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Lisa Cannella – Diario di un Burn Out

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Consegna prevista Novembre 2024

Evidentemente, io meritavo questo.
Lisa Cannella. 15 luglio 1986 – 20 luglio 2020. Per l’improvvisa scomparsa ne danno il triste annuncio il marito, i genitori, le sorelle, i figli e gli amici tutti.
Le esequie muoveranno dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio Venerdì, 24 luglio 2020.
A dire il vero ho sempre odiato i manifesti funebri. Un inutile spreco di carta associato ad un inevitabile ed irrimediabile imbrattamento.
Oltre ad essere brutti e tristi da vedere, rimangono lì appiccicati per anni finché acqua e vento non li deteriorano.
Ma questo dannato manifesto funebre è solo l’apice, il culmine della faccenda.
Una faccenda che ha iniziato a farmi male, alcuni mesi prima.
Marzo 2020, cara Mimì…

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro perché le professioni di aiuto sono altamente esposte al burn-out, ma non se ne parla abbastanza. Che impatto hanno sulla nostra vita tutte le storie difficili che con passione, dedizione e cura accogliamo ogni giorno?
E, in generale vorrei rendere la libertà di dire che il lavoro a volte può far male che tu sia un assistente sociale, un medico, un impiegato, un cuoco, un artigiano, è capitato anche a te?

ANTEPRIMA NON EDITATA

3 Marzo 2020

Cara Mimì, il ragazzo dei cioccolatini ha iniziato a diventare così pressante. E non dire che mi lamento del nulla. Viene quasi ogni giorno e senza appuntamento, un po’ a tutte le ore. Credo di avere imparato il rombo del suo motorino grigio chiaro che lascia nella corte prima di salire su con fare generalmente agitato e impaziente. Gli ho fissato un colloquio. Stamattina sono arrivata in ufficio alle 8 e un quarto. Sono praticamente scivolata in stanza senza fermarmi per i convenevoli e per salutare le colleghe. Avevo troppo da fare. Avevano troppo da fare. Il tempo di aprire la porta dell’ufficio e sento: “Buongiorno Gina”.

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Mi giro istintivamente e penso: Gina, chi è Gina? Il ragazzo dei cioccolatini era già lì nonostante il colloquio fosse fissato per le 10. Sento intanto Sebastiano il custode di Palazzo Donna Elena, raggiungere l’ufficio per giustificarsi. Un pò zoppica ed è facile capire quando sta per arrivare. “Dottorè, abbiate pazienza non vi ho vista entrare. Non sono riuscito a fermarlo”

“Non c’è problema. Grazie Sebastiano”

“Buongiorno” gli dico “Allora cos’è tutta questa fretta?” “Ora ho smontato dalla notte” “Dalla notte? Già che sei qui sediamoci, ti va?” In quel momento data la visibile agitazione che le sue braccia magre in continuo movimento lasciavano trasparire, non ho ritenuto opportuno fare braccio duro per sperare che tornasse poi. “Allora, Raffaele Donnarumma giusto?”

“Sì, sono io. Ma facciamo presto che ho smontato dalla notte”

“Di cosa ti occupi di notte?”

“Ho dovuto coprire un turno. Pare che non lo sai eh? Stava una piazza scoperta. Ma non ti posso dire dove. Ora però me ne devo andare. Stanotte ho da coprire un’altra zona. Ciao Gina. Fai la brava e fammi trovare i soldi che mi devi. La pensione mia la tieni in mano tu! La voglio puntuale!”

Si è alzato quasi schizzando per andar via. Non ho avuto tempo di chiedergli: “Chi è Gina? Io mi chiamo Lisa, Lisa Cannella”

E’ chiaro che spaccia. E sono quasi certa, a giudicare dagli atteggiamenti e dall’aspetto, che faccia anche uso di qualcosa, non so di cosa. Devo dire che stamattina, a differenza dei giorni precedenti, è parso tutt’altro che cordiale. Questo suo atteggiamento di prepotenza, spero passeggero, mi ha provocato una forte sensazione di disagio. Prenderò informazioni. E proverò a definire dei confini.

