cielo.

“Non ho mai conosciuto un felino domestico tanto complessato. 

Potresti impersonare un animale parlante!”

Pablo le diede un colpetto col gomito.

Rimasero appoggiati l’uno all’altra.

“Pensa che da bambino sognavo di diventare un illusionista…

I miei amici uscivano a giocare, e io cercavo di far scomparire le biglie. 

Sai com’è finita?”

Lei scosse la testa.

“Ho perso gli amici, e anche le biglie.

Poi scovai un gioco di prestigio in cui eccellevo: salire sul palco e fingermi qualcun altro. Lo ripeto da anni, con trascurabili variazioni.”

Fortuna sospirò. Pablo avvertì quel movimento attraverso la spalla.

“Mi piacerebbe innamorarmi facilmente come fai tu” gli disse.

“Sentire il cuore che batte forte in petto, lasciarmi andare…”

“…avere attacchi di panico, meditare il suicidio…” la interruppe lui.

“…ma è che proprio non ne sono capace” continuò Fortuna.

“Ho sempre avuto difficoltà a fidarmi.

Nonostante siano dodici inverni che mi rompo la schiena, resto un’inetta.”

Memore del gesto di Estrella, Pablo cominciò ad accarezzarle delicatamente i capelli.

“Non c’è niente di male nel tutelare la propria indipendenza. Nessuno ha stabilito che la felicità debba essere garantita per forza dall’amore.

…Ma se vuoi possiamo provare a buttarci” propose il ragazzo con un sorrisetto.

Fortuna si scostò di scatto.

“Toccami e ti uccido.”

“Sì, questa l’ho già sentita” disse Pablo protendendo una mano.

Lei fece per ritrarsi, ma l’indice di lui si accostò alle sue labbra e le ripulì dalla cioccolata residua con tutta la premura del mondo.

Fortuna era sconcertata.

“Non posso fare a meno di guardarti le orecchie” disse Pablo senza scomporsi.

Lei sbatté le palpebre, confusa.

“Come mai?”

“Sembrano fatte di quella pasta che usano per i ravioli.

Sono bellissime.”

Adesso la ragazza non riusciva a smettere di ridere.

“Perché stai ridendo?” chiese il giovane con una nota di perplessità.

“Ѐ il complimento più strano che mi abbiano mai fatto” singhiozzò Fortuna, asciugandosi le lacrime.

“E anche il più bello” aggiunse con un ampio sorriso.

“Bè,” commentò Pablo “questo spiega molte cose”

Lei gli tirò un pugno nelle costole.

Tossendo e annaspando per la sorpresa, l’attore le domandò:

“Senti… Come te la cavi coi piccoli?”

La fanciulla si ravviò la frangia ribelle.

“Bene, suppongo. Beltran mi dà una mano a tenerli impegnati, anche se vorrei che prendesse meno sul serio il suo ruolo… l’ultima cosa che desidero è trasformarlo in una versione maschile di me.”

“Può darsi che il suo ruolo gli piaccia” azzardò Pablo.

“Può darsi” concesse Fortuna.

“Se non altro, Enrique ha fatto pace con Ponce. Ora dice che è il suo fratellino, e che ammazzerà chiunque tenti di fargli del male” soggiunse in un ghigno ironico.

“E Solana? Si è adattata al nuovo corso?” disse il ragazzo.

Adattarsi?” proruppe la locandiera.

“Lei se la sta spassando, credimi! Si sveglia alle quattro per infornare il pane, alle due smonta e aiuta i volontari con la bonifica del Fiume, poi viene da me e beve come se non ci fosse un domani.” 

“Mi rincuora che tragga soddisfazione dalle piccole cose” affermò Pablo senza sarcasmo.

“Per quanto mi riguarda, continuerò a sognare una vita oltre il Pozzo. 

Mentre tu” decretò rivolto alla ragazza “mi insegnerai ad amare senza perdere di vista me stesso.”

“Ѐ una promessa” replicò Fortuna con determinazione.

“Sarà meglio che tu la mantenga, o tornerò a perseguitarti dall’aldilà” disse il giovane.

“E ogni singolo giorno, riceverai un messaggio del sottoscritto in cui chiedo dove ho fallito e se mi sarà mai accordata un’altra chance.”

Fortuna sorrise di nuovo.

“Non mi dispiacerebbe affatto.”

Nessuno dei due ne era consapevole, ma si stavano tenendo per mano.

