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Luce in fondo al tunnel

Luce in fondo al tunnel
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Consegna prevista Gennaio 2023

San Francisco, anno 2024.
La pandemia è solo un brutto ricordo e Anthony Shaperd cerca di tornare alla vita normale, nonostante tutti i ricordi malinconici che si porta appresso da oltre 5 anni. Una mattina di febbraio il cellulare inizia a squillare sul suo comodino, i vetri appannati della finestra di camera fanno presagire che fuori deve fare molto freddo, la luce calda e flebile di un lampione stradale che subentra dalla finestra fa capire che non è ancora sorto il sole.
Sullo schermo l’ora parla chiaro: le 6 di mattina.
Dall’altro capo del cellulare c’è il commissario di polizia Wallace. La chiamata deve essere urgente e difatti si scopre che una ragazza è scomparsa nel cuore della notte, lasciando tutti i suoi effetti personali nell’appartamento compresi i suoi slip.
Che si sia volatilizzata nel nulla?
Anthony riuscirà a ritrovarla sana e salva, lasciando i suoi problemi e ricordi fuori dal lavoro?

Perché ho scritto questo libro?

Durante i vari lockdown dati dalla pandemia da Covid-19, l’unico modo che avevo per uscire da quelle quattro mura di casa era immedesimarmi nei protagonisti dei romanzi e vivere, nel frattempo, altre vite.
Ho iniziato a leggere moltissimi libri, tanto che stava diventando quasi uno sfogo personale. Scrivere è stata una boccata d’ossigeno, lo devo soprattutto a Monica, direttrice dell’accademia dove ho studiato. È stato un viaggio intenso e significativo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

15 Febbraio 2024

Il trambusto mattutino degli spazzini mi svegliò di colpo, notai che la stanza era sottosopra, sembrava ci fosse passato un uragano la sera stessa.

Fuori era ancora buio, dalle finestre entrava il bagliore emanato dai lampioni lungo la strada, mi sentivo in uno stato di pace interiore finché non dovetti cercare di getto il comodino per prendere il cellulare che stava vibrando.

Rischiando di far cadere l’abat-jour in terra, con gli occhi ancora socchiusi, portai il cellulare all’orecchio e, senza guardare chi mi stava chiamando, risposi con la bocca asciutta e incollata:

“Si?”

“Detective Anthony?”

Ero ancora intontito, mi trovavo nel momento in cui si fa fatica capire se siamo in un sogno o siamo realmente svegli.

La voce mi rimbombava come un tamburo e percussioni nell’orecchio.

Ci misi un po’ a realizzare, ancora con la faccia rivolta verso il cuscino risposi: “Per amici e colleghi Tony”.

Il suono della mia voce era davvero orrendo, tanto che nemmeno mi sembrava la mia.

“Detective Tony, sono il commissario Wallace della polizia di San Francisco, deve urgentemente venire in sede.”

“Devo preoccuparmi?”

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“lei venga e basta, le spiegheremo tutto a tempo debito”.

Riattaccai.

Rimasi in uno stato confusionale, cosa era successo di così importante da chiamarmi alle 6.00 del mattino? Ci sono poliziotti e superiori in gamba da poter risolvere un crimine o delitto, perché scomodarsi a chiamare un detective come me?

A malincuore tirai via di getto le coperte, la coperta extra di pail cadde a terra.

Mi alzai, ancora rintontito per la sbornia della sera precedente, stando attento a non scivolarci sopra.

Per un pelo non caddi su una bottiglia di birra vuota vicino al letto, le diedi un calcio facendola scivolare vicino al comodino.

Riuscii ad arrivare in bagno, nonostante gli occhi fossero due serrande abbassate.

Accesi la luce che ebbe come l’effetto di uno schiaffo, tenevo gli occhi socchiusi per cercare di mettere a fuoco.

Aprii il rubinetto e mi gettai acqua gelida sul viso, “speriamo questa basti a svegliarmi decentemente” pensai.

Guardai il mio riflesso allo specchio, avevo un colore della pelle quasi giallastro, segno di una nottata ricca di alcool e fumo, i capelli medio lunghi mori tutti spazzi e unti, fissandomi dissi “Anthony Shaperd, hai 30 anni e ancora ti ubriachi la sera da solo in casa per rendere la tua vita più eccitante di quella che è”.

