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Madrigale e la bottega dei Cento mondi

Madrigale e la bottega dei 100 mondi
100%
400 copie
completato
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raggiunto
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Consegna prevista Settembre 2023
Bozze disponibili

Madrigale è il pittoresco custode di una strana collezione di oggetti contenuti nella sua magica bottega. Ognuno di essi racchiude la preziosa storia di un Cuore Grande, esseri viventi dotati di grande empatia. Con le loro piccole azioni comuni essi contrastano inconsapevolmente l’avanzata dell’Indifferenza, evitando che questa faccia sparire ogni cosa ricoprendola con la sua temibile polvere. Due giovani amici, Michele e Paola, si ritrovano coinvolti nelle vicende della bottega e aiuteranno Madrigale a difenderla dagli attacchi dell’Incappucciato, il loro più temibile avversario. Un inaspettato viaggio nel tempo li attende e mostrerà ai due amici la loro vera natura suggerendo che, forse, potrebbero essere qualcosa di più di “semplici” Cuore Grande.

Perché ho scritto questo libro?

Da sempre veniamo catturati da quel pizzico di magia che notiamo nella quotidianità e che diventa subito lo spunto per una nuova storia. Questi mondi fantastici scaturiti da cose comuni ci hanno sempre fatto sorridere ed è proprio questo il motivo principale che ci ha spinto a metterli su carta: regalare un sorriso. Insieme siamo riusciti ad intrecciare questi racconti, dando vita ad una fantastica avventura e questo grazie alla nostra amicizia e complicità che dura da più di 30 anni.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Cercava ancora di capire che tipo di negozio fosse, quando la maniglia della porta si mosse e la porta si aprì. Il tintinnio di una campanella dorata rallegrò il vicolo. Era come se quel guizzante sonaglio volesse comunicare a tutti la sua felicità nel veder passare i clienti. Un suono delicato ma allo stesso tempo vispo che fece da cornice alla figura apparsa dall'apertura.

«Posso esservi di qualche aiuto?»

Due lenti tonde e violette incastonate in una piccola montatura dorata restavano in bilico sul naso adunco dell'uomo affacciato alla porta, senza nascondere i grandi occhi azzurri puntati su di loro, incastrati in una fitta rete di rughe. Le labbra dell'uomo erano ferme in un sorriso bonario.

«Non siate timidi, coraggio. Potete entrare a dare un'occhiata. L'ingresso è gratuito per chi riesce a trovarci». 

«Grazie, ma ci siamo fermati solo perché Michele ha sentito l'odore dei biscotti e pensava venisse dal suo negozio».

Continua a leggere

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Il vecchio stava già rientrando dentro ma a quelle parole si bloccò, stupito.

«Quali biscotti? Che odore hai sentito, ragazzo?»

Michele si fece trovare pronto alla domanda.

«Biscotti alla cannella. Ma è leggermente diverso. È più…»

«Pungente?» chiese il vecchio, a finire la frase lasciata in sospeso.

«Sì, esatto. Tipo più aspro. Non so dirlo per bene. Te lo avevo detto mamma che c'era l'odore. Li ha fatti lei?»

L'uomo, rimasto di stucco per non si sa quale motivo, si rivolse direttamente al bambino:

«Davvero hai sentito l'odore di cannella? Molto interessante».

«Che c'è di così interessante?» Chiese sorpreso Michele.

«Per tutti i mondi. Mi spiace piccolo, non ho fatto io i biscotti, ma se ne vuoi uno posso procurartelo con piacere. L'odore che senti viene dagli oggetti nella mia bottega».

L'uomo non si era mosso di un passo, era rimasto coi piedi dentro e la testa fuori dal negozio. In bilico tra l'esserci e il non esserci.

«In che senso gli oggetti del tuo negozio?» chiese, a metà tra il sorpreso e il deluso.

«Ma perché non entrate a dare un'occhiata? Ve ne prego. Ne sarei felice. Come hai detto di chiamarti?»

