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La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Ottobre 2024
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Immergiti in un mondo avvolto dall’energia misteriosa del Mor. Trevis, aspirante chierico, Tirsa dei nomadi, il furfante Turpin e la valorosa Tuna si ritrovano in un intricato intreccio di destini. In una saga epica di onore, potere e amore, scoprono una piuma dalle potenzialità sconosciute, svelando segreti che cambieranno le fondamenta del loro mondo. Un’avventura coinvolgente e unica, dove le forze ancestrali plasmano il destino di ogni protagonista. Un romanzo avvincente che svela il potere e la fragilità dell’umanità di fronte all’ignoto.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro per dare forma ai miei pensieri. Il desiderio di creare una storia che possa sfidare le convenzioni ed invita i lettori a riflettere sul significato delle sfaccettature della vita attraverso le pagine di un romanzo Fantasy. La scrittura diventa un rifugio che mi permette di esplorare mondi inesplorati e offrire, magari, ai lettori una fuga dalla pesantezza della vita quotidiana.

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

Un’Altra Missione..

Trevis  sospirava profondamente, mentre la solenne maestosità del tempio di Vidra fungeva da sfondo ai suoi pensieri. Nell’intimo della sua anima, il giovane novizio continuava a ripetere il mantra che ormai lo accompagnava da molti anni e come una nenia scavava sempre più a fondo negli abissi della sua mente: “Ancora una…Ancora una…”

Lì, con lo sguardo fisso sui giovani rampolli riuniti per il tevi pomeridiano, poteva avvertire la chiamata dei sette ed il compimento del suo destino. Aveva già compiuto sei delle sette missioni rituali necessarie per guadagnarsi l'accesso all'Accademia di Uden, un'istituzione tanto antica quanto prestigiosa, la cui fondazione stava per entrare nel suo millesimo anniversario.

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Trevis era consapevole che questo era l’unico modo per accedere a una vita di devozione, apprendimento e potere non essendo nato di nobili origini. L'Accademia di Uden, il sacro luogo in cui i futuri chierici di Morita venivano forgiati, rappresentava il culmine del servizio alla Chiesa dei Sette. Qui, gli allievi prescelti diventavano paragonabili agli stessi Eqos, non solo custodi di fede ma anche consiglieri di rango elevato. Nella società di Normen, non era insolito che gli Eqos ricoprissero ruoli politici di primaria importanza, guidando città e provincie con saggezza e discernimento.

Tuttavia, per Trevis, figlio di un lignaggio modesto, l'ingresso all'Accademia era un obiettivo che poteva essere raggiunto solo attraverso le sette missioni rituali affidate normalmente dall’Eqos della contea di nascita. Aveva portato a termine sei di esse, avvicinandosi sempre di più al traguardo della sua ambizione e alla realizzazione del suo cammino. Ancora una missione separava Trevis dall'ingresso all'Accademia, e questa consapevolezza lo riempiva di determinazione.

Così, in silenzio, all'ombra dell'illustre tempio di Vidra le solenni parole dell'Eqos Philip echeggiavano tra le mura sacre, riempiendo l'aria di una spiritualità intensa. Mentre gli occhi scrutavano i giovani rampolli, Trevis avvertiva come ogni volta che entrava in un tempio dei sette, il richiamo ineluttabile di una vita di fede, sacrificio e dedizione. Era come se il destino lo chiamasse, una chiamata che lo avrebbe portato a seguire le orme dei più grandi chierici della storia.

Ancora una missione, ancora una… E avrebbe finalmente guadagnato il suo posto tra i grandi servitori di Morita, contribuendo all'eredità spirituale che avrebbe continuato a perdurare nei secoli, insieme ai nomi venerati che lo avevano preceduto.

“Per la creazione stessa del nostro mondo, Morita, l'amore eterno di Madre Creazione abbracciò teneramente tutti i suoi figli terreni, in una unione che durò per una eternità. Tuttavia, in questo perpetuo abbraccio, l’energia del mondo non poteva crescere all’infinito, poiché l'eternità porta con sé un peso insostenibile. Fu allora che il Padre Fato scese dai cieli con la sua Falce, portando con sé la fine di tutte le cose, avviando un ciclo eterno di rinascita e morte.

“Miei cari fanciulli, è così che nacque il nostro mondo,” proclamò l'Eqos, seduto sui gradini che conducevano all'altare principale. L'altare era sovrastato da un'enorme stella a sette punte che pendeva dal soffitto, sospesa con grazia da due pesanti funi. In quel solenne luogo, le parole dell'Eqos risuonavano come un richiamo alla saggezza eterna della Chiesa dei Sette.

Ogni volta, Trevis rimaneva affascinato dalla modestia dell'anziano religioso. Era straordinario vedere un uomo col rango di Eqos seduto per ore sugli umili gradini di pietra ad insegnare il Tevi, il Libro Sacro dei Normeniani. In genere, l'istruzione dei giovani era compito dei fratelli minori, una posizione di gran lunga meno importante all'interno della Chiesa. Tuttavia, Padre Philip amava condividere gli insegnamenti del Tevi con i giovani cuori e abbracciava con fervore i dettami dei Sette.

Dopo una breve pausa, durante la quale osservò le espressioni di curiosità tra i suoi giovani ascoltatori, l'Eqos proseguì:

“Il padre Fato e la madre Creazione, dopo aver segnato il ciclo di vita e morte su Morita, concepirono i gemelli: Equilibrio e Caos. Equilibrio governava gli aspetti della vita, mentre Caos incarnava l'imprevedibilità della morte. Sebbene il mondo fosse stato creato in modo impeccabile, appariva piatto nella sua essenza e incapace di evolversi. Ecco perché Madre Creazione e Padre Fato decisero di concepire un secondo paio di gemelli: Ricchezza e Conoscenza. Con questo dono, colorarono il mondo con sfumature e nuove prospettive.

Trevis conosceva bene quel passo del Tevi intitolato “Le Origini del Mondo”, molti anni prima aveva udito le stesse parole dallo stesso uomo, seduto come ora tra i giovani presenti al catechismo pomeridiano nella chiesa di Vidra.

Il secondo passo, subito successivo, invece, narrava la caduta dei 7 ed il declino della Sacra Famiglia. Era un insegnamento carico di profonde riflessioni che aveva plasmato in qualche modo il suo percorso di crescita.

La vicenda era estremamente drammatica, e la Chiesa commemorava ogni anno con solennità l’evento.

Trevis prese a recitare mentalmente il versetto: “L'invidia che si insinua tra i gloriosi figli fu motivo di discordia, amare smisuratamente fu la condanna. Accogli con parsimonia ciò che ti viene donato e sarai risparmiato.”

Le scritture spiegavano in seguito che Equilibrio era il figlio prediletto di Madre Creazione, poiché senza equilibrio la Vita si trasformerebbe in puro Caos. Al contrario, il Padre Fato era l'unico in grado di dominare il figlio Caos, poiché il caos rappresentava tutto ciò che poteva accadere e non accadere, in un vortice infinito di pura casualità che può essere arrestato solo dalla morte. Queste sagge parole avevano sempre alimentato la sua fede e il suo rispetto per l'ordine divino.

Il passo del Tevi che parlava della Sorella Minore Conoscenza e di sua sorella gemella Ricchezza rappresentava un'importante metafora della vita e delle virtù su cui si fondava la Chiesa dei 7. Trevis, solo in età adulta, aveva compreso appieno la profondità di queste parole.. Era chiaro che il passo voleva trasmettere non solo precetti morali, ma narrava anche di come una lite all'interno della Famiglia si fosse trasformata  in uno scontro sanguinoso, tipico della quotidianità degli uomini mortali. Questa violenta disputa era stata fermata solo dal sacrificio di Fato e Creazione, che avevano sigillato se stessi e la loro prole in prigioni di cristallo. Questi stessi Cristalli erano successivamente caduti su Morita e venerati con profondo rispetto.

2024-03-18

Aggiornamento

Cari amici e sostenitori, Sono così felice di condividere con voi il successo della nostra campagna di crowdfunding per la pubblicazione del mio manoscritto. Grazie al vostro generoso supporto, abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo e superato ogni aspettativa. È stato un viaggio incredibile, reso possibile solo grazie a voi. Ogni contributo ha avuto un impatto enorme e non potrò mai ringraziarvi abbastanza. Ma il nostro viaggio non finisce qui. Abbiamo ancora un altro obiettivo da raggiungere e sono sicuro che, con il vostro continuo sostegno, possiamo farcela. Continuerò a lavorare sodo per rendere il lavoro all'altezza delle vostre aspettative! Grazie ancora per aver creduto in me e nel mio sogno.

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Danilo Loffredo
Sono Danilo, ho 33 anni e vivo a Cava De' Tirreni una splendida cittadina in provincia di Salerno.
Lavoro per una azienda molto dinamica che nel corso degli anni è diventata un po' la mia casa con tutti gli onori e gli oneri che ne derivano. Quando torno a casa la sera mi piace staccare la spina ed entrare in un mondo di fantasia dove le storie dei vari personaggi mi portano a vivere avventure straordinarie e ad esplorare la parte del mio animo posta più in profondità.
Da sempre appassionato del genere fantasy, sono un affezionato frequentatore del Lucca Comics e del Napoli Comicon alle cui edizioni partecipo ogni anno. Ho iniziato a scrivere storie brevi fin da piccolo spinto dalla saga di "Harry Potter" per poi dedicarmi ad un genere più epico grazie agli influssi de "il Signore degli Anelli" e le varie saghe di "Dungeons & Dragons" !
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