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Consegna prevista Gennaio 2025
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Nel buio di un parcheggio deserto, due donne si scontrano in un litigio acrimonioso. Alessia una giovane donna dal passato tormentato, e Sonia, la sua vecchia amica, si sfidano tra urla e minacce. Ma la mattina seguente, il freddo asfalto del parcheggio rivela un segreto più oscuro: Sonia giace senza vita, vittima di un destino crudele.
Disperata e senza vie d’uscita, Alessia si rivolge a don Alfredo, un uomo potente e senza scrupoli. Lui le offre il suo aiuto, ma a un prezzo agghiacciante: un favore che potrebbe cambiare la sua vita per sempre. Nel cuore di una città corrotta, dove il potere e la ricchezza contano più della vita umana, l’ispettore Brauni e il suo fraterno amico il vice ispettore Ienna, si lanciano nell’indagine.
Tra intrighi, segreti e colpi di scena, i due detective si addentrano in un mondo senza scrupoli. Ma chi è il vero assassino di Sonia? E cosa nasconde il prete dietro la sua maschera di santità? Nel labirinto di bugie e ambizioni, la verità è un filo sottile

Perché ho scritto questo libro?

Marzo è il mio quarto romanzo. Ho voluto ambientarlo nella mia città, Monza. Ho scritto questo libro con maggior esperienza e cura per i dettagli, con la consapevolezza di avere ancora molto da imparare ma sicuro di aver fatto un buon lavoro, un cerchio che racchiude in ogni pagina i pensieri, i ragionamenti per far sì che il libro potesse avere una storia credibile, un’anima. Certo che, anche tu lettore, vorrai darmi fiducia, ti auguro una piacevole lettura.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Martedì 1° marzo

Soffia un forte vento quella sera, una serata tipicamente invernale. Sono le 21.35 di un freddo martedì primo marzo, una ragazza termina in anticipo il suo turno di lavoro al call center vicino alla sala scommesse in fondo viale Libertà. Poco traffico quella sera, il lungo vialone che dalle porte del centro ti accompagna verso la periferia della città è illuminato dalla fioca luce dei lampioni e da quelle delle case.

Alla ragazza non piaceva il terzo turno in ufficio, ma almeno una volta al mese, la settimana con lo scomodo orario 16-22 toccava, come da contratto, anche a lei. Per giunta la sala scommesse situata sotto la palazzina dove lavora, il martedì rimane chiusa e la zona è più solitaria del solito e il breve tragitto che la separa dalla sua auto, è poco illuminato. Il parcheggio sterrato si trova dietro la grande casa di corte, vecchie costruzioni popolari disposte attorno ad un cortile centrale, dove trovi ancora i cartelli con scritto scala A e scala B. Ricordi dei tempi passati,  dove non si sentono più le voci allegre dei bambini che giocavano al sicuro all’interno della corte, come non si vedono più le donne che lavoravano a maglia sedute davanti la porta di casa parlando con il vicino.
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Un tempo ci si conosceva tutti, oggi i tempi sono cambiati e anche questo tipo di strutture un tempo pensate per essere “sociali”, hanno fatto il loro tempo. Oggi a mala pena sì dà il buon giorno al nostro dirimpettaio, la vita frenetica divisa tra il lavoro, vari impegni famigliari, non permette di fare nuove amicizie o dare troppa confidenza a chi ci abita accanto Il poco tempo che resta, lo si passa stando trincerati dentro casa ma con orecchie attente a qualsiasi rumore, soprattutto attente la sera e la notte. Alle ventuno e trentacinque, non si può dire che sia notte tarda, però in quel parcheggio poco illuminato, sembrava che già lo fosse, anche dalle finestre illuminate dei palazzi intorno regnava il silenzio. Quella sera  la ragazza aveva ottenuto un permesso per poter terminare il  suo turno venti minuti prima, quindi si era ritrovata a raggiungere la sua auto senza la compagnia di qualche collega. Venti minuti di solitudine fatali, verrà ritrovata distesa a faccia in giù il mattino successivo. La vittima è Sonia Pitarelli, venticinque anni, impiegata presso la Telefonia Moderna, un call center che lavora per importanti aziende nel settore dell’energia, proponendo contratti e abbonamenti. Attorno al collo una sciarpa rossa di lana spessa, un evidente strappo sulla coda di quest’ultima. La donna riportava anche un evidente ematoma sulla tempia sinistra, causato probabilmente dalla caduta e forse causa del decesso. Non è sposata, ha un fidanzato che lavora in Germania, Stoccarda per la precisione, presso una multinazionale dell’abbigliamento, lui ritorna a casa due fine settimana al mese e quel fine settimana sarebbe ritornato in Italia. Sonia a detta di tutti i suoi conoscenti, era ritenuta una brava ragazza ben voluta da tutti, mai uno screzio con i colleghi o i genitori, una persona serena che attendeva di poter raggiungere tra qualche mese il suo Claudio a Stoccarda per vivere finalmente insieme. Allora chi ha ucciso questa giovane donna?

Vengono sentiti amici e parenti per capire se a qualcuno avesse confidato qualcosa o se si fosse comportata in modo anomalo negli ultimi giorni., se forse frequentava nuove persone. Solo i genitori e i colleghi di lavoro, avevano avuto a che fare con lei in quei giorni prima della tragedia, e sia a casa che in ufficio, Sonia ai loro occhi era sembrata normale, disponibile e gentile come sempre. La terribile conclusione di un litigio con il fidanzato? Impossibile, lui era a Stoccarda a lavorare e non sarebbe tornato prima del venerdì sera. Allora chi ha ucciso questa giovane donna?