«Michele».

«Michele… nome decisamente interessante. Entrate pure».

La quantità di oggetti sugli scaffali lo lasciò a bocca aperta. Si potevano trovare libri, giornali, soprammobili, ombrelli, gioielli, di tutto. C'era perfino uno scaffale traboccante di piante e fiori. Pezzi di arredamento, chiavi, vecchi macchinari. Senza contare, poi, la quantità di cose che non riusciva a riconoscere. C'era un'intera parete piena zeppa di statuette dalle forme più bizzarre raffiguranti non si sa bene cosa, alcune sembravano addirittura fatte di materiali morbidi e instabili che gli permettevano di mutare forma e colore. La zona dedicata ai dipinti era incredibile: immagini di ogni tipo, da creature che sembravano uscite dai fumetti che Michele amava leggere a paesaggi più o meno possibili. C'erano oggetti ovunque, ma in quel disordine caotico Michele riusciva a percepire un senso. Come se ogni cosa presente avesse il suo spazio e un motivo per essere lì.

«E così è» gli suggerì all'orecchio il bottegaio, come se avesse percepito il suo smarrimento e la sua meraviglia.

«Benissimo, adesso occupiamoci un po' di te. Michele, giusto?».

Nel sentir pronunciare il suo nome, il ragazzo lasciò che la madre si godesse il giro per il negozio e diresse finalmente la sua attenzione sull'interlocutore. Un vecchio alto e magro. Una figura a suo modo imponente. I lunghi capelli bianchi raccolti in una treccia poggiata sul bel vestito viola. Al collo portava una semplice cordicella di cuoio con appeso un pendaglio di metallo tutto intarsiato con al centro un cristallo azzurro, forse un po' troppo grande rispetto alla sua corporatura. Nel complesso irradiava saggezza e conoscenza. Incombeva su di lui con aria tutt'altro che minacciosa, con le mani incrociate dietro a tener dritta la schiena.

«Ti piace la mia collezione?» chiese, socchiudendo leggermente gli occhi azzurri come il cielo a primavera, come se cercasse di cogliere non si sa bene quale reazione.

«Ah ah. Bella. Ci sono un sacco di cose».

«Vero. Questa è la Bottega dei Cento mondi. Molti di questi oggetti provengono da mondi di cui non hai mai nemmeno sentito parlare, ma hanno qualcosa in comune. Ognuno di essi è legato a una piccola storia importante».

«Sul serio?» chiese Michele, guardandosi ancora attorno e non riuscendo a trovare uno spazio vuoto.

«Assolutamente. È una collezione di oggetti molto ricercati».

«Tanti sembrano quasi da buttare». Il vecchio sorrise a quell'affermazione quasi impertinente.

«A un primo sguardo potrebbe sembrare così, te lo concedo. Ma ti assicuro che è una selezione molto accurata. Non fermarti solo all'apparenza. Dietro una copertina logora, può celarsi un capolavoro. Dentro a una semplice carta gialla, potrebbe esserci un dolce buonissimo. Racchiuso in una piccola e insignificante scatola, potrebbe nascondersi un'avventura straordinaria. Così come dietro l'innocenza di un bambino, potresti trovare un Cuore Grande».

«Cos'è un cuore grande?».

«Tutto a suo tempo Michele, non preoccuparti. Abbiamo tutto il tempo che ci serve. Io sono Madrigale, umile custode di questa bottega e di questa collezione».

«Credevo fosse tua».

«Sei un tipo sveglio, bene. In realtà si può dire che sia di tutti. Io ho solo il compito e l'onore di tenerla al sicuro e di accogliere i nuovi pezzi che arrivano. Ne arrivano sempre meno, purtroppo, ma sono fiducioso per il futuro, adesso che ti ho conosciuto».

«Ma come fai ad accogliere nuovi pezzi se qua non c'entra più niente? Perché ridi? Non mi sembra una domanda così sciocca».

