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Libertà è donna

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Consegna prevista Ottobre 2024

Libertà è donna è un romanzo di genere narrativa che ha lo scopo di far riflettere sugli obiettivi che nella vita si vogliono raggiungere e sulla caparbietà e coraggio che bisogna mettere in campo per poter farsi strada nel corridoio della vita. L’ingrediente segreto è la volontà.
Dalila è il nome della protagonista; ci accompagnerà in questo meraviglioso viaggio, dove dapprima da bambina e poi da adulta ci regalerà tante emozioni e ci farà capire che il vero coraggio sta nella verità e nella forza di lottare per i propri sogni. La libertà è il suo primordiale e assoluto scopo. Col tempo tante donne prenderanno il suo coraggio e lo faranno proprio.
La lettura è per lei la strada che conduce al pensiero e il pensiero allo sviluppo della mente.
Incontrerà tante persone che l’aiuteranno e altre che cercheranno di contrastarla.
Il suo motto è non perdere mai di vista il proprio obiettivo; sarà un faro nelle notti tempestose e buie.

Perché ho scritto questo libro?

Ho iniziato a scrivere “Libertà è donna” un’estate di due anni fa, nella mia camera da letto in Salento, dopo essere tornata per le vacanze. Avevo bisogno di ritrovare me stessa e di lasciare traccia della mia passione per i libri e per la scrittura. Si parla di una libertà negata alle donne in un tempo passato, anche se è ancora un obiettivo da raggiungere in alcuni Paesi non lontani dal nostro.

ANTEPRIMA NON EDITATA

In una campagna non lontana dal mare gli ulivi erano stati spazzati via da una ruspa, la terra era morta e il cielo sembrava stare male come gli abitanti del paese per quegli scenari raccapriccianti. Gli ulivi, secolari e maestosi, genitori ed eterni padri e antenati di generazioni passate. Sono stati complici e testimoni di amori e tradimenti, di litigi e dissapori, ma anche di feste e matrimoni.

Gli abitanti oggi piangono. Ulivi morti e cimiteri infiniti nel basso Salento.

Ulivi maltrattati dalla Xylella, insetto infame e velenoso per il padre della nostra terra.

Ricordo un tempo lontano, quando ero bambina, le mie figlie ancora non erano nate e il mio matrimonio era ancora un sogno nel cassetto.

Venivo qui. La mia campagna era la mia casa. I miei genitori mangiavano frise a pranzo e frise a cena. I frutti dell’orto erano il contorno perfetto e i profumi incantavano la mia mente. Scrivevo poesie ai piedi del mio ulivo. Aveva radici enormi, un tempo. Era bello, fino a qualche tempo fa.

Lo avevo scelto e anche lui sembrava avesse scelto me. Le foglie basse accarezzavano i miei capelli ricci e quelle alte ne formavano un grande ombrello. Era perfetto per le mie letture.

Continua a leggere

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Un tempo noi ragazze non avevamo il diritto allo studio come gli uomini e la lettura era una perdita di tempo.

Durante una festa di paese, un anziano con la moglie distribuivano ai passanti libri che erano eredità nobile del figlio rimasto ferito gravemente durante la guerra. Mi avvicinai mentre mamma e papà erano impegnati in dovuti saluti pomeridiani ai capi del paese. Nessuna bambina aveva il desiderio di leggere ma io si!! Per tutti ero ritenuta strana. Dipingevo e sognavo ad occhi aperti. Mi bastava uno sguardo volante di un esperto per apprendere i segreti di un mestiere tramandato di secolo in secolo. Come il cucito. Avevo 10-11 anni, credo. Bambina ubbidiente e scrupolosa per la salute dei genitori. Amavo la sera stendermi sulle gambe di papà e massaggiare i piedi di mamma dopo cena, quando stanca dal duro lavoro nei campi avvertiva il bisogno e l’esigenza di perdersi nei pensieri e non parlare. Con il limone preparavo lo scrub per il viso con le susine improvvisavo degli originali smalti per le unghie dei piedi. L’alluce era enorme e mi faceva ridere. In realtà ridevo sola. Quando iniziavo il mio passatempo degli smalti mamma era già lì, stesa sulla sdraio accanto al braciere, con le braccia appoggiate sulle ginocchia e il corpo inclinato sulla destra. Io mi sedevo a terra, con indosso uno scialle azzurro che amavo tantissimo. Era di lana e lo aveva cucito una mia vicina di casa che era apprezzata da tutto il paese per i suoi abitanti ricamati con estremo riguardo. Era povera ma i suoi abiti e il suo sorriso erano nobili.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Maria Antonietta Grande
Maria Antonietta Grande nasce il 16 Gennaio 1990 in una cittadina salentina. Si è laureata presso
l’Università del Salento in Scienze Pedagogiche, nel 2015 e si è occupata sin da bambina del
volontariato per supportare le persone più fragili: minori non accompagnati e disabili. Ha pubblicato
con Marino Editore un racconto “Una nuova vita”, il quale ha vinto il primo premio social e il
quarto premio della critica.
La passione per la scrittura è stata da sempre la sua compagna più fedele, che l’ha accompagnata
anche quando era lontana da casa per iniziare il precariato in Lombardia e in Emilia Romagna.
Attualmente vive in provincia di Roma, dove si sta specializzando nel sostegno.
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