Sospirando aprii lo sportellino dei medicinali e mandai giù un moment per il mal di testa assordante, “maledetta “Acquavite” e birra, devo darci un taglio..”

Ancora in pigiama felpato arrivai in cucina, aprii il frigo e, a malincuore, vidi che era vuoto, solo bottiglie di alcolici e birre.

“la spesa..” dissi passandomi una mano in viso, “mi sono completamente dimenticato di farla ieri sera”.

Fortunatamente sul tavolino erano avanzate 2 mele e un arancia, la colazione, almeno, era salva.

Passai le mele sotto il getto d’acqua della cannella, tagliai di netto in due l’arancia e la spremetti.

Una volta versata la spremuta nel bicchiere mi accomodai sulla poltrona.

Accesi la luce sopra il tavolo cottura, rendeva la stanza piacevole e riuscivo a tenere il mal di testa sotto controllo. Notai, al soffuso colore della luce, che avevo lasciato il posacenere strapieno di cicche e cenere, con qualche bruciatura sulla tovaglia. “Cazzo..!”, ripulii tutto per rendere il tavolino quantomeno presentabile.

Avevo letto in un libro di meditazione che tenere il tavolino pulito e ordinato prima di mangiare rendeva migliore la digestione e il pasto stesso.

In un clima di sbandamento e aria soffusa ripresi in mano il cellulare per leggere un messaggio che mi era arrivato poco fa.

Era il mio amico fidato Dan: ore 6.35: “parlano tutti di una ragazza svanita nel nulla, sai niente?”.

“svanita nel nulla?” pensai.

“aggiornami su tutto, sei i miei occhi e le mie orecchie dove non posso arrivare.”

la risposta non tardò ad arrivare: “come sempre.”

Dan è un ragazzo di 29 anni, siamo amici da parecchio tempo, studiavamo insieme all’università per diventare entrambi detective, lui adesso è più una spia. o forse dovrei dire un ninja, sa muoversi nell’ombra e non so come ma è sempre aggiornato su tutto ciò che accade fuori, è un ottimo hacker, Sa tutte le ultime notizie della polizia, tutto in tempo reale, a volte anche prima che escano. Devo dire che spesso mi spaventa per le doti che ha.

Mi alzai a prendere il telecomando e accesi la televisione, i tg locali non avevano ancora nessuna informazione, a quanto pare l’unica notizia che girava più spesso facendo zapping era la vittoria dell’Inter Miami sul Chicago Fire per 1-0 con gol di Stojanovic.

Non sono un appassionato di calcio, ma ogni tanto qualche partita mi rilassa, seguo molto il Leicester, squadra inglese, mi piace quando una squadra sottovalutata riesce a fare un’impresa calcistica, vincendo contro squadre molto più superiori.

Finii per alzarmi dal tavolo controvoglia, ancora intorpidito mi avvicinai alla finestra, scostai le tendine e notai che nevicava copiosamente. Tornai in camera e mi vestii.

“Con questa giornata una calzamaglia termica è d’obbligo”, il termometro fuori segnava -6°, “un paio di jeans sopra e una felpa mi terranno al caldo, per concludere un giaccone pesante, guanti e cappello.”

Presi le chiavi ed uscii.

La giornata era nuvolosa e il freddo mi ha fatto rimpiangere il letto caldo, clima adatto per starsene in casa a bere cioccolata calda e guardarsi qualche serie su netflix in compagnia di una ragazza.

Pensai con un po’ di malinconia.

Questo febbraio non tende proprio a passare, le giornate sembravano andare a rilento, non si vedeva il sole da diversi giorni, pioggia e neve hanno avuto la meglio sempre.

Era ancora presto, la strada non era molto trafficata, vidi passare un pullman di linea e una Mini verde oliva, i negozi erano ancora pieni di cuori e palloncini per la festa di San Valentino, da oggi avrebbero cambiato tutti aspetto.