«No, no, tutt'altro. Sorrido per la tua arguzia, giovane amico. Sono contento che sia tu».

Di nuovo Michele non comprese la sua affermazione, ma preferì tacere anche stavolta, lasciando la discussione in sospeso.

«Lo spazio non è un problema» continuò Madrigale, «quello si trova sempre per uno di questi oggetti speciali. Altra questione è il tempo. Ma anche a questo ci arriveremo. Anzi, che ne dici di fare un gioco?».

«Quale gioco?».

«Guardati intorno. Osserva bene tutto. O ancora meglio, non osservare niente con gli occhi. Osserva col cuore».

«Come si fa a osservare con il cuore? Non ha senso».

«Fidati, Michele. Fidati di quello che ti dico, ma sopratutto fidati di te stesso. Ognuno ha un suo modo di osservare con il cuore, c'è chi chiude gli occhi e si fa guidare dalla musica, chi si lascia guidare da un odore…».

«Come ho fatto io con il profumo di cannella?»

«Esatto. Non guardare con gli occhi. Trova il tuo modo, osserva col tuo cuore e vedi dove esso ti porta. Scegli un oggetto qualsiasi e io te ne racconterò la storia».

Michele rimase un po' fermo, non sapendo bene cosa dovesse fare o come dovesse comportarsi. Poi si girò e cominciò a vagare per il negozio, buttando sempre un occhio a Madrigale, in cerca di una conferma.

Quando Madrigale gli porse la campanella in modo che potesse esaminarla da vicino, nessuno dei due poteva sapere ciò che sarebbe successo.

Appena Michele ne sfiorò la superficie, una forza invisibile lo risucchiò tirandolo dai piedi. In men che non si dica si ritrovò a quattro zampe a correre come un forsennato contro il vento. Si sentiva euforico e stranamente stordito. Non capiva bene cosa stesse succedendo, ma non si sentiva fuori posto. Un grande abbaiare alle sue spalle lo fece voltare e vide almeno sette o otto cani enormi che lo inseguivano. Non aveva mai avuto paura dei cani, ma vederseli così all'improvviso alle calcagna lo spaventò.

Istintivamente cercò di aumentare l'andatura ma non sapeva bene come fare. Cercò di alzarsi, convinto che avrebbe potuto correre più velocemente ma il corpo non rispose ai suoi comandi. La sensazione di paura si intensificò, ma non riuscì a scalzare del tutto la gioia e l'ebrezza che ancora stava provando, causate dalla corsa sfrenata. D'un tratto vide sulla destra una rete che separava la strada da un cortile privato. Pensò che in fin dei conti non fosse troppo alta e avrebbe potuto scavalcarla, mettendosi al riparo, ma di nuovo il corpo non voleva saperne di dargli retta. Il panico lo invase e temette il peggio quando un grosso cane nero riuscì a raggiungerlo ringhiando nella sua direzione. Pensò seriamente che fosse arrivato il momento di un bel morso, ma non accadde: il grosso cane si limitò a superarlo, mettendosi in prima fila. A quel punto Michele rimase perplesso e guardò di nuovo dietro. Era riuscito a seminare tutti gli altri, forse si era salvato. In tutta risposta a questa sensazione di sicurezza, sentì che il suo corpo tentava di mettere più energia nella corsa, non voleva darsi per vinto. Si guardò le mani, sicuro di vederle tutte piene di escoriazione, ma vide quattro zampe fulve che sembravano volare sull'asfalto. “Un momento”, pensò. “Sono anche io un cane?”. Di nuovo l'entusiasmo per la corsa ebbe la meglio e, lasciandosi finalmente andare a quelle sensazioni, pestò il terreno con tutte le forze che gli rimanevano in quella zampe canine. Il senso di libertà che provava in quel momento era inebriante. L'unica cosa che gli importava era tornare in prima fila. La coda del cane nero era ormai a portata di denti, ma non voleva osare. “Non vincerò la Stracciazampe barando. Dimostrerò di essere il più veloce della città e lo farò onestamente”, pensò. Poi subito dopo aggiunse “cosa diavolo è una Stracciazampe?”. Aveva ormai raggiunto il cane nero, erano alla pari. Un ultimo sforzo e poi…

«Michele, tutto bene?» chiese Madrigale.