Vuoi sempre anche un pensiero felice giusto? Sono appena tornata dal bar del Purgatorio. Sono le 23, sono uscita per un’oretta dopo aver messo a letto i bambini, Gianni G. lo sa. Lo so che lo adori perché: luisicheèunuomoverononfarteloscappare. Ho bisogno di tanto in tanto di prendere aria, di camminare, di vedere le ragazze. Il mio gruppetto di amiche storiche. Di quelle che conosci da sempre, di quelle a cui puoi raccontare tutto, di quelle che ci si ubriaca insieme se qualcosa non va, di quelle che se compi gli anni ti dicono che sei più sexy e non più vecchia. A turno le mie amiche sono state fidanzate, lasciate, innamorate, tradite, abbandonate, richiamate. Beh, per esempio pensavamo che Gloria avesse trovato l’amore della sua vita, invece dopo alcuni anni abbiamo compreso che aveva trovato uno stupido, egocentrico, primadonna e pure traditore. La osannava, si dichiarava pazzamente innamorato di lei e invece il giorno del suo trentesimo compleanno, a distanza di una settimana dalla laurea, ha ben pensato di far saltare tutto palesando una relazione parallela con una collega. Andava avanti da mesi. Noi eravamo tutte a casa sua. Simona, Rosi, Manu. E ovviamente, anche i nostri compagni. Tutti pronti a festeggiare con torta e regali. Tutti tranne lei. Non voleva dirci dove fosse. Abbiamo girato i soliti posti, niente. Alla fine ci ha mandato un messaggio, era ridotta malissimo. Bastardo, si. Sembrava che il dolore al cuore le provocasse tanto male fisico. Non l’avevo mai vista così. Una giornata pessima per tutti. Da allora dunque, Gloria è la mia attuale amica single. L’amica single nel gruppo è quella che ti tiene sulla cresta dell’onda delle novità in fatto di approcci e corteggiamenti, è quella che ti fa avvertire ancora il brio delle relazioni lampo, dei momenti di incoscienza, del sesso occasionale, del forse si, il tizio è simpatico, ma no, non lo rivedrò. Insomma l’amica single è quella che propone argomenti avvincenti e che ti fa sognare, perché quando parla è come se potessi immaginare quello che accade, come se vedessi le immagini di un film. L’amica single è però anche quella che va più coccolata perché a volte, lontana dal brivido e dall’emozione, si sente sola. E niente, Gloria dice di aver conosciuto un tipo in un bar. Parlava di attrazione fatale. Lei in gonna e sneakers, come sempre. Senza collant ovviamente, Gloria non ha mai i collant. Lui in camicia bianca, polsini tirati su e jeans scuro. Ha giurato di aver intravisto sotto la camicia gli addominali giusti, gli addominali che le piacciono follemente. Quelli che si possono contare, quelli che Gianni G. non ha mai avuto e che a me proprio non piacciono. Sguardi e sorrisi. Ammiccamenti. Rossori e Passione. Distanza e contatto. Mani e Labbra. Niente parole. Solo fuoco e desiderio. Pare però che al momento giusto, al momento in cui si poteva e si doveva fare qualcosa, sia avvenuto un guasto nelle parti basse del tipo super sexy che imbarazzato è scappato via. Gloria non poteva fare altro che ridere. A me dispiaceva per il ragazzo ma si sa, sono troppo sensibile. Simona, che sa sempre ogni cosa, provava a spiegare l’accaduto in termini tecnici. Manu, molto pratica, le ha consigliato di evitarlo assolutamente se dovesse incontrarlo ancora. E Rosi, sempre cinica, ferma e realista: “Cosa ti aspettavi, non ci hai nemmeno parlato! Sei la solita”

Ma poi, suvvia, una risata ogni tanto! E ridere con loro così, con leggerezza e spontaneità, è sempre fantastico!

Beh il pensiero felice del giorno è facile: al sapore di Spritz.

Amiche e Spritz

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Raffaele Gabbanelli

    (proprietario verificato)

    Sembra molto interessante !

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Elisabetta Ferone
Elisabetta Ferone, nata a Napoli nel 1986.
Professione Assistente Sociale, da sempre una vita trascorsa tra le storie
della gente.
Affascinata dalle parole, dall’energia che hanno, dal modo attraverso cui
riescono a raggiungere le persone in ogni dove e in ogni modo. La possibilità
che offrono di toccare gli altri, incontrarli, abbracciarli.
Sono spesso in giro per la mia meravigliosa e storica città, che mi restituisce
la sensazione di essere una turista sempre in viaggio.
Osservo, immagino, scrivo. Ho sempre un po’ la testa tra le nuvole lo
ammetto, ma se solo poteste vedere ciò che vedo io! Se vi va, vi porto in giro
con me!
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