2022-05-12

Aggiornamento

Ce l’abbiamo fatta! La campagna per “Le vite concentriche di Pablo e Fortuna” ha raggiunto il 100% dei preordini! Non so esprimere a parole la gratitudine che provo verso ogni singola persona che ha contribuito alla realizzazione di questo traguardo, ma ci proverò comunque. Alcuni mi conoscono (sin troppo) bene e magari li frequento abitualmente, altri li ho ritrovati dopo anni – scoprendo con gioia che il muro del tempo non è solido come sembra –, altri ancora non mi avevano mai incontrato in vita loro, e ciononostante hanno voluto darmi fiducia. Grazie a ognuno di loro/ognuno di voi, il mio secondo libro potrà vedere la luce: è un “piccolo” evento che per me ha un significato enorme (soprattutto tenendo conto dell’attuale situazione editoriale); un evento che devo anche alla partecipazione e al coinvolgimento dimostrati da chi mi ha supportato/sopportato, nonché naturalmente a Bookabook. Ma la campagna non è ancora finita, e c’è ancora una chance – dovessimo arrivare a 250 copie – di dare al romanzo ulteriore visibilità. Per quanto mi riguarda, continuerò a tenervi aggiornati sul processo di creazione che ha dato vita al mondo di Pablo e Fortuna, pubblicare immagini e dissertazioni audiovisive, ed equipaggiarmi per la fase di editing. Intanto, grazie di cuore.
2022-03-21

Aggiornamento

Sono felice di annunciare che l'avventura di Pablo e Fortuna è ufficialmente iniziata! Benché sia la prima volta che opto per il modello crowdfunding, devo precisare che questo sistema non solo è efficace per sondare l'interesse delle persone (nello specifico, di voi lettori), ma permette anche di avviare delle interazioni più profonde del semplice "proposta d'acquisto/esborso monetario": si parla di un libro, si estende lo scambio ad altri libri, si scoprono affinità insospettate (come pure differenze!) e, escludendo per un momento le difficoltà che comporta intrattenere una conversazione prolungata in questo mondo sempre più frenetico e dominato dalle scadenze, è anche divertente. La sensazione di costruire davvero qualcosa insieme (con Bookabook e con chi mi legge) è, in poche parole, ciò che mi motiva ad assicurare la buona riuscita di questa campagna: il desiderio di scrivere si configura, per definizione, come una necessità astratta, intima e personale; ma il desiderio di vedere pubblicato quanto scritto è un impulso concreto, immanente e in ultima istanza altrettanto importante. Vi ricordo che pubblicherò settimanalmente sul mio blog le illustrazioni ispirate al libro (qui il link: http://pierogracis.blogspot.com/), mentre su Facebook posterò qualche curiosità legata ai personaggi e al mondo/ai mondi che abitano (https://www.facebook.com/piero.gracis/). Infine, se ancora non ne avete abbastanza, qui potrete trovare - il secondo e il quarto mercoledì del mese - una serie di audioletture: https://www.youtube.com/channel/UC6ysuSRUDs_x38AV9mQpboQ Al prossimo aggiornamento!

Commenti

  1. Andrea Pretotto

    (proprietario verificato)

    Un romanzo davvero incredibile: un po’ urban fantasy, umoristico, giallo (sì, non c’è solo la suspense di conoscere il finale delle storie, ma anche la possibilità di poterlo scegliere).. un vero capolavoro artistico!
    Il libro è curato nei minimi particolari, con una ricchezza lessicale oggi introvabile in tante altre opere. C’è un grande coinvolgimento nelle storie: la narrazione scorre veloce, e l’autore instaura un dialogo continuo con il lettore.
    Non stanca mai e anzi… accresce nel lettore un desiderio di apprendere sempre di più le favolose vicende dei personaggi.
    Mi sono assicurato una copia personale, ma anche altre da regalare ad amici.
    Complimenti a Piero per questo romanzo!

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Piero Gracis
Piero Gracis nasce a Treviso nel 1989.
Appassionato di cinema e letteratura, si diploma al Liceo Artistico Sperimentale, ottenendo poi una specializzazione in Tecniche del Fumetto presso la Scuola Internazionale di Comics di Padova.
Nel corso degli anni collabora con la testata online Neroplasma e organizza una serie di mostre assieme all’associazione culturale D’ARTEfatti, redigendone gli inserti testuali e curando alcune letture pubbliche.
Ha lavorato inoltre a graphic novel e illustrazioni per conto del Collettivo Dottor Mabuse.
Dopo aver contribuito alla raccolta letteraria “Solanum XXIV” (contenente un suo racconto), nel 2017 pubblica con Erga Edizioni il primo romanzo: “LORO”.
Di recente ha svolto il ruolo di collaboratore presso l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana.
Nel tempo libero, tra le altre cose, scrive per la rivista "Dimensione Cosmica"
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