Mi fermai di fronte ad un negozio di giocattoli, vendeva sopratutto peluche, dietro la vetrina notai un orsetto al quanto particolare, teneva in mano un cuore rosso fuoco e aveva un sorriso strano.

Formava una S.

Il lato sinistro andava verso l’alto, mentre dalla parte opposta era rivolto verso il basso.

“Strano” pensai, “che abbia bevuto anche lui e adesso ha a che fare con i postumi?”, quel pensiero mi fece ridere.

Ripresi a camminare, entro stasera avrei notato sicuramente meno orsetti e cuori.

Cercando di non scivolare più volte sulle spesse lastre di ghiaccio formatesi durante la notte, arrivai davanti la sede di polizia, che fortunatamente non era troppo distante da casa mia.

Salii le scale aiutandomi con lo scorrimano ed entrai.

Nonostante fosse mattina presto, c’era molto fermento all’interno del dipartimento, tra tutta la confusione intravidi il commissario Wallace che mi stava venendo incontro. Un uomo di media statura, abbastanza in carne, con capelli corti e barba rasata.

I capelli, quei pochi che gli erano rimasti, erano tirati indietro con un dito di gel. Il tipico poliziotto americano.

“Detective Tony! Ben svegliato! Vuole del caffè?”

Mi chiese stringendomi la mano.

“Solo del thé grazie”

“avete sentito? Un thè per il detective!”

“Perché mi ha chiamato di prima mattina commissario? Cosa è successo?”

“Al momento posso solo dirle che è scomparsa una ragazza. Scomparsa nel nulla”.

“ Che vuol dire nel nulla? Ci sarà dietro un rapitore, o magari ha solo preso la macchina ed è andata via, sa come funziona.. mi arrabbio con i miei, litigo con il mio ragazzo, un attimo di annebbiamento di testa prendo la macchina e vado fuori città, sono opzioni più che qualificabili…”

“Detective.. abbiamo controllato le telecamere di sicurezza fuori l’abitacolo, nessuno è entrato e nessuno è uscito. La ragazza è rientrata verso le 19.30 di ieri e poi nessun altro movimento.”

“Qualcuno deve per forza essere entrato commissario, come se lo spiega altrimenti?”

“Le va di seguirmi nel mio ufficio? Come può vedere stamani è abbastanza confusionaria la situazione in sede, riesco a malapena a sentirla con tutto questo caos.” “Certo commissario, ma prima mi chiedevo se poteva restituirmi il distintivo, e poi perché proprio io?” “Ho chiamato lei Tony, perché voglio darle un’altra chance, voglio potermi ricredere su di lei.. il distintivo è nel mio ufficio”.

“Commissario ecco il Thé per il detective e il suo deca!”

“Grazie Jimmy. La prossima volta vediamo di essere più veloci magari.!”

“Si, mi scusi commissario..”

“I giovani.. Detective, io e lei siamo vecchio stampo, i giovani di oggi basta che bazzicano su instagram o facebook e il resto viene dopo, sempre a gingillarsi con queste cavolate nuovo secolo.”

Strano dettaglio del commissario, non avevo mai sentito dettagliate le parole nuovo secolo, sicuramente intendeva dire nuovo millennio.

Mi accompagnò nel suo ufficio.

Aprì la porta vetrata con la scritta “Commissario Andrew Wallace” “Police Department” e si accomodò, dietro la sua scrivania, sulla poltrona in pelle nera. “Prego, si sieda”.

Mi accomodai sulla sedia davanti al commissario

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Simone Lazzerini
Mi chiamo Simone Lazzerini, ho 29 anni e abito a Orbetello in provincia di Grosseto.
Ho molti hobby tra i quali la lettura e il cinema.
Sono un’amante dei romanzi Thriller, la passione per la lettura mi è nata grazie ai romanzi di Donato Carrisi, su suggerimento di mio babbo Fabrizio.
Amo il cinema, soprattutto l’atmosfera che regna in sala, dal silenzio alla magia di quando si accende il proiettore, qualunque film sia..
Sono laureato in naturopatia, ho iniziato il percorso inseguendo un’idea ben precisa: cercare di aiutare le persone in base agli strumenti che possiedo.
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