Bianca è una giovane investigatrice privata, abituata a muoversi tra segreti e bugie. La sua esistenza sembra ormai in equilibrio, tra il lavoro e l’amicizia con Stella, finché il passato non torna a bussare, riportando a galla verità che Bianca credeva di essersi lasciata alle spalle.
Due casi si intrecciano: Olivia, convinta di essere tradita, e Virginia, legata a un uomo che sembra vivere di menzogne.
Storie apparentemente semplici, che si complicano a ogni passo, perché basta un dettaglio fuori posto per far crollare ogni certezza.
E quando la verità emerge, niente sarà più come prima.
Capitolo 1
Sento bussare alla porta e vedo far capolino una chioma rossa: è Lisa, la mia assistente.
Dietro di lei, sul vetro d’ingresso dello studio, si riflette la scritta Oltre Investigazioni. Non potrebbe avere un nome diverso.
«La signora Grimaldi è già arrivata, la faccio entrare?» mi chiede.
«Sì, tanto qui ho finito.»
Con un cognome così importante, l’avevo immaginata diversa, più aristocratica. Invece davanti a me si presenta una donna dai capelli corti e disordinati, con un abbigliamento un po’ sciatto. È sulla quarantina e mi osserva da dietro i suoi occhiali squadrati con un’espressione incerta.
«Salve, Bianca.»
«Buongiorno, Olivia. Diamoci pure del tu.»
«Va bene. Da dove inizio?» chiede, scrutando la stanza.
«Da ciò che ritieni possa essere utile. Parlami del perché sei qui da me oggi.»
«Sono certa che mio marito, Luca, abbia un’altra» afferma risoluta.
«Non abbiamo certezze, per adesso.»
«Io sì.»
«Allora, raccontami tutto. Dall’inizio.»
Mi racconta una storia che ho già sentito mille volte: di lei che si occupa dei figli e della casa, di lui che non la degna nemmeno di uno sguardo. Una storia trita e ritrita. Mi elenca tutti i posti che frequenta il marito, che lavoro fa e a che ora torna a casa.
Mi segno tutto senza interromperla: nomi, orari, abitudini.
Olivia parla con un filo di voce, come se ogni dettaglio le pesasse.
Io annuisco.
«E tu cosa pensi che faccia, quando non è con voi?» chiedo.
Si mordicchia il labbro, evitando il mio sguardo.
Lo sanno sempre. Tutte. Anche quando fingono di no.
«Credo che ci sia un’altra. O almeno… qualcosa.»
Qualcosa.
C’è sempre qualcosa.
Mi tolgo gli occhiali e chiudo il taccuino.
«Va bene, Olivia. Me ne occupo io. Ma se vuoi davvero la verità, dovrai essere pronta a sentirla tutta. E potrebbe fare male.»
Lei annuisce.
In quell’annuire c’è tutta la sua consapevolezza.
Un’altra donna, un’altra storia. Ma certe storie, quando iniziano, non finiscono mai bene.
***
Rientro a casa con il sacchetto della cena. Mentre il profumo degli spaghetti di soia inizia a diffondersi nella stanza, non posso fare a meno di pensare a Olivia, nella sua cucina, intenta a preparare la cena ai suoi figli, invece io me ne sto qui in piedi a consumare cibo da asporto.
Le mie mani si muovono automaticamente sullo smartphone appoggiato sul bancone e inizio a cercarla sui social, ma non la trovo.
Cerco suo marito. Il mio obiettivo.
La lista degli amici è ben visibile. Strano: solitamente i traditori nascondono, ma lui sembra voler usare una tattica diversa. Mostrare per nascondere la verità. A volte la verità è celata da un finto velo di apparente normalità.
Ha un centinaio di amici. Prevalentemente sono colleghi di lavoro: alcuni hanno la foto del profilo con il camice bianco, sembrano tutti far parte della sua cerchia. Dottori.
Dopo mezz’ora di ricerche non ne ricavo nulla, solo auguri di compleanno e qualche tag in foto scattate nei reparti dell’ospedale. L’ultimo post è di un mese fa e cita una frase in latino: Homo faber fortunae suae, “L’uomo è artefice del proprio destino”.
Forse è vero. O forse è solo qualcosa che diciamo per non sentirci in balia del caso. Ci illudiamo di dare un senso alle cose, ma a volte non c’è un motivo. Succedono e basta.
***
Sono stanca e ho mal di testa. Decido che per oggi ho cercato abbastanza.
Non appena mi siedo sul letto, scopro Salem, il mio gatto nero. Nel buio quasi non mi ero accorta di lui, acciambellato sul cuscino.