Michele si guardò intorno. Di nuovo dentro la bottega. In mano aveva ancora la campanella. Si toccò le gambe: due. Le mani: due anch'esse. Si tastò le orecchie: due, corte e senza pelo. Era veramente lui. Ma che diavolo era successo? Spesso gli capitava di sognare a occhi aperti. Sua madre diceva che a volte sembrava cadere in catalessi, come se viaggiasse in un mondo di fantasia tutto suo. Ma stavolta era stato diverso. Quelle sensazioni che aveva provato sembravano reali. Il vento freddo sulla faccia, l'eccitazione, la voglia di arrivare primo. Ancora frastornato riconsegnò la campanella a Madrigale e gli raccontò cosa aveva visto.

«È sorprendente, Michele» disse il bottegaio, meravigliato. «Cosa?» «Quello che dici di aver visto. Non tutti riescono a farlo. Anzi, direi che in pochi riescono senza un po' di esperienza. Non mi sbagliavo su di te».

«Cosa vuoi dire?»

Michele, con la sua natura curiosa, voleva assolutamente chiarimenti sulla faccenda, ma ancor di più voleva capire cosa intendesse il bottegaio con quell'ultima osservazione.

«Ti ho già detto che ognuno di questi oggetti è legato a una storia, ma in realtà c'è molto di più. Ognuno di essi ne contiene il ricordo. Anzi è formato dal ricordo stesso. Solitamente, quando si sfiora o anche solo ci si trova alla presenza di uno di questi oggetti, si viene investiti dalle sensazioni di quel particolare ricordo, dai suoi insegnamenti. Ma tu hai fatto molto di più. Sei entrato in quel ricordo. Ne hai vissuto un pezzetto. L'avevo capito subito che eri speciale, Michele. Sono molto felice che tu sia arrivato. Permettimi adesso di raccontarti la storia, come ti avevo promesso. Vedrai che col tempo capirai molto di più.

Perso nei suoi ricordi, non vide cosa avesse fatto il bottegaio prima di sedersi dietro al bancone, ma lo sentì mormorare qualcosa a bassa voce mentre tirava fuori dal cassetto della scrivania un curioso arnese simile a una lente d'ingrandimento, ma piena di rotelle e viti su tutto il bordo. Cominciò ad armeggiare su tutte quelle rotelle, girandole per cercare la giusta combinazione. Ognuna di queste faceva cambiare forma al vetro interno suddividendolo in segmenti diversi, come una specie di caleidoscopio. Michele, incuriosito, si allungò per vedere meglio quello strano arnese e per un attimo riuscì a intravedere la campanella attraverso quel vetro meraviglioso. Inizialmente la vide che si moltiplicava in numero sempre maggiore: ogni volta che le rondelle facevano uno scatto e il vetro si divideva, apparivano nuove campanelle sempre più piccole, fin quando il processo si invertì e la miriade di campanelle tornarono a formarne una sola al centro, sempre più vicina. Pensò che l'effetto fosse bellissimo già così, almeno finché non notò un sottile strato di fumo bluastro uscire dal centro della campanella, come una specie di nebbia. Più che fumo, sembravano in realtà tanti piccoli granelli di sabbia azzurra che cominciarono a ruotarle intorno. Rimase ammaliato da quello spettacolo mai visto. Piano piano la campanella sparì, lasciando solo quella piccola nube azzurra vorticante. Spostando la testa di lato, notò che la campanella era sempre al suo posto, il fumo era visibile solo attraverso la lente.

Quando Madrigale fu soddisfatto di come aveva impostato le rotelle sulla lente di ingrandimento, riprese la campanella sul palmo della mano, si appoggiò allo schienale della poltrona e cominciò a raccontare, senza dare il tempo a Michele di fare tutte le domande che avrebbe voluto.

2022-12-23

Aggiornamento

Siamo felici di comunicarvi che Madrigale e la bottega dei 100 mondi ha superato, nei primissimi giorni di campagna, il goal dei 200 preordini e non solo. Abbiamo superato anche l’obbiettivo dei 250 preordini. Incredibile!! E tutto questo grazie a voi. Ci stiamo muovendo spediti verso l’ultimo obbiettivo, ne mancano appena una trentina alle 400 copie preordinate. Un grazie di cuore enorme per il sostegno ricevuto.
2022-12-22

Aggiornamento

Grazie di cuore a tutti, grazie al vostro sostegno Madrigale sarà realtà. 🎉🎉 Il successo che sta avendo la nostra campagna di crowdfunding va oltre la nostra più rosea aspettativa. In una sola settimana abbiamo raggiunto il primo e il secondo goal andando spediti verso l’ultimo obbiettivo delle 400 copie e questo è tutto merito vostro. Un caro saluto e un abbraccio, a presto. 🤗🤗🤗

Commenti

  1. Matteo Dall'Olmo e Matteo Landi

    Grazie mille Romina e Carla, le vostre parole ci riempiono di felicità. Un abbraccio di cuore

  2. Carla Stefanelli

    (proprietario verificato)

    Abbiamo tutti bisogno di sognare, di trovare un po’ di magia nella nostra quotidianità, di viaggiare e conoscere, amare, soffrire, essere coraggiosi. Questo libro ci fa provare tutte queste sensazioni ed emozioni come una cascata, ci avvolge nell’intrigo, nella scoperta, nello straordinario. Il protagonista ci prende per mano e con la sua curiosità da bambino e il suo cuore grande ci conduce durante tutto il viaggio con sé, insegnandoci che con la speranza, la fiducia, l’amore si può sconfiggere l’indifferenza. Un libro adatto a piccoli e adulti perché ricco di riflessioni, storie, metafore di vita che ci faranno riflettere su situazioni nelle quali tutti ci siamo trovati. Una lettura scorrevole e coinvolgente che vi farà stare col fiato sospeso e la voglia di sapere cosa accadrà dopo.

  3. (proprietario verificato)

    Un libro dai molteplici livelli e adatto a tutte le età. La magia si intreccia alla profondità dei personaggi. Storie dal cuore grande, che ci portano a riflettere su molti temi, la solitudine, la diversità, la generosità, l’amicizia, il valore che diamo alle cose che abbiamo intorno… un libro che aiuta a non permettere che la polvere si depositi sulle nostre emozioni. Il tutto scritto in modo scorrevole e non senza quel tocco di ironia, qua e là, dove necessario. Lettura ovviamente consigliata.

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Matteo Dall'Olmo e Matteo Landi
Landi Matteo lavora con dedizione e impegno nella pasticceria e nella cucina, sue grandi passioni. È nato e cresciuto in Toscana e da sempre condivide con gli amici l’amore per il fantasy, grazie al quale non ha mai smesso di immaginare. Ha sempre osservato la realtà con occhi pieni di meraviglia, soffermandosi sulle piccole cose che rendono magica la vita e si è affacciato alla scrittura per condividere con tutti i sui mondi immaginari.
Matteo Dall'Olmo vive e lavora a Prato. La sua vita è ricca di passioni sempre nuove, ma quelle che resistono da più tempo sono la recitazione e la scrittura. A 22 anni sale sul primo palco e oggi, a 43, non ha ancora smesso di sognare. Scrive sopratutto per il teatro, ma decide di dare sfogo alla sua fantasia dedicandosi alla narrativa, unendo a quella per la scrittura anche la passione per i mondi fantastici che fin da ragazzino lo hanno affascinato.
Matteo Dall'Olmo e Matteo Landi on FacebookMatteo Dall'Olmo e Matteo Landi on Instagram
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