. C’è un assassino chi si aggira nelle vie appartate di periferia e strangola le persone? Al momento queste sono ipotesi campate in aria, solo fantasie per gli inquirenti.

In un appartamento di una palazzina situata vicino al centro della città, quella sera un uomo è seduto al tavolo della sua cucina con una tazza di caffè fumante, la figlia è di fronte a lui con il viso pallido e le mani tremanti. Il padre con espressione preoccupata la esorta a raccontargli che cosa sia successo. Dopo alcuni istanti in un silenzio carico di pensieri, Alessia prendendo un gran respiro, iniziò a raccontare come fosse andato l’incontro con la sua ex amica Sonia.

“Stasera sono andata dove lavora Sonia, l’avevo contattata nel pomeriggio chiedendole se era possibile vederci quando avesse terminato di lavorare per poterle parlare e lasciarci alle spalle tutto quello che è successo tra noi due e Claudio”.

“Una scelta saggia, era il momento di chiarire, inutile continuare a rimuginare per cose passate e poi voi eravate grandi amiche fin da piccole>> intervenne il padre <

La ragazza riprese a raccontare dell’incontro avuto quella sera.

“Mi sono fermata nel parcheggio sterrato dietro la palazzina dove lavora,  ho atteso che terminasse il suo turno e mi raggiungesse come avevamo concordato durante la nostra telefonata del pomeriggio. Dopo pochi minuti è arrivata, ho abbassato il finestrino lato passeggero e lei si è appoggiata sul bordo della portiera con il capo all’interno dell’abitacolo Ci siamo salutate cordialmente e abbiamo iniziato a parlare da buone amiche, come se non fosse successo nulla tra noi, poi la conversazione, come era logico, si è spostata su lei e Claudio, della sua scelta di andare a vivere a Stoccarda e sposarsi. Non so cosa è successo, ma all’improvviso mi sono sentita arrabbiata, quasi presa in giro dal suo modo di fare e raccontare dei suoi progetti futuri con l’uomo che un tempo amavo. Le mie mani stringevano nervosamente il volante e guardavo dritto davanti a me, lei continuava a parlare, io non l’ascoltavo più, volevo solo andarmene  e ad un certo punto ho alzato il vetro del finestrino ho messo in moto e sono partita. Sonia ha fatto appena in tempo a tirare fuori la testa dall’abitacolo, ma un pezzo della sua sciarpa è rimasto bloccato all’interno dell’auto trascinandola fino a che, dopo pochi metri si è spezzata facendola cadere a terra. Ho visto la scena di lei che cadeva e rimaneva immobile sul selciato, non mi sono fermata e sono scappata spaventata”.

Silvio Riccio sessantaquattro anni, ascoltava incredulo il racconto della figlia, la canottiera nera dell’uomo mostrava delle braccia ancora toniche, robuste, le grandi mani con le dita tozze, riposavano placide incrociate sulla piena pancia. Ad Alessia ricordava quando da piccola seduta in quella stanza, faceva i compiti sotto il suo sguardo vigile, lo stesso tavolo, gli stessi mobili in legno della cucina in stile classico, tutto sembrava rimasto come tanti anni fa solo che adesso non c’era più la mamma che le avrebbe dato coraggio. Sonia se ne stava con i gomiti appoggiati al tavolo, tenendo fra le mani la coda dei suoi lunghi capelli neri carezzandola con dolcezza.

“Cosa?” esclamò l’uomo spaventato “Come hai potuto fare una cosa del genere” esclamò il padre visibilmente scosso con i suoi occhi verde smeraldo, incastonati in un viso pieno. “Questa è una cosa terribile figlia mia, ti ha visto qualcuno?”

“No, il parcheggio era deserto, i suoi colleghi non erano ancora usciti dall’ufficio perché Sonia quella sera aveva chiesto di uscire mezz’ora prima” rispose sicura la ragazza.

“Alessia questa è una cosa seria, come hai potuto farlo, come hai potuto lasciarla a terra senza fermarti, mio Dio bisogna avvertire la polizia, domani mattina andremo in commissariato, mi assumerò io la colpa, non voglio che ti rovini la vita, sei ancora giovane hai una vita davanti a te, mentre io non ho nulla da perdere dopo la morte di tua madre” propose l’uomo, dalla fronte solcata dal tempo e dai pochi capelli grigi.

“Non puoi assumerti una così grande responsabilità papà” rispose in lacrime Alessia.

“Non preoccuparti so quello che faccio, domani mattina andremo insieme al commissariato, risolveremo tutto” disse l’uomo cercando di rincuorare la figlia nascondendo l’angoscia con un sorriso.

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Roberto Amelio
Ho iniziato a scrivere i miei libri durante la pandemia, una passione quella per lo scrivere che parte da molto lontano, da quando ero alle elementari e mi piaceva scrivere brevi storie horror. Poi sono passato a scrivere poesie che si sono trasformate in testi per canzoni per le prime band musicali in cui ho suonato. Da allora ho continuato a scrivere testi e a collaborare come autore con vari musicisti. Nel 2020 è arrivata la pandemia e ritrovandomi, come tutti, chiuso in casa, pensai che non c’era occasione migliore per iniziare a scrivere il mio primo libro, Estate18, la storia di un bimbo rapito in estate. Il secondo invece era ambientato in autunno, La profezia del Vangelo, un giallo fantasy. Infine nell'estate del 2022 esce il mio terzo libro che si svolge nel periodo invernale in una Bologna ai tempi della pandemia dal titolo Il destino della frittella.
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