L’ho chiamato così perché da piccola guardavo sempre in televisione Sabrina, vita da strega. Anche se lui, a differenza del vero Salem, ha il pelo lungo.
Dorme come un ghiro, con le zampe ripiegate e la testa appoggiata sulla coda. Sembra così sereno, completamente ignaro del mondo intorno a lui.
Gli scosto le coperte per farmi spazio, cercando di non disturbarlo. Sorrido, colpita dalla sua tranquillità, e mi sdraio di fianco a lui, tentando di rubare un po’ di quella serenità.
Chiudo gli occhi e tutto si spegne.
Capitolo 2
Passato, 2003
Con lo zaino sulle spalle e l’attesa che sembra infinita, sposto lo sguardo in lontananza. Vedo la maestra Teresa che fa cenno a qualcuno all’interno della segreteria, mimando il gesto del telefono.
Dopo qualche minuto si avvicina a me.
«Bianca, la mamma sta arrivando. Non preoccuparti, è solo un piccolo taglio.»
Istintivamente mi porto la mano sulla fronte. Sento il cerotto ruvido sotto le dita.
Sono caduta in palestra mentre giocavamo a “Chi ha paura dello sparviero?” e al “Nessuno!” detto in coro ci siamo messi a correre. Una bambina dietro di me mi ha spinta e sono finita contro il termosifone.
Dalla porta della segreteria vedo uscire Viola, mia sorella. Quando posa lo sguardo sulla mia fronte, mi guarda preoccupata.
Le faccio l’ok con il pollice. Non voglio spaventarla.
«Andrà tutto bene» mi dice appena mi raggiunge.
Niente andrà bene, mamma sarà furiosa.
Sara Sangermano (proprietario verificato)
C’è un momento, leggendo Oltre le apparenze, in cui ti accorgi che non stai più semplicemente seguendo una storia: ci sei dentro.
È uno di quei libri che si aprono con garbo e poi, senza fare rumore, stringono la presa.
La scrittura è fluida, naturale, scorre con una leggerezza che non è superficialità, ma padronanza e le pagine girano quasi da sole, sospinte da una trama intrigante che sa dosare bene attesa e sorpresa. Ogni capitolo aggiunge un tassello, ogni scena apre una fessura nuova, e quando credi di aver capito… arriva il colpo di scena. Anzi, più di uno.
È un romanzo che gioca con ciò che crediamo di vedere, con le certezze comode, con le prime impressioni. Ti invita ad andare avanti non per fretta, ma per desiderio: il desiderio autentico di scoprire cosa c’è sotto, dietro, oltre.
Ben costruita non si perde e non ti perde, ina parola? Coinvolgente.
In quattro, come viene spontaneo dirlo: bello, bello, bello, bello.
Rosanna Pasculli (proprietario verificato)
Ho letto in anteprima “Oltre le apparenze”, e per questo privilegio ringrazio l’autrice.
Ogni emozione è vera, ogni scena si staglia nella mente come fosse reale: Bianca e il suo interessante lavoro, Bianca e l’amore, Bianca e l’amicizia, Bianca e il suo passato che cerca riscatto, Bianca adulta e Bianca bambina. Le cadute, i successi, l’ironia, il dolore e le sue cicatrici vengono fuori dalla pagine con una naturalezza bellissima, rendendo tangibili i singoli personaggi e gli accattivanti dialoghi.
I temi difficili sono sostenuti dalla delicatezza delle parole e dagli sguardi maturi di una protagonista ormai forte e sicura di sè.
Consigliatissimo.
Maria Vivera (proprietario verificato)
Passato e presente, fili intrecciati di memorie che restano dentro la mente e fanno visita al presente.
“Oltre le apparenze” è ricco di flashback, i ricordi diventano reperti mai dimenticati che scorrono senza filtri, riportano a galla vecchie ferite che il tempo ha cicatrizzato.
Bianca bambina e Bianca donna s’incontrano, si tendono la mano affievolendo i pesi del passato.
A distanza, Bianca adulta, impara a guardare le pieghe con tenerezza, strappa via i sensi di colpa e i vecchi rancori, impara a perdonare, ad abbracciare le cicatrici invece di nasconderle capendo che solo così potrà ritornare ad amare.
Lettura che incuriosisce e fa immergere nella storia di Bianca e dei personaggi che le ruotano intorno.
Claudio Bertolotti (proprietario verificato)
Non vedo l’ora che arrivi! Già la trama è bellissima!
Fabio Marinoni
Il libro di Luana è scritto con passione e sono sicuro che sarà bellissimo!