Mentre Zacchea insegue ostinata la formula delle bolle di sapone, Klotilde la pazza bussa allo specchio d’acqua e ascolta impotente il grido d’aiuto del lago che muore. In un luogo distante i capelli di Shirin, simbolo di lotta e speranza, oltrepassano le sbarre della sua prigione. Emma, anche se con qualche filo d’argento tra i capelli ritrova e abbraccia la sua bimba perduta. Maria, dopo più di un secolo, ritorna dall’oblio in cui il suo gesto indicibile l’aveva consegnata; Lucia invece quel tempo lontano lo custodisce in una vecchia scatola di latta insieme alla sua mamma dagli occhi tristi. Poi ci sono Dolores, Rosaria e Jamila. imapurite, disperate eppure pronte a spiccare il loro volo. E infine cosa pensare della vecchia eccentrica che dona al mondo il segreto della felicità? Forse la risposta si nasconde in quel luogo dove regnano uno stucchevole profumo di rose e un suono monotono come di gocce che cadono in un catino di zinco o sorprendentemente dentro di te.
Perché ho scritto questo libro?
Scrivere è il mio teletrasporto per viaggiare nello spazio e nel tempo. Si tratta di viaggi alla scoperta di questa nostra madre Terra così complicata e ricca di contraddizioni. E’ il mio modo per crescere, per evolvere, con la sensazione e la speranza che questo serva a rendere il mondo un posto migliore. Nei diversi racconti che compongono il mio libro le donne diventano protagoniste di percorsi introspettivi, volti alla comprensione dell’animo